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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

13 Luglio - Per la seconda volta nella ventennale storia del Giro del Lago di Resia, come già avvenuto per la decima edizione, la gara si è svolta by night, con partenza alle 21.30, proprio per festeggiare la cifra tonda.

Curon, in Val Venosta, è stata così illuminata dalle 2000 fiaccole che guidavano i quattromila runner, a loro volta provvisti di lampade frontali che hanno rischiarato il buio serale sul Lago.

Insolito anche il punto di partenza, per motivi di sicurezza: la Galleria della SS40, nei pressi del famoso Campanile, per poi riprendere il tradizionale giro intorno al lago per i complessivi km 13.5.

2146 i finisher della gara competitiva dove si è affermato il  25enne tedesco Konstantin Wedel (Bäckerei Angerer/ Lg Telis Finaz Regensburg) in 47:23, nuovo record del tracciato che migliora il precedente di 48:17 stabilito dal ceko Milan Kocourek nel 2013.

Il gambiano Jaiteh Ousman (Trentino Running Team) è giunto secondo in 49:23, con Emanuele Repetto (Team Km Sport), terzo in 49:30. Quarto Khalid Jbari (Athletic Club 96 Alperia) in 50:17, su Alberto Mosca (Atl. Potenza Picena), quinto in 50:27, e Gianmarco Bazzoni (Athletic Club 96 Alperia), sesto in 51:09. Settimo Emanuele Franceschini (US Quercia Trentingrana) in 51:18, ottavo il pugliese Francesco Milella (Pedone Riccardi Bisceglie), in 51:25, con l’altoatesino Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), alla 20^ presenza con sei vittorie e quattro secondi posti,, nono in 51:28. Decimo Georg Premstaller (ASC LF Sarntal Raiffeisen) in 51:57.

Successo tedesco anche tra le donne, con Simone Raatz che si afferma in 56:08 sulla sudtirolese Kathrin Hanspeter (ASC LF Sarntal Raiffeisen) – già vincitrice nel 2014 e nel 2015 – seconda in 56:34, e sulla tedesca Anne Kasselring, terza in 57:48. Quarta l’italiana Sarah Giomi (ASD Dribbling) in 58:04 sulla britannica Mara Yamauchi, quinta in 59:16.   

La manifestazione, cominciata nel pomeriggio con la Corsa delle Mele, riservata a bambini e ragazzi, proseguita con le gare riservate alle handbike, ai nordic walker, ai non competitivi (Just for Fun), si è conclusa con lo spettacolo dei fuochi d’artificio che hanno illuminato il Lago di Resia e la Val Venosta.

13 Luglio - Giornata di mezza maratona alla 30^ edizione delle Universiadi, a Napoli, molto calda nonostante la partenza alle oro 7.00: trionfo del Giappone che si aggiudica le otto medaglie disponibili, sei individuali e le due d'oro delle competizioni a squadre.

In campo maschile si impone Akira Aizawa in 1h05:15, precedendo i connazionali Taisei Nakamura, secondo in 1h05:27, e Tatsuhiko Ito, terzo in 1h05:48. Terzo era, in realtà, giunto il cinese Bujie Duo, al personale in 1h05:45, ma poi squalificato per aver ricevuto un ristoro al di fuori delle zone ufficiali, violando la regola IAAF, come anche l’altro cinese Jianhua Peng, giunto quinto in 1h05:50.

Alla luce delle squalifiche, per l’Italia, due azzurri tra i primi dieci: Iliass Aouani è quinto in 1h06:52, Alessandro Giacobazzi è ottavo in 1h07:56.

Nella classifica a squadre, dietro il Giappone, argento per la Turchia, bronzo alla Danimarca.

Tra le donne vince Yuka Suzuki in 1h14:10, davanti alle connazionali Kaseda, seconda in 1h14:32, e Tahawa, terza in 1h14:36.

