Direttore: Fabio Marri

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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

26 Maggio - Nel momento di maggiore difficoltà dopo l’epidemia per il coronavirus, e il conseguente blocco dell’attività con pesanti danni per tutte le Società affiliate, alla vigilia del Consiglio Federale di domani 27 maggio, Stefano Mei, candidato alla presidenza della FIDAL per il prossimo quadriennio olimpico, alla guida di “Orgoglio Del Riscatto”, ha scritto una lettera aperta all’attuale presidente Giomi e al Consiglio Federale, chiedendo urgenti e concreti interventi a favore delle suddette Società.

In particolare, si chiede di restituire l’intera (o parte) quota di tesseramento relativa al 2020 e   l’erogazione di contributi a favore delle stesse facendo ricorso “agli avanzi di gestione, a capitoli di spesa non più impegnati o ad altre sezioni del bilancio che vedranno una minore priorità”.

Di seguito la lettera indirizzata al Consiglio Federale:

Gentile Presidente,
Gentili Consiglieri,

cosa accadrebbe se le Società sportive non riuscissero a ripartire dopo questi ultimi mesi?

L’Atletica italiana è stata pesantemente colpita dalla pandemia in atto in tutte le proprie diramazioni, in prevalenza a causa del periodo di lockdown e delle varie misure di contenimento messe in campo dalle istituzioni sportive e non. D’un tratto si è interrotto il corso ordinario della stagione agonistica, degli allenamenti, delle manifestazioni e di tutta la programmazione posta in essere tra Federazione, Comitati, Tecnici, Atleti e Società sportive.

Queste ultime rappresentano il mattone fondante e principale del nostro movimento: sono i pilastri su cui pesa l’esistenza stessa del nostro sport, impegnate ogni giorno sui territori nel reclutamento, nell’avviamento, nel perfezionamento, nell’assistenza e nell’organizzazione di tutte le figure che incontriamo sui nostri campi, sia in allenamento che in gara, assorbendo, inoltre, dall’economia locale tante risorse economiche e umane che poi fungono da benzina per il motore federale.

Abbiamo stimato che ad oggi almeno l’85% delle Società sportive è ancora fermo con le proprie attività!

Per questo abbiamo più volte ribadito in queste settimane una linea a nostro avviso prioritaria su tutte le altre: è necessario sostenere le Società e farlo fin da subito!

Ci sono realtà che gestiscono impianti e hanno comunque dovuto far fronte alle utenze e alla manutenzione, altre che sostentano la maggior parte degli atleti non militari e che si sentono in difficoltà nei confronti di impegni presi con i propri tesserati, siano essi anche tecnici e collaboratori; altre ancora che hanno costruito negli anni delle reti territoriali per la promozione dell’Atletica e che vedono piste e palestre vuote, ma anche le tantissime che organizzano corsi, manifestazioni ed eventi in ogni parte dello stivale e che hanno già anticipato risorse nella programmazione dei propri appuntamenti in calendario, e così via… ecco, è a tutte queste realtà che va il nostro pensiero ed è a loro che crediamo che la Federazione debba dare supporto e sostegno, non soltanto discutendo sulle importanti linee guida utili alla ripresa delle attività, ma anche e soprattutto immettendo liquidità nel sistema (e NO, non è denaro da distogliere ad altre attività).

Vanno aiutate quelle Società che sono economicamente esposte fornendo un po’ di linfa vitale a quelle compagini che purtroppo rischiano di non proseguire la propria stagione e la propria esistenza, compromettendo così la pratica stessa dell’Atletica in alcuni territori.

Per questo chiediamo formalmente al Consiglio Federale e al suo Presidente di stabilire rapidamente dei parametri chiari, precisi, trasparenti, oggettivi ed equi, da condividere subito con tutti gli attori dell’Atletica italiana, ed erogare quelle somme già nelle disponibilità della Federazione e di cui già si è fatta menzione nei recenti verbali, attingendo a strettissimo giro agli avanzi di gestione, a capitoli di spesa non più impegnati o ad altre sezioni del bilancio che vedranno una minore priorità, se non addirittura il disimpegno.

