Alla 27^ Roma Appia Run vincono Domenico Liberatore e Paola Salvatori
19 aprile Roma – Numeri da record e condizioni ideali hanno accompagnato la 27ª edizione della Roma Appia Run. Diecimila partecipanti hanno preso parte all’evento romano, distribuiti tra la prova principale di 19 chilometri, quella più breve di 7,5 e le gare del sabato. Una partecipazione imponente, favorita da una mattinata perfetta per correre e da un percorso che resta unico nel panorama internazionale.
La Roma Appia Run continua infatti a distinguersi per il suo tracciato attraverso la Via Appia Antica, patrimonio UNESCO, e per la particolarità delle cinque diverse pavimentazioni affrontate dagli atleti: asfalto, sampietrino, basolato, sterrato e pista di atletica.
Alle 8.00 il via della prova breve da 7,5 chilometri. Mezz’ora dopo, da via di San Gregorio, all’ombra del Colosseo e dell’Arco di Costantino, è partita la gara regina sulla nuova distanza di 19 chilometri. Una delle grandi novità di questa edizione. Una scelta coraggiosa e intelligente, che ha reso il tracciato ancora più selettivo e spettacolare. Perché la Roma Appia Run non è mai una corsa banale. Si corre sull’asfalto e sui sampietrini, poi sul basolato lavico dell’Appia Antica, quindi sullo sterrato della Caffarella e infine sulla pista di atletica delle Terme di Caracalla. Cinque pavimentazioni diverse in una sola gara. Un primato assoluto che rende questa manifestazione unica nel panorama internazionale.
Il lungo serpentone dei runners si è allungato rapidamente lungo viale delle Terme di Caracalla, piazzale Numa Pompilio e via di Porta San Sebastiano, per poi entrare nel cuore dell’Appia Antica. Davanti agli occhi degli atleti scorrevano le Catacombe di San Callisto, Cecilia Metella, i lunghi rettilinei di basolato, quindi il passaggio nella Caffarella prima del rientro verso Caracalla. Diciannove chilometri non impossibili, ma certamente impegnativi, dove servivano gambe, testa e anche una certa capacità di adattarsi ai continui cambi di terreno.
A fare la differenza, nella seconda parte di gara, è stato Domenico Liberatore. L’atleta della Podistica Solidarietà ha preso il comando con decisione e chilometro dopo chilometro ha scavato il vuoto alle sue spalle. Liberatore ha tagliato il traguardo dello stadio Nando Martellini in 1h04’59”, primo uomo a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della nuova Appia Run da 19 chilometri. “Non era la mia prima Appia Run, ma in questa versione da 19 chilometri è stata una corsa di pura emozione“, ha raccontato il vincitore subito dopo l’arrivo. “Non solo Colosseo e Arco di Costantino, ma un percorso davvero suggestivo attraverso le meraviglie dell’Appia Antica. Complimenti per l’organizzazione perfetta della gara“.
Alle sue spalle, staccato di oltre due minuti e mezzo, Vincenzo Tanca dell’Atletica San Teodoro ha conquistato la seconda posizione in 1h07’31”, riuscendo a precedere soltanto nel finale Lorenzo Barilati, terzo in 1h07’42” dopo una lunga volata sul tartan dello stadio.
Anche la gara femminile ha regalato emozioni intense. A vincere è stata Paola Salvatori, portacolori della U.S. Roma 83, già terza dodici mesi fa e quest’anno capace di salire sul gradino più alto del podio in 1h12’10”. Una vittoria bella e sentita per la “maestra volante”, insegnante nella vita e atleta di grande regolarità. La Salvatori ha costruito il proprio successo con una gara intelligente, restando sempre lucida nella parte centrale del percorso, quella più difficile, tra il basolato dell’Appia e i tratti sterrati della Caffarella. Poi negli ultimi chilometri ha aumentato progressivamente il ritmo, andando a prendersi un successo meritato. “Voglio dedicare questa vittoria a due persone che non ci sono più, mio padre e il mio allenatore“, ha detto commossa all’arrivo.
Dietro di lei ottima seconda posizione per Francesca Benato dell’ASD Team Km Sport in 1h16’11”, mentre Veronica Del Grosso dello Sporting Club USA Avezzano ha completato il podio femminile in 1h16’15”, a soli quattro secondi dalla Benato.
Ma la Roma Appia Run non si misura soltanto con i tempi e con le classifiche. I numeri dell’edizione 2026 raccontano infatti la dimensione di una manifestazione ormai internazionale. Sono state rappresentate 83 nazioni e 5 continenti, con 438 città straniere e 537 città italiane presenti al via. Dopo il Lazio, la regione più rappresentata è stata la Campania, a conferma della grande passione podistica del Sud. Tra le nazioni straniere, invece, la Francia è risultata la più presente.
Curiosa, anche la fotografia anagrafica dei partecipanti. La più giovane iscritta è stata Ginevra Musto, nata il 31 agosto 2018, mentre tra i maschi il più giovane è stato Alexander Belviso, nato il 9 marzo 2017. I più esperti, invece, hanno confermato che la corsa non ha età: Maria Luisa Papa, classe 1944, e soprattutto Antonio Rao, nato nel 1933, ancora una volta simbolo di passione e longevità sportiva.
L’organizzazione ha funzionato alla perfezione. Centocinquanta volontari della Protezione Civile Arvalia, cinque ambulanze, quaranta operatori sanitari, cinquanta bagni chimici e venticinque tende tra servizi e sponsor hanno garantito sicurezza e assistenza lungo tutto il percorso. A disposizione degli atleti anche sedicimila litri d’acqua, tre ristori, diecimila banane, bottiglie d’acqua oltre ai pacchi gara.
Alla vigilia della manifestazione, sabato, grande successo anche per il “Fulmine dell’Appia”, la corsa dedicata ai più piccoli. Oltre mille bambini e ragazzi tra i 2 e i 17 anni si sono sfidati sulle distanze dai 30 ai 100 metri, confermando come questa manifestazione abbia saputo costruire negli anni un forte legame anche con il mondo giovanile.
A sottolineare il valore ormai internazionale della corsa sono arrivate anche le parole Roberto De Benedittis, ideatore e fondatore della manifestazione, che ha già guardato avanti: “Per il 2027 abbiamo un sogno ambizioso: unire idealmente e fisicamente l’Appia Antica con il Campidoglio, costruendo un percorso che attraversi la Roma Imperiale fino a salire sul colle michelangiolesco“. Un’idea affascinante, forse persino inevitabile per una gara che da anni continua a crescere senza perdere la propria identità. La XXVII Roma Appia Run si chiude così con numeri da record, una partecipazione straordinaria e la conferma di una certezza: in Italia esistono tante belle corse, ma nessuna è capace di mescolare in modo così perfetto sport, storia, paesaggio e fatica. Per un giorno, correndo sull’Appia Antica, diecimila persone hanno avuto la sensazione di attraversare duemila anni di storia. E probabilmente è proprio questo il segreto della Roma Appia Run.
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