Nella classifica per nazioni, dietro il Giappone, argento per la Cina e bronzo ad Sudafrica.

Dominio giapponese, quindi, anche senza grosse imprese cronometriche, ma che “apre” già alle Olimpiadi di Tokyo del prossimo anno.

 

Nel corso del Meeting Herculis di Montecarlo, nona tappa della IAAF Diamond League, nel miglio in onore di Gabe Grunewald, la popolare mezzofondista statunitense scomparsa prematuramente pochi giorni fa per un tumore, l’olandese Sifan Hassan realizza il nuovo primato del mondo in 4.12.33 abbassando il precedente (4.12.56) stabilito della russa Svetlana Masterkova il 14 agosto 1996, a Zurigo, 23 anni fa.

Secondo posto per la britannica Laura Weightman in 4.17.60, terza la canadese Gabriela Debues-Stafford con il record nazionale di 4.17.87, quarta l’etiope Gudaf Tsegay con 4.18.31, quinta con il record nazionale la marocchina Rababe Arafi in 4.18.42.

L'olandese di origine etiope aveva già stabilito il record europeo sui 3000 metri al Prefontaine Classic di Stanford, in California, il 1° luglio, in 8:18.49 (quarto miglior risultato di sempre). 

 

Continuano ad emergere casi di doping nel panorama internazionale, con un atleta marocchino e altri due keniani sospesi, come riporta il sito della AIU, Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping mondiale.

In particolare, il 26enne marocchino Abderrahmane Kachir (pb sui 10 km a Casablanca nel 2018, pb di 1h00:21 sulla mezza a Casablanca nell’ottobre 2017) è stato sospeso per essere risultato positivo all’ibutamoren, farmaco secretore dell’ormone della crescita.

La 31enne keniana Joyce Chepkirui (pb di 2h24:11 sulla Maratona ad Amsterdam nel 2014 e di 1h06:18 sulla mezza a Praga nel 2014), campionessa d’Africa nel 2014 e con tanti altri titoli in carriera, è stata sospesa per discrepanze nel suo passaporto biologico (ABP).

Il keniano John Jacob Kibet Kendagor, quinto nell’ultima maratona di Istanbul a novembre, è stato sospeso per non essersi reso disponibile ai controlli antidoping.

Il presidente della federazione keniana, Jackson Tuwei, ha dichiarato che da giugno tutti gli atleti implicati nel doping non vestiranno più la maglia della nazionale del Kenia.

Staremo a vedere, intanto la lista si allunga sempre più…

 

 

 

I fatti sono questi: il 70enne Franck Meza, medico statunitense di origine messicane in pensione, aveva concluso la Los Angeles Marathon 2019 in 2h53:10, miglior prestazione mondiale per un uomo della sua categoria.

Tre mesi dopo, la squalifica per Meza, accusato di taglio, con l’aggravante di alcuni filmati dove si vedeva il 70enne abbandonare la corsa per riapparire successivamente, confermate da dichiarazioni di testimoni oculari.

L’atleta aveva risposto di essere uscito dal percorso in cerca di un bagno, per poi riprendere regolarmente la gara…

In più l’aggravante dell’accusa da parte dei giudici di aver spillato il pettorale lateralmente e di averlo passato poi ad un altro maratoneta per una buona parte del tracciato.

Meza, dichiarando di non sapere come avesse realizzato quel tempo monstre, si era detto pronto a correre nuovamente la L.A. per dimostrare di aver corso onestamente senza barare.  

Ma qualche giorno dopo, giovedì 4 luglio, l’incredibile notizia: Frank Meza è stato trovato morto nel Los Angeles River, nel quale si sarebbe buttato dal ponte, suicidandosi.

La famiglia non crede a questa ipotesi, dichiarando che l’uomo soffriva di problemi cardiaci: sono le pietose bugie di circostanza o la incapacità fino all'ultimo di credere a una tremenda realtà?  

