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Domenica si è svolta a Barletta la seconda edizione della “Pietro Mennea Half Marathon”. Il collega Annoscia registrava nel suo pezzo: “2532 gli arrivati con due squalificati” uno era “Nicola Tanzi (Barletta Sportiva): attendiamo le motivazioni…” Per Nicola Tanzi le motivazioni erano quelle di avere tagliato il traguardo con un cane al guinzaglio. Fiocco, questo il suo nome, non era presente in partenza e nemmeno lungo il percorso. Aspettava il suo padroncino, il figlio di Nicola, al traguardo e quando lo ha visto arrivare è scappato dalle cure della moglie di Nicola (o forse è stato lasciato andare, ma non è questo il punto). Il cane si è così unito al gruppetto formato da Tanzi che insieme ad altri due amici runner avevano spinto la carrozzella su cui era sistemato il figlio di Nicola che è disabile. Ne è seguita una squalifica, francamente difficile da capire. Noi non siamo favorevoli ai cani in corsa, per tanti motivi. Compreso quello di averli visti in prima fila alla partenza, con grave rischio per la loro incolumità e quella dei concorrenti che possono inciampare negli animali stessi o nel guinzaglio. Tuttavia in questo caso, anche leggendo le regole federali appare evidente che l’animale non ha costituito intralcio né pericolo per gli altri partecipanti. E di certo nemmeno un aiuto per Tanzi. Sottolineiamo inoltre che si è trattato di una breve apparizione, venti metri su oltre venti chilometri di gara. Nicola Tanzi ci ha fatto una risata (amara) sopra. Io invece, avendo svolto il mestiere di giudice di gara, seppure in un altro sport, suggerisco caldamente al giudice in questione, che non merita neppure di essere citato, di leggersi l’articolo zero del regolamento, quello del buonsenso. Se proprio ci tiene a squalificare qualcuno, si dedichi ai tagliatori, ai bombati o ai portatori di chip altrui. Quelli però bisogna essere un po’ più bravi per prenderli.

Pubblicato in Commenti e Opinioni
Martedì, 27 Febbraio 2018 19:03

Barletta (BT) - 2^ Pietro Mennea Half Marathon

Pietro Mennea continua a correre, Pietro Mennea continua a vincere: purtroppo non lo fa materialmente, dalle gare brevi e veloci siamo passati alla mezzamaratona, ma i risultati danno sempre ragione al campione olimpico e già primatista mondiale dei 200 metri.

Seconda edizione della Half Marathon a lui intestata, e si migliorano i già alti numeri raggiunti nella prima edizione: 2781 iscritti per 2532 arrivati, a fronte dei rispettivi 2704 e 2510 di un anno fa. Numeri davvero da top, numeri da primato regionale in fatto di iscritti ed arrivati in una manifestazione, su una distanza amata ma certamente non facile e che richiede allenamento nelle gambe. 

Si distingue anche quest’anno la Barletta Sportiva, mega società di oltre duecento atleti, presieduta da Enzo Cascella, una società che eccelle per attivismo organizzativo e presenzialismo in (quasi) tutte le gare del mondo, annoverando fra le sue file supermaratoneti e ultramaratoneti che girano il globo per gare; come è costante la presenza in regione. Diversi gli eventi organizzati, diverse le distanze, spicca chiaramente proprio la mezza, che rinverdisce la tradizione di Barletta con la 21,097 km sin dai tempi in cui organizzava Peppino Topputi.

