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A Tokyo tutti aspettano Diaz ed arriva un Dallavalle d’argento

19 SETTEMBRE 2025 | Di Rodolfo Lollini
Andrea DellaValle - Foto Grana / FIDAL

19 Settembre – La settima giornata dei mondiali giapponesi ci regala un argento grazie ad Andrea Dallavalle in una gara di salto triplo come sempre all’insegna degli atleti cubani, anche se alcuni con i colori di altre nazioni. Dallavalle arriva all’ultimo salto in quarta posizione, ma di medaglie di legno mondiali ne ha già “vinta” una ad Eugene (USA) e stavolta non vuole ripetersi. Atterra a 17,64 (+1.5) che è anche record personale. Sarebbe oro, ma poi verrà superato da un prodigioso Pedro Pichardo, cubano che gareggia per il Portogallo, capace di rispondere con un decisivo 17,91. Terzo posto per il cubano di nascita e di maglia Lazaro Martinez a 17,49 (0.0). Sesto invece l’altro “cubano” azzurro Andy Diaz, bronzo olimpico nella scorsa stagione, con 17,19 (+0.6), bloccato dalla pubalgia che lo costringe a rinunciare a dei salti ed a una rincorsa meno incisiva del solito.

È la sesta medaglia dell’Italia a Tokyo con un oro, tre argenti e due bronzi pareggiando il massimo storico di Goteborg 1995 (due ori, due argenti e due bronzi in quel caso) quando mancano ancora due giornate. 

Negli 800 metri eliminata Eloisa Coiro che con 1:59.19 si piazza terza nella prima delle tre semifinali, dove passavano in finale le prime due, più due ripescate. Purtroppo le altre due semifinali sono più veloci ed il suo tempo di ripescaggio diventa addirittura il decimo.

Notizie miracolose anche da Sveva Gerevini che malgrado l’operazione nello scorso marzo, le stampelle ad aprile e la ripresa degli allenamenti solo in estate, è riuscita ad essere presente. Dopo le prime quattro gare dell’eptathlon, è diciassettesima, non lontana dal suo record italiano.

Nient’altro da riportare per quanto riguarda gli italiani, sui 200 metri lo statunitense Noah Lyles (19.52) vince la finale e potrà dire ancora una volta ai giocatori NBA che il vero campione del mondo è lui e non loro… Al femminile vince la connazionale Jefferson Wooden (21.68). Nelle due semifinali maschili dei 5000 metri, a parte la tristezza di non veder maglie azzurre, Jakob Ingebrigtsen centra la finale con un risicato ottavo posto e conferma le impressioni avute sui 1500 metri dove in finale non c’era nemmeno arrivato. Non è ancora in forma e ha poche chances di vincere una medaglia. A proposito di norvegesi in calo, Warholm solo quinto nella finale dei 400 ostacoli maschili, mentre al femminile continua il regno dell’olandese Femke Bol.

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FONTE CLASSIFICA World Athletics

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