Oltre ai più ampi interventi che potranno essere valutati dalla Federazione, riteniamo che la Federazione possa cogliere i seguenti suggerimenti di immediata applicazione e che rispettano i suddetti requisiti:

  • rimborso parziale o totale dei costi di tesseramento 2020 (e NON l’estensione del tesseramento al 2021); 
  • identificazione di parametri oggettivi per assegnare contributi alle società che gestiscono impianti (in base al tipo di spese sostenute);
  • erogare un parziale contributo, proporzionale al totale erogato nella stagione 2019 (ad esempio pari ad almeno il 50% del totale di contributi e rimborsi maturati nella scorsa annualità), su cui effettuare un conguaglio al termine della stagione 2020.

Certi che la sensibilità del Consiglio su tale argomento prevarrà su ogni altra sorta di logica o richiesta, restiamo coerenti con la nostra disponibilità nel contribuire alla rinascita della nostra Atletica.

Stefano Mei e il Direttivo di Orgoglio Del Riscatto

 
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26 maggio - Domenica scorsa, 24 maggio, è deceduto Carlo Durante, 73 anni, campione paralimpico di maratona tra i non vedenti. Un improvviso malore l’ha colto mentre pedalava in tandem con un amico a Nervesa della Battaglia, nel trevigiano, non dandogli scampo. 

Durante era nativo di Volpago del Montello e quindi concittadino di due altri grandi maratoneti, Salvatore Bettiol e Bruna Genovese, ma risiedeva a Montebelluna, dove viveva con la moglie e le figlie Chiara e Daniela. 

Appassionato di sport fin dalla giovinezza, affetto da retinite pigmentosa, malattia che porta alla cecità, pioniere del movimento paralimpico, Durante ha vinto in maratona, la sua gara preferita, la medaglia d’oro alla Paralimpiade di Barcellona nel 1992 (in 2h50:00 a 46 anni), l’argento ad Atlanta nel 1996 (in 2h53:31) e il bronzo a Sydney nel 2000 (in 2h48:45 a 54 anni), finendo settimo nel 2004 ad Atene. Inoltre, si era laureato campione del mondo a Berlino nel 1994 (in 2h47:26) e campione europeo per tre volte, nel 1991 a Caen, nel 1993 a Dublino (in 2h46:39) e nel 1997 a Riccione (in 2h57:47). 

In Italia, ha poi dominato dal 1990 al 2004 su tutte le distanze dai 10.000 metri alla maratona. 

Carlo ha corso più di 70 maratone in tutto il mondo con ben tre edizioni di quella di New York, oltre a quelle di Boston, Monaco, Londra, Venezia, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Brescia, Carpi, Torino, Roma, Cesano Boscone, Treviso e quasi la metà delle edizioni della Duerocche: detiene anche un record mondiale nella sua categoria stabilito alla maratona di Venezia del 1995 in 2h29:49. 

Per la sua grande attività promozionale dello sport per i disabili, ha ottenuto numerosi riconoscimenti istituzionali come il Collare d’oro al merito sportivo nel 2015. 

Toccanti le parole di Luca Pancalli, il presidente del Comitato italiano Paralimpico: “Sono addolorato per la scomparsa di Carlo Durante. Se ne va un gigante dello sport italiano, una stella del firmamento paralimpico. Carlo oltre ad essere un campione è stato un punto di riferimento per il nostro movimento anche per l’attività di promozione dello sport per tutti”. 

Dettagliato e quanto mai veritiero il commento del Governatore del Veneto, Luca Zaia: "Con Carlo Durante se ne va una figura storica dello sport paralimpico. Non ha potuto vederle perché era affetto da cecità, ma ha vinto medaglie d’oro, d’argento e di bronzo in tutte le più grandi manifestazioni internazionali, a cominciare dalle Paralimpiadi di Barcellona 92, Atlanta 96 e Sidney 2000. Il primo pensiero, e il cordoglio, vanno alla moglie e alle figlie. Avesse compiuto oggi le gesta sportive di allora sarebbe stato un personaggio famoso, come giustamente sono oggi atleti del calibro di Bebe Vio e Alex Zanardi, ma in quegli anni la grandezza dello sport paralimpico non era ancora stata riconosciuta come avrebbe meritato e come è adesso. Rimarrà ugualmente indimenticabile, come quei 14 anni filati, dal 1990 al 2004, in cui è stato ininterrottamente campione italiano di tutte le distanze lunghe, dai 10.000 metri alla maratona".