Quartier generale fissato in Piazza Castello: si rinnova questa pregevole location, con la villa comunale a far da base logistica per i podisti. Nei locali attigui di una raffinata sala bar-pizzeria è predisposta la consegna di pettorali, chip e pacchi gara, con efficiente suddivisione per province pugliesi e fuori regione, con ulteriore frazionamento per la provincia di Bari (con la quale – atleticamente – si fonde la BAT), per non creare code e conseguenti attese. Distribuzione cominciata dal sabato, proprio per agevolare i partecipanti, ripetendo quanto avviato un anno fa. Invariata la quota di iscrizione pari a 15 euro, soltanto però per chi ha avuto la prontezza di iscriversi entro il 31 dicembre; 18 euro per chi l’ha fatto entro il 31 gennaio, 20 per chi lo decide nel mese di febbraio: l’anno scorso non c’erano step temporali.

Rispetto all’anno scorso manca il sole, la temperatura è notevolmente più bassa e il vento spira forte, vero handicap per il tratto sul lungomare. Per fortuna, nonostante il cielo scuro, di pioggia ne sentiremo poca, con piccoli spruzzi non appena partiti gli atleti, e più consistenti durante la cerimonia di premiazione.

Ravviva l’atmosfera la voce di Paolo Liuzzi, lo speaker della manifestazione: Paolo è nato protagonista, sin da quando molto più giovane correva soltanto, attirava per la sua capacità di parlare, raccontare... Continua a farlo oggi, ammalia la gente e piace: mi chiedo solo dove trovi sempre tanta energia positiva.

Altra energia positiva non si può non riceverla dalle tante foto di Mennea, dalla canotta celebrativa del suo trionfo a Mosca ricevuta nel pacco gara (insieme a una confezione di gnocchi e ad una bottiglia di integratore), dalle sue frasi che inneggiano allo sforzo, alla sofferenza, che portano poi ai risultati e alla gioia.

E altra energia positiva la dona la squadra delle pacer: il “delle” non è sbagliato, Mariella Di Leo gestisce una squadra di ottime atlete, che saranno capaci di ben guidare i gruppi secondo le andature scelte.

E, infine, lasciatemi citare gli atleti che concluderanno la loro gara sulla carrozzella, sulle sedie a rotelle, spinte da quei volontari definiti “spingitori” che per una volta rinunciano alla loro prestazione, al risultato, ma godono dell’energia che questi sfortunati ragazzi trasmettono, contenti di aver concluso la gara, guidati dagli “angeli custodi”.

Frattanto, abbandonati giubbotti, tutte e cappelli, gli atleti hanno indossato il completo da   gara, pochi temerari correranno con la sola canotta, la maggior parte non disdegna di indossare una maglia tecnica; numerosi anche i pantaloni lunghi rimasti sotto i pantaloncini.     

Cresce la fila ai bagni, la pulitissima struttura fissa in villa e quattro chimici (se ne aggiungiamo qualcuno in più, dati i numeri, non dispiace e si evitano scene poco eleganti); l’orario di partenza si avvicina, crescono tensioni, timori, speranze, voglia di crono, personal best, di sfide con l’amico, di sacrifici, di levatacce, di serate passate a correre, tutto per essere qui e ottenere il risultato. Definita la linea di partenza, si cerca di tenere indietro gli atleti, aiutano in questo gli Sbandieratori, schierati oltre la linea di via, che al ritmo dei tamburi fanno volare in altro le bandiere. Effetto scenografico di rilievo, gli atleti cominciano a rubare qualche metro, prontamente respinti dai giudici che li rimandano indietro, mentre i soci organizzatori predispongono un cordone umano. Gradita la presenza di Mimmo Ricatti, sempre gioviale e spigliato, che non lesina un incitamento ai partenti, triste per non poter essere della “disfida”.

Passano i minuti, gli sbandieratori si spostano, le due carrozzelle partono con un leggero  vantaggio, per garantire sicurezza agli atleti. Finalmente l’ok dal tracciato della Polizia Locale, Enzo Cascella sale sulla sua Vespa apripista, lo sparo del Giudice – con qualche minuto di ritardo - libera gli atleti.  Partenza sufficientemente veloce, sufficientemente largo il viale, la curva a sinistra porta gli atleti a defluire con un fisiologico rallentamento; il giro iniziale intorno al Castello, il passaggio di nuovo sul punto di partenza, siamo intorno al secondo chilometro, già comandano Rutigliano e Di Cecco,;i due primi posti sono oramai assegnati, ma la lotta dietro è interessantissima e appassionante.  