In attesa dell’autopsia, si resta addolorati: dolore, vergogna o cos’altro alla base di questo decesso?

Si poteva evitare, senza il rilievo mediatico, o è stato giusto dare risalto alla squalifica?

Niente da fare, Catherine Bertone non potrà essere a Doha in gara nella Maratona mondiale: infatti, come riportato sul sito della Fidal Valle d’Aosta, nonostante i tentativi sull’intero territorio nazionale, non è stato possibile reperire un pediatra disponibile a sostituire la Bertone, che per preparare la 42,195 aveva chiesto di poter essere liberata dal lavoro in reparto, usufruendo dei recuperi. 

 “Ci abbiamo provato – dichiara Mauro Baccega, assessore regionale alla Sanità – ma la problematica è nazionale. Ho scritto personalmente a tutti i colleghi d’Italia, e in molti mi hanno risposto che anche loro sono in crisi. Ho coinvolto anche la scuola di specializzazione, ma purtroppo non ci sono pediatri disponibili a coprire l’assenza della dottoressa Bertone”.

D’altronde la 47enne maratoneta pediatra non si era fatta illusioni e già si era detta convinta di dover rinunciare a Doha e al tris internazionale, dopo la partecipazione ai Giochi olimpici e agli Europei.

Si pensa, quindi, sin da ora alla possibilità di gareggiare ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, dove per partecipare occorre un piazzamento nei primi dodici dei mondiali (e come detto, Bertone non ci sarà), o un crono di rilievo in una maratona autunnale o invernale.

Bertone e il suo tecnico Roberto Rastello hanno scelto la maratona di Valencia del prossimo 1° dicembre: per prepararla occorrerà risolvere il problema lavorativo, ma l'assessore Baccega si è detto fiducioso di trovare un sostituto pediatra in quel periodo.

Speriamo!

Martedì, 09 Luglio 2019 16:22

Mottola (TA) - 27^ Strapanoramica Mottolese

7 Luglio - Il fascino di Mottola e della sua Strapanoramica non possono restare indifferenti a chi ha vissuto la maggior parte delle ventisette edizioni fin qui svolte, che ne fanno una classicissima del panorama podistico pugliese.

A Mottola torno sempre volentieri, anni di Corripuglia, di duelli, di salite, di discese, di ottime organizzazioni, di pomeriggi in corsa: ricordi, tanti ricordi di una manifestazione ogni anno bella ed appassionante.

Non fa più parte del novero delle prove di Corripuglia, la sede logistica non è più in centro, ma la Strapanoramica conserva i suoi tanti aspetti positivi e francamente fa male leggere solo di 365 iscritti (per 335 arrivati): questa gara meriterebbe un numero ben più elevato di partecipanti.

Ringraziando convinta i presenti, la dinamica presidente Marisa Ciquera non si è potuta esimere nel post gara di rammaricarsi per le tante assenze, soprattutto in rapporto al grande lavoro svolto da tutti i soci della “Correre è Salute”: allo studio nuove idee per gli anni a venire, anche se francamente non è facile cambiare ciò che funziona bene…

Il quartier generale è fissato come da recente tradizione presso “Le Terrazze”, in via Matteotti, dove ampi spazi permettono di parcheggiare comodamente e di gestire in comodità le varie fasi della gara. Il panorama del quale si può godere già ripaga la presenza. Sei euro il costo dell’iscrizione che, oltre al pettorale e al chip, consente il ritiro del pacco gara caratterizzato da un utilissimo tappetino per cambiarsi nel pre e post gara con comodità. 
Notevole la presenza di liberi, oltre 300, che ricevono viceversa una maglia tecnica, che speriamo li invogli a continuare e a tesserarsi per gli anni a venire.
Giornata davvero caldissima, per fortuna spira un leggero venticello che permette a tratti di respirare: il consiglio è bere, bere tanto e non andare oltre i propri limiti su di un percorso non certamente facile.
Presenta la manifestazione Paolo Liuzzi: il caldo deve fargli bene, perché già solitamente positivo, si dimostra davvero in gran forma, commentando ogni particolare della corsa, con una verve e uno spirito che ammalia il pubblico.

