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Mag 14, 2019 643volte

Gioia del Colle (BA) - 7^ CorriconGioia

La partenza La partenza Foto Roberto Annoscia

12 Maggio - La CorriconGioia più difficile, più dura, più epica, ma alla fine forse la più bella, perché non è stato facile organizzare, cambiare, gestire, in quelle condizioni problematiche.

Promessa ed annunciata la pioggia è arrivata, ed è stato un crescendo dalla partenza all’arrivo di una buona parte di atleti, per poi finalmente dare un attimo di tregua, e riprendere durante le premiazioni, opportunamente spostate al coperto.    

Ed è qui che va evidenziata la bravura organizzativa di tutti soci della Gioia Running che, notoriamente eccelsi in condizioni ottimali, hanno saputo rendere alla grande anche nel diluvio di una giornata più invernale che di metà maggio.

La oramai collaudata location nella zona del Palazzetto dello Sport ci accoglie come oramai tradizione con larghi spazi per parcheggiare comodamente; spicca subito la serie di dieci bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre quelli del suddetto Palazzetto.

Qualche sparuta goccia di pioggia e il cielo grigio davvero minaccioso ad impaurire gli atleti, impegnati a pregare e a gesti scaramantici nella speranza di rimanere all’asciutto.

Speranza vana, perché mentre arriva la maggioranza dei partecipanti, la pioggia aumenta, davvero passa la voglia di correre.

Il simpatico deejay Piero, diffonde brani in tema, da “Scende la pioggia”, a “Piove” o “Nel sole”, gli atleti sorridono, alcuni cantono o ballano, ma cercano il giusto riparo.

E’ un crescendo di ombrelli aperti, di imprecazioni, ma cresce la convinzione che si correrà sotto l’acqua.

E sotto l‘acqua gli organizzatori sistemano le ultime transenne, gli ultimi nastri, il “grosso” del lavoro è già completato, si cura ancor con maggiore attenzione la sicurezza degli atleti.

Atleti che, espletate le operazioni burocratiche di perfezionamento iscrizioni e ritiro dei pacchi gara prettamente a base di prodotti alimentari, possono dedicarsi alle operazioni propedeutiche per correre.

Otto euro il costo dell’iscrizione per questa gara dal tracciato certificato, e da quest’anno di livello nazionale.

A disposizione degli atleti anche i capienti spogliatoi del Palazzetto, dove nel finale sarà possibile anche fare la doccia, opzione quasi introvabile nelle gare regionali sulla distanza.

Bello vedere, tra gli altri, al lavoro il presidente attuale Gianni Gemmati e il suo predecessore Donato Angelillo, ma tutti i soci collaborano attivamente, con le donne all’interno a preparare le bustine ristoro.

Già il ristoro, spostato al coperto, per proteggere gli atleti, anche le tradizionali stazioni musicali sul percorso sono state annullate, per evitare guai ai musicisti, tanta programmazione e tanto lavoro vanno in fumo.

Neanche speaker Paolo Liuzzi, nonostante il suo carisma, i tanti tentativi verbali e la sua calda voce, riesce a far tornare il sole, la pioggia impera.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00, gli atleti provano a riscaldare i muscoli, è divertente notare la differenza di abbigliamento, si va dal solo tradizionale completino di alcuni a cerate legate con tanto di cappuccio di altri.

La partenza vede come da dispositivo Corripuglia (di cui questa manifestazione rappresenta la sesta prova) la zona pole riservata agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione master della Fidal Puglia e provvisti di bollini distintivo; l’organizzazione odierna, come da propria consuetudine, ha predisposto altre nove griglie dove gli atleti, secondo coscienza, si dovrebbero posizionare in base al ritmo di corsa tenuto sulla distanza (si va dai 4’ ai 6’ al km).

Mentre un anno fa l’esperimento aveva sostanzialmente funzionato, sarà per la pioggia, sarà per una mancanza di modestia crescente, gli atleti si posizionano (quasi) tutti nelle prime griglie; anzi, non blindata alla perfezione la zona pole riservata ai più forti, viene meno la selezione effettuata, davanti si posizionano atleti di tutti i ritmi, modestia e consapevolezza dei propri limiti non sono di questo mondo.

Da segnalare la presenza del servizio pacer che guida gli atleti a raggiungere il crono finale desiderato: sempre efficienti, ecco i palloncini di Running Zen, a condurre i podisti al raggiungimento del proprio obiettivo.

Riusciti almeno a far indietreggiare gli atleti sul punto esatto di partenza, si attende il lasciapassare dei Vigili sul percorso per dare il colpo di via. Un piccolo incidente al Giudice starter, a causa di un colpo sparato improvvisamente, aumenta le difficoltà di questa fase, ma ben presto, si provvede a sparare il colpo decisivo che libera gli scalpitanti protagonisti.  

1536 gli iscritti della vigilia, oltre 300 i cosiddetti liberi, il lungo fiume umano invade le strade di Gioia.

Il fiume umano avanza bagnato dalla pioggia che cade incessante, immerso nel fiume di acqua che invade le strade creando pozzanghere: davvero non è il massimo, anche scattare foto diventa un problema, un sentito grazie a Fabio Daresta che si immola con il suo ombrello coprendo il sottoscritto durante il passaggio degli atleti al secondo chilometro, sul punto di via ma in senso contrario.