NdD. Anche il sottoscritto ha un vivo ricordo personale di Carlo Durante, conosciuto quasi per caso alla maratona di Monaco nel 1992. Lo raggiunsi dopo qualche chilometro (si faceva ancora il percorso olimpico del 1972), e vidi quest'uomo di statura ragguardevole legato con la cordella a una ragazza minuta che pesava la metà di lui (se la memoria mi assiste, si chiamava Monica Bordignon ed era titolare di una fabbrica di moda). Mi offrii di darle il cambio "per qualche chilometro", stando sempre sotto i 5/km: l'affiatamento si cementò in breve tempo, lasciammo andare un po' avanti la ragazza che però Durante mi indicò come pacemaker sicuro ("cerca sempre di tenere in vista quella codina di cavallo..."). Il mio compito consisteva soprattutto nel preavvertire il compagno delle curve o delle rotaie di tram, che in centro di Monaco erano molto frequenti. L'andatura posso dire che la faceva lui, a volte 'strappava' lateralmente la corda.
Non sono mai riuscito a vederlo come un 'disabile' (forse la parola, all'epoca, non si usava nemmeno): era un semplice maratoneta come noi altri, che con due scarpette come tutti arrivava davanti a quasi tutti. Negli ultimi km mi prese un po' in giro: "la tua voce non è più così squillante come due ore fa...". Ma mentre lui, a quei ritmi, si allenava, quasi un lungo-medio pre-olimpico, io ero oltre i miei limiti... Però tagliammo insieme il traguardo, in 3 ore e 20: mi sdraiai sul prato dell'Olympiastadion e ci rimasi parecchi minuti, senza riuscire quasi a parlare, sorseggiando uno di quegli orrendi caffé che ci avevano dato nel ristoro finale: e ricordo poi la fatica pazzesca di superare la pista di atletica su un ponte di legno.
Lo rividi, forse un anno dopo, al giro a tappe di Riccione. Ci telefonammo per un po', poi fatalmente mi rimase solo la lettura delle sue imprese sui giornali. Non è retorica se dico che con Carlo Durante se ne va una parte di me. [Fabio Marri]

 
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22 maggio - Anche l’Ultra Trail du Mont Blanc è costretto ad alzare bandiera bianca: la grande classica di corsa in montagna dell’arco alpino, in programma dal 24 al 31 agosto, è annullata e dà appuntamento per il 2021. In due precedenti occasioni, nel 2010 e 2012, le avversità climatiche avevano costretto a ridurre il percorso; mai si era verificato un annullamento totale.

Ecco di seguito il messaggio ufficiale scritto da Catherine e Michel Poletti, fondatori dell'UTMB® Mont-Blanc, e pubblicato sul sito della manifestazione:

Cari corridori, cara comunità,
Vi ringraziamo per la vostra pazienza e la vostra fiducia. Ci auguriamo sinceramente che voi e i vostri cari siate in salute e al sicuro ovunque vi troviate nel mondo. Stiamo tutti affrontando una nuova situazione. Di fronte a queste incertezze, capirete che ci siamo presi il tempo di ascoltare tutti coloro che sono coinvolti nell'UTMB® Mont-Blanc per esaminare attentamente la situazione e le sue conseguenze sull'organizzazione dell'evento che vi proponiamo da 18 anni. Siamo spiacenti di annunciare che a causa della pandemia COVID-19, l'edizione 2020 dell'UTMB® Mont-Blanc non potrà avere luogo dal 24 al 31 agosto.
Quattro pilastri hanno guidato il nostro processo decisionale per quanto riguarda l'edizione 2020 dell'UTMB® Mont-Blanc:

