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Mar 27, 2022 893volte

Reggio, una mezza 'bronzea' con sapori di maratona

Reggio, una mezza 'bronzea' con sapori di maratona Modena Runners- R. Mandelli

27 marzo – La vocazione agonistica di Reggio (sotto questo aspetto, capitale morale della Regione) si è confermata, sebbene con numeri un po’ ridimensionati e un percorso che a qualcuno non è piaciuto granché. Avevo preso parte all’ultima edizione pre-Covid, 17 marzo 2019, e ci eravamo classificati in 573: oggi sono 385, un calo attorno al 30%. Sorprende la notizia, sentita al traguardo, di una settantina di iscritti che non hanno preso il via, ma probabilmente si tratta di iscritti della gara annullata nel 2020 (allora paganti 14 euro), che non hanno confermato la propria presenza; perché non è da tutti pagare ora 25/30 euro di iscrizione e poi non venire nemmeno a ritirare il pacco-gara (peraltro, non strabiliante).

Certo, il giorno scelto era forse la data peggiore quanto a concomitanze: c’erano la maratona di Roma, cioè la più affollata d’Italia (sebbene i 5500 arrivati di oggi la ridimensionino alla grande), quella di Treviso (comprensiva di una 10 miglia), la mezza di Ravenna che ha una tradizione pluridecennale e solitamente viene abbinata a mangiate di pesce, e una quantità di maratonine padane che non finiva più (oltre alla ripresa, ormai inarrestabile anche dal patetico ministro Speranza, delle non competitive). E dunque, anche i quasi 400 ‘reggiani’, rinforzati da un contingente foresto forse attratto dalla qualifica Fidal Bronze, sono da considerarsi un numero incoraggiante.

Dicevo del percorso, non più un anello unico ma un doppio giro che ricalcava un po’ la prima e ultima parte della maratona, forse le meno panoramiche dell’insieme (il bello verrebbe da Coviolo in poi, mentre noi oggi da Coviolo riprendevamo la via di Reggio, percorrendo peraltro una minima parte del centro storico, con esclusione ad esempio della piazza Prampolini alias del Tricolore, glorioso arrivo delle antiche edizioni della 42). Doppio giro che per la prima tornata ha garantito una chiusura assoluta al traffico, mentre al secondo passaggio, specie nella zona di Coviolo, qualche auto nei due sensi almeno noi tardoni l’abbiamo incrociata. Rigorosa comunque la chiusura degli incroci urbani, spesso presidiati non solo da addetti ma anche da fettucce. 2+2 ristori, di sola acqua in bottigliette da 375 cc che andavano sprecati in massima parte. Non esistono più le bottigliette da 125 o 250?

Giro leggermente ondulato (ma non più di 100 metri di dislivello), perfettamente misurato (ho avuto dubbi al paletto del km 1, poi aggiustati al 2), su strade larghe dove le uniche seccature erano costituite dalle infestanti rotatorie piazzate anche dove non servono. Parcheggi non comodissimi, se si esclude quello Zucchi a pagamento (che tempi, quando i maratoneti parcheggiavano allo Zucchi per 1 euro complessivo!); la mancanza di un deposito borse in zona arrivo (dove pure di spazi ce ne sarebbero in avanzo, foss’anche all’aperto) ha costretto quasi tutti noi a correre avanti e indietro, parcheggio – ritiro pettorale – riparcheggio per lasciare la borsa – partenza – e dopo l’arrivo tornare al parcheggio per mettersi qualcosa addosso, perché 14 gradi e un po’ di vento non consigliano di starsene mezzi nudi in piazza.

Chissà se dopo la fine dell’emergenza, da domenica prossima, verranno meno anche questi proibizionismi, incuranti per esempio del fatto che da varie settimane ormai andiamo nelle palestre e negli spogliatoi e ci facciamo pure la doccia. C’è mancato, insomma, il corollario tipico del dopo gara, quando si resta lì a dirsene quattro; e l’immensa piazza della Vittoria sembrava addirittura sovradimensionata. Mancava anche il consueto corredo di fotografi amatoriali, essendoci l’esclusiva delle foto a una ditta professionale (pacchetto fotografico a 18,99 euro, per quanto mi riguarda No grazie): ho visto a Reggio due abituali fotografi di Reggiocorre, ma uno faceva il giudice d’arrivo, l’altro correva (c’è sempre il modo di riciclarsi per gli sportivi veri).

Aldilà dei campioni su cui si sofferma la cronaca principale della gara http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/8484-reggio-emilia-mezza-di-reggio-a-barbara-bressi-e-amaniel-freedom.html

la gara ha mostrato altri elementi di interesse: come la conquista di molte posizioni di spicco da parte della società quasi neonata dei Modena Runners (ammetto di essere campanilista), che ha portato il suo Saimir Xhemalaj a stabilire il primato sociale con 1.12:39, e tre suoi componenti sul podio: gli SM 40 Giuseppe Castiello e SM 45 Giacomo Carpenito (medico nonché pianista) secondi nelle rispettive categorie, la SF 50 Chiara Mezzetti (dietologa) terza. Ce ne sarebbe anche un altro, arrivato secondo M 70; ma per lui niente podio, perché tutte le categorie over 60 erano accorpate: si vede che il regolamento Bronze dirà così, oltre a prescrivere l’arcaico tempo ‘brutto’ per formulare le classifiche.

Faccio i personali complimenti a Emilia Neviani, presidentessa attivissima della Guglia Sassuolo, che in partenza mi confidava di puntare a 2:10 e ha finito in 2:00, e a Soraia Pozzi che oggi compiva gli anni e li ha festeggiati lasciandoci indietro tutti e due; infine, a M. Antonietta Raffaele, una ragazza che a 45 anni ha corso da Runcard la prima mezza della sua vita, in 2:04, anche perché nell’ultimo km ha aspettato la sua più giovane amica Greta che la seguiva un centinaio di metri dietro. Il suo obiettivo, mi diceva, è New York, ma ci vuole arrivare senza bruciare le tappe.

La 21 di Reggio ha anche questa funzione di apripista.

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: Endu

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