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Mar 13, 2020 431volte

Il virus interrompe anche il sogno di Luca Naso di "correre ai confini d'Italia"

Luca Naso a Bari con l'Assessore allo Sport Luca Naso a Bari con l'Assessore allo Sport Foto Facebook

L'epidemia, o meglio, le restrizioni alle corse di gruppo per rallentare l'epidemia, hanno fermato anche lui e il suo sogno. 

Lui è Luca Naso. 38 anni, astrofisico catanese con una grande passione per la corsa, che dopo aver corso tante maratone, ha avuto una splendida idea, realizzare il sogno “Correre ai confini”, un’impresa podistica che prevedeva di percorrere tutta l’Italia correndo lungo il confine di stato, toccando tutte le regioni della nazione. Così la spiegava:

"Non sono sicuro di come sia nata l'idea di questa sfida, ma da quando è nata è cresciuta di giorno in giorno, per diventare un sogno vero. Ho deciso di farlo perché credo nel valore dei sogni, e sono convinto che conoscere i tuoi sogni, e fare sforzi per realizzarli, ci renderà persone migliori".

La corsa di Luca è iniziata il 1° gennaio da Catania: il tracciato di 8.876 km complessivi, in singole tappe di 15 km di media, due tappe al giorno per sei giorni la settimana, sarebbe dovuto essere percorso in solitaria, ma con l’aiuto di associazioni sportive, amministrazioni comunali, e podisti dei luoghi che attraversava: insomma, non è stato mai solo. Dopo la sua Sicilia, ha attraversato Calabria, Basilicata, Puglia, Molise e Abruzzo. Il Giro si sarebbe dovuto concludere il 31 dicembre nuovamente in Sicilia.

Ma, purtroppo, giunto appunto in Abruzzo, al settantesimo giorno di corsa, Luca ha dovuto abbandonare il sogno, in osservanza delle norme ministeriali per il rischio da coronavirus.
Avrebbe potuto continuare da solo, ma il suo progetto era stato oramai condiviso da troppa gente, che lo affiancava nelle tappe, e così meglio fermarsi.

Molto toccato, sofferente per aver dovuto abbandonare l’impresa, ecco le parole di Luca:

“Credo che le restrizioni imposte rendano impossibile continuare a seguire gli obiettivi, le idee ed i valori di Correre ai confini. Non voglio proseguire e macinare chilometri da solo perché l’impresa si fonda sulla condivisione. Ho deciso di stravolgere ogni aspetto della mia vita per realizzare questo sogno insieme agli altri.
Mi dispiace di non riuscire a completare l’intero percorso, ma sono contento che tutti e 70 i giorni di "Correre ai confini" sono stati vissuti intensamente, con gioia e generosità dalle tante persone che si sono lasciate contagiare dalla positività di questo progetto.
Sono stato in posti diversi ed ho incontrato persone diverse, ma non mi sono mai sentito fuori posto. Anzi, mi sono sempre sentito a casa, perché le persone che ho incontrato hanno fatto loro questo sogno. E’ stato uno scambio reciproco di emozioni, sentimenti e valori. Persino in questi giorni molto difficili, tante persone hanno confermato la loro intenzione di partecipare al progetto!
Tuttavia, il nostro Paese si trova in una situazione drammatica e davanti a noi ci sono scenari di gran lunga peggiori di quelli che stiamo vivendo adesso, a partire dal collasso dell'intera struttura sanitaria per continuare con la perdita di lavoro di una miriade di professionisti capaci ed onesti.
Per questo motivo, non solo ho deciso di sospendere il progetto ma, non appena rientrato, ho subito iniziato un periodo di isolamento volontario in casa.
Correre ai confini non era un’idea folle, era un’idea audace.
Folle sarebbe stato non interrompere adesso.
Vi abbraccio tutti virtualmente.”

E così Luca è tornato a casa a Catania, deluso per aver dovuto fermarsi. D'accordo con la moglie si è messo in una preventiva quarantena dividendo la casa in due parti, senza possibilità di eventuale contagio.
Ma nella sua mente il sogno non è tramontato, qualsiasi valutazione circa la possibilità di riprendere il progetto  è rinviata a quando l’emergenza coronavirus sarà rientrata. Speriamo il prima possibile!

                                                                                                                         

 

 

 

 

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