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Set 23, 2019 479volte

L’autunno podistico scende su Modena, ma i pettorali vanno esauriti!

Competitiva ma in allegria Competitiva ma in allegria Teida Seghedoni

21-22 settembre – Il passaggio di stagione è stato celebrato, a Modena e dintorni, con due corse ‘abbastanza’ ludico-motorie, tra il centro città e il confine sud del Comune. Finita la stagione delle infrasettimanali, con l’autunno che ogni giorno sottrae luce, si sfruttano unicamente i weekend: il pomeriggio non troppo avanzato del sabato (perché alle 7 fa già buio) e la mattina della domenica, che per i cosiddetti “partéss prémma” è anticipata alle prime luci dell’alba. Naturalmente restano possibilità di evasione fuori provincia: sta anzi cominciando la stagione più intensa delle maratone e delle mezze; ma per chi non se la sente o non è capace, benvenuti anche gli scampoli settembrini.

Eccoci dunque sabato 21 al cosiddetto Parco Ferrari, che per un annetto fu chiamato Modena Park dopo che il Vasco ci fece il concertone (adesso però è un pezzo che la canzone “ModenaPark”, ovvero “Colpa di Alfredo”, non si sente più: tout passe, tout se remplace), e che i vecchi modenesi continuano a chiamare “Aftodròmo”, memori di quando ci sfrecciavano le auto di F1, tra Ascari e Surtees, o le moto di Provini, Agostini, Francesco e Walter Villa.
Sabato 21, dicevo,  si va al 2° “Allena la mente” (in meritorio sostegno dei malati di Alzheimer), dopo aver scelto tra le due facciate del volantino, una delle quali dichiarava la gara “domenica 21 settembre”, e l’altra “sabato 21 settembre”.

Lochèscion, il Parco, arcinota anche ai podisti, che la incontrano come sede, o passaggio, di almeno altre sei- sette gare ogni anno, inclusa la tappa intermedia della defunta maratona d’Italia, nonché di allenamenti a volte condotti, cronometro alla mano, dai due venerati santoni Gigliotti-Finelli.

Ma qui siamo al livello più ludico possibile, come svela già, all’arrivo, la voce di due speaker impostati sullo stile Gialappas, che fanno apparire sobrio persino il Paolo Mutton di secoli fa, e addirittura un austero regimental il Brighenti quotidiano: e riescono a coinvolgere nella loro forzata sproloquiante allegria persino l’assessora, convenuta malgrado il suo fisico dimostri poca dimestichezza con la pratica sportiva (lo potete commisurare nella foto 383 di Teida Seghedoni, quando al traguardo si confronta con una sportiva autentica, la Tina Turner dalla criniera al vento nelle foto 312-313).

http://podisti.net/index.php/component/k2/item/4882-21-09-2019-modena-2-allenalamente.html

Per il resto, è come andare in piscina: ci si tuffa quando si vuole, si esce dalla vasca a proprio piacimento, ci si rientra, si flirta con la vicina di asciugamano, si fanno dieci metri a tutta e quaranta in souplesse, si fa il ciaomama alla fotografa in attesa di postarlo su Fb, ecc.
Una mezz’ora prima del via, come le foto vi documentano, è tutto un girare in tondo: alla partenza ufficiale delle 17 ci presentiamo forse in un centinaio (su 500 iscritti dichiarati complessivamente). Mi colpisce la deliziosa scia profumata (a me pare talco, ma lei precisa trattarsi di vaniglia più zenzero) della più desiderata tra le podiste modenesi,  imperlata ma non imbruttita dal sudore per un giro già finito, e stranamente non circondata da stuoli di calabroni maschi, ma quasi esclusivamente da donne, o addirittura solitaria (Teida la immortalerà mentre si allaccia una scarpina nel bosco, foto 243-247). A grande richiesta, si concede per altri due giri; per gli altri due (tali da finire il plenum nominale di 10 km), la compagnia sarà offerta da Allesimo, e in particolare da Simona, che deve raccontarmi forse di nove maratone corse nelle ultime nove settimane e mezzo… e ha già la borsa fatta per andare con Alle  domani alla maratona del Mugello. Così passa un’oretta piacevole, tanto per riprendere confidenza coi battiti cardiaci, fra una 42 e un’altra.

L’indomani, il calendario del coordinamento prescrive una corsa a Quarantoli (Mirandola), estrema periferia nord della provincia, a quasi 40 km dal capoluogo. Da quelle parti hanno avuto or ora la forza di cambiare l’amministrazione comunale, dopo 70 anni di predominio di una parte sola (con annessi affidamenti famigliari alla famosa associazione Hansel & Gretel) ; ma non sono ancora riusciti a convincere i modenesi a sud di Carpi a frequentare le loro corse (fortemente decadute rispetto ai tempi mitici della Sgambada). Risultato, a Quarantoli dichiarano 400 presenze (quando la media modenese sta sempre sopra le 1000, talora 1500). E gli altri? Personalmente, come negli ultimi due anni vado alla “Meridiana” (a Casinalbo, una decina scarsa di km a sud di Modena), convinto di trovarmi, al pari degli anni precedenti e anche in forza della pioggia, insieme a poche decine di amici, intrufolatisi in quella che da 9 anni è la sfida competitiva tra i due circoli tennis appunto della Meridiana e del Villaggio Zeta di Modena (da qui il nome “Merizeta”).
Invece, Dio li benedica, eccomi coi parcheggi già pieni a mezzo km dal posto, la Teida in bici che fatica anche lei a trovare un parcheggio, varie  tende sociali (anche di società fedelissime al Coordinamento: foto 20) piantate nel prato antistante alla partenza… E soprattutto, all’iscrizione, mi sento dire dalle addette che i pettorali sono esauriti (possibili le iscrizioni solo per gli appartenenti ai circoli, impegnati nella sfida).
Ma abbiamo ugualmente il permesso di correre, eventualmente corrispondendo un eurino di libera offerta; è la seconda volta in vita mia che corro senza pettorale (la prima fu per uno sciopero dichiarato), e penso a quei personaggi che, abituati a correre da portoghesi, oggi lo faranno senza poter essere accusati da nessuno ( un compatriota ad honorem di Cristiano Ronaldo compare anche nelle foto di Teida, e fa perfino l’allegrone sbracciandosi quando vede la fotocamera: tanto, è gratis anche quella).
Quanti saremo? Boh? Il calcolo è reso arduo dall’inevitabile conseguenza del calo di qualità dei presenti: nel senso che, dico poco, duecento persone sono già in giro sul percorso (un avant-indree da 5,350 km x 2), magari con gli ombrelli; degli altri, solo i tennisti competitivi paiono soffrire nello sforzo agonistico (foto 204 per esempio), mentre i restanti si divertono, chi come suo solito annusando la scia di donnine mentre la moglie sovrappeso è rimasta alla tenda, altre invece correndo in tutta solitudine e grazia (foto 300, 330).

Tutto molto bello, per citare ancora la Gialappas. Che succederà fra un anno? Magari, la Merizeta sarà promossa a gara ufficiale del Coordinamento (chissà se voleranno gli stracci alla prossima riunione mensile), e ai mirandolesi resterà la vendetta che mi annunciarono minacciosamente quando li scoprii alla Corrida senza pettorale: “Vuàtar mudnìas an gnii minga al nòstar cùrsi, alora nuàtar a vgném a Modna e an paghèm minga”.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Teida Seghedoni

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