“E’ un’onda che va” cantava Jovanotti, qualche anno fa: in effetti si tratta di una lunga, lunghissima onda che invade le strade di Barletta e porta salute, colori, simpatia, gioia di vivere, emozioni, sensazioni e amore per questo sport.

I cittadini locali sembrano gradire, seguono con passione la corsa degli atleti che frattanto sono entrati in città e hanno proceduto ad un rapido tour centrale passando sotto la statua del buon Eraclio, trovando qualche difficoltà sull’antica pavimentazione.

“Barcollo ma non mollo”, si diceva una volta, e via sul Lungomare di Levante, il vento dovrebbe essere alle spalle, si scende ma bisogna tornare indietro e il vento è contrario; quanto mai gradita giunge la deviazione, circa al 13° km,  che porta a correre nel fossato del Castello, un tratto di sterrato non guasta. Tutti affacciati dall’alto, parenti, tifosi e speaker non fanno mancare l’incitamento, frattanto gli atleti escono e riprendono il lungomare, questa volta nel tratto di Ponente, forse il più difficile per il forte vento che aumenta di minuto in minuto.

Il giro di boa al 17°, due addetti fungono da birilli e meno male che ci sono, ad evitare che qualcuno vada lungo e fuori percorso. Si torna indietro, il rientro in città, gli ultimi metri che profumano di traguardo, sempre più desiderato, voluto, cercato.

Curva a sinistra-destra a tutta, il tappeto blu e via con l’ultimo sprint, di fronte l’ingresso del Castello, la foto, il bip del chip, i giudici ad indirizzare gli atleti negli imbuti e a rilevare il pettorale: è fatta.

In un attimo nella mente dei protagonisti cresce l’esaltazione se si è raggiunto il risultato  sperato; rimpianti e sofferenza se è andata male… Ricordo a tutti che tutti hanno vinto, tagliare il traguardo è sempre una vittoria, il risultato mancato si raggiungerà alla prossima gara.

E così gli atleti ritirano la splendida medaglia riportante il sempre caro Pietro (peccato per la data sbagliata sul retro, un giorno avanti), e si avvicinano al ricco ristoro con tanto cibo solido (opportunamente preconfezionato), acqua e the caldo, oggi particolarmente gradito.  

E’ il momento di cambiarsi, mentre proseguono gli arrivi.

Tracciato che ha attraversato l’intera Barletta, piatto, veloce ma rallentato dai tratti sui lastroni e sullo sterrato del fossato e soprattutto dal forte vento; blindato al traffico, sorvegliato da addetti, con ristori come da regolamento, andrà solo - come già scrissi l’anno scorso - soprattutto in città chiuso meglio con più nastri per evitare i tanti tagli sui marciapiedi che hanno così accorciato la distanza, quasi annullando la certificazione della distanza.

Aveva già vinto l’anno scorso e poiché “gli piace correre nella città di Pietro Mennea” come commenterà nel dopo gara, Pasquale Rutigliano, fortissimo atleta bitontino tesserato per la OlimpiaEur Camp di Roma, corre forte e s’impone in 1h12:07, lasciandosi alle spalle Alberico Di Cecco (Vini Fantini Pescara), olimpico ad Atene in maratona, secondo in 1h13:40. Terzo posto per Emanuele Coroneo (La Mandra Calimera), protagonista di una superba prestazione, in 1h14:45.