  1. La salute e la sicurezza di tutti i partecipanti
    Come sapete, l'UTMB® Mont-Blanc riunisce migliaia di persone provenienti da oltre 100 paesi di tutto il mondo. Condizioni che, ad oggi, non sono compatibili con il contesto sanitario e con gli imperativi di salute pubblica. L'annullamento è la decisione più responsabile per preservare la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti, siano essi corridori, abitanti delle valli del Monte Bianco, spettatori, fornitori, partner o volontari.   
  2. Un'esperienza completa per tutti
    Il nostro desiderio è quello di offrirvi l'esperienza completa dell'UTMB® Mont-Blanc, come facciamo da 18 anni. Un percorso mitico intorno al Monte Bianco che attraversa 3 paesi e 18 comuni francesi, italiani e svizzeri. Un evento cosmopolita con 10.000 corridori provenienti da tutto il mondo che si incontrano, parlano e fanno amicizia durante e dopo la gara. Una settimana di emozioni e di convivialità tra tutti coloro che sono coinvolti nell'evento, siano essi volontari, spettatori, abitanti locali che, lungo tutto il percorso, vi incoraggiano, battono le mani, animano i punti di ristoro e i comuni del Monte Bianco, condividendo con voi un patrimonio e una passione comuni. Il nostro desiderio è quello di non degradare la vostra esperienza UTMB® Mont-Blanc. Avete preparato e sognato un UTMB® Mont-Blanc come lo organizziamo da 18 anni, un UTMB® Mont-Blanc che vi somiglia, che vi avvicina e che incoraggia il contatto con gli altri.
  3. La montagna, nel cuore delle nostre decisioni 
    In montagna siamo abituati al concetto di rischio e di impegno. Quando le condizioni non sono favorevoli, è più ragionevole girarsi e tornare a casa. Rischiare fa parte della nostra cultura, così come la rinuncia. Rinunciare significa mostrare coraggio. Quando rinunciamo a una salita, sappiamo che ci saranno altre occasioni, ancora più belle, per tornare quando le condizioni saranno favorevoli e la tempesta sarà passata. 
  4. Il nostro DNA: solidarietà ed equità
    Ad oggi, rimangono troppe incertezze sul contesto sanitario, economico e sociale dei prossimi mesi. Rinunciare all'UTMB® Mont-Blanc significa dimostrare solidarietà e responsabilità nei confronti di tutti i corridori che non sono potuti venire perché non possono viaggiare, perché non hanno potuto allenarsi, perché non possono permetterselo, perché temono per la loro salute. Senza queste migliaia di corridori provenienti dai quattro angoli del pianeta, l'UTMB® Mont-Blanc non avrebbe lo stesso sapore, la stessa energia. L'UTMB® Mont-Blanc è un corridore amatoriale che parte sulla stessa linea di partenza di un corridore élite. È un corridore americano che condivide una parte della sua gara con un corridore asiatico incontrato in un punto di ristoro o risalendo un pendio. L'UTMB® Mont-Blanc è aperto al mondo, alla diversità culturale, è un incontro con gli altri ed è anche aiuto reciproco e solidarietà. Quando un corridore si infortuna, il primo riflesso di un buon montanaro è quello di andare ad aiutarlo anche se questo significa non finire la sua corsa.

In conformità con il regolamento dell’evento, vi sarà rimborsato il 55% della quota di iscrizione [Ndr: il 60% per la Petite Trotte à Leon. In altra parte del sito è spiegato: Come è stata determinata la percentuale di rimborso? L'UTMB® è un'importante organizzazione che riunisce 10.000 corridori provenienti da 111 paesi. Affinché l'evento possa avere luogo, 15 collaboratori lavorano tutto l'anno alla sua realizzazione. I costi fissi rappresentati dal personale sono imprescindibili ed essenziali per l'organizzazione dell'evento così come lo conoscete. Se l'UTMB® dovesse rimborsare il 100% delle iscrizioni, l'anno prossimo certamente l'UTMB® non esisterebbe più].

Al di là della tristezza di non potervi incontrare quest'estate, l'annullamento dell'evento è un vero e proprio rischio finanziario per l'organizzazione che ha già sostenuto molte spese in diversi settori.

 
 

Potete donare questo importo ad un'associazione di beneficenza. Per confermare la scelta, è necessario accedere al proprio account corridore prima del 30 maggio.

