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Lug 01, 2022 708volte

Finisce la Fassa a tappe con la Seraghiti che riprende il primato

Luoghi e persone Luoghi e persone Roberto Mandelli

Pozza di Fassa, 1° luglio - Per oggi i meteo-astrologi avevano previsto pioggia dalle 13 (i più pessimisti) o al massimo dalle 16 (gli ottimisti). Sono infatti le 16 e un sole ustionante splende sulla Val di Fassa, ancor più ultravioletto  per quelli che sono rimasti nei rifugi presso l’arrivo del Buffaure, e aspetteranno le ultime discese della funivia per tornare a Pozza dalle loro auto o alloggi. “Come avete sentito dai titoli” (altra frase inutile dei lettori di tg), e come leggerete meglio nel resoconto di Pegaso Media, la più esperta Monica Seraghiti, sulle pendenze proibitive della pista da sci del Buffaure (il mio Gps dal km 8 all’arrivo ha segnato angoli fino a 29 gradi, che in gergo automobilistico significa pendenza del 65%) si è ripresa il primato che aveva detenuto nelle prime tre tappe; mentre tra gli uomini, scontato il successo di Dalmasso, va notato l’exploit di don Torresani, che ha superato tutti gli altri (che, con rispetto parlando, potrebbero essere suoi figli) sfiorando un secondo posto finale che sarebbe stato, evangelicamente parlando, una moltiplicazione dei pani e dei pesci. E per restare sul sacro, don Franco prima della partenza ha benedetto noi tutti ricordando in particolare il cofondatore del Giro, Elio Pollam, scomparso in età ancor giovane sei mesi fa, e che ha affrontato lucidamente la malattia fatale, come l’apostolo Paolo, senza perdere la fede: don Franco ci ha esortato, al km 1 della nostra tappa, a volgere uno sguardo a sinistra, nella chiesa nuova di Pozza, dove Elio riposa per sempre. Ci aggiungo personalmente l'augurio più caldo per il campione ultrarunner Marco Menegardi, a pochi giorni da un serio intervento chirurgico.
Lascio la parola a Pegaso Media.

 

Si è chiusa all’insegna di Moreno Dalmasso e Monica Seraghiti la Val di Fassa Running 2022, tornata ad animare i sentieri della valle ladina trentina dopo due anni di stop causa pandemia. Per il cuneese di Costigliole Saluzzo e per la marchigiana di Urbino, vincitori di 4 atppe su 5, si tratta della prima volta nell’albo d’oro di questa corsa a tappe. Dalmasso si era piazzato terzo nella generale del 2019, mentre la Seraghiti non aveva mai partecipato.
Entrambi hanno sigillato il proprio alloro con una perentoria affermazione anche nel tappone dolomitico conclusivo di sola ascesa, che ha visto la partenza da San Giovani di Fassa e l’arrivo in quota nella piana del Buffaure dopo aver affrontato 11,8 km e 930 metri di dislivello. Moreno Dalmasso ha impiegato solamente 56’43” a portare a termine la sua prova, dimostrando di avere un bagaglio tecnico decisamente superiore agli avversari, anche rispetto al fassano di Campitello Simone Manfroi, che ha preso parte solo alla frazione conclusiva, e che è giunto dopo soli 48 secondi.
Nella tappa, che il Comitato Organizzatore ha voluto intitolare all’amico Elio Pollam, scomparso il 27 dicembre scorso, ha dato il tutto per tutto Don Franco Torresani, esperto runner specializzato nelle sfide in salita. Il prete che ha benedetto gli atleti prima dello start, è giunto sul traguardo con il tempo di 58’26”, a 1’42” dal vincitore, riuscendo a rosicchiare un po’ di secondi al rivale nella classifica Michael Zagato, senza però scavalcarlo nella generale. Ottimo prestazione poi per l’atleta di casa Damiano Nicolodi che ha terminato in quinta posizione, seguito da Simone Viola e Daniele Scapellini.
Il podio della classifica generale, al termine delle cinque tappe, vede dunque trionfare Moreno Dalmasso con 4h29’24”, davanti all’altro piemontese che difende i colori del Cus Pro Patria Michael Zagato con un distacco di oltre 12 minuti. Terzo Don Franco Torresani dell’Atletica Paratico che accusato un gap di 3’10” dall’argento assoluto. Quarta posizione per il bergamasco Simone Viola, davanti al fassano Damiano Nicolodi.
C’era invece grande attesa per la sfida femminile, visto che prima dell’ultima tappa la torinese Sarah L’Epee godeva di un vantaggio di 11 secondi su Monica Seraghiti. Dopo essersi studiate a vicenda nel primo chilometro, quando il percorso ha iniziato ad inclinarsi la marchigiana ha aumentato il ritmo guadagnando secondi su secondi e riconquistando la leadership che aveva gestito fino alla quarta tappa. Sul traguardo di Buffaure Monica Seraghiti è giunta con il tempo di 1h01’56” staccando di 2’16” Sara L’Epee, quindi terza come in tutte le altre tappe è giunta Ana Nanu. Nella classifica di tappa troviamo poi quarta Alice Colonetti, quinta Sara Baroni e sesta Lorena Brusamento.
Nella generale la Seraghiti può vantare un tempo di 5h02’09”, di 2 minuti e 5 secondi più basso rispetto a quello della L’Epee. Più staccata in terza posizione Ana Nanu, quindi quarta Sara Baroni della Quercia di Rovereto e Alice Colonetti del Speedy Runners.
Grande soddisfazione per i 250 partecipanti e per gli organizzatori dell'evento capitanati da Armando Mich, il quale ha ufficializzato già le date della prossima edizione, ovvero dal 25 al 30 giugno 2023. 

La generale di categoria

Nella classifica generale di categoria si sono aggiudicati la vittoria finale Alice Colonetti nella AF 18-34, Monica Seraghiti nella BF 35-39, Marina Ruffini nella CF 40-44, Ana Nanu nella DF 45-49, Sara Baroni nella EF 50-54, Daniela Marangone nella FF 55-59, Delfina Marenda nella GF 60-64, Rosina Sidoti nella HF 65-69, Maria Grazia Nardini nella IF 70-74.
In campo maschile Michale Zagato si è aggiudicato la AM 18-34, Davide Diotti nella BM 35-39, Federico Sama nella CM 40-44, Lorenzo Conterno nella DEAFM, Moreno Dalmasso nella DM 45-49, Achille Faranda nella EM 50-54, Daniele Baroni nella FM 55-59, Franco Torresani nella GM 60-64, Ademaro Bertolini nella HM 65-59, Luigi Luzi nella IM 70-74, Verardo Brodi nella LM75+, Antonio Serra nella ZM17.

Hanno detto 

Moreno Dalmasso (primo classificato): «Sono soddisfatto di questa vittoria, dopo il terzo posto finale del 2019. Sono state cinque tappe impegnative, soprattutto la terza e l’ultima, dove non è mai facile gestire le energie. Tutti davano per scontata la mia vittoria finale, ma finché non ho tagliato il traguardo non mi davo certezze. Il tappone finale l’ho gestito bene fino a metà gara, poi negli ultimi chilometri ripidi ho stretto i denti. Sono arrivato stanco ma felicissimo».
Don Franco Torresani (terzo classificato): «Salire sul podio dopo cinque tappe con avversari bravi e più giovani mi da tanta soddisfazione. Sono contento per il terzo posto. Nel tappone conoscendo le mie caratteristiche ho deciso di provare il tutto per tutto nel tratto verticale. Ho recuperato un po’ di secondi sugli avversari, ma il secondo posto era troppo lontano. Mi ha fatto enorme piacere prendere parte a questa gara ideata dall’amico Elio Pollam, al quale ho voluto dedicare una preghiera e un ricordo».
Monica Seraghiti (prima classificata): «Grandissima soddisfazione personale questa vittoria alla Val di Fassa Running. Mio padre aveva partecipato a due edizioni e mi aveva sempre parlato bene. Così dopo la maternità ho deciso di presentarmi al via. Non è stato facile vincere, anche perché Sarah è stata un’avversaria di grandissima qualità. Partivo con un ritardo di 11 secondi, conscia che in salita vado forte, ma non sapevo quando andava forte Sarah. Ho dato il tutto per tutto ed è arrivata la vittoria finale. Tornerò sicuramente».
Sarah L’Epee (seconda classificata): «Sono contenta per aver centrato il podio, soprattutto per l’ottima prova di giovedì dove mi sono giocata le mie carte con grande soddisfazione. Sapevo che nel tappone Monica per le sue caratteristiche aveva qualcosa in più di me. Onore a lei per vittoria di tappa e del circuito. Io vengo sempre volentieri alla Val di Fassa Running, anche se non è il tipo di competizione che di solito pratico, ma il contorno di questo evento è super».
Armando Mich (presidente Comitato Organizzatore): «Sono felicissimo di come è andata la Val di Fassa Running numero 22. Abbiamo deciso solo a febbraio di riproporre l’evento dopo due anni di stop, con un riscontro positivo in quanto a partecipazione. Siamo motivatissimi e assieme ad Ornella Tater, responsabile dei percorsi, abbiamo già deciso la data del prossimo, ovvero l’ultima settimana di giugno con il tappone sul Col Rodella. Tappone che sarà sempre intitolato ad Elio Pollam».

