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Situazione comica e imbarazzante quella venutasi a creare nel corso dei campionati indoor russi svoltisi a Irkutsk: all’arrivo della Rusada (l’agenzia russa dell’antidoping) 36 atleti su 200 se la sogno svignata prima che i medici preposti potessero fermarli per il controllo. Una dozzina di loro, il giorno dopo, ha presentato un certificato medico, gli altri invece non hanno dichiarato nulla come scusante.

A quanto pare il doping in Russia continua ad essere una piaga da combattere con più armi possibili.

 

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Il marocchino Lhoussaine Oukhrid, tesserato per il Caivano Runner, è stato squalificato quattro anni per l’assunzione di Epo. Era stato trovato positivo ad Agropoli lo scorso 15 ottobre durante il campionato italiano di mezza maratona nel quale Oukhrid era arrivato terzo.

La squalifica decorre dal 16 gennaio 2018 con scadenza 30 ottobre 2021.

 

Questi i personali di Lhoussaine Oukhrid:

5.000 – 13:41.79 (Rovereto 2012)

10.000 – 28:56.8 (Carate Brianza 2012)

10 km su strada – 28:56 (Cuneo 2013)

Mezza maratona – 1:02:41 (Piacenza 2015)

Maratona – 2:12:04 (Firenze 2015)

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Sabato, 16 Dicembre 2017 22:36

Mokraji e compari, sotto a chi tocca!

La Prima Sezione del TNA ha provveduto ad accogliere, in data odierna, un’istanza di sospensione cautelare proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, in relazione all’atleta straniero Lahcen Mokraji (tesserato FIDAL), riscontrato positivo al Clenbuterolo a seguito di un controllo effettuato da NADO – ITALIA il 19 novembre 2017, al termine della manifestazione di atletica “Campionato Italiano Assoluto Individuale Master Marathon”.

(da nadoitalia.it)

Commento di Sebastiano Scuderi

E’ un vecchia immagine, ma sempre efficace: il cane che morde un uomo non fa notizia, ma un uomo che morde un cane sì.
Mi si è riproposta nel leggere le ultime notizie sul doping, ne dobbiamo parlare ancora o no?
Gaetano Di Franco, baldo giovane 24enne, secondo agli Italiani su pista sui 100 metri in 10”36 a Trieste, è stato squalificato per 4 anni dal 12 dicembre 2017 al 10 ottobre 2021 (è stato dedotto il periodo di sospensione cautelare) in quanto positivo al drostanolone e suo metabolita; leggendo Wikipedia si viene a sapere che è uno steroide anabolizzante usato per abbassare il colesterolo e nel trattamento di alcuni tipi di cancro, che conferisce massima definizione e densità muscolare.
Passano due giorni e leggo che Lahcen Mokraji M35, terzo assoluto alla Maratona di Verona, Campionato Italiano Master, in 2h19’47” è stato sospeso in via cautelare in quanto risultato positivo al clenbuterolo (“composto broncodilatatore, più precisamente una amina simpaticomimetica, utilizzato per ridurre il broncospasmo in alcune condizioni patologiche quali l'asma bronchiale”: particolarmente ‘asmatici’ risultano i ciclisti, regolarmente beccati come positivi, per finire con Froome vincitore di Tour e Vuelta, che per ‘curarsi’ usa il similare salbutamolo).
Per documentarmi sono andato a consultare il sito NADO Italia e ho trovato 29 pagine di squalificati di quasi tutte le Federazioni, Enti di Promozione, e non tesserati. E’ un museo degli orrori.
Francesco Bassano M45 positivo a narandrosterone, noretiocolanolone – testoterone e metaboliti, ed eritropoietina ricombinante, squalificato per 4 anni dal 3 luglio 2017 al 3 maggio 2021.
Antonio Farina, classe 1987, sospeso in via cautelare dal 10 settembre 2017 per presenza di benzoilecgonina, ecgonina metilestere e cocaina.
Valeria Cirielli F40 sospesa fino al 24 dicembre 2017 per presenza di clenbuterolo. 
Lhoussaine Oukhrid terzo al Campionato Italiano di mezza maratona ad Agropoli in 1h03’09”, positivo alla eritropoietina ricombinante.
Martina Del Rosso squalifica di 4 anni fino al 22 ottobre 2020 positiva al meldonium.
Mi fermo qui, lo schifo ha raggiunto il livello di guardia.
E allora la risposta alla domanda iniziale è: sì, ne dobbiamo parlare; finché le persone oneste volteranno la faccia dall’altra parte non si riuscirà a respirare aria pura, quell’aria pura che mi entra nei polmoni quando faccio la mia ora di corsa, sempre più lenta data l’età, ma sempre a testa alta.

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Abbiamo già parlato del caso Moletto, che il 16 luglio, dopo una gara di sky race, non si era presentato al prelievo antidoping  perché aveva degli impegni e non voleva perdere tempo a cercare il luogo dove recarsi (cfr. Doping e controlli pubblicato tra i commenti il 24 luglio).

Ieri il tribunale della NADO (National Anti Doping Organizations) ha discusso la causa ed emesso la sentenza: squalifica di 4 anni a partire dal 4 dicembre 2017, scadenza il 3 dicembre 2021.

Le motivazioni sono chiare e semplici: violazione delle Norme NSA art.2.3  e applicazione dell’articolo 4.3.1

Articolo 2.3: eludere il prelievo di campioni biologici.

Articolo 4.3.1: In caso di violazione dell’articolo 2.3 il periodo di squalifica sarà pari a 4 (quattro) anni.

Tuttavia qualora l’atleta sia in grado di dimostrare che la violazione delle norme antidoping non è stata intenzionale (come da articolo 4.2.3) il periodo di squalifica sarà di 2 (due) anni.

 

E’ interessante andare a leggere l’articolo 4.2.3. Il termine intenzionale identifica quegli atleti che barano.

In parole povere, secondo la sentenza l’atleta sapeva che la sua condotta poteva costituire la violazione di una norma antidoping, ma ha manifestamente ignorato quel rischio.

E’ una brutta conclusione di una leggerezza gravissima: chi vuole affacciarsi al mondo dell’ atletica di vertice deve assumere un comportamento da professionista.

In un mio precedente articolo ho auspicato un salto culturale dell’Atletica italiana con la divisione dell’attività su tre livelli: Professionisti, Semiprofessionisti e Dilettanti. Chissà quando e se mai ciò capiterà: intanto chi ha velleità da atleta professionista si informi sui suoi doveri oltre che sui suoi diritti.

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