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Modena – 52^ Corrida di San Geminiano

1 FEBBRAIO 2026 | Di Rodolfo Lollini
Foto partenza - La Fratellanza

Una gara storica, quella organizzata dalla Fratellanza 1874 Modena, nata nel 1973 ad opera di Renzo Finelli e del professor Luciano Gigliotti che si corre in occasione della festa patronale del 31 gennaio. Leggere il suo albo d’oro è come elencare tutti i nomi che hanno fatto grande l’atletica italiana: Giuseppe Cindolo, Franco Fava, Massimo Magnani, Venanzio Ortis, Giuseppe Fontanella, Gelindo Bordin, Stefano Mei, Salvatore Antibo. Se si esclude la vittoria nel 2023 di Iliass Aouani, l’ultimo grande italiano a vincere la Corrida, prima dell’inizio di un dominio incontrastato da parte degli africani, era stato Stefano Baldini, coach del vincitore di quest’anno. 

Insomma da Gigliotti a Baldini, il testimone è idealmente passato a Pietro Riva, vincitore della gara in 38.25 con quasi un minuto di vantaggio sul 2° classificato e una media al chilometro di circa 2’53”. Dopo il rappresentante delle  Fiamme Oro, l’ordine di arrivo della edizione 2026 in campo maschile vede 2° Xavier Chevrier, seguito da Abraham Angino Carson Gotti Asado (Atl. Casone Noceto) 3° in 39.18, a un solo secondo da Chevrier, Giuseppe Gerratana (Aeronautica) 4° in 39.49 e Mattia Marazzoli (Corradini Rubiera) 5° in 39.52.

Nella gara femminile vittoria per Rebecca Lonedo, pure delle Fiamme Oro come il vincitore maschile, con il tempo di 43.37, seguita dalla finlandese Susanna Saapunki in 44.36, poi Giulia Vettor (Cus Parma) in 46.22, Federica Frigerio (MDS Panariagroup) in 47.00, Giulia Cordazzo (Fratellanza 1874 Modena) in 47.16.

918 i finisher della prova agonistica. Considerando le non competitive, le presenze hanno complessivamente superato quota 5000. 

Percorso sull’atipica distanza di 13,35 km, con partenza dal centro cittadino e parata nelle vie occupate dal mercatino in un’affascinante cornice di folla. Tutto molto bello e coinvolgente, peccato che se non scatti dalle prime due griglie, nei due chilometri iniziali la sede stradale si riduce a metà e diventa quasi impossibile correre al ritmo prefissato. Se poi sei iscritto alla non competitiva finisci per camminare. Successivamente, puntando verso la periferia, si viaggia bene. Circa a metà strada vanno superati due cavalcavia (uno per due volte) e due sottopassi. L’ultimo con gradini centrali, piuttosto stretto e maligno. Ritorno scorrevole e veloce. Alla fine ci saranno in totale una quarantina di metri di dislivello. Due o tre punti di ristoro, al primo erano un po’ in ritardo con il riempimento dei bicchieri e non parlo solo della coda, ma anche della testa della corsa. 

Trattamento da re per gli iscritti alla competitiva che con 20 euro hanno ricevuto un super pacco gara alimentare composto da cotechino, aceto balsamico, pasta e piadina a cui va aggiunta una maglietta tecnica. Senza dimenticare la bella medaglia commemorativa all’arrivo. Molto bene anche la disponibilità di posti al coperto, spogliatoi e le docce, sempre calde anche per i meno veloci. Un po’ di coda al servizio borse anche se ci lavoravano in una dozzina. Altre piste di miglioramento, in partenza c’erano diverse grosse macchie d’olio su cui in diversi hanno rischiato di scivolare. Poi il tracciato era popolato da non competitivi e “portoghesi” partiti in anticipo. Per carità, nessun problema finché marciavano in fila indiana o a coppie, ma in alcuni punti c’erano gruppi di geni che camminavano occupando l’intera sede stradale… 

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FONTE CLASSIFICA ENDU

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