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Dic 26, 2021 291volte

Modena Est, 43^ Camminata di Quartiere: rinascita bagnata…

Immagine 'ideale' assemblata Immagine 'ideale' assemblata R. Mandelli (da I. Spina - T. Seghedoni)

26 dicembre – Con coraggio, e in perfetta legalità, il Comune di Modena ha ripristinato la tradizione delle Camminate di Quartiere, ideate in tempi antichi per supplire ai vuoti invernali del calendario, e che nel 2020 erano forzatamente saltate. Non siamo ancora al rientro nella normalità, come prova ad esempio il fatto che a questa camminata non si sa se ne seguiranno altre (solitamente le gare erano quattro), ma intanto è un buon inizio: vorrei essere smentito se dico che questa è la prima gara non competitiva che si corre all’interno della città di Modena dal febbraio 2020.

Le foto di Teida Seghedoni mostrano tangibilmente l’andamento della mattinata: piuttosto buia, almeno verso le 8 quando si è dato il via ufficiale alle operazioni, con ingresso regolamentato all’interno della Polisportiva Modena Est (tradizionale sede di questa corsa, nella doppia versione natalizia e pasquale), misurazione della temperatura, compilazione dell’autocertificazione (foto 3-7) e infine consegna del pettorale, gratuito come da tradizione, e di dimensioni finalmente superiori al francobollo.

Sono ricomparsi gli habitués dei tempi andati, come le insegne delle società Guglia e Cittanova (foto 4 e 19), il presidente provinciale dell’atletica Uisp, Pivetti (134), il responsabile di Modenacorre, Macchitelli (303); ma anche dei ‘foresti’, come il nostro Morselli da Reggiolo (260-262) o la radiosa morettina della Lolli di Zola (248-9). I pettorali distribuiti superano i 500, che vista la giornata sono da considerare un buon numero (è vero che mancava la contemporanea gara di S. Agata Bolognese, storica attrazione anche in veste competitiva e giovanile).

La partenza, complice il divieto di assembramento, è nello stile-Fiasp, a piccoli gruppi spontanei; il percorso è quello risaputo, e tuttavia ampiamente segnalato sia da cartelli sia da addetti, per una lunghezza massima di 10,300 (direi, scelta dalla più parte degli iscritti) con un ristoro a metà di sola acqua, come è la prassi di queste epoche grame. Forse una piccola variazione è lo sbocco nella via Emilia, all’altezza dello storico ponte della Fossalta teatro di una battaglia medievale tra bolognesi e modenesi, poi di una “riconciliazione” ai primi del Novecento, patrocinata da Pascoli; ma dopo una cinquantina di metri si rientra nel quartiere industriale di Modena Est, al cui margine (non toccato dai podisti) si sta formando un ingorgo, con tempi di attesa fino alle otto ore e interventi della polizia municipale, per i tamponi (fonte: Gazzetta di Modena).

Le foto della corsa confermano l’impressione oculare, di una maggioranza di camminatori: i primi che corrano compaiono alle foto 44 e 50, e solo dalla 175 in poi i corridori sembrano prevalere sugli altri; verosimilmente, sono quelli partiti più tardi, e le falcate più eleganti appartengono alle ragazze (oltre alla citata zolese, guardate quanto sono agili – diciamo pure smart – quelle delle foto 138 o 331).

Come previsto, comincia a piovere seppure non insistentemente (foto 172, 215): credo che la più indaffarata sia Teida, varie volte costretta durante il suo giro completo a ripulire l’obiettivo e asciugare l’attrezzo.

Non manca al traguardo, oltre alla bottiglietta d’acqua (purtroppo, i ristori caldi e golosi di una volta appartengono alla vita del mondo che verrà), il rituale mezzo chilo di pasta come premio; e non manca l’allegria, con l’appuntamento per occasioni successive che promettono di farsi più numerose. Sebbene qualche nuvola più nera si addensi sulla classica Corrida di San Geminiano, prevista per il 31 gennaio, cioè l’ultimo giorno di validità delle norme più stringenti del decreto 221. Riferisco una voce che volava nell’aria di Modena Est, con la speranza che sia infondata. Nel frattempo (lunedì 27 ore 12,55) sono saltate maratona, maratonina e non competitive di Crevalcore, programmate per il 6 gennaio: la Befana a qualcuno porta carbone. 

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Teida Seghedoni

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