Dopo la vittoria a Margherita di Savoia della settimana prima, Francesco Marini – il cerignolano tesserato per la Tre Casali San Cesario - è quarto in 1h15:49, davanti al figlio d’arte Raffaele Nanula (Amatori Atletica Acquaviva), quinto in 1h15:54, che precede il compagno di squadra e di studi Giuseppe Bonavita, sesto in 1h16:09. In settima posizione, il sempre pacato e bravo Michele Uva (Free Runners Molfetta), che conclude in 1h16:25, davanti al capace Domenico Tucci (Libertas Atletica Lamezia), ottavo in 1h16:42, al determinato Davide D’Amico (Action Running Monteroni), nono in 1h16:44, e al valido Luciano Napoletano (GSD Amatori Caserta), decimo in 1h17:14.

Al femminile, eccellente prestazione per Ilaria Novelli (Polisporitva Molise Campobasso), sempre in testa, che s’impone con distacco in 1:26:48. Secondo posto per l’ottima Lorella Buzzelli (ASD Pietro Mennea Atletica Chieti), che chiude in 1:31:34; terzo posto al fotofinish, con la rimontante Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), a tagliare il traguardo in 1:31:36, precedendo di un secondo la bravissima Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), quarta in 1:31:37. Sempre grintosa, la salentina Daniela Hajnal, ma tesserata per l’ASD Vini Fantini Pescara, è quinta in 1:32:47, davanti alla mai doma Libera Caputo (Running Club Torremaggiore), sesta in 1:33:02, e alla reattiva Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), settima in 1:33:39. La magiara di Molfetta Emoke Csilla Pummer (Free Runners Molfetta) è ottava in 1:34:53, a precedere Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che anche nelle vesti di pacer è tra le migliori, nona in 1:34:59, con l’abile Rosanna Sarno (Asd Irpinia Italia), decima in 1:35:53.

2532 gli arrivati con due squalificati, Daniele Donofrio (Daunia Running) e Nicola Tanzi (Barletta Sportiva): attendiamo le motivazioni…

Chiudono la graduatoria Eligio Lomuscio, Nicola Drago e Maurizio De Nuccio, tutti della Barletta Sportiva, in 3:38:04; a chiudere gli arrivi delle signore, viceversa, Lucrezia Salerno, sempre Barletta Sportiva, in 2:59:15.

E mentre ancora i suddetti ultimi (in graduatoria) atleti devono ancora arrivare, con il cielo che comincia a diventare sempre più grigio, le gocce di pioggia che cominciano a scendere e il vento che aumenta di potenza, si comincia con la cerimonia di premiazione nella suddetta Villa, in zona anfiteatro. Alla presenza dello storico primo allenatore di Mennea, Franco Mascolo, dell’assessore allo sport del Comune di Barletta, Patrizia Mele e di alcuni sponsor, si parte con il celebrare giustamente i protagonisti dei due podi, letteralmente “riempiti” di premi.

A seguire, in piena velocità causa pioggia, la chiamata dei primo otto (ribadisco: otto!) di ciascuna categoria per fascia di età: peccato che tanti non ci siano!

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero cumulativo di arrivati: vince con distacco la società organizzatrice, la Barletta Sportiva, con 99 finisher, ma per ospitalità rinuncia al premio. E allora, è prima la Associazione Maratoneti Andriesi con 65, davanti a, nell’ordine, Atletica Amatori Corato (48), I Podisti di Capitanata Foggia (43), Amici Strada del Tesoro Bari (43) e Free Runners Molfetta (35) -, stesso numero della Pro Canosa.

Si può a questo punto chiudere la manifestazione, gli addetti sono oramai al lavoro per riportare Barletta al suo volto quotidiano, la seconda edizione della Pietro Mennea Half Marathon è conclusa.

E concludiamo anche noi, facendo gli scontati complimenti a Cascella e soci per essere stati capaci di metter in piedi un evento così importante sin dal punto di vista numerico che organizzativo. E, aspettando di superare quota tremila scritti, diamo appuntamento fra dodici mesi sempre nella Barletta (Sportiva) di Pietro Mennea.     

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