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Chiacchierate col Fisioterapista: 16 – Corsa e disabilità

30 MAGGIO 2026 | Di Mattia Plati
Mattia Plati

Nel mondo dello sport, spesso si pensa che le barriere siano solo fisiche o temporanee, ma la vera sfida è quella di superare i limiti interiori, di riconoscere e valorizzare le proprie potenzialità anche di fronte alle avversità.
La storia di Maria Luisa Garatti, avvocata civile e di diritto sportivo di Brescia, è un esempio luminoso di come la corsa possa diventare un potente strumento di rinascita e di speranza, anche quando ci si confronta con una diagnosi di sclerosi multipla.
Il cammino di Maria Luisa inizia nel marzo del 2006, quando, all’età di 36 anni, inizia ad accusare sintomi strani: cadute improvvise, inciampi, oggetti che le scivolano dalle mani. Dopo una serie di accertamenti, le viene diagnosticata la sclerosi multipla, una malattia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale e può portare a gravi limitazioni motorie, fino alla sedia a rotelle. La diagnosi le si presenta come un duro colpo: un crollo emotivo, senso di colpa, vergogna, attacchi di panico. Un momento di crisi da cui sembrava impossibile uscire.
Il neurologo le aveva detto di non fare attività fisica, ma questo per lei non era un problema, anzi non faceva proprio nulla. Eppure, proprio attraverso lo sport, Maria Luisa inizia un percorso di rinascita. La sua storia dimostra come l’attività fisica, se adeguata e costante, possa rappresentare un alleato insostituibile nel controllo della malattia e nel miglioramento della qualità di vita. La vera svolta avviene nel 2013, quando un’amica la convince a muoversi e ad alzarsi dal divano.
Decide così di riprendere a fare movimento, prima camminando e poi correndo. La sua determinazione si rafforza, e così anche il suo ritmo di vita: comincia a partecipare a gare su strada, fino a correre la sua prima mezza maratona e, nel marzo del 2016, la sua prima maratona a Brescia, dopo solo tre mesi di allenamento.

Per Maria Luisa lo sport diventa non solo una passione, ma una vera e propria ragione di vita. “Non ho più smesso, come Forrest Gump”, scherza, sottolineando come la corsa le abbia restituito il senso di vitalità e di autostima. Nel frattempo, ha deciso di parlare apertamente della sua malattia, superando la vergogna e il timore del giudizio. La sua testimonianza rappresenta un messaggio di speranza e di forza: “La malattia mi ha cambiato la vita, ma mi ha anche fatto scoprire quanto sia bello vivere e quante potenzialità abbiamo tutti. Senza la sclerosi multipla, sarei rimasta quella che ero, invece ho realizzato il sogno di correre la maratona di New York e, ad oggi, ho corso 18 maratone oltre a tantissime altre gare di varie distanze”.
Le sue imprese sportive sono molteplici e di grande rilievo: ha partecipato a quattro edizioni della Maratona di New York, ha corso a Brescia, Milano, Reggio Emilia, Valencia, Firenze, Reykjavic, Berlino e Londra, portando avanti con orgoglio il suo impegno nel mondo paralimpico. Dal 2018, infatti, gareggia nella disciplina di atletica leggera nella categoria T38, dedicandosi con passione e determinazione a ogni competizione. Nel corso degli anni, ha conquistato numerosi titoli italiani, tra cui il campionato italiano assoluto di mezza maratona nel 2020, e medaglie d’oro in varie prove, tra cui i 200 e i 400 metri ai campionati italiani paralimpici del 2022 e il titolo italiano nella 10km nel 2023.

Un elemento fondamentale nel suo percorso di recupero e di crescita è stato Taopatch®, un dispositivo medico innovativo che aiuta a migliorare postura, equilibrio e benessere generale e con già molti studi scientifici all’attivo sulla sclerosi multipla (1). Seguita mensilmente dalla dottoressa Giorgia Oriolesi, ha iniziato un percorso di riabilitazione e di ottimizzazione della sua postura e delle sue performance che le ha permesso di affrontare con maggior sicurezza e serenità le sue sfide quotidiane e sportive.
Il suo rapporto con la corsa, tuttavia, non si limita al risultato sportivo. È un messaggio di speranza rivolto a chi si trova ad affrontare situazioni simili: “Anche la corsa parte con un atto di volontà. Quello di muovere le gambe, percorrere la strada, sentire la propria mente e il proprio corpo diventare una cosa sola. Anche quando c’è un limite che vorrebbe piegare le gambe e fermarle. Ogni volta è una conquista, ogni volta è affermare un atto di volontà che mi porta a sentirmi viva, ad andare contro quella vocina di fondo che ogni volta vorrebbe dirmi che non ce la farò. Io corro, cammino e qualche volta pedalo, e non mollo mai”.

E il 2025 si è concluso con grandi traguardi: Maria Luisa ha conquistato il titolo italiano nei 10 km su strada nella categoria T38, ai campionati assoluti indoor ad Ancona ha conquistato una medaglia d’argento nei 60 metri e ai campionati assoluti paralimpici di Grosseto 12-13 luglio 2025 ha conquistato la medaglia d’oro nei 5 km diventando campionessa italiana assoluta.
La sua determinazione l’ha portata anche a essere scelta come Tedofora per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un riconoscimento che celebra il suo esempio di resilienza e passione. L’esperienza di Maria Luisa ci insegna che la disabilità non è una condanna, ma può diventare un’opportunità di crescita, di scoperta di sé e di testimonianza di speranza. Correre, per lei, è molto più di uno sport: è un gesto di rivalsa, un inno alla vita, un modo per dimostrare che nulla è impossibile quando lo si vuole davvero. La sua storia ci invita a riflettere su quanto il movimento possa essere un ponte tra corpo e spirito, tra limite e possibilità. La sua testimonianza è un invito a non arrendersi mai, a correre verso i propri sogni, e a credere che ogni passo, anche il più difficile, può condurci verso una vita piena e ricca di significato.

(1): A new road to improve vitamin D and balance through Taopatch® and proprioceptive protocol in Multiple Sclerosis patients. Taopatch® combined with home-based training protocol to prevent sedentary lifestyle and biochemical changes in MS patients during COVID-19 pandemic. Utilisation des dispositifs nanotechnologiques dans les pathologies dégénératives cérébrales Étude prospective sur 28 patients atteints de sclérose en plaques


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