Tuttavia, la nostra decisione non mette in discussione i traguardi che avete raggiunto. Sappiamo che partecipare all'UTMB® Mont-Blanc è un progetto a lungo termine: allenamento, punti di qualificazione, sorteggio. Per questo motivo vi offriamo la possibilità di beneficiare di un posto riservato sulla stessa gara nel 2021, o 2022 o 2023. Riceverete le condizioni di utilizzo di questa iscrizione via e-mail prima dell'apertura delle iscrizioni 2021.

Nonostante l’annullamento dell'edizione 2020, il team dell'organizzazione UTMB® Mont-Blanc non si arrende e rimane impegnato a mobilitare la comunità dei trailers di tutto il mondo, così come tutti gli attori del nostro sport, attorno a una causa comune. Vogliamo contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Abbiamo in serbo tante novità, seguite gli aggiornamenti sui nostri social networks!

Abbiate cura di voi e ci vediamo presto”.

 

 
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20 Maggio - Alla prima uscita dopo il blocco anti-diffusione dell'epidemia Covid-19, Jakob Ingebrigtsen ha stabilito a Stavanger il nuovo record norvegese dei 5 km su strada chiudendo in 13:28, migliorando di 8 secondi il precedente limite (13:37) stabilito da Sondre Nordstad Moen nel febbraio 2019 a Monaco.

Sul percorso certificato, con la gara che ha applicato le regole di distanziamento sociale, con due differenti griglie partite a distanza di 5 minuti, la prima fascia vedeva solo cinque atleti, con Jacob (campione europeo sui 1500 e 5000m) che, dopo un avvio tattico, ha guidato il gruppetto fino al termine del primo giro di 2.5 km in 7:00, per poi gradualmente staccare gli altri, con il solo fratello maggiore Henrik a rimanere in scia.

A poche centinaia di metri, ecco l’azione decisiva di Jacob che ha conquistato successo e record nazionale; secondo Henrik, anch’egli sotto il precedente limite, in 13:32, e terzo Per Svela in 13:40. Quarto Zerei Kbrom Mezngi  in 13:44, quinto Narve Gilje Nordas in 13:45.

Prima donna, partita però nella seconda griglia, Vienna Søyland Dahle in 16:14.

È un buon segnale per l'Europa, sperando che questo tipo di 'contagio', e non altro, scenda presto nel continente.

 
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19 Maggio - Novità per date e sedi dei Campionati Italiani di Atletica leggera, dopo il blocco dovuto alla pandemia da covid-19.  

La proposta di riassetto della stagione agonistica 2020, definita dal gruppo di lavoro “Calendari e Regolamenti” (coordinato dal presidente federale Alfio Giomi, e composto dal vicepresidente vicario Vincenzo Parrinello, dai consiglieri Oscar Campari ed Elio De Anna, supportati nel compito dalla Direzione tecnica e dall’Area Organizzazione) sarà presentata per l’esame e la relativa approvazione, alla riunione del Consiglio federale del 27 maggio.

La proposta prevede la divisione in due parti dei principali Campionati nazionali individuali: i titoli di tutte le gare di mezzofondo, per le categorie dagli Allievi all’Assoluto, alla luce delle limitazioni disposte per la diffusione del Covid-19, verranno assegnati nel corso di una manifestazione di nuova costituzione, definita “Campionati Italiani - Festa dell’Endurance”, in programma il 10-11 (o il 17-18) ottobre a Modena (con gare "a cronometro" per evitare il contatto?).

Per tutte le altre specialità, il calendario della proposta prevede: Campionati Italiani Assoluti Individuali a Padova (28-30 agosto); Campionati Italiani individuali Allievi a Rieti (11-13 settembre); Campionati Italiani Juniores e Promesse a Grosseto (18-20 settembre). 

Durante il suddetto Consiglio federale del 27 maggio, a seguito della cancellazione delle Finali del Campionato di società, saranno definiti i criteri per la formulazione di una classifica per club, composta sulla base delle prestazioni ottenute nelle manifestazioni individuali, definita “Campionati Italiani a squadre”.

Infine, i campionati italiani individuali Master si svolgeranno ad Arezzo nel mese di ottobre (data da definire); anche in questo caso, il Consiglio definirà i criteri per la definizione di una classifica a squadre.

