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Ott 12, 2019 Rodolfo Lollini e Maurizio Lorenzini 1802volte

1h59'40" - Impresa di Kipchoge a Vienna

12 Ottobre 2019 - Impresa a Vienna di Eliud Kipchoge  che copre i 42195 metri della maratona in 1h59'40".

Tempo non omologabile come record in quanto aiutato da lepri che si sono alternate durante la gara e rifornimenti volanti; se non altro, rispetto a Monza 2017 l'auto con il cronometro e proiezione di raggio laser ha viaggiato a distanza regolamentare. In ogni caso, splendida la prestazione del keniano. Un bravo anche alle 41 lepri d'eccezione ed all'impeccabile organizzazione.

Ecco la nostra cronaca diretta.

Ore 7.30 - Alle 8.15 odierne dovrebbe  partire il tentativo di Eliud Kipchoge di sfondare il muro delle 2 ore in maratona. Per Podisti.net la cronaca è affidata a Rodolfo Lollini ed al commento tecnico di coach Maurizio Lorenzini.

Ore 7.45 - Il weekend podistico parte subito forte, anzi fortissimo. Alla media di 2 minuti e 50 secondi al cronometro. Ad oltre 21 chilometri all'ora dovrà correre Eliud Kipchoge, atleta che si può forse considerare il miglior maratoneta di tutti i tempi. Cliccando qui troverete il suo palmares ed i motivi di questa nostra affermazione.

Ore 8.00 - Mancano 15 minuti alla partenza. Ci troviamo a Vienna e più precisamente nel parco del Prater, famosissimo polmone verde nel centro della capitale austriaca, ben noto anche per la Riesenrad, la grande ruota panoramica e per lo stadio calcistico dedicato ad Ernst Happel, casa della nazionale austriaca. Nel mezzo scorre la Hauptallee, l'arteria che sarà la parte principale del tracciato lungo 9,6 chilometri e che potete vedere in foto. Giro da ripetersi 4,4 volte. Rispetto  al tentativo a Monza del 2017 cosa è cambiato? Kipchoge ha due anni in più, ora sono 34. Per quanto riguarda il contorno, l'organizzazione sembra perfetta, però stavolta la Nike si è fatta da parte, in tutte altre faccende affaccendata dopo il caso Salazar e la precipitosa chiusura dell'Oregon Project. Rimane comunque sponsor tecnico e fornitore dei materiali, a partire dalle scarpe.

Ore 8.15 - Si parte da un ponte sul Danubio, con una leggera discesa iniziale che aiuta a prendere il ritmo, prima d'immettersi nel circuito. Sette lepri "capitanate" da Lagat scortano Kipchoge. Cinque davanti e due dietro.

Ore 8.30 - Primo cambio del gruppo delle lepri, ora entra in scena il team di Kiptanui. Media in linea con l'obiettivo finale. Proiezione finale 1h59'51", ma sono passati solo 5 chilometri.

Ore 8.45 - In campo i tre fratelli norvegesi Ingrebrigtsen. Come a Monza, un'auto precede gli atleti proiettando sull'asfalto un raggio laser verde che indica la velocità da tenere. 28'20" ai 10 chilometri.

Ore 9.00 - Ora davanti lo svizzero Wanders con altri sei pacers che si dispongono così: cinque davanti a triangolo con al vertice basso il capitano Wanders. Poi Kipchoge e dietro le altre due lepri. 42'33" ai 15 chilometri. Siamo 6" sotto la tabella di marcia.

Ore 9.15 - I cambi delle lepri, sebbene siano una chiara indicazione della irregolarità della gara e quindi dell'impossibilità di omologare come record la prestazione, sono spettacolari. Prima si cambiano i quattro davanti, poi i due dietro e per ultimo abbandona il gruppo il leader del team che ora è il mezzofondista USA Centrowitz. Sul percorso sono presenti circa 20.000 persone. 59'36" ai 21 chilometri (non la mezza maratona) meno 11" sul target di 1h59'59".

Ore 9.30 - Completati 26 chilometri con proiezione finale di 1h59'50". 

Ore 9.40 - Esce il team di Kiptanui. Imperturbabile lo sguardo di Kipchoge che mantiene uno stile impeccabile.

Ore 10.00 - Passaggio ai 35 km in 1:39:23, mantenuto il vantaggio di 10 secondi.  Nel 2017 a Monza da questo momento era iniziata la lieve flessione, stavolta procede tutto bene. Impressionante Kipchoge, non solo perché pare non far fatica, ma per l'assetto di corsa, non spreca nulla. Tra le lepri, chi ama l'atletica non potrà non emozionarsi vedendo quel grande atleta che è Bernard Lagat (classe 1978).

Km 42,195 : è BREAKING 2! Tempo finale di 1:59:40. Le lepri si sfilano e a meno di 600 metri dall'arrivo Kipchoge procede trionfante verso la finish line, chiudendo l'ultimo mille in circa 2'40". 

Dopo l'arrivo tutte le lepri sollevano in trionfo questo grande atleta. Ha corso con scarpe Nike, che in passato hanno generato qualche discussione.

Felici di essere stati partecipi raccontandovi in diretta da podisti.net questa grande impresa.

Aneddoti e ricordi dal primo tentativo di Breaking 2, Monza, 6 maggio 2017 (M.L.).

Pur se si trattava di una prova non regolamentare, fu chiesta la presenza del GGG Fidal (Gruppo Giudici Gare), di cui facevo parte; il delegato tecnico, nel corso della riunione tecnica tenutasi alle 4 del mattino (la prova di Kipchoge era prevista alle 06.30) ricordò comunque ad ognuno i suoi compiti, come se fosse gara vera. Non è dato sapere, o non lo vedo io,  se a Vienna fossero presenti i giudici; così come se il percorso fosse stato preventivamente omologato e certificato (però tenderei a darlo per scontato). Le lepri a Monza erano disposte in modo diverso rispetto alla prova odierna di Vienna, formavano una piramide, non perfettamente chiusa alla sua base. Non compresi bene la presenza tra le lepri di Zersenay Tadese e Lelisa Desisa, mi pareva corressero un po’ per conto loro. Al termine della prova era stato deciso di effettuare in ogni caso il controllo antidoping e fui scelto come accompagnatore di Kipchoge, per la conoscenza della lingua inglese, piuttosto che per l’esperienza in materia di procedure antidoping. Il compito prevedeva la “marcatura ad uomo” dell’atleta, ma il contesto rese tutto molto difficile. Anche se il tentativo era formalmente fallito c’era aria di festa: interviste, giornalisti, televisioni. Tra i personaggi famosi presenti anche Paula Radcliffe e Carl Lewis, in veste di speaker. Passai parecchio tempo nei dintorni di Kipchoge, ben oltre i 60 minuti canonici dalla notifica del controllo antidoping, spesso litigando con lo staff Nike che doveva dominare la scena, tranne quando fu il momento del controllo, qui non erano ammessi; per un attimo ebbi modo di scambiare due-parole-due. Gli feci i complimenti, gli dissi che era un peccato non ci fosse riuscito per così poco e che era stato un privilegio assistere a questa prova. Mi sorrise e mi disse solamente “will try again”. E così è stato.

 

 

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