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Ott 09, 2018 1267volte

In quale fascia d’età è consigliabile e salutare correre una maratona?

Il tracciato della TwinCities in Motion Marathon 2018 Il tracciato della TwinCities in Motion Marathon 2018 Foto: www.tcmevents.org

La cartina che vedete, raffigura il percorso della TwinCities in Motion Marathon che si è disputata il 7 Ottobre tra Minneapolis e Saint Paul. Tracciato invitante, con lunghi tratti ad attraversare graziosi laghetti ed il lungofiume del famoso Mississippi. Basta vedere la piantina per far venir voglia di correrla. Nel nostro caso, tra vecchiaia ed acciacchi vari, le 42 chilometri le abbiamo messe in soffitta, almeno nel ruolo di partecipanti, ma non tutti la pensano così, sia tra i master che fra i giovanissimi. Domenica scorsa ha fatto scalpore Tierney Wolfgram, quindicenne che ha concluso la gara in 2h40’03”, conseguendo il record mondiale di categoria.

Apriti cielo, da noi si è scatenato il dibattito tra amici e specialmente sui social. Ma non è troppo presto correre questa distanza a quell’età? E’ giusto e soprattutto salutare sostenere uno sforzo così lungo quando il fisico non si è ancora completamente formato anche a livello scheletrico e muscolare? Altri invece pensano che sia sbagliato in Italia richiedere la maggiore età per iscriversi. Ci facciamo delle remore ingiustificate e partiamo già in ritardo rispetto al resto del mondo. Oltre all’aspetto salute, c’è chi sostiene che partire così giovani sia anche di nocumento per una possibile carriera ad alto livello. E via con la lista di giovani meteore di cui si sono perse le tracce.

Stabilito quando cominciare a correre una maratona, ci domandiamo anche quale sia il limite d’età per smetterla con questa distanza. Lo scriviamo mentre sfogliamo l’elenco delle migliori prestazioni outdoor che la FIDAL elenca per categoria d’età. Il record over 85 è di Antonino Caponnetto che l’anno passato ha chiuso in 4h20’11” la sua gara a Verona. Tabella che non si ferma ai 42, elencando novantenni finisher sui 100 chilometri…

Tra l’altro c’è chi non ne fa una questione di data di nascita, ma di prestazione. Conosco un medico sportivo che stabiliva in tre ore e mezzo il tempo oltre il quale correre questa gara diventi dannoso. A prescindere dall’età. Forse esagerava, ma intanto, per aumentare il business, ormai il tempo limite di molte tra le gare più popolate è slittato a 7 ore o giù di lì. Se si moltiplica 7 per 6 km/h, si arriva a 42, ma a questo punto non è più corretto parlare di danni della corsa, perché siamo ad una lunga e forse salutare passeggiata veloce…

2 commenti

  • Link al commento Rodolfo Lollini Venerdì, 26 Ottobre 2018 09:36 inviato da Rodolfo Lollini

    Si, per gente che corre chilometri e chilometri da piccolo (e la stessa cosa facevano i padri) è un discorso diverso. Io intendo per il mondo occidentale, fatto di sedentari figli di sedentari

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  • Link al commento Giovedì, 18 Ottobre 2018 13:51 inviato da Stefano Severoni

    Ho letto che il mitico Haile Gebrselassie ha corso la sua prima 42,195 km quando ancora non era maggiorenne: mi pare che ciò non abbia precluso la sua brillante carriera da senior. Come si rileva nell'articolo sopra, bisogna sempre vedere cosa s'intenda per "maratoneta". Prestazioni che comportino lungi tratti di cammino, non posso essere considerate quelle di un maratoneta. A mio giudizio - almeno in Italia - il problema non è tanto nell'eccessivo movimento, quanto nell'eccessiva sedentarietà anche nei giovani. Se preparata bene, la maratona può essere affrontata in quasi in tutte le età della vita umana.

    Rapporto

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