Elba “behind the scenes”
Dietro le quinte della Maratona dell’Isola d’Elba si scoprono tanti piccoli tasselli di un caleidoscopico microcosmo che i più - come me che non ho mai corso una maratona e credo quasi certamente mai lo farò - non immaginano minimamente.
Piccole storie personali, che il 5 maggio (mentre nella piccola Chiesa della Misericordia di Portoferraio si celebrava la commemorazione in suffragio dell’imperatore Napoleone, morto – per i pochi che non lo sanno – esattamente 198 anni fa) si sono intrecciate su strade e sentieri di un’isola unica, portando un plus al valore intrinseco della gara, già pieno di una umanità davvero tangibile.
Così ho incontrato Silvia Furlani. Una bella signora che ha corso per testimoniare che anche se si è affetti dalla sclerosi multipla si può osare, superare quei limiti che spesso crediamo tali, andare oltre e vincere battaglie che molti davano perse in partenza.
E siccome l’ottimismo non è mai troppo, tra gli atleti c’era anche un gruppetto di over niente male... tra loro un runner di 87 anni dall’Abruzzo, da Popoli, un vero esempio per noi pigri.
C’è stato poi chi ha deciso di correre - ma sembra un vizio il suo! - a piedi nudi tutti i 42 e oltre chilometri; che dire, Francesco Arone, il keniano dell’Elba!
Tra gli iscritti, provenienti peraltro da 15 paesi del mondo (persino dall’Australia e dal Brasile) voglio ricordare la mia amica Monica, che non smette mai di correre sempre anche una altra gara, quella per diffondere l’importante messaggio che ‘l’autismo non è contagioso’.
E poiché le belle storie hanno tutte un lieto fine, registro la dichiarazione d’amore pubblica fatta dal palco da Damiano Di Cicco, organizzatore instancabile e bravissimo di questa manifestazione in crescendo, alla sua fidanzata Luciana. Non un anello - Fedez scansati ! - ma una targa con belle e amorevoli parole a colei che con pazienza sopporta chi, proprio per dedizione e passione verso questa corsa, ci lavora tanto, anno dopo anno.
Una menzione speciale va riservata all’Isola d’Elba, vera protagonista di questa maratona. Una perla in mezzo al mare, un territorio completo tra acqua e montagne, sentieri profumati e colorati di vegetazione, irte salite e discese verso il blu, spiagge indimenticabili (Cavoli, Fetovaia per citarne alcune) che ineluttabilmente, pur senza pettorale, molti atleti torneranno a rivedere.
Cronaca: