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Gen 02, 2022 Giovanni Baldini 153volte

La mia maratona a Catania, o meglio… a la playa

La mia maratona a Catania, o meglio… a la playa G. Baldini

Mi scuso del ritardo con cui vi racconto la terza edizione della maratona di Catania, ma dopo quella sono volato alle Canarie per una settimana, attorno e sopra il Pico del Teide, e lì i collegamenti erano piuttosto precari…
Diciamo che, scrivendo adesso, faccio un po’ il bilancio del mio 2021. Va dato subito atto che sviluppare una distanza di km 42,195 in una città come Catania con i relativi blocchi del traffico, caotico come in tutte le città del Belpaese, sarebbe risultato impossibile, ammenoché non si fosse anticipata in ore antelucane la  partenza della distanza regina e delle altre due gare  di contorno, cioè  la mezza distanza e la 10 km. Allora, intonando dentro di me il tormentone estivo degli anni ottanta dei Righeira (vamos a la playa oh oh oh oh…) domenica 12 dicembre 2021 mi sono trovato alla plaia di Catania, ovvero  il litorale sabbioso  cittadino all’altezza del “lido verde”, circa sei km a sud dalla downtown siciliana (permettetemi l’americanismo dato che le manifestazioni sono partite da viale Kennedy): qui era stato allestito il circuito di  m. 10548  da ripetere quattro volte, e via  scalando per le due distanze minori.
L’organizzazione è stata inflessibile in merito ai protocolli Covid; non si entrava senza i “patentini” sanitari all’interno del concessionario auto del marchio della losanga, ubicato in prossimità della stazione ferroviaria, dove si distribuivano i pettorali di gara. All’alba di sabato, per far trascorrere il tempo, ho avuto l’idea avventata di raggiungere Catania centro a piedi  dall’aeroporto Fontanarossa:  è stata una roulette russa  arrivare incolume a destinazione, per via dell’arteria  stradale  per buona parte priva di marciapiede, e  ho potuto purtroppo prendere coscienza (senza meravigliarmi) dello stato di decadenza dell’area industriale del centro etneo, un tempo fiore all’occhiello della Trinacria; e anche dell’immondizia abbandonata in stile area metropolitana di Roma Capitale: che, in verità, è anche peggio.
Diversamente, il centro storico di Catania, servito pure dalla metro e  funestato dalle recenti alluvioni, obbliga a effettuare una visita culturale, e non mi metto qui a elencare i tanti monumenti da visitare. Interessante è risultata la mostra di Banksy e Andy Warhol al palazzo della cultura. Al signor Banksy faccio una richiesta al suo spirito libero: perché oltre alla rappresentazione del Cristo  crocifisso con legati ai polsi pacchi dono, non da sfogo al suo estro artistico con una rappresentazione anche del Profeta, o di Siddharta Gautama o Ganesh?  forse Charlie Ebdo e Bataclan docent?  
Chi comanda qui poi è lo scorbutico  Mongibello, e con questa sterminata fornace bisogna fare sempre i conti.  In occasione della maratona, il colosso si è presentato ricoperto di un abbondante manto nevoso a partire dai duemila metri di quota. La popolazione etnea il vulcano non lo indica  cogli oronimi Etna o Mongibello: lo chiama “a muntagna” , ed io le sono molto affezionato  per via delle passate escursioni e, soprattutto,  la  partecipazione alla supermaratona dell’Etna da 0 a 3000.

Per raggiungere l’area di partenza, non ho potuto tagliare per la pineta della Plaia, diventata una palude, e ciò è costato un supplemento a piedi per via ordinaria di quattro km. Tuttavia, dalla pioggia e vento forte di sabato, domenica mattina si è avuta la fortuna di correre in una giornata dal clima ideale. Alle ore 8,45 si è partiti in direzione di Siracusa, ripetendo il circuito per quattro volte transitando a fianco dell’impianto ILS della pista dell’aeroporto, con il rombo dei jet che non mi è  affatto dispiaciuto.  
Insomma, è stata una bella e divertente giornata di sport, dove regnava un prevalente senso dell’humor anche dello speaker, con frecciatine  nei miei confronti per via del cognome che evoca le gesta di Stefano ad Atene 2004. Se fino a metà gara mi sono abbastanza difeso, alternando il cammino con la corsa, ho terminato soddisfatto la maratona con un riscontro cronometrico non lontano dalla prestazione della supermaratona dell’Etna, corsa quando di anni ne avevo 33. Tanto per gradire, a fine gara ho aggiunto ulteriori cinque km per raggiungere l’aeroporto e prendere il subitaneo volo di ritorno, non prima di aver fatto il pieno di meraviglie come arancini,  brioches gelato e cannoli.  Sarà un destino, ma  mi aspettavano subito altri vulcani, taluni estinti, altri attivi come El Teide.
Grazie ai catanesi e alla Terra che ha dato impulso alla poesia d’amore, otto secoli fa.   Un sereno 2022 a tutti, e di corsa!

 

Per la cronaca- dell'evento, vedi http://podisti.net/index.php/cronache/item/8113-catania-privitera-e-di-benedetto-trionfano-nella-3-catania-marathon.html

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: TDS

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