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Mag 31, 2021 Fausto Dellapiana - Sir marathon 169volte

Brescia non dimentica, Sir Marathon ricorda

Sir Marathon ricorda Sir Marathon ricorda Foto Dellapiana

30 maggio - Oggi è una data importante per la città di Brescia: le sue strade saranno “invase” da centinaia di podisti. Non sarebbe nulla di eccezionale se non fosse la prima gara in “presenza” dopo le chiusure dovute ai noti problemi legati al “malo male”: si disputa la BAM (Brescia Art Marathon), annullata lo scorso anno, beh, quasi annullata; infatti nel mese di luglio si è disputata la versione “virtuale” della gara. Ecco che mi trovo ad usare il termine improprio dato a queste gare. Il termine più corretto, come ho già più volte ribadito, sarebbe: “corsa diffusa”, “corsa in solitaria”, “corsa in attuazione regole COVID (“malo male”)”, e qui mi fermo. Per dovere di cronaca, la BAM 2020 ha pure dato a tutti i partecipanti gli articoli più cari ad un maratoneta: medaglia e maglietta. Ma veniamo alla BAM 2021, che ho corso oggi. L'argomento principale di questo post è “il cuore e la mente”. Come tutti sanno, il cuore è considerato il motore principale di ogni atleta; infatti la cosa più comune durante le maratone è il frequente controllo del cardio-frequenzimetro, che molti atleti fanno di continuo, mentre il cervello (la mente) ripassa le tabelline con i tempi di passaggio ai vari chilometri, calcolando il vantaggio o lo svantaggio sul tempo previsto. Beh, qui non leggerete nulla di questi argomenti tecnici, almeno in questo post. Qui il “cuore e la mente” faranno riferimento a ricordi ed emozioni.           

28 maggio 1974. 14 lutti colpiscono Brescia. Ricordi lontani che sono ancora una ferita per la città. 28 maggio 2021: Brescia non dimentica. Lo testimoniano non solo le varie manifestazioni pubbliche dei giorni scorsi, ma gli innumerevoli mazzi di fiori che non solo le istituzioni pubbliche, ma anche semplici cittadini hanno portato sotto la lapide che ricorda le vittime dell'attentato.

In un freddo febbraio del 2014 Giuseppe (Togni) partiva per la sua ultima maratona, quella che non prevede classifiche e che vede al traguardo tutti vincitori. Giuseppe, anzi Beppe, oltre ad essere stato uno dei primi maratoneti italiani (come numero di gare disputate), è da sempre stato il primo “sponsor” della maratona della sua città: Brescia. Era per lui motivo di orgoglio “presentare” in tutta Italia la gara; lo faceva in modo semplice e genuino, come era la sua persona. Ho avuto la fortuna di condividere con Beppe numerose trasferte in quasi tutte le parti d'Italia, naturalmente per correre qualche maratona. La “sua maratona”, forse senza saperlo, lo onora, con il passaggio della gara accanto al cimitero nel quale ha trovato l'ultimo traguardo. Sono sicuro che di questo lui sarebbe molto orgoglioso. Nelle precedenti edizioni della maratona, deviavo dal percorso ufficiale per un saluto “di persona” al caro amico. Ma, appena di fronte al luogo del suo ultimo riposo, mi sembrava di sentire una voce che diceva: “Forsa, forsa à a corr, che te perdet tep. Grassie per es pasat dè ché” (beh, più o meno queste parole).

Oggi non ho potuto fare la visita in gara. Nessun problema, la farò alla fine, questo il mio pensiero.

Si sa che quando si passa a trovare qualcuno è buona regola “bussare con i piedi”, avendo le mani impegnate per reggere un regalo. Quale miglior regalo per Beppe della medaglia della “sua maratona”? Gli scorsi anni erano Caterina e Adriano che si incaricavano di questo compito; quest'anno, vista la loro assenza, mi sono preso io l'obbligo. Tagliato il traguardo, anche tramite l'interessamento di Sandro e la gentilezza di Loretta, ho ottenuto la seconda medaglia. Tutto fatto. Beh, quasi. Il cimitero era chiuso e quindi mesto mesto ho riposto le medaglia nello zainetto.

Ho avvertito del fatto Loretta, facendo presente che avrei compiuto la missione in settimana, ma … se Sir Marathon ricorda, la Brescia Art Marathon non dimentica. Vista la vicinanza del Cimitero di Mompiano alla logistica della maratona e la contemporanea presenza di una persona amica di Beppe (mi scuso di non ricordarne il nome), avrebbero provveduto loro a compiere la missione!

Un grazie da parte mia, anche a nome dei tanti maratoneti che hanno ancora un vivo ricordo di “Nonno Beppe”. 

 

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