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Mar 26, 2019 698volte

Putignano (BA) - 8^ 6 Ore di San Giuseppe

Il podio Femminile Il podio Femminile Foto Roberto Annoscia

23 marzo - Terminata la tradizionale kermesse del Carnevale, Putignano è tornata a vestirsi a festa per la due giorni podistica, la 6 Ore il sabato e la Marcialonga l’indomani, entrambe dedicate a San Giuseppe.  

La 6 Ore si sviluppa sul centralissimo giro di 1264,7 metri, sostanzialmente piatto, ma con l’aggravio dell’antica pavimentazione, a chianche, che accresce la fatica. Di contro, è impossibile annoiarsi, non si è mai soli, indigeni e turisti “accompagnano” continuamente gli atleti, tante sono poi le attrazioni che l’organizzazione offre.

Già, l’organizzazione, a cura degli Amatori Putignano, storica società che festeggia il quarantennale della Marcialonga, una serie di eventi nazionali organizzati ed ospitati, una lunga seria tradizione, garanzia di qualità.

E anche la 6 Ore, giunta oramai all’ottava edizione, è notoriamente apprezzata dagli ultramaratoneti, ogni anno avvicina a questo particolare tipo di gara numerosi neofiti.

La garanzia la offre Vito Intini, vice presidente nazionale IUTA, fresco dell’essersi riappropriato del record della 24 ore sul tapis roulant, milioni di chilometri nelle sue gambe, ora la candidatura a Sindaco, che farebbe di Putignano la città più in movimento del mondo. 

Numero massimo di iscrizioni fissato a 250 atleti, davvero sfiorato con 242 iscritti, di cui 38 donne; tassa di iscrizione limitata a 40 euro per chi abbia rispettato il limite del 9 marzo, 50 successivamente (ulteriori sconti per gli iscritti IUTA).

Pacco gara contenente la polo commemorativa, oltre prodotti alimentari e altri gadget, più buoni per il pasta party per il pre e il post gara.

Poi la zona neutralizzazione, per cambiarsi, riposarsi, farsi curare e massaggiare, approfittare dei bagni chimici; bagno presente anche sul tracciato per ogni evenienza.

Numero di giri rilevati dal rilevamento elettronico tramite chip, i giudici Fidal calcoleranno le frazioni finali.

Alle 14,00 precise la partenza, cominciano i giri, incita tutti Paolo Liuzzi, lo speaker della strada pugliese, che si distingue ottimamente anche nelle gare di livello nazionale.

Si comincia correndo tutti, allo scoccare della prima ora in tanti rallentano, in pochi proseguono a ritmo pieno; allo scoccare della seconda ora si va ancora più lenti, tranne le solite eccezioni, e così sarà con il passare delle ore e dei minuti, salvo ritrovare miracolosamente le forze nel finale, quando si ha tra le mani l’adesivo da incollare sull’asfalto per permettere ai Giudici di calcolare la distanza residua.

Il giro presenta tre stazioni: la prima in zona cambio, con il ristoro che offre ogni genere di bevanda, dall’acqua alla coca cola, vari cibi solidi e la voce di speaker Paolo ad incitare e ad informare della distanza percorsa; la seconda, in pieno centro storico, “L’ultima cena”, così definita perché la anima con estrema verve, brio, effervescenza, Mino Barletta, autentico showman, ma nella vita di ogni giorno… marmista; la terza a base di alcolici, liquori e birra, con i due birraioli, con tanto di grembiule a forma di alto boccale a invitare ad andare a… tutta birra!

Usciti sul corso principale, la visione del Carro allegorico vincitore la 625^ edizione del Carnevale, il “Chi è senza peccato scagli la prima mela”, contro l’omofobia, realizzato dal maestro Deni Bianco, davvero bello, al di là della condivisione o meno del messaggio.