Affascinante l’esposizione dei mezzi della Questura di Taranto, presente con una delegazione della Polizia Stradale e della Polizia Scientifica: tra i liberi, corre il Questore di Taranto, Giuseppe Bellassai; in più siamo a ricordare Francesco Ciquera, atleta e agente che fu tragicamente investito in servizio nel 2008, al quale è dedicato uno dei due memorial (l’altro ricorda Angelo Quarato).

Neanche troppo prolungate le operazioni di riscaldamento dei muscoli da parte degli atleti: la temperatura – siamo sui 36 gradi – non consente ulteriori sforzi e gli atleti ordinatamente completano il giro che li porta a sistemarsi dietro le transenne per una partenza ordinata e precisa. Per una maggior precisione, gli atleti organizzatori si dispongono creando un cordone umano che assicura che la linea di via non sia superata: tutto pronto, in perfetto orario, il giudice può far esplodere il colpo che dà il via alle ostilità.

Tre chilometri e gli atleti ripassano sul punto di via sull’ampia via Matteotti: eccoli, guida il gruppo Vincenzo Grieco, seguito a poca distanza da Gabriele Cangiulli, la sfida per il successo finale è affar loro. Più staccato Mino de Mito, il podio sembra essere già deciso.
Tra le donne guida Damiana Monfreda, non appare al massimo della forma, sul viso le si legge la sofferenza, ma, tranne clamorose sorprese e cedimenti, il successo dovrebbe appartenerle.

Percorso che permette di godere della visione dell’intera Mottola, dalla periferia al centro, dalle discese alle (soprattutto!) salite, in una continua contrapposizione che non permette di annoiarsi o di poter cedere.
Il tracciato, blindato al traffico, con tanto pubblico per strada o sui balconi, offre due ristori con bottigliette d’acqua: alle normali difficoltà si aggiunge anche la tradizionale scalinata, che fa bestemmiare al momento, ma che resta un piacevole ricordo a posteriori.

9500 metri circa di fatica, sudore, in un percorso quasi mai piano, e che va a favorire chi su questi tracciati ondulati si allena abitualmente, come il bravissimo Gabriele Cangiulli (Atletica Don Milani), che finalmente ritorna e torna alla grande, aggiudicandosi la gara in 32:03 per la gioia di mister Tommaso Gentile, l’inventore del miracolo Mottola nella marcia (Antonella Palmisano su tutti!).
Meno abituato alle salite, forse anche più stanco, Vincenzo Grieco, terlizzese tesserato per l’Atletica Castello di Firenze, si accontenta giocoforza del secondo posto in 32:49: bellissimo l’abbraccio tra i due dopo l’arrivo, nell’atletica vige ancora il rispetto per l’avversario.
Buon terzo posto per Mino Demito (Atl. Cisternino Ecolservizi), che chiude in 35:00, precedendo il primo master, dopo due ventenni e un diciannovenne, l’SM40 Silvano Calicchio (Montedoro Noci), quarto in 36:11. Quinto posto per il deciso Vittoriano Bianco (San Giovanni Bosco Palagianello), in 36:33, davanti al “lungo” Nicola Valentini (Taranto Sportiva), sesto in 36:42, e al coriaceo Giacomo Tanzella (Manzari Casamassima), settimo in 36:51.  Il positivo Giovanni Notarnicola (Team Pianeta Sport Massafra) è ottavo in 36:58, seguito dal tenace Vincenzo Testa (Atletica Talsano), nono in 37:03, e dal costante Salvatore Mele (Runners Ginosa), decimo in 37:08.

Al femminile, pur evidentemente provata, Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), mantiene il comando della corsa e si afferma in 42:23, tornando finalmente al successo; secondo posto per l’ottima Marianna Nardelli (Athletic Team Palagiano) in 43:01, e la combattiva Palma Lapadula (Polisport Ciclo Club Fasano), terza in 45:20. La ginosina di Pisa, Ilaria Pizzulli (Pisa Road Rnners Club) è quarta in 45:24, seguita dalla sempre brillante Maria Pompea Bruno (Team Francavilla), quinta in 45:45, e dall’onnipresente Mariantonietta De Tommaso (Dof Amatori Turi), sesta in 46:02. La “Runcard” Aurora Nicolò è settima in 46:24 a precedere l’ottimo duo composto da Giuseppina Russo (Atletica Talsano), ottava in 46:54, e Tundra Chiaradia (Marathon Massafra), nona in 46:56. Decima la rediviva Margherita Pignatelli (Triathlon Taranto) in 47:03.

A chiudere le graduatorie Nicola Cosimo Lippolis (San Giovanni Bosco Palagianello) e Vito Spada (Podistica Taras) in 1h15:42 in campo maschile e Tiziana Catella (Podistica Taras) in 1h17:00 in campo femminile.

Decisamente da gustare e ricordare il ristoro finale con acqua, anguria, focaccia, yogurt, gelato, il tutto servito in vassoio a persona e con possibilità di ripetere il giro! 
L’arrivo dei camminatori, la banda dei camminatori classe 1969, chiude gli arrivi; da segnalare che, in precedenza, si era svolta anche la toccante gara di 100 metri (50 più 50) di atleti diversamente… speciali!

Pronte quasi immediatamente le graduatorie, mentre gli atleti prendono d’assalto i venditori di panini, birre e di ogni forma di “integratore”; si può cominciare la cerimonia di premiazione alla presenza del giovanissimo sindaco Giampiero Barulli e dell’assessore allo sport e politiche sociali, Maria Teresa Catucci, oltre che del già menzionato questore di Taranto, Giuseppe Bellassai.
Si comincia chiaramente dai due vincitori assoluti, Cangiulli e Monfreda, che ritirano il trofeo, premi di varia natura e il paio di scarpe offerte dallo sponsor tecnico della manifestazione. A seguire la consegna dei premi ai meritevoli – i primi tre – di ciascuna fascia di età che ricevono premi tecnici o articoli di abbigliamento sportivo. Un premio va a riguardare anche i primi liberi, uomo e donna, e il vincitore della speciale graduatoria per donatori AVIS, Nicola Nicolau (Taranto Sportiva).

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime tre società per numero di arrivati complessivi: eliminatasi sportivamente la società ospitante, vince la San Giovanni Bosco Palagianello (27) su Athletic Team Palagiano (20) e Gioia Running (17), che ricevono abbndanti cesti di prodotti alimentari.  

La manifestazione è conclusa, si prosegue soltanto con l’estrazione dei biglietti vincenti dell’abbinata lotteria. Mottola è intanto fervida di vita, anche gli atleti si fermano nei vari locali.

Ennesima conferma della Strapanoramica Mottolese che ancora una volta dimostra quanto abbia a cuore gli ospiti podisti: un plauso agli organizzatori e un bravo a chi c’era! (per gli altri, la possibilità di recuperare fa un anno…)

6 Luglio - Ottima Italia nella Coppa Europa dei 10.000 metri a Londra: la squadra azzurra s’impone grazie al successo individuale di Yeman Crippa (Fiamme Oro Padova) che trionfa in 27:49.79;  completano il risultato di squadra Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), sesto in 28:09.21, e Said El Otmani (Esercito), decimo con 28:26.02, entrambi al primato personale. 17° Daniele Meucci (Esercito) in 28:38.35.

Per l’Italia è il quinto successo maschile nella storia della Coppa Europa dopo quelli del 2002, 2013, 2015 e 2016; quello di Crippa, il secondo individuale dopo Daniele Meucci nel 2016.

In campo femminile,  l’Italia è terza  con Sara Dossena (Laguna Running) decima in 32:30.47, al primato personale (precedente di 33:11.98); Isabel Mattuzzi (Quercia Trentigrana) quattordicesima in 32:44.1. Giovanna Epis (Carabinieri) è, invece, quarta nella seconda serie in  32:59.16, personal best, con Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza Modena), quattordicesima in 33:47.0 (pb); Valeria Roffino (Fiamme Azzurre), diciassettesima in 33:57.85 (pb); Rebecca Lonedo (Atletica Vicentina), ventiquattresima in 35:50.45. 

Unico rammarico della serata londinese, sotto una pioggia battente sulla pista di Parliament Hill, il crono finale di Crippa, superiore al minimo di qualificazione per i mondiali di Doha (27:40.00) e persino al risultato di un anno fa quando era finito terzo: resta la netta superiorità del 22enne azzurro, non favorito certamente dal lavoro dei pacemakers e dalla pioggia.
Passati ai 5000 in 14:02, una volta usciti i pacer, è Crippa a guidare la gara, fino alla volata finale con il tedesco Amanal Petros, secondo in 27:52.25; terzo il britannico Ben Connor in 27:57.60.

Il podio a squadre è completato da Gran Bretagna (argento) e Germania (bronzo).

Le parole di Crippa: “I miei due obiettivi erano la vittoria e fare il minimo per Doha. Sono riuscito nel primo intento, purtroppo non con il tempo che volevo. Mi dispiace, la gara non è stata perfetta come lo scorso anno, le lepri sono ‘saltate’ un po’: quando ho visto 14:02 a metà gara ho capito che non ne avevano. Dal sesto chilometro in poi ci siamo dati il cambio ma non è stato abbastanza. Peccato, ma ci riproverò. Vincere è sempre bello, mi incoraggia ancora di più”.

Nella seconda serie, ottimo secondo posto con primato personale per Italo Quazzola (Casone Noceto) che chiude secondo in 28:44.97 alle spalle dell'israeliano Abuhay, primo in  28:44.74, al termine di una fantastica rimonta. Marco Najibe Salami (Esercito) è invece ventesimo in 29:50.15.

Tra le donne, la vittoria è della britannica Steph Twell in 31:08.13 che rimonta clamorosamente negli ultimi 400 metri l'israeliana Lonah Chemtai Salpeter, seconda in 31:15.78, dopo una gara sempre condotta in testa in solitaria. Terza l'altra britannica Eilish McColgan in 31:16.76. Da segnalare che la Twell non era stata schierata dalla sua Nazionale…

Nella seconda serie,vince la belga Nina Lauwaert in 32:52.29 sulla bielorussa Nina Savina, seconda in 32:52.66, e sulla turca Sevilay Eytemis, terza in 32:54.66.

Tra le squadre vince la Gran Bretagna su Spagna e (come detto) Italia.

 

30 Giugno - Edizione da record, la 44^ della Pistoia-Abetone, l’ultramaratona (organizzata dalla Silvano Fedi) di 50 chilometri con partenza da piazza Duomo a Pistoia, con circa 30  km di salita, con pendenze a tratti quasi proibitive per raggiungere quota 1388 metri del traguardo dell’Abetone; era inoltre prevista la distanza di 30 chilometri con traguardo a San Marcello Pistoiese.  

1925 i partenti da Pistoia per i vari traguardi (il precedente limite era di 1843 nel 2015), ben 968 quelli  per la 50 km (precedente 934 sempre nel 2015); 834 gli arrivati alle Piramidi, come nel 2015.

E, in più, il vincitore, il 39enne Matteo Lucchese (Avis Castel San Pietro) ottiene il terzo successo nella manifestazione (2015, 2016 e 2019), in 3h35:11, raggiungendo il primato di vittorie del russo Alexei Kononov (1995, 1996, 1997) e del rosignanese Sergio Pozzi (1980, 1981, 1982). 

Tra le donne vittoria della croata Nikolina Sustic (Mk Marjan Split), campionessa uscente e recente vincitrice del Passatore, in 4h00:28 (sesta assoluta), che non è però riuscita a battere il primato della gara detenuto dall’ungherese Simona Staicu in 3h58:19, sempre nel 2015. 

Temperatura molto alta, che causa tantissimi ritiri, con le prime fasi che registrano la battaglia tra il marocchino Jilali Jamali (Parco Alpi Apuane) e il pistoiese Massimo Mei (Atletica Castello), in gara sulla 30 chilometri. Jilali stacca Mei all’incirca al 15° km, nella “Valle del Reno”, e va a vincere in 1h56:55; secondo Mei in 1h59:18, terzo l’altro pistoiese Simone Gamenoni (La Stanca Valenzatico), vincitore nel 2018, in 2h05:22. Romina Sedoni è la prima donna in 2h32:04. 

La 50 km vive sul duello iniziale tra Lucchese ed Hajji (Atletica Castenaso) con passaggio al 14° km (Le Piastre), dopo 9 km di ascesa, in 1h01, seguiti dai lombardi Ferrari e Menegardi e dalla croata Sustic, alla quale tenta di resistere la romagnola Moroni.

Al passaggio del 30° km a San Marcello Pistoiese, Lucchese e Hajji sono ancora appaiati in 2h01, davanti a Ferrari staccato di 3 minuti, Menegardi di 8, Calzolari e la Sustic di 11’,  Bardi e Tesi di 12’.

La salita finale decide la classifica, con Matteo Lucchese che si avvia verso il successo, mentre Hajji è rimontato prima da Marco Menegardi (Bergamo Stars), il vincitore del Passatore, che termina secondo in 3h43:40, e poi da Marco Ferrari (Atl. Paratico), terzo in 3h47:32.  

Nikolina Sustic vince con distacco la gara femminile su Federica Moroni (Golden Club Rimini), seconda in 4h12:13, e sulla toscana Claudia Maretta (G.S. Lammari), terza in 4h29:09. 

Da segnalare che in gara erano rappresentate tutte le regioni italiane e ben 24 nazioni estere.

Classifiche 50 km: 

MASCHILE 1) Lucchese Matteo (Atl. Avis Castel San Pietro-BO) 3.35’11” 2) Menegardi Marco (Bergamo Stars Atletica – BG) 3.43’40” 3) Ferrari Marco (Atletica Paratico – BS) 3.47’32” 4) Hajji Mohamed (Atletica CD Castenaso – BO) 3.54’45” 5) Calzolari Alessandro (Runcard – LU) 3.56’40” 6) Maggiola Enrico (Bergamo Stars Atletica – BG) 4.06’03” 7) Benerecetti Alessandro (Tosco-Romagnola – RA) 4.08’40” 8) Rovei Giorgio (DK Runners – MI) 4.09’44” 9) Fani Roberto (Risubbiani 2008 – PO) 4.10’20” 10) Di Sandro Antonio (La Stanca Valenzatico – PT) 4.13’08” 

FEMMINILE 1) Sustic Nikolina (MK Marian Split – Croazia) 4.00’28” 2) Moroni Federica (Golden Club Intern. Rimini – RN) 4.12’13” 3) Marietta Claudia (GS Lammari – LU) 4.29’09” 4) Valgimigli Daniela (Atletica 85 Faenza – RA) 4.36’15” 5) Santini Concetta (Podistica Lucca – LU) 4.44’09”.

 

 

Venerdì, 28 Giugno 2019 22:22

Addio Vito Melito!

28 giugno - Vito Melito, ultramaratoneta mitico degli albori del podismo in Italia, nato in Campania ma oramai bolognese d'adozione, è scomparso oggi all'età di 74 anni. 

Fu protagonista delle maratone di Boston, di New York, di Ginevra, e poi soprattutto della 100 km del Passatore, da Firenze a Faenza, vinta per ben quattro volte.  

Domani, a Ferrara, prima della partenza della Diecimiglia, gli verrà tributato il saluto di tutti gli sportivi

Per ricordare meglio l’uomo e le sue imprese ci affidiamo, per il momento, alla scheda riportata sul sito www.atleticamelito.it: certi che molti amici vorranno aggiungere loro ricordi personali. 

"Vito Melito nasce ad Ariano Irpino (Avellino) il 24.4.1945; laureato in Filosofia, inizia l’attività sportiva con la maglia del C.S.I. Ariano, passa alla Ginnastica Irpina (Avellino) e poi al Cus Napoli dal 1966 al 1969. Nel decennio 1970/82 veste vari colori sociali dal Cus Bologna al Belloli di Varese, dall’Aquadela di Bologna all’Atala Sport di Padova, e nel 1983 è stato l’alfiere della Società “Atletica Acqua Cerelia” di Bologna. Ha una vasta esperienza sotto ogni punto di vista avendo al suo attivo circa 600 gare che vanno dai 100 metri ai 100 Km. Ha preso parte alle competizioni più prestigiose in ogni parte del mondo: Maratona di Enschede (Olanda) nel 1972, Maratona di Ginevra nel 1974, Maratona di Boston nel 1978, Maratona di New York nel 1979 (2h 29′ 49″), Maratona di Kosice (Cecoslovacchia) nel 1976. Vincitore di 4 edizioni della 100 Km del Passatore (Firenze-Faenza): nel 1976 (7h07’46”) 1977 (6h50’02”) 1978 (6h40’31”) 1981 (6h53’15”, che gli valse il titolo di campione mondiale).
Ha partecipato anche alla 100 Km Biel/Bienne (Svizzera) ottenendo il 4° posto, e alla 100 Km di Santander (Spagna) col 3° posto .
E’ stato primatista italiano dei 50 Km con 2h 59’44” e, come si diceva, campione del mondo della 100 Km nel 1981. Ha detenuto la migliore prestazione dei 100 Km su strada in 6h 12’55”.

LIMITI IN PISTA

1500 Mt. (4’01”) 
3000 Siepi (9’27”) 
5000 Mt (14’49”)
10.000 Mt. (30’44”) 
20 Km. (1h3’20”)
25 Km. (1h20’19”) 
30 Km. (1h37’10”)
50 Km. (2h59’44”) record italiano 
Ha disputato circa 500 gare in pista e su strada dai 1000 Mt ai 100 Km.

SU STRADA

Maratona: 2h 19′ 53”

100 Km. 6h 12′ 55”

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[F.M.] A caldo i ricordi si affollano alla mente, in disordine: due paia di scarpe comprate dal suo stand collocato al ritrovo di una gara bolognese: un paio per 30 euro, che tuttavia ha tenuto fino a percorrere una maratona; un altro ("queste le voglio buone, non bado a spese!") per 80 euro, e che di maratone ne ha corse almeno una decina. La mitica Bologna-Casaglia-San Luca che partiva dal bar Edison e lo vedeva tra gli organizzatori, come vicino di casa grazie al suo negozio Melito sport. Negozio che diventò una specie di raccoglitore delle vociferazioni e malignità sussurrate all'indomani della maratona corsa da Prodi nel 2005. E  per restare alle battute, quante ne abbiamo fatte sulla sua rivalità coi gemelli Gennari al Passatore!
Alla prossima Casaglia-San Luca, in programma tra poche settimane, mancheranno i suoi baffetti e la sua capigliatura rossiccia-ondulata, il suo accento partenopeo e il piacere di parlargli. Ma Vito sarà presente fra tutti quanti prenderanno il via.

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