VOTA QUESTO ARTICOLO

Media voti 5 / 5. su n° tot 2

CONDIVIDI:
Email WhatsApp Facebook X (Twitter)

In Sardegna squalificano donne veloci e con Brooks ai piedi: proponiamo una soluzione

4 GIUGNO 2026 | Di Rodolfo Lollini
Il logo di Atletica Sardegna

Continua la serie di atlete squalificate in Sardegna per aver corso con scarpe “irregolari”, ultimo caso alla 20^ Lago di Corsa disputata a Villacidro (VS) lo scorso 2 giugno, nel racconto di Andrea Mura. Innamorato di atletica ed animatore del seguitissimo sito e profilo social Atletica Sardegna, a cui cediamo la parola:

Di questa vicenda avevamo già parlato dopo la gara di Bauladu. Michela Sotgiu aveva stravinto la gara con delle Brooks Glycerin (n.d.r. anche noi, ecco qui il pezzo del collega Maurizio Lorenzini che cercava di fare un po’ di chiarezza). Scarpe utilizzatissime dai vari atleti ma non presenti nella lista delle scarpe autorizzate da World Athletic. Sicché è stata squalificata. Ricorso presentato al giudice sportivo nazionale ma tristemente rigettato. Qualche giorno dopo, a Serramanna, altra squalifica: la prima delle Allieve (dell’Atletica Uta) aveva le Brooks Hyperion 3. Quelle omologate erano però le Brooks Hyperion Elite 3. Squalificata. La gara era anche valida per il titolo di campionessa regionale individuale di corsa su strada della categoria. Ma mi hanno riferito ancora di altre squalifiche. E ieri a Villacidro l’ennesima squalifica, casualmente sempre con Brooks. Stavolta a danno di Manuela Jessica Gambuzza (classe 1984, quest’anno tesserata con la Blue Tribune). Manuela, campionessa di triathlon, ha fatto una splendida gara ed è arrivata seconda tra le donne. Peccato che non aveva le scarpe presenti in quella maledetta lista, ma le Brooks Hyperion Max 3. Come visto con il caso di Serramanna, quelle omologate sono le Hyperion 2 o le Hyperion Elite 3. A Manuela rimane la consapevolezza di aver fatto un’ottima gara ma l’amarezza di non aver ricontrollato prima della gara il proprio modello di scarpe”.

Volendo fare della dietrologia sembrerebbe esistere un profilo delle vittime: runner sarde, veloci e con ai piedi delle scarpe Brooks…

“I controlli si stanno rivolgendo nella pratica ai primi in assoluto ma possono e devono (da regolamento) essere svolti a campione. In ogni programma Fidal ormai c’è questa precisazione. Il problema c’è ed è legato ovviamente alle poche scarpe presenti nella lista e all’assenza di tante scarpe comunemente usate da noi podisti. Che almeno se ne parli”.

Ringraziando Andrea, concludiamo augurandoci:

1) che a livello regionale, ma anche la FIDAL nazionale, intervenga presto per bloccare queste squalifiche di atlete che alla fine non stanno prendendo nessun vantaggio utilizzando normalissime calzature che hanno solo un difetto. Non sono state inserite nelle liste di World Athletic dall’azienda produttrice in quanto poco performanti per un professionista! Anche perché, senza discutere i regolamenti, non si possono applicare in un modo in una regione e differentemente nelle altre 19!

2) Venga creata da World Athletic, in collaborazione con le case costruttrici, una seconda lista di calzature che richieda una procedura rapida, economica e che consenta di correre in tutte le manifestazioni non internazionali senza squalifiche. Lasciando come unica limitazione l’impossibilità di omologare eventuali record nazionali o di utilizzare la prestazione come pass per olimpiadi, mondiali o campionati continentali o nazionali. 


Lascia un commento