Ma, perdonatemi, devo tornare su Mino Barletta, sul suo particolare ristoro, ha passato ore ed ore ballando, accompagnando gli atleti, risollevandoli moralmente, infondendo gioia e serenità, raggiungendo il massimo dello spettacolo quando si è travestito da donna, quasi costringendo tutti gli atleti a fermarsi un attimo, strappando a tutti un ballo, un cinque, una risata, una toccata… Ottimi poi i dolcetti caserecci offerti, sul tavolo che quasi passava inosservato per le gag di Mino, mi sonno dovuto sacrificare a consumarne un po’…

E la popolazione locale ha accettato con estrema educazione l’invasione, ha tifato, incoraggiato, anche coinvolti dall’ottima apparecchiatura acustica che portava la voce dello speaker in ogni dove. Bella e caratteristica Putignano, in una giornata fredda, ma non freddissima, soprattutto per chi era in movimento.

La gara è vissuta sul dominio incontrastato in campo maschile di Maurizio Di Paolo (US Acli Marathon Chieti) e in quello femminile di Lorena Brusamento (GS Gabbi Bologna): non hanno rallentato un attimo e meritatamente hanno confermato il successo di un anno fa.

Di Paolo si è imposto con 75579,3 metri sul fortissimo Nicolangelo D’Avanzo (Bisceglie Running) risalito fino a 73774,6 e sul costante Fabrizio Samuele (Passologico Pescara), terzo con 71718,2. Sempre abile, Maurizio Termite (Sei Sport monopoli) è quarto con 70776,5 davanti all’indistruttibile Giuseppe Mangione (Barletta Sportiva), quinto con 70442,5.

Seguono Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano) con 70342,5; Fabio Amabrini (Passologico) con 68831,8; Savio Marco Acquaviva (Barletta Sportiva) con 67686,1; Domenico Valenzano (Amatori Putignano) con 67521,1; Antonio Candido (La Mandra Calimera) con 67472,1.

Al femminile vince Lorena con 67542,1metri sull’instancabile Erica Delfine (Amatori Putignano) con 62107,3 e sulla mitica Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra) con 60842,6. Quarta Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), con 60029,9; quinta la decisa Maria De Carlo (Athletic Team Palagiano), con 57798,5.

A seguire troviamo Grazia Antonietta Fina (Podistica Faggiano) con 57347,5 metri; Valentina Greco (Podistica Copertino) con 56161,8; Alessandra Liberati (Passologico) con 54750,1; Mariana Polignano (Amatori Putignano) con 53924,4; Adriana Valdevies (Podistica Faggiano) con 53414,4.

Da lodare tutti i partecipanti, per impegno e dedizione, compreso chi l’ha vissuta in maniera non estremamente agonistica, correndo e divertendosi, mettendo comunque chilometri nelle gambe.

Splendida la medaglia consegnata a ciascun finisher, che finalmente si è potuto rimettere in sesto con una buona doccia calda offerta dagli organizzatori, per proseguire con il pasta party, con delizie locali (orecchiette e rape, focaccia, mozzarelle, patate al forno, arance, crostata, acqua e vino).

E, come si fa nelle gare ben organizzate, sono cominciate sollecitamente le premiazioni, inizialmente con la consegna di targhe e riconoscimenti relativi all’attività IUTA 2018, sotto la regia di Vito Intini e Gianni De Robertis, consigliere nazionale IUTA.

Ed è il momento di entrare nel vivo della gara odierna, con riconoscimenti per i primi cinque uomini e le prime tre donne assolute, che oltre le medaglie, hanno ricevuto un ricco cesto di prodotti locali ed eco, con consegna affidata all’assessore allo sport, Delfine. Il trofeo Giovanni Chiapperino è stato consegnato dal figlio Lello ai due vincitori assoluti, Di Paolo e Brusamento. A seguire la consegna delle maglie di Campione Nazionale IUTA per i primi di ciascuna categoria, con relativo trofeo, a concludere la lunga ma bellissima manifestazione.

E’ il momento dei saluti, Vito Intini ha parlato di record di partecipanti per una 6 Ore italiana, alcuni partecipanti mi hanno detto che forse è la più bella in Italia, francamente posso solo affermare che vale la pena viverla e soprattutto correrla, ciascuno secondo le proprie possibilità, contro il logorio della vita moderna…

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