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Ago 27, 2021 Claudio Romiti 1054volte

A Orte sono un po’ troppo prudenti: “greenpass” per correre

Correre è salute... anche in maschera? Correre è salute... anche in maschera? Roberto Mandelli (6 ore Parco Nord- Cinisello)

Il prossimo 5 settembre si disputerà in quel di Orte, ridente cittadina laziale, la XXI° edizione  del “Trofeo delle 7 Contrade”. Leggendo il regolamento, che per ciò che concerne le misure anti-Covid continua a prevedere l’obbligo abbastanza insensato di correre i primi 500 metri di gara (in cui vi è senz’altro una richiesta maggiore di ossigeno) con la mascherina, in grande evidenza si trova la seguente prescrizione: “Al ritiro del pettorale è richiesto esibire green pass o tampone con validità in corso.”  Ora, soprattutto per quel gran numero (almeno spero), di appassionati che non corrono solo con i piedi, una simile richiesta imperativa deve sembrare ancora più insensata rispetto a quella che impone di correre con una pezzuola che copre bocca e naso.  E in verità lo è, se consideriamo che al momento la normativa vigente non prevede il citato passaporto sanitario per partecipare ad eventi sportivi all’aperto. 
Ma tant’è, evidentemente anche nel nostro piccolo mondo antico amatoriale c’è qualcuno che ama essere più realista del re, come si suol dire, escogitando una sorta di segregazione sanitaria tra i praticanti della nostra nobile disciplina. 
D’altro canto, per comprendere l’assurdità della cosa, basti pensare che il 5 settembre sarà possibile mangiare nei ristoranti all’aperto di Orte, magari stazionando per qualche ora a pochi metri da altri clienti seduti ai tavoli, ma non partecipare ad una corsa locale che prevede sporadici contatti tra gli atleti, rigorosamente gestiti con tanto di distanziamento e mascherine, se non si esibisce il greenpass o in subordine un tampone in corso di validità.

Che dire allora: dal momento che all’inferno si finisce a piccoli passi, malgrado abbiamo i vaccini per una malattia che comunque oramai sappiamo ben fronteggiare pure sul fronte ospedaliero, c’è il rischio che per continuare la nostra passione sportiva ci venga imposto da qualche solerte organizzatore di correre con una sorta di scafandro.  Al peggio sembra non esserci mai fine.

NdD. Attualmente gli organizzatori oscillano al riguardo: per esempio è stato specificato che alla Marcialonga di Moena del 5 settembre non sarà necessario il cosiddetto greenpass; che diverrà invece obbligatorio alla maratona Alzheimer in provincia di Forlì-Cesena la domenica successiva. Mentre la più parte degli organizzatori, pur non richiedendo il certificato, impone l’autocertificazione scritta, talvolta (ma raramente) accompagnata dalla misurazione della temperatura.

3 commenti

  • Link al commento Mercoledì, 08 Settembre 2021 17:05 inviato da Fabmarri

    Dal 7 settembre la questione non sembra più opinabile. La Fidal ha aggiornato il suo "PROTOCOLLO ORGANIZZATIVO TEMPORANEO - NON STADIA" relativo alle "Competizioni su strada (corsa, marcia e nordic walking) e off-road (corsa in montagna, trail running e corsa campestre)" (http://www.fidal.it/upload/files/2021/Protocollo_organizzativo_temporaneo_non_stadia_7_9_21.pdf)
    e prescrive che per accedere a tutte le manifestazioni di cui sopra (oltre a quelle che si svolgono negli stadi) sia necessario possedere una delle tre certificazioni:
    "1. certificazione verde CoVID-19, che può essere rilasciata dopo la somministrazione della prima dose di
    vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo fino alla data prevista per la somministrazione
    della seconda dose (nel caso di vaccino a doppia dose). La certificazione verde ha in ogni caso una validità
    di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale;
    2. la guarigione dall'infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi);
    3. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con
    validità 48 ore)".
    Sono eccettuate le categorie esenti "sulla base di idonea certificazione medica" (che tuttavia, ritengo, dovranno esibire un tampone con esito negativo). Alle società organizzatrici spetta la verifica della cosiddetta certificazione verde mediante la "app di verifica nazionale VerificaC19, installata su un dispositivo mobile".
    D'accordo o no, Roma locuta causa finita (anche se Roma si riserva di modificare il protocollo in qualsiasi momento, in stretto contatto col CONI e l'autorità governativa).
    Va tuttavia detto che l'UISP (protocollo del 2 settembre http://www.uisp.it/nazionale/files/principale/2020/protocollo_applicativo_covid19.pdf ) non recepisce queste misure: oltre a classificare la pratica atletica come a "rischio basso", non impone il greenpass per le attività all'aperto e addirittura permette l'uso degli spogliatoi in occasione di dette attività (la sintesi è a p. 25). Come al solito, in Italia c'è tutto e il contrario di tutto.

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  • Link al commento Claudio Romiti Martedì, 31 Agosto 2021 16:12 inviato da Claudio Romiti

    Egregio signor Poli, stante l'attuale normativa nazionale, la quale specifica che non occorre il green pass per le competizioni amatoriali all'aperto, ciò che sta avvenendo in alcune gare podistiche rappresenta un abuso bello e buono. Dopodiché se ciò avviene per una ordinanza del sindaco locale o per decisione autonoma degli organizzatori cambia poco per chi si sente obiettivamente e illegittimamente segregato. Semmai, nel caso di un obbligo imposto dalle autorità locali, gli stessi organizzatori farebbero cosa buona e giusta a spiegarlo con chiarezza. Buone corse.

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  • Link al commento Domenica, 29 Agosto 2021 12:56 inviato da SANDRO POLI

    MA PERCHE FARE POLEMICA E CRITICARE UN REGOLAMENTO ? CHI ORGANIZZA CREDO POSSA SCRIVERE IL REGOLAMENTO che a lui va bene, poi se all atleta non piace può correre da altre parti. VI SIETE MAI CHIESTI COSA STA DIETRO AD UNA GARA ? Sono i sindaci che rilasciano i permessi per organizzare non i potocolli della FIDAL o degli EPS quindi in ogni Comune piotrete trovare regole diverse . Quiesta purtroppo la triste verità senza dover accusare chi organizza di " segregazione sanitaria" . Se chi ha scrirtto l artocolo è in grado di convincere il Sindaco del Comune ove si correrà la Maratona Alzheimer credo che gli organizzatori saranno ben felici di riscrivere il regolamento di gara . Buone corse.

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