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Set 19, 2018 928volte

Eliud Kipchoge è il miglior maratoneta di tutti i tempi, crono e palmares alla mano

Eliud Kipchoge è il miglior maratoneta di tutti i tempi, crono e palmares alla mano Foto: www.running-addict.fr

Si, lo sappiamo, ci stiamo avventurando in un campo minato, quello dei confronti tra atleti di periodi diversi. Da ex cestista, allenatore ed ancora grande appassionato di basket, ho visto amicizie “rovinate” per giudizi contrastanti su Michael Jordan e LeBron James. Con seguaci di Larry Bird e Magic Johnson a compatire i due litiganti, rimpiangendo i bellissimi ed irripetibili vecchi tempi ;-)

Però vogliamo provare a convincerVi di questa affermazione, cercando di tenere alla larga simpatie o sentimentalismi, semplicemente considerando tre parametri, ovvero le vittorie in carriera, i titoli conseguiti insieme al supremo giudice, ovvero il cronometro.

Vittorie in carriera - 91% ovvero dieci vittorie su undici gare disputate. E l’unica volta che non ha vinto è arrivato secondo. Una sentenza. Vederlo sulla linea di partenza crediamo sia un brutto colpo anche per gli avversari più coriacei. OK, ma che gare ha vinto? Tre volte a Berlino, altrettante a Londra e poi Chicago, Rotterdam ed Amburgo. Più alle olimpiadi. Insomma, mica le gare di paese. Tranne Rotterdam ed Amburgo si tratta di World Marathon Major ovvero il circuito delle sei 42km più importante al mondo, di cui fanno parte anche New York, Boston e Tokyo. Un po’ come se parlassimo dei tornei tennistici del Grande Slam.

Titoli conseguiti -  Oltre alle 7 precitate Major Marathon, ha vinto ai giochi olimpici. Solo quest’ultimo titolo basta ed avanza in quanto ad oggi non esiste altra gara più prestigiosa che un olimpiade e se questo vale per tutti gli sport, l’assunto ha maggiore valore nell’atletica leggera ed ancora di più in questa disciplina. Poi in realtà il ragazzo avrebbe anche vinto un titolo mondiale sui 5000 metri, ma questo non va preso in considerazione in quanto è solo di maratona che vogliamo parlare. Un discorso che tenga conto anche della pista diventerebbe più complesso e ci sarebbero altri più meritevoli contendenti. Ah, per la cronaca Kipchoge, allora imberbe diciottenne, in quella gara del 2003 fece fuori due emeriti pipponi come Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele…

Cronometro - Del record di domenica, 2h01’39”, ci ricordiamo bene, ma se guardiamo i tempi di tutte le sue maratone, ad esclusione di quella olimpica, ma lì contava solo vincere, rileviamo quanto segue:

2013: Amburgo 2h05'30" - Berlino 2h04'05"

2014: Rotterdam 2h05'00" – Chicago 2h04'11"

2015: Londra  2h04'42" - Berlino 2h04'00"

2016: Londra  2h03'05" – Rio de Janeiro 2h08’44”

2017: Berlino  2h03'32"

2018: Londra  2h04'17" - Berlino 2h01'39"

Impressionante. Mai sopra le 2h05’30”. Più volte molto vicino al record mondiale e nel 2017 ricordiamoci l’esibizione non valida, ma pur sempre di notevole spessore a Monza, con il famoso 2h00’24” non omologato.

Insomma, noi ci siamo schierati: Eliud Kipchoge è il miglior maratoneta di tutti i tempi, crono e palmares alla mano. Se concordate o avete altri candidati, scriveteci.

3 commenti

  • Link al commento Rodolfo Lollini Giovedì, 20 Settembre 2018 09:01 inviato da Rodolfo Lollini

    Caro FMr,
    riconfermando la premessa, il mio esame prende in considerazione i risultati parametrati al periodo storico.
    Quindi per Bikila il record mondiale è in funzione dei materiali del tempo, come il titolo olimpico è in funzioni degli avversari degli anni 60, mica degli attuali.
    Certo, l'etiope ha vinto due olimpiadi (e anche stabilito due volte il record) ma ai suoi tempi questa era quasi l'unica gara di maratona a dimensione mondiale.
    Confessando che Bikila resta il mio preferito anche per altri motivi più nostalgici e che in effetti mi sembra l'unica valida candidatura alternativa, stavo cercando di capire a quali gare ha partecipato. leggevo che ne ha vinte 13 su 15, arrivando solo quinto a Boston (ai tempi forse era l'unica delle esistenti Major con valore mondiale) e si è ritirato nel 68. Indubbiamente un ottimo ruolino di marcia.
    Però, come a Bikila non si poteve domandare di partecipare a gare che non esistevano ancora, così a Eliud non si può domandare di rivincere un'olimpiade nel contesto del ricco ed affollato calendario attuale.

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  • Link al commento Maurizio Lorenzini Mercoledì, 19 Settembre 2018 18:54 inviato da Maurizio Lorenzini

    I confronti sono sempre difficili, non si dovrebbero considerare solo i tempi realizzati. Pensiamo ai materiali ma anche, direi sopratutto, le metodologie di allenamento. Comunque siamo di fronte ad un fenomeno, che si è fatto parecchia pista e cross, a testimonianza della grande importanza di formarsi atleticamente in questi ambiti.
    Per completare il quadro della performance di Berlino, questi i parziali da paura, ogni 10 k:
    10 k , 29:01 - 20 k, 28:55 - 30 k, 28:49 - 40 k, 28:47
    passaggio alla mezza in 1:01:06

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  • Link al commento Mercoledì, 19 Settembre 2018 17:19 inviato da FMr

    Bravo Rodolfo a premettere quanto hai premesso, a raccogliere i dati e commentarli; ma... la tendenza a schiacciarsi sull'attualità è tipica dei nostri tempi senza storia... Più bravo Hamilton o Fangio o Nuvolari? Marciano o Clay? (i computer degli anni 70 dissero marciano). Don Bragg o Bubka?? Partendo da quest'ultimo caso, mi chiedo quanto merito dei successi in termini cronometrici di Kipchoge sia da attribuire ai materiali (sappiamo tutti che ditta e apparato scientifico ci stia dietro Kipchoge).
    Ciò premesso, e da inguaribile storico nostalgico, contropropongo Zatopek e Bikila: 2,15 a Roma 1960, con le scarpe di allora (o senza scarpe...), sui ciottoli dell'Appia antica; 2.12 a Tokio 4 anni dopo. Ecco: Kipchoge vinca un'altra olimpiade e ne riparliamo.

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