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Feb 01, 2021 Natalina Masiero 1032volte

Ronda 45 km – Primissime impressioni

Ronda 45 km – Primissime impressioni Roberto Mandelli

31 gennaio - Sono arrivata. Dieci ore tonde. Non so se verrò classificata perché il tempo massimo era di nove ore e trenta, ma non importa.

[NB: classificata 277^ in 10.02:58. Gli organizzatori hanno dimostrato il buon gusto e l’intelligenza di allargare il tempo massimo, sebbene siano stati costretti ad assistere al ritiro, o alla chiusura dei cancelli purtuttavia allargati, di oltre 30 partecipanti alla 45 km].

Ho atteso fino alla scorsa settimana per iscrivermi a questa gara. Partecipai nel 2012, e i nove anni trascorsi si sono fatti sentire.
Questi organizzatori sono stati veramente "eroici". Quattro distanze, dai 70 ai 15 km. Io mi sono iscritta ai 45 km e, a gara finita, sono contenta della decisione che ho preso. Stamattina, ore 8, sono partita. Dopo il primo “giro d'onore” di Castiglione (in cima  a una collina), è iniziata quella che sarebbe stata la prima di innumerevoli salite (almeno dieci principali, con un’altitudine massima di 750 metri esattamente a metà).
Fango, fango e ancora fango. Piove a tratti, quindi è un continuo mettere e togliere la giacca impermeabile. Proseguo arrancando e scivolando con i bastoncini, e dopo due ore arrivo al primo ristoro (km 9,1).
I ristori sono stati gestiti in modo perfekt. C'era di tutto e di più. Ciò che più però mi è piaciuto, è stata la gentilezza e la dolce parlata dei volontari. Non voglio offendere i veneti (io sono padovana), ma quando parlano i toscani mi sembra di ascoltare musica.
E dopo il primo ristoro ho conosciuto un angelo custode. Non sto scherzando, ho conosciuto Alessio, un romano che mi ha supportata e sopportata, fino alla fine. Tutto quel fango e quelle continue salite spaccagambe mi hanno provocato crampi paurosi. Alessio, alias angelo custode, mi ha aiutata, mi ha aspettata, mi ha letteralmente salvata. Ogni tanto spuntava il sole a riscaldare le mie povere e vecchie ossa.
Al 33mo km mi ha raggiunto l'Egregio prof. Marri e per alcuni chilometri ho potuto, finalmente, discutere animatamente. Le ore passavano ma non facevo strada. Abbandonata l'idea di finirla nel tempo che inizialmente credevo ‘regolare’, sono stata felicissima di averla finita in dieci ore. All'arrivo, cestino con ristoro e il bellissimo boccale “Ghibellino”.

Non voglio apparire stucchevole, ma soltanto ringraziare questa stupenda organizzazione per il coraggio dimostrato. Grazie davvero.

 

NdR. È la prima relazione dalla Ronda, che la ben nota signora Natalina ci ha mandato dal treno per Padova, già alle 21,30 senza conoscere le classifiche. Peccato che non mi abbia dato il permesso di raccontare le cose che ci siamo dette durante l’oretta passata insieme, da quel guado dove l’ho ‘tamponata’ riconoscendone subito la voce che mi ha ammonito preventivamente (“se ti metti a imitare la mia parlata ti do un calcio nelle **”) fino a quella discesa ripida nel bosco dove mi sono fermato con la voglia di una birra (lei ha proseguito, perché “astemia”) e la necessità di caricare il cellulare ormai spento. Peccato, perché forse il suo “angelo custode” sarebbe servito anche a me, un km sotto, quando mi sono ingarbugliato tra bandelle che mi hanno spedito dentro il greto di un torrente, trovando solo dopo qualche giravolta e 400 metri di stradina non segnata due addetti, che con parlantina toscana stavolta non molto cortese mi hanno detto di dire queste cose agli organizzatori, non a loro che si stavano rompendo le stesse ** citate da Natalina, in mancanza delle frecce che sarebbero servite (ma è stata l’unica falla di una segnalazione altrimenti perfetta). [F.M.]

 
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Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: Comitato Organizzatore