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Lo sport ricomincia a correre… ma il virus non si ferma

25 GIUGNO 2020 | Di Gerardo Settanni -Psicologo e Runner
Atleti in corsa Foto Annoscia

Siamo da poco usciti dalla durissima fase di lockdown e alcune attività sportive riprendono timidamente, ma il virus è in agguato: pochi giorni fa al torneo di tennis “Adriatour”, la cui prima tappa si è disputata a Belgrado, il campione Djokovic ed altri tennisti hanno contratto il virus e risultano positivi al test. Questo purtroppo non può che portarci altre preoccupazioni e timori e, specialmente per noi sportivi, sacrifici perché dovremmo ancora accettare limitazioni e rinunce. Questa epidemia sta mettendo a dura prova la nostra resilienza, ovvero la capacità di adattarci alle situazioni avverse, e noi sportivi dovremmo essere più preparati degli altri ad adattarci. Ma spesso purtroppo l’incapacità di accettare e trasformare le rinunce e le emozioni spiacevoli porta a negare o a deviare il problema: troppo spesso si sente dire “si tratta di poco più di un’influenza” o addirittura c’è chi parla, più o meno, esplicitamente di teorie complottistiche per manipolare la popolazione o vendere vaccini. Essere buoni atleti, oltre ad avere una buona preparazione fisica, oggi richiede sempre di più una preparazione mentale ed emozionale, perciò è importante che tutti noi dall’amatore, all’agonista, agli allenatori, si affronti con più consapevolezza e con cognizione questa delicata situazione pandemica; inoltre è auspicabile che le varie federazioni sportive organizzino campagne divulgative usando tutti gli strumenti comunicativi disponibili, utilizzando risorse scientifiche e professionali.

 
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3 commenti su “Lo sport ricomincia a correre… ma il virus non si ferma”

  1. Articolo esaustivo che dimostra esserci ancora qualche mente lucida. Sottovalutare una situazione come questa per l’egoistico motivo di riprendere a fare attività agonistica è dimostrare di non essere un atleta completo, dove la mente e l’intelligenza contano più della prestanza fisica. Grazie

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  2. Condivido in pieno quanto scritto sopra, spero solamente che per una grossissima percentuale della popolazione, il virus si manifesti in modo asintomatico o con lievi sintomi ,sopra tutto spero si riescano a preservare le categorie piú deboli.

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  3. Sono sorpreso e grato per gli apprezzamenti ricevuti a vario titolo per questo mio articolo di approfondimento. Ho pensato di scriverlo in quanto faccio parte della nostra grande comunità di podisti da oltre 20 anni, e ho sentito l’impulso a voler dare il mio contributo.
    Aggiungo solo una precisazione riguardo al diritto di ciascuno di esprimere le proprie opinioni. Troppo spesso si legge e si sente gente che tira in ballo ipotesi fra le più fantasiose, dimenticando e forse ignorando quello che viene continuamente monitorato e comunicato dagli organismi sanitari preposti, fra cui l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) e l’ ISS (istituto superiore di sanità) e giustifica le proprie affermazioni dicendo che ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni; una opinione è “io preferisco il caffè anzichè il te a colazione” e non “per me è poco più di un influenza, il virus è scomparso, ecc…” .

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