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“Fratel” Biagio Conte: una vita a piedi e di corsa verso i poveri

Da Palermo a piedi verso gli umili Da Palermo a piedi verso gli umili Roberto Mandelli

12 gennaio - Da Palermo a Bruxelles nel 2019 a piedi. 1500 chilometri in 116 giorni di cammino per portare le istanze e i diritti dei poveri davanti al Parlamento europeo. In nave da Palermo a Genova e poi a piedi via Milano, Svizzera, Germania, Francia e Belgio. Questo era Biagio Conte, missionario laico, morto stamattina a Palermo all’età di 59 anni dopo una lunga malattia.

Nel corso di quel viaggio, Biagio aveva incontrato a Strasburgo David Sassoli, allora presidente del Parlamento europeo. Gli aveva consegnato una lettera sui “veri diritti umani” (come amava dire), lettera che fu tradotta in inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, romeno e greco perché fosse letta da tutti gli eurodeputati.

Biagio Conte aveva lasciato casa nel 1990 all’età di 26 anni per seguire la sua vocazione. Aveva fondato la ‘Missione Speranza e Carità’ che ha varie sedi in Sicilia per accogliere gli ultimi. Nella sua vita non si è mai risparmiato ed è stato protagonista di manifestazioni e marce a piedi per sollecitare la società a prendersi cura delle persone più svantaggiate. Era una grande camminatore. Ha macinato migliaia e migliaia di chilometri. Saio verde, barba lunga, bastone del pellegrino i suoi segni distintivi. "Sento di incontrare ogni cittadino di ogni nazione, città e paese - diceva - per portare un messaggio di speranza, di conforto, di fratellanza. Tutti insieme per migliorare le nostre vite e costruire una società più giusta". Nel 2016 aveva risalito lo Stivale con una croce in spalla, da Palermo a Roma, per incontrare papa Francesco.

Il suo primo viaggio a piedi risale probabilmente al 1991, quando camminò da Palermo ad Assisi. In quell’occasione la famiglia (di condizione agiata, costruttori edili) si rivolse alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” per avere sue notizie.

Si insinuava nel cuore e nell’intelligenza di quest’uomo l’impegno radicale per il Vangelo e per i poveri che è stata la costante della sua esistenza. Per circa due anni aveva anche perso la possibilità di camminare: lo schiacciamento di alcune vertebre e problemi circolatorii lo avevano costretto su una sedia a rotelle. Poi la guarigione dopo un viaggio a Lourdes. “Per me è stata una grazia inaspettata – ricordava – che mi ha permesso di tornare, non a camminare, ma a correre verso le persone che me lo chiedono”.

In questi giorni di inizio anno, al diffondersi della notizia sulle sue gravi condizioni di salute, la città di Palermo è andata a ringraziarlo. Una fila di semplici cittadini, ma anche di importanti persone delle istituzioni gli ha tributato affetto e riconoscenza. Sono stati da lui il presidente della regione Sicilia, Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, oltre al vescovo Lorefice. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, originario del capoluogo siciliano, si è espresso stamattina con una nota: "Ho appreso con profondo dolore la triste notizia della morte di Fratel Biagio, punto di riferimento, non soltanto a Palermo, per chi crede nei valori della solidarietà e della dignità della persona, che ha testimoniato concretamente, in maniera coinvolgente ed eroica. Il rimpianto e la riconoscenza nei confronti di Biagio Conte  - ha sottolineato il Capo dello Stato - vanno espressi consolidando e sviluppando anche in futuro le sue iniziative affinché il ricordo della sua figura sia concreto e reale, così come è stato il suo esempio".

Mimmo Piombo, atleta palermitano e organizzatore, ha un ricordo che risale all’edizione 2017 del Memorial Salvo d’Acquisto, gara di 10km che si tiene annualmente per le strade di Palermo: “Quell’anno non si poté correre il ‘Salvo D’Acquisto’ a causa del maltempo. Portammo tutto il materiale alla Missione Speranza e Carità. Quando incontrammo Biagio fu una festa! Un cosa brutta, la cancellazione di una gara, si era trasformata in qualcosa di bello perché avevamo donato tutto per i poveri”.

Resta l’eredità di un uomo generoso, il “San Francesco di Palermo”, così lo chiamava la gente. I funerali si terranno martedì 17 gennaio alle 10.30 nella cattedrale di Palermo.

 

 

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