Il tracciato, dopo il suddetto passaggio, porta gli atleti nel centro di Gioia, tangendo anche il Castello Normanno Svevo, risultando sostanzialmente veloce e piatto se si esclude qualche naturale saliscendi, certamente non monotono, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, continuamente sorvegliato dagli addetti e blindato al traffico; manca chiaramente il pubblico, mancano come accennato le bande musicali, tranne il mittico “pulmino Ford”, ma nelle orecchie degli atleti non manca il ritornello: “Piove, senti come piove…”, dettato dall’incessante pioggia.

Un favorito d’obbligo in campo maschile, Giovanni Auciello, per diversi chilometri tallonato da Mino Albanese, ma poi giunto in solitaria, bissando il successo di una anno fa. 32:01 il crono di Giovanni, l’atleta di Palo del Colle, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, sempre brillante. Ottima prestazione anche per il suddetto Mino Albanese: l’atleta massafrese tesserato per l’Atletica Crispiano, si difende ottimamente e va a concludere in 32:43, lasciando il terzo posto al muscolare Vito Perta (GS Paolotti Martina Franca), che completa il podio in 34:08.

Dalla Calabria con furore, ecco il duo d’assi composto da Antonio Amodeo e Marco Barbuscio (entrambi Marathon CS), tutti e due in 34:15, rispettivamente quarto e quinto. Continua la scalata alle prime di posizioni di Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), sesto in 34:16, davanti al combattivo Mimmo Tedone, il capitano della Dynamyk Fitness Palo del Colle, settimo in 34:17, seguito dal compagno di squadra nonché direttore generale, Enzo Trentadue, ottavo in 34:26. Brilla anche Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 34:31, a precedere il sempre bravo Denis Greco (Atletica Assi Trani), decimo in 34:35.

Continua il magic moment di Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) che bissa il successo dell’anno scorso: una vittoria che conferma le capacità di questa atleta un po’ fuori dagli schemi, semplice e brava e benvoluta da tutti, anche dalle “rivali”. 38:51 il suo crono, giunge staccata la “termolese di Puglia” Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), seconda in 40:02, a precedere Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), riapparsa reattiva, terza in 40:08.

Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), sempre grintosa, è quarta in 40:59, seguita dall’irriducibile Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 41:20, stesso tempo della lucida Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta. Segue Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre ottima, settima in 41:48, davanti alla mai doma Marilena Brudaglio (Assi Trani), ottava in 42:42, e alle splendida Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 42:43. Giampaolo Stella (Atletica Monopoli), sempre generosa, chiude il treno delle prime dieci donne in 43:12.

Tanta l’acqua, tanta la bravura e l’impegno dei protagonisti, dal primo all’ultimo, dai Fidal ai liberi.

1366 risulteranno gli atleti in graduatoria, con Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), sempre sorridente e costante, a chiudere gli arrivi in 1:28:39; il mitico Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), aveva chiuso in precedenza la lista maschile in 1:21:30.

Da segnalare anche che in precedenza, e in tono minore causa clima, si è svolta anche la passeggiata dei diversamente abili, organizzata in collaborazione con alcune associazioni locali di volontariato.

Ricco il ristoro finale con bustina contenente acqua, mozzarella, banana; a parte, si riceve un bicchiere di integratore salino e un gelato a ricordarci che ci sarebbe dovuto essere il sole!

Purtroppo, nel momento di maggiore afflusso, si genera una rilevante coda, ma il tutto è addebitabile allo spostamento causa pioggia: i ristori di Gioia sono sempre stati ottimamente gestiti, divenendo quasi una ulteriore festa.  

Nonostante la pioggia e conseguenti difficoltà anche nelle rilevazioni elettroniche per mezzo dei chip, addetti e Giudici redigono con relativa rapidità le classifiche.

All’interno del Palazzetto (dove è possibile anche godere di un massaggio rigenerante gratuito, con tre validissimi operatori in azione), sfruttando un improvvisato podio e rinunciando – purtroppo - all’ampio palco all’aperto che resta desolatamente vuoto sotto la pioggia, comincia la cerimonia di premiazione.

Si parte con i due podi, per i sei protagonisti cesto di prodotti alimentari locali, premi tecnici e trofeo; si passa, poi, ai primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età premiati con confezioni di prodotti alimentari di varia entità secondo la posizione.

Premiati anche tutte le associazioni ed enti collaboratori con simpatiche targhe; il primo e la prima libera della non competitiva.     

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di complessivo di arrivati: vince la Nadir on the road Putignano con 62 arrivati, stesso numero dei “cugini” concittadini dell’Amatori, secondi; terza la Montedoro Noci (59), quarta la società organizzatrice, la Gioia Running (57) – che si autoesclude sportivamente ed ospitalmente -, quindi quarta l’Atletica Monopoli (49), quinta Atletica Tommaso Assi Trani (47).      

I saluti di Paolo, la foto di gruppo, le luci del Palazzetto di spengono, occorre intanto smontare tutto e ripristinare la città al suo solito aspetto, mentre è ripreso a piovere…

La Corriconpioggia, pardon la CorriconGioia, ha superato anche quest’anno l’esame: ottenere i complimenti di tutti i partecipanti in queste difficili condizioni significa saper fare le cose per bene, significa saper organizzare, significa tenere agli atleti.  

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