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Triplette Kenya ed Etiopia alla maratona di Milano

12 APRILE 2026 | Di Maurizio Lorenzini
La partenza, foto Comitato Organizzatore

Livello alto anche se non altissimo alla maratona di Milano, che comunque continua a risultare la 42195 metri più veloce sul suolo italiano. Oltretutto buono il livello medio, con i primi 5 uomini che hanno corso sotto 2 ore e 9 minuti. Vincono in 2:06.35 il keniano Kibiwott Vitalis e l’etiope Yeshii Kalayu Chekole in 2:20.15. Primi italiani e Xavier Chevier, nella top ten con 2:11.50, e Marta Piterà, 2:44.32.

12 aprile 2026. Non sono più i tempi quando maratona di Milano ambiva a diventare la maratona più veloce in Italia, quindi il recruiting degli atleti era unicamente focalizzato su questo obiettivo, poi magari per quelli dopo bisognava aspettare tanti minuti. Obiettivo al tempo raggiunto, peccato che ciò sia avvenuto con un’atleta (Titus Ekiru) che poi prese una squalifica per doping di 10 anni, quindi con più di qualche dubbio sulla correttezza della prestazione. Comunque decisamente meglio così, più atleti di simili capacità, più competizione, più spettacolo per chi segue.

Gara maschile avvincente e combattuta; il passaggio alla mezza avviene in poco più di un’ora e tre minuti, con ancora nove atleti, quasi tutti keniani, racchiusi nello spazio di una trentina di secondi. Al km  30 sono ancora in cinque molto vicini tra loro; la gara “gira” tra il km 35 e il km 40, con Kibiwott che allunga in modo deciso e vince con notevole distacco la maratona di Milano 2026. Secondo e terzo posto per i due connazionali per Amos Kiplagat (2:08.14) e Kiplimo Laban (2:08.23). Molto bene Xavier Chevrier (Atl. Valli Bergamasche), forte interprete della corsa in montagna, performa decisamente bene anche sull’asfalto; chiude in 2:11.50, polverizzando il precedente personale di 2:19. Tra l’altro è protagonista di una gara che sembra tatticamente ben corsa, dal 16° posto al passaggio della mezza (1:05.33), rimonta ben sette posizioni , chiudendo al nono posto. Secondo e terzo italiani sono rispettivamente Andrea Astolfi (Pro Patria), che con 2:19.42 arriva ad un soffio dal suo pb di 2:19.30, Manuel Togni (Atl. Valle Brembana) che invece con 2:21.25 sigla la sua miglior prestazione.

Xavier Chevrier – Foto David Verthuy

 

Gara femminile meno equilibrata, nel senso che prende una direzione già al passaggio alla mezza (1:09.30), grazie alle atlete etiopi, in particolare Chekole Kalayu che prende quasi un minuto di vantaggio che poi mantiene sino all’arrivo dove chiude in 2:20.15, Secondo e terzo posto per le connazionali Iddeessaa Eebbisee Addunyaa (2:21.15) e Getahun Sintayehu Tilahun (2:25.28).

Belle sorprese tra le donne per i nostri colori: prima italiana è Marta Piterà , che decide di esordire in maratona a 43 anni. Sapientemente allenata da coach Maurizio, dopo un anno di record personali un po’ su tutte le distanze, qui chiude con un ottimo 2:44.32, 15esima assoluta. Ma giusto un posto e un minuto dopo ritroviamo con piacere la dottoressa Catherine Bertone, che alla faccia dei suoi 54 anni chiude col tempo di 2:45.33. Chapeau madame.

A sinistra Marta Piterà, nel corso di una gara di preparazione, A destra, il gioioso arrivo di Catherine Bertone, alla sua partecipazione olimpica

 

Rimane complessivamente il dispiacere di vedere pochi italiani al via di questa manifestazione, le ragioni sono tante, magari le analizzeremo più avanti, anche grazie al parere dei lettori.

Milano Marathon che chiude questa edizione con numeri in netta crescita: 11944 i finisher sui 42195 metri, di cui 5744 che hanno corso la gara agonistica, nel 2025 erano stati 8329 e 4524 i non competitivi. Invece 3863 i team che hanno corso la staffetta, nel 2024 (manca il dato del 2025) erano stati 3742.

Manifestazione migliorata in tanti aspetti, dalla suddivisione di partenza/arrivo maratona vs staffetta al percorso ma soprattutto pare che dopo tanti anni la città di Milano abbia ormai accettato l’idea di veder correre la maratona, in questo senso è stata vincente l’idea della staffetta, capace di coinvolgere tanta gente, non solo i runner duri e puri. Se ricordo le mie prime partecipazioni, complicate e perfino pericolose con le macchine che invadevano il percorso, i pomodori in faccia ….beh, di strada ne è stata fatta. Molto bene..

 

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2 commenti su “Triplette Kenya ed Etiopia alla maratona di Milano”

  1. Ho preso parte alla staffetta e ieri in città si respirava un bel clima. Tante facce sorridenti e amichevoli. Mai incontrato automobilisti che li lamentano pe ril passaggio degi runners.
    Segnalo una criticità legata alla scarsa frequenza della metropolitana, il mezzo usato per spostarsi tra le varie zone cambio che hanno creato non poche difficoltà a vivere pienamente da squadra la staffetta. A quando un adeguamento degno di un grande evento?

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  2. Buongiorno, secondo me invece un disastro la gestione della metropolitana. Nelle prime Relays di più di 10 anni fa davano il biglietto gratis e le vetture erano più frequenti.Sono anni invece che per raggiungere i vari punti cambio si viaggia come in un carro bestiame ( ammesso che si riesca a salire). E’ una cosa che a Milano succede anche quando ci sono le altre manifestazioni( Stramilano etc.), ma qui che , perlomeno nella staffetta, c’è uno spirito di beneficienza, un segnale non contraddittorio in tale senso ( ma anche solo per l’immagine) dovrebbe venire anche da Comune e ATM.Ma per la mattinata mettete qualche vettura in più diamine
    Maurizio Anzani

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