 

[F.M.] Il nome di Campitello mi dà personalmente un piccolo nodo alla gola, per il ricordo di quando, bambinello che aveva appena terminato l’asilo, fui portato lì in vacanza, a prendere la prima seggiovia della mia vita, quella al col Rodella; e sceso dal seggiolino mi misi a correre sul prato per raggiungere le Cinque Dita, che mi sembrava di toccare. Se sarò ancora al mondo, spero tra un anno di tornare portandoci i miei nipotini, grosso modo attorno a quell’età che aveva il nonno ignaro della vita e delle sue croci come lo sono ora Davide, Paolo, Anna e Alex l’Americano.

Ma godiamoci il primo giorno di luglio, cominciando dallo sconto praticatoci rispetto agli 11,8 km + 930 m D indicati nel comunicato: si trattava in realtà di 9,8 con poco più di 800 metri da salire (e 115 da scendere a intervalli), in una salita abbastanza godibile fin oltre il settimo km, che peraltro abbiamo scontato negli ultimi 3, in alcuni tratti dei quali noi camminatori (oso dire almeno l’80% dei partecipanti) rischiavamo di cadere all’indietro. Dalle classifiche ufficiali si nota che i nostri tempi finali sono presso che gli stessi nelle ultime tre tappe, salvo che le altre erano di quasi 12 e quasi 14 km.

Molto regolare ad esempio il lecchese Giovanni Civillini, che mi ha rifilato i soliti 20/25 minuti quotidiani mantenendo saldo il secondo posto della nostra categoria. Idem il mio compagno d'albergo Maurizio Mometti, coequipier della vincitrice, lui pure davanti 11 minuti oggi e... il tempo di una mezza maratona nella classifica finale. Nei pressi pure l'assai più giovane Gianluca Spina, figlio d’arte di Italo e Cecilia i sassolesi, che anzi oggi ha fatto per 3 minuti meglio di ieri; mentre il “senator” Giuseppe Cuoghi, ripresentatosi dopo la debacle febbrile di martedì e la ripresa di giovedì, si è accontentato di chiudere il gruppone dei 191, riservandosi di spiegare poi a Giangi la sua ‘particolare’ posizione di classifica.

Anche Giuseppe ha un caro ricordo di Elio e delle tante occasioni in cui si è rapportato con lui; ma venendo a ieri, ci ha descritto il divertente episodio di un podista quasi-novantenne che, arrivando ieri circa due ore dopo il vincitore, a 30 metri dall’arco ha intravisto due concorrenti non competitive che stavano concludendo mano nella mano: allora è partito, ha separato la coppia femminile infilandocisi in mezzo, non per uno struscio erotico ma per sprintare, incurante delle risate di compatimento del poco pubblico rimasto. A volte si riesce a rivalutare Govi e Togni.

Venendo ai nostri sfidini (che mia moglie chiama guerre tra poveri, e invece sono il sale di queste corse, una volta deposto il pensiero dei prosciuttini-premio) dirò che finalmente la mancanza di una discesa finale ha evitato il rituale sorpasso che mi capitava di subire, date le scarse dote discesistiche personali. Senza nemmeno doparmi col Froben, ho lasciato Maurizio Pivetti (che a sua volta giura di non aver insufflato Vicks) a 4 minuti esatti, giungendo in solitudine al traguardo e all’abbraccio di una ritrovata amica e collega quale Daniela Malusa da Chievo (che ha corso le ultime due tappe), abbraccio benedetto da don Torresani (cui ho poi presentato Pivetti, il quale molto diplomaticamente gli ha confessato di essere tifoso di Papa Francesco, ricevendosi la confessione-reply che don Franco ha vinto una corsa dell'Unità senza dirlo al vescovo).

Persino la bravissima Kordula di Bellinzona, sempre davanti nei primi 4 giorni e ancora oggi fino a metà gara, ha preso 3:20 (però ne conserva 9 nel conteggio finale, che le vale il secondo posto di categoria); e addirittura la coppia del Pontelungo Bologna, Alessandra Demaria e Giacomo Pantaleo, quasi costantemente visti finora dal lato B, oggi sono arrivati dopo … 50 secondi! E quanto a vicini di casa, noto l’exploit di Lorena Brusamento della Gabbi, oggi sesta donna appena alle spalle dei cinque mostri sacri dominatori delle tappe precedenti.

Usciamo tutti spiritualmente arricchiti da questa settimana dolomitica, che chi vorrà potrà stamparsi ancor meglio vedendo le foto d’arte di Teida Seghedoni. Mysterium fidei, qui pro vobis et pro multis effundetur.

http://podisti.net/index.php/component/k2/item/8897-26-06-2022-val-di-fassa-tn-22-fassa-running.html

 

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Fabio Marri
Fonte Classifica: TDS

1 commento

  • Link al commento Sabato, 02 Luglio 2022 21:17 inviato da Alessandra

    Abbiamo letto con attenzione i tuoi articoli e ci hanno fatto rivivere con il sorriso le 5 tappe. Per noi era la prima volta che abbiamo corso la val di Fassa running. È stato un piacere conoscerti. Alle prossime gare.

    Rapporto

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