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Set 13, 2019 513volte

Il tramonto dell’estate podistica modenese

I due re di Albareto: Valentini e don Binu I due re di Albareto: Valentini e don Binu Giangi - R. Mandelli

11-13 settembre - Ultime gare del tardo pomeriggio nel comprensorio di Modena, sempre presente con manifestazioni (a parte un inevitabile rallentamento ad agosto) per accontentare chi non è in vacanza. Con l’aiuto della vicina Reggio, a giugno-luglio non c’è stata quasi serata in cui non ci fosse una corsetta, di quei 6-8-10 km buoni per mantenere la forma, espellere col sudore le tossine, e socializzare ovvero tentare (quasi sempre con esiti lacrimevoli) di imbarcare.
L’area comunale di Modena ha offerto dunque, tra mercoledì e venerdì, tre gare non competitive: la prima, nel famigerato 11 settembre (quel giorno, nel 2001 si correva a Ganaceto), con partenza alle 19,30 dall’ex ippodromo di Modena (ora miserevolmente ribattezzato Novi Sad, Novi Park, o peggio ancora Novi Ark, come eredità degli antichi gemellaggi di fratellanza antiimperialista tra città socialiste, come appunto fu Novi Sad), era la 5^ “Corri con l’Associazione Leucemie” (AIL), uno o due giri di 4,3 km su un percorso urbano già più volte sfruttato per le 5,30 e altre corse speculative. Qui invece la tariffa di iscrizione era il solito calmiere dei due euro (come per le corse delle sere successive), con la garanzia che il ricavato sarebbe appunto stato devoluto all’associazione suddetta e dunque a fin di bene.

Le foto di Teida Seghedoni documentano l’evento:

 http://podisti.net/index.php/component/k2/item/4801-11-09-2019-modena-5-corri-con-a-i-l.html

Giovedì 12 alle 19 ci si è spostati nella zona sud-ovest, tra il quartiere San Faustino e il villaggio-satellite di Cognento, per la “Corri Ducale”, edizione non specificata ma che ai miei annuari risulta la 8^. Lo strano nome risente della recente mania/nostalgia municipale per i Duchi di Modena (evidentemente chi ci governa adesso li fa rimpiangere) e della bizzarra denominazione “Residenza Anni Azzurri Ducale” della casa di riposo per anziani non autosufficienti presso cui si svolge la gara. Un po’ più giovane, ma non tanto, era l’età media dei partecipanti alla corsa, di 8.2 km con tempo massimo un’ora, che è un po’ poco e infatti stimola la piaga delle partenze anticipate. Va detto però che era prevista una partenza mezz’ora prima per i “camminatori”, e che comunque il ristoro e la consegna finale dei premi di partecipazione si sono protratti ben oltre l’ora canonica, quando ormai era calato il buio. Percorso  gradevole, col sole che andava a tramontare lasciando la spazio alla luna piena. Anche qui, Teida e figlio “Teidino” documentano scena e personaggi (qui in allegato).

Senza fotografi invece la terza serata, nell’altro villaggio-satellite di Albareto, questa volta nel lembo nord del comune, tra l’inceneritore, la linea TAV e la discarica divenuta collina. Albareto è una delle località più frequentate dal podismo, sia come luogo di partenza sia come passaggio (fra due giorni ci transiterà la maratonina del Torrazzo), sia di gare annesse al mini-festival del Partitone sia, come oggi, della Sagra parrocchiale.
Questa era la 18^ edizione della corsa, il giovane parroco ora si chiama don Binu, viene dal Kerala e a volte corre pure (non oggi). Si parte alle 19, la lunghezza massima è di 7 km esatti: le due novità sono che non piove (come invece accadeva sempre in questa occasione) e che il premio finale non sono più gli attrezzi da lavoro che davano una volta (cacciaviti, pinze ecc.) ma l’usuale mezzo chilo di pasta.

Nessuna novità invece nel rituale pienone di iscrizioni fatto dal Cittanova, il cui leader Peppino Valentini presenzia grosso modo a 367 gare l’anno (è tra i pochi modenesi che va a correre anche nell’odiata terra bolognese), offrendo generosa ospitalità agli sbandati che non trovano una tenda in cui custodire i propri bagagli; e niente di nuovo quanto ai partenti anticipati, a occhio la metà degli iscritti: forse volevano correre alla luce del sole, mentre noi normali vediamo la palla di fuoco calare oltre i pioppi e l’argine del Secchia, e, mentre stiamo arrivando, si accendono i lampioni dell’illuminazione cittadina.
Attrazione fatale per molti atleti, lo stand gastronomico che offre sconti per chi ha corso, cosicché anche le losanghe di gnocco fritto, ufficialmente quotate 70 cent, per noi podisti godono di un ribasso del 10%: sempre meglio mangiare qui che consumare i cosiddetti menù filosofici al contemporaneo cosiddetto Festival della filosofia, kermesse annuale dove, ogni anno sotto titoli diversi, le stesse persone dicono le stesse cose, e i “menù filosofici” ogni anno consistono nelle solite cose che appunto si mangiano anche, a prezzo più onesto e senza condimento parolaio, alla sagra di Albareto.

L’estate modenese finisce qui: d’ora in avanti, gare pomeridiane ci saranno solo di sabato, e poi nemmeno più; qualche notturna è prevista nel reggiano a cavallo di settembre e ottobre, dopo di che riporremo le canottiere nell’armadio fino all’estate prossima. Per chi ci sarà ancora.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Teida Seghedoni

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