Mondiali Cross snobbati e mutilati da esclusioni politiche in Florida (USA)
Si sono svolti ieri 10/1/2026 a Tallahassee, in una giornata calda e solatia, i World Athletics Cross Country Championships. Manifestazione che un tempo chiamava ai nastri di partenza il meglio del running mondiale. Giusto per dare un’idea Alberto Cova, in una recente intervista ricordava che alle prime due edizioni a cui ha partecipato, si è piazzato attorno al centesimo posto. Ripeto, Cova centesimo…
Quello che un tempo misurava la vera classifica mondiale sia individuale che per nazioni, con team nazionali che schieravano numeri in doppia cifra, ora sta purtroppo diventando la parodia di se stesso. La più remunerativa corsa su strada (ad esempio la stellare 10k odierna a Valencia), ma anche le manifestazioni indoor ormai da tempo, dimezzano le squadre, tengono a casa le stelle, ed anche intere nazioni. Le grandi 10 km e le mezze maratone garantiscono premi, contratti, circuiti e narrazione. Il cross resta un evento isolato, biennale, con ritorni limitati e rischi fisici reali. Dal punto di vista di un atleta professionista, la scelta è sempre meno romantica e più razionale.
A questo aggiungiamoci anche la politica. L’Etiopia dopo una lunga striscia di trionfi a squadre non salirà nemmeno sul podio in quanto decimata dai visti negati ai suoi atleti, verrebbe da dire, famosi in tutto il mondo per le loro azioni terroristiche, non è vero!?! L’Eritrea, altra big, completamente assente. Probabilmente sapeva già che anche i suoi runner avrebbero fatto la stessa fine. Insomma una manifestazione che andrebbe rifondata, magari spostata qualche mese avanti, se possibile inserita tra gli sport olimpici invernali. Le medaglie a cinque cerchi sono sempre molto ambite in tutto il mondo. Altrimenti se continua così, di sicuro non sparirà, ma avrà la stessa rilevanza dei mondiali di maratona, dove anche il nostro Iliass Aouani, con tutta la stima ed il bene che sinceramente gli vogliamo, può salire sul podio.
Prima della cronaca, un avviso: non cercate nomi di italiani perché anche noi non siamo andati. Ma come? Non eravamo fortissimi ai recenti europei di cross, come celebrato anche dalla Federazione? Anche se a ben guardare salvo la staffetta e Santa Nadia Battocletti, gli altri non avevano combinato nulla di buono. Problemi economici? Strano, la FIDAL ha aumentato di oltre un milione di euro le tasse alle società per il 2026. Mistero misericordioso.
Sui 10 km della gara maschile, 25enne ugandese Jacob Kiplimo, partito in maniera prudente, ha poi preso la testa a metà percorso insieme al keniano Daniel Ebenyo e gli etiopi Mehary, Aregawi e Worku. All’ultimo giro ha salutato tutti vincendo con 18 secondi di vantaggio su Ebenyo e Aregawi. Tempo superlativo 28’18”, su un tracciato sabbioso, fangoso, un laghetto da guadare e una serie di tronchi stesi a terra da superare. Nella gara a squadre vince il Kenya, davanti all’Etiopia, all’Uganda, agli USA e alla Francia, con il campione del mondo dei 10.000 metri, Jimmy Gressier, molto accreditato alla vigilia, solo 15mo. Di sicuro Kiplimo che vanta un 2:02’23 in maratona ed il record mondiale della mezza con 56’42” è stato un degnissimo vincitore di questa gara.
Tra le donne monologo della 24enne Agnes Ngetich a suo agio sul summenzionato difficile percorso. Crono di 31’28”, anche qui un tempo notevole e che dà lustro alla vincitrice. Molto probabilmente anche per la Battocletti sarebbe stato difficile conquistare il mondiale, ma un podio era nelle sue possibilità. Ngetich è il suo primo titolo iridato. Nella gara a squadre si impone l’Etiopia, davanti a Kenya, Uganda e USA.
Nella staffetta mista, qui si correva 4x2km, vittoria australiana davanti alla Francia. Italia campione d’Europa alla televisione… Poker del Kenya nella gara maschile under 20 con la vittoria di Frankline Kibet e gli altri tre compagni di squadra. Dietro il Kenya, argento all’Uganda e bronzo agli USA.
Nella gara femminile U20 sui 6 km, assolo dell’etiope Marta Alemayo, che ha difeso con successo il titolo vinto a Belgrado nella precedente edizione. Alemayo (18’52”) ha battuto la compagna di squadra Wosane Asefa. Terza l’ugandese Charity Cherop (19’19”). La classifica a squadre è stata vinta al fotofinish dall’Uganda: stessi punti del Kenya (29) ma migliori piazzamenti individuali.
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