18 Maggio - La Fidal ha pubblicato sul suo sito un breve calendario limitato alle maratone e mezze maratone con classificazione Gold e Silver per il 2021. Più che altro, “nonostante la difficile fase storica che ha visto l’annullamento di molte gare e nel rispetto di tutte le disposizioni emanate dal Governo”, un tentativo di “guardare con ottimismo al prossimo anno sportivo, provando sin da ora a ridefinire un calendario quanto più armonico possibile”.

Restano fuori al momento la Napoli City Half Marathon e la RomaOstia Half Marathon perché “coincidenti e in attesa di definizione data”.

Fino al 30 giugno sarà inoltre possibile presentare le richieste di organizzazione sulla piattaforma del calendario accedendo all’indirizzo http://calendario.fidal.it    

Ecco le date per ora definite:

 MARATONE E MEZZE MARATONE 2021
14 febbraio - Giulietta e Romeo Half Marathon (Verona)

21 marzo - Run Rome The Marathon (Roma)
28 marzo - Stramilano 
11 aprile - Milano Marathon
18 aprile - Maratona e Mezza Maratona di Padova
29 maggio - Moonlight Half Marathon (Jesolo, Venezia)
3 ottobre - Trento Half Marathon
3 ottobre - Telesia Half Marathon (Telese Terme, Benevento)
24 ottobre - Venicemarathon (Venezia)
14 novembre - Maratona Ravenna Città d'Arte 
21 novembre - Cangrande Half Marathon e Verona Marathon
28 novembre - Firenze Marathon
12 dicembre - Maratona di Reggio Emilia 

SOSPESE PERCHÉ COINCIDENTI E IN ATTESA DI DEFINIZIONE DELLA DATA
Napoli City Half Marathon 

Roma Ostia Half Marathon

 

 
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Nella giornata di sabato 16 maggio, il 34enne ultramaratoneta statunitense Zach Bitter ha stabilito due nuovi record mondiali sul tapis roulant: ha prima ottenuto il record della 12 ore percorrendo 158,8 km (98.6 miglia), per poi continuare fino alle 100 miglia concluse in 12h 09:15.

I precedenti record erano stati stabiliti a maggio 2019 dal canadese Dave Proctor: 153,8 km (95,5 miglia) per la  12 ore, e 12h 32:26 per completare le 100 miglia.

Bitter detiene anche il record mondiale della 100 miglia su strada realizzato lo scorso agosto durante la Six Days in the Dome a Milwaukee nel Wisconsin in 11h19:13, e quella della 12 ore con 104.722 miglia (168,530 km).  Bitter, che prima della pandemia aveva in programma di correre la Ultra London (100 miglia su pista), ha corso su due tappeti appaiati in una stanza di casa sua a Phoenix, ad una media di 7:12 per miglio (4:28/km), con alcune brevi pause per idratarsi e per andare in bagno.  Solo all’87° miglio ha avuto una leggera crisi, con una pausa di due minuti per consumare un sacchetto di patatine mentre era in bagno, per poi riprendere e concludere la sua impresa.
“Alla fine mi sentivo abbastanza bene”, ha detto Bitter, pur confessando di aver sofferto la lunga permanenza sul tappeto e il caldo, in una giornata con 37° C, seppur con la stanza parzialmente raffreddata dal condizionatore.
Bitter è stato seguito dalla moglie Nicole, dai diversi appassionati che l’hanno appoggiato nella diretta su youtube, oltre al sostegno di grandi ultramaratoneti come Jamil Coury, Dean Karnazes, Courtney Dauwalter, Maggie Guterl e Sally McRae.

 
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17 Maggio - Avevo raccontato il caso del poliziotto-runner Antonio Lollo (https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/6121-lollo-maratoneta-poliziotto-dona-una-stipendio-ma-rischia-di-essere-punito.html) che aveva donato uno stipendio intero agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli e al “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, ma che rischiava un provvedimento disciplinare per aver rilasciato un’intervista ad un giornale senza chiedere l’autorizzazione ai suoi superiori.

