Si scrive “portoghesi”, ma si legge “ladri”
Organizzare una gara podistica è sempre più difficile, tra regolamenti da rispettare e relativi costi federali che sono in aumento. Se poi si ha l’ardire di provarci in una grande città, bisogna mettere in conto la bolletta per l’eventuale spostamento del percorso dei mezzi pubblici, gli straordinari da pagare ai vigili urbani e mille altri permessi. Insomma, non ci stupiremmo se un giorno venisse considerato come un vero e proprio reato! Fare tornare i conti, se non si hanno alle spalle sponsor, finanziamenti pubblici o numeri di partecipanti a quattro cifre è quasi impossibile. Senza dimenticare, alla voce mancate entrate, anche la piaga dei portoghesi. Quindi condividiamo molto volentieri questo sfogo richiesto a Michele Marescalchi dal G.S. Valdalpone di Monteforte d’Alpone (Vr) pochi giorni dopo la 49^ edizione della Montefortiana a cui hanno partecipato circa 16000 persone più altri soggetti, la cui definizione scritta è “portoghesi”, ma si legge “ladri”.
Ovviamente nessuna offesa nei confronti dei lusitani, come spiega l’Enciclopedia Treccani: “Nel XVIII secolo l’Ambasciata del Portogallo prese l’iniziativa di organizzare a proprie spese uno spettacolo al teatro Argentina, al quale naturalmente furono invitati ad assistere gratuitamente tutti i portoghesi residenti a Roma. Sembra però che, assieme ai veri portoghesi entrarono nel teatro una gran quantità di portoghesi finti, cioè di romani che riuscirono a farsi passare per portoghesi“.
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C O M U N I C A T O DI UNA STORIA CHE NON AVRA’ MAI FINE
NEL TROFEO S.ANTONIO DI MONTEFORTE, 50 ANNI FA, LI CHIAMAVANO I “ PORTOGHESI”
Non mi aspettavo una simile richiesta da parte del Direttivo del G.S. Valdalpone di Monteforte d’Alpone (Vr), ovvero di scrivere un servizio sui cosiddetti portoghesi in chiave moderna.
Ma partiamo da ricordi ancora nitidi anche se sono trascorsi circa 40anni, da quando iniziai il mio rapporto di lavoro e amicizia con gli organizzatori della Montefortiana in tutte le sue miriade di eventi.
Il primo input fu quello di capire il motivo di tutte queste migliaia di partecipanti a quella che consideravo una normale camminata non competitiva, rispetto al mio abituale mondo podistico bolognese. Gli avvisi che a Monteforte era tutt’altra cosa mi erano arrivati, così prima di eseguire il mio incarico che era di speaker nelle gare del pomeriggio in circuito insieme all’amico e fotografo GianFranco Grazioli invitati e accompagnati sui percorsi dell’evento mattiniero ci rendemmo cosa voleva dire Trofeo S.ANTONIO. Rimanemmo sbalorditi da quello che succedeva nei punti ristoro e mi chiedevo “ma questi vengono per correre-camminare o mangiare”? Cosa che non era nel mio modo di pensare partecipando anche a una non competitiva, poi mi resi conto che era una grande festa e se qualcuno voleva mangiare di tutto e di più e poi correre o camminare senza creargli problemi meglio per lui e buon divertimento. Ma dovendo andare di buon mattino per poter parcheggiare vicino alla zona epicentro della manifestazione, io e Grazioli notammo tutte queste partenze anticipate di tantissima gente, molti dei quali non iscritti quindi senza pettorale. Non era una sorpresa, anzi per niente, succedeva la stessa cosa dalle mie parti ma con motivazioni diverse. Invece a Monteforte imparammo che veniva usata la parola “PORTOGHESI” per chi partiva prima che indicava i furbi che non pagano, una parola di uso comune anche in altre situazioni e mi permetto di non voler accomunare tutti i cittadini del Portogallo sotto questa etichetta. Con il tempo e passar degli anni quello che succedeva al mattino non ci facevamo più nemmeno caso. Ma ecco che spuntano e voglio chiamarli i PORTOGHESI DELL’ERA MODERNA, ma pure questa non è assolutamente una novità, ovvero coloro che prendono parte a delle competitive approfittando del percorso chiuso e dei ristori senza iscriversi sono un buon numero, molti addirittura hanno pure la faccia tosta di arrivare sul traguardo e se per caso sia chi parla o giudici di gara gli dicono qualcosa ben che vada non ti rispondono, altri ancora peggio ti mandano a quel paese. Ma non è stato peggio quello che è successo nella Maratonina Falconeri di domenica 18 Gennaio, dove invece hanno avuto la faccia tosta vantandosi di questa presenza mettendo servizi con percorso foto e altro sui social, almeno non hanno avuto la sfacciataggine di arrivare sul traguardo. Così il presidente del Valdalpone, abbastanza indispettito, mi ha chiesto di fare un servizio su questo fenomeno fornendo anche foto e nomi di questi atleti o furbetti o approfittatori del lavoro altrui senza avere spese. Sinceramente non mi sembra una grande novità purtroppo è un fenomeno che registriamo e vediamo da tanto tempo. Non allego foto di questi furbetti o forse persone che non si rendono conto che non è un comportamento corretto, tra l’altro nello scritto sui social precisano che erano presenti per fare un allenamento, ma come diceva il grande Gianni Brera anche per altri casi, “l’allenamento andate a farlo al Parco di Monza”
Per conto del G.S VALDALPONE: Michele Marescalchi