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Golden Gala, quarantasei anni di emozioni: da Mennea ai campioni di oggi

17 GIUGNO 2026 | Di Pietro De Biasio
Pietro Mennea - Archivio Fidal

L’edizione 2026 ha confermato il prestigio della grande notte romana dell’atletica. Una storia iniziata nel 1980 e diventata patrimonio dello sport italiano.

17 giugno Roma – Ogni anno arriva una serata che per gli appassionati di atletica ha un sapore speciale. Una serata in cui lo Stadio Olimpico torna a essere il centro del mondo, dove si incontrano campioni olimpici, primatisti mondiali e giovani talenti destinati a scrivere il futuro di questo sport. È la magia del Golden Gala Pietro Mennea, una manifestazione che continua a rinnovarsi senza perdere il fascino delle proprie origini. L’edizione 2026 non ha tradito le attese. Davanti al pubblico romano sono arrivate le vittorie azzurre di Andy Diaz nel salto triplo, Leonardo Fabbri nel peso e Matteo Sioli nell’alto, in una serata che ha confermato l’ottimo momento dell’atletica italiana. Nei 100 metri il successo è andato al campione olimpico Noah Lyles, mentre Marcell Jacobs è tornato a correre sotto il muro dei dieci secondi con un incoraggiante 9″99.

Risultati importanti, certo. Ma il Golden Gala è molto più di una semplice tappa della Diamond League. È una pagina vivente della storia dell’atletica mondiale. Una storia che affonda le proprie radici nell’estate del 1980. E per comprendere il significato di questa manifestazione bisogna tornare a un periodo molto diverso da quello attuale. L’atletica stava vivendo una fase di straordinaria popolarità e l’Italia poteva contare su campioni capaci di entusiasmare un intero Paese. In quel contesto nacque l’intuizione di Primo Nebiolo, allora presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera.

L’idea iniziale era quella di creare un grande evento internazionale che fungesse da prova generale per la Coppa del Mondo che Roma avrebbe ospitato nel 1981. Ma la storia prese una piega diversa. Il boicottaggio occidentale delle Olimpiadi di Mosca rischiava infatti di dividere il mondo dell’atletica. Nebiolo immaginò allora una manifestazione capace di riunire i migliori atleti del pianeta in un’unica grande serata.

Fu così che il 5 agosto 1980 nacque il Golden Gala Nessuno poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto quella sera. Lo Stadio Olimpico fu preso d’assalto dagli appassionati. Oltre 70.000 spettatori affollarono gli spalti, con più di 54.000 biglietti venduti. Le curve, inizialmente chiuse, dovettero essere aperte per accogliere il pubblico. Roma scoprì immediatamente di avere tra le mani qualcosa di unico. Sul palcoscenico c’erano gli eroi appena rientrati dai Giochi Olimpici di Mosca. Pietro Mennea, Sara Simeoni e Maurizio Damilano rappresentavano il volto vincente dell’atletica italiana. E proprio Mennea fu il protagonista della notte destinata a entrare nella leggenda. Soltanto otto giorni prima la “Freccia del Sud” aveva conquistato la medaglia d’oro olimpica nei 200 metri, una delle imprese più celebri della storia sportiva italiana. Davanti al pubblico dell’Olimpico, Mennea tornò in pista per affrontare il giamaicano Don Quarrie, campione olimpico a Montreal 1976.

Fu una sfida che il pubblico romano non avrebbe mai dimenticato. Mennea vinse in 20”01’, correndo una gara straordinaria e regalando all’Italia un’altra serata di entusiasmo collettivo. Quel tempo rimase record del meeting per ben sedici anni, fino al 1996. Fu il primo grande sigillo della storia del Golden Gala. Negli anni successivi il rapporto tra Mennea e il meeting romano divenne sempre più profondo. Il campione pugliese tornò a vincere nel 1983 e fu ancora protagonista nel 1984, consolidando un legame che sarebbe diventato indissolubile.

Intanto, il Golden Gala cresceva. Edizione dopo edizione, Roma diventava una tappa obbligata per i più grandi campioni del mondo. Sulla pista dell’Olimpico hanno gareggiato Carl Lewis, Edwin Moses, Sebastian Coe, Steve Ovett, Sergej Bubka, Hicham El Guerrouj, Haile Gebrselassie, Yelena Isinbayeva, Usain Bolt e decine di altri campioni che hanno scritto la storia dell’atletica moderna. Da semplice meeting internazionale, il Golden Gala si è trasformato progressivamente in uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario mondiale. Con l’avvento della Diamond League ha consolidato ulteriormente il proprio ruolo, diventando una delle tappe più attese della stagione. Nel 2013, pochi mesi dopo la scomparsa di Pietro Mennea, la Federazione Italiana decise di intitolare ufficialmente il meeting al più grande velocista italiano di tutti i tempi. Una scelta naturale. Nessun atleta aveva incarnato meglio lo spirito del Golden Gala.

Da allora il nome di Mennea accompagna ogni edizione della manifestazione, ricordando alle nuove generazioni non soltanto il campione olimpico e primatista mondiale, ma anche l’uomo che contribuì a rendere speciale quella prima, indimenticabile notte romana del 1980. Oggi, a quarantasei anni dalla sua nascita, il Golden Gala continua a rappresentare un punto di riferimento per l’atletica mondiale. Cambiano i protagonisti, cambiano le generazioni, ma non cambia il fascino di una manifestazione che ha saputo attraversare il tempo mantenendo intatta la propria identità. Le vittorie di Diaz, Fabbri e Sioli nell’edizione 2026 si inseriscono così in una lunga tradizione fatta di record, campioni e imprese memorabili. Una tradizione iniziata con Pietro Mennea davanti a settantamila spettatori e diventata una delle più belle storie dello sport italiano.


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