Apprendo ora con piacere che il procedimento è stato annullato, come riportato sul sito della Federazione sindacale Fsp Polizia di Stato:
“È grande la nostra soddisfazione: accogliendo pienamente la nostra tesi, il Compartimento Polizia Stradale per il Piemonte e la Valle d’Aosta ha annullato la contestazione degli addebiti disciplinari che aveva inviato all’agente e atleta messinese, residente nella bergamasca e in servizio a Vercelli.
Come si ricorderà Antonino si era distinto, mentre si trovava in malattia per sospetto contagio da Covid-19, per aver donato il suo non certo lauto stipendio da poliziotto agli ospedali dei vari luoghi della sua vita, cosa di cui si sono interessati i giornalisti conosciuti in per la sua attività sportiva.
A causa di una serie di disguidi alla d.ssa Rucci erano giunta notizie infondate su come erano andate effettivamente le cose, e non possiamo far a meno di compiacerci con una Dirigente che ha avuto la prontezza e la linearità necessarie ad individuare e riconoscere autonomamente l’errore.
I nostri migliori auguri di buon lavoro vanno dunque al collega, che potrà tornare ad essere sereno come merita;e alla sua Dirigente, che ha dimostrato come la vera autorevolezza dirigenziale non sta nel cercare di imporre la forza senza diritto, ma nell’essere giusti, equi e capaci di cambiare idea”.

Una storia ad esito felice, almeno una, finalmente!

  

 
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17 Maggio - Grave lutto per il caro e immenso Stefano Baldini: nella giornata di ieri 16 è deceduta la mamma Maria, 83 anni, madre non solo di Stefano ma anche di  Pietro (col quale viveva a Cavriago dopo la scomparsa del marito Tonino), Marco, Davide, Elena, Anna, Rita, Giuseppina, Giuseppe, Carmen, Francesco, Walter.

A Stefano, e con lui a Marco, Pietro, Rita, Davide, tutti corridori, e naturalmente agli altri figli, e ai 17 nipoti della scomparsa, giungano le condoglianze di tutti gli sportivi che si riconoscono sotto la bandiera di Podisti Net.

Di seguito la nota pubblicata sul sito della Federazione Italiana di Atletica Leggera: “La famiglia dell’atletica italiana si stringe intorno all’olimpionico Stefano Baldini per la scomparsa della mamma Maria. All’azzurro, medaglia d’oro nella maratona ai Giochi di Atene nel 2004 e due volte campione europeo, e ai suoi familiari vanno le condoglianze del presidente FIDAL Alfio Giomi, del Consiglio federale e di tutta l’atletica italiana”.

I funerali si svolgeranno domani 18 maggio; purtroppo le restrizioni imposte dalla presente situazione impediranno quella partecipazione di massa che sarebbe stata prevedibile: ma la chiesa parrocchiale di Castelnovo di Sotto, patria dei Baldini, sarà certamente piccola per ospitare i tanti congiunti e discendenti da questa eroica mamma d'altri tempi.

 
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Avevamo già scritto sulla sospensione per doping dello svedese Robert Fsiha (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/5716-doping-sospeso-robert-fsiha-campione-europeo-di-cross.html) che a dicembre si era laureato campione europeo di corsa campestre.  

Giunge ora notizia della squalifica di Fsiha per quattro anni, annunciata da Ake Thimfors, presidente dell'antidoping svedese: “Abbiamo deciso che Robel Fsiha sarà sospeso dal 5 febbraio 2020 fino al 4 febbraio 2024”.

L’atleta, che ha sempre dichiarato di  aver preso solo un farmaco per curare un raffreddore, è accusato di essere risultato positivo a sostanza proibita (testosterone artificiale), riscontrata in un controllo effettuato in Etiopia il 25 novembre 2019: avrà tempo di impugnare la squalifica entro il 1° giugno.

Fsiha, 24enne proveniente dall'Eritrea e arrivato in Svezia nel 2013 con lo status di rifugiato, dopo avere acquisito la nazionalità del paese scandinavo alla fine del 2018, si laureò - lo scorso 8 dicembre a Lisbona - campione europeo di corsa campestre in 29:59 (il primo svedese della storia) davanti al turco Aras Kaya, secondo in 30:10, e al nostro Yeman Crippa, terzo in 30:21.

Ora, per Crippa si avvicina l’argento?

 
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