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Ago 26, 2022 512volte

San Marino di Carpi, 24^ Madona di Puntzee

Paolino lanciato verso il tramonto Paolino lanciato verso il tramonto Montaggio di Roberto Mandelli

26 agosto – Rieccoci alla camminata semicampestre alla periferia nordest di Carpi, un anno meno un giorno dopo l’edizione dell’anno scorso che riallacciava un filo interrotto dal Covid. Allentata la stretta epidemica (sebbene le statistiche dicano che i morti di questo mese siano superiori a quelli corrispondenti degli ultimi due anni, e la nostra amica Franca, tre settimane dopo la quarta dose, si ritrovi 'positiva'), rispetto al 2021 non si chiedono autocertificazioni, Peppino Valentini esibisce orgogliosamente la tenda del Cittanova per tesserati e occasionali; e perfino Leandro Gualandri si è presentato senza mascherina.
E’ rimasta la finestra di un’ora (18-19) per le partenze, ma una cinquantina di appassionati all’antica (non molti meno della folla poco oceanica che, stando al report da Bologna del Corsera di oggi, è accorsa a inneggiare il segretario nazionale del suo partito) ha atteso le 19 per partire tutti insieme al via: ne vedete alcuni nella foto di copertina della cartella inserita dal Mandelli (papabile anche come autore della foto di Lupi alla Stramilano pubblicata dallo stesso Corrierone di oggi a p. 11). Ne ho approfittato per entrare, non visto attraverso una porticina sotto il campanile, nella chiesa terremotata e inagibile: ma l’occasione di una cancellata aperta ha fatto l’uomo ladro, e avevo nostalgia di vedere le magnifiche vetrate di Enzo Ronchetti (un grande roveretano, da poco scomparso quasi centenario: l'avevano temprato i lager della guerra) datate 1985 e che raffigurano i santi tutori, San Marino e la Madonna dei Ponticelli. Almeno queste si sono salvate, tutta la chiesa nel suo complesso mi sembra recuperabile, e spero che il vescovo di Modena & Carpi mi assolva dal peccato di intrusione sentimentale.

E alle 19, a noi: ancora rinnovato il percorso, sebbene gli organizzatori non ne vogliano sapere di passare dal santuario che dà il nome alla gara (l’abbiamo visto a meno di 500 metri nella parte iniziale e finale del giro): più lungo, 8,5 km effettivi, quasi tutti sterrati, rispetto ai 7,4 del 2021, seguendo l’argine del canale Lama di San Marino fino alla centrale e al ponte della Pratazzola (con vista nitida sul duomo e il campanile della Sagra di Carpi), dove si passava il canale (alquanto fetido) per ripercorrerlo nell’altro senso, ma senza più il transito dal boschetto (o è il boschetto a non esistere più?). Chi correva fidandosi della memoria degli anni passati (come Rambo Benassi) è anche dovuto tornare indietro, cosa che per una cinquantina di metri è capitata pure al sottoscritto, perso nelle chiacchiere con l’eterno rivale Paolino Malavasi, su progetti di maratone imminenti e gossip su colleghi antichi e moderni, e la morale di Ivano al Plèe dla Mirandla. La Simona della Madonnina ci esorta a non sfidare in gara le donne, cui Paolino replica che ci sono super-donne che vincono la classifica assoluta di certe maratone, e io aggiungo la soddisfazione archeologica di aver battuto quella tal donnina che ogni sera, durante il giro a tappe di Riccione, diligentemente si preparava un beverone giallo e uno blu, mentre noialtri annaffiavamo di Albana la frittura di pesce. Ho persino scoperto che Werther Torricelli ha vissuto 15 anni a Cincinnati vendendo macchine per etichettare bottiglie, e la sua signora conserva ricordi indelebili del Mid-East e di Nashville soprattutto.
Aldilà dei valori agonistici oggi inesistenti (per me e Paolino, media certificata di 6:30/km, senza far la tara delle chiacchiere al tavolino del ristoro; molto più seria Eugenia Ricchetti, tra le poche reggiane presenti) è stata l’occasione per un allenamento diverso dalle tristi corsette solitarie di primo mattino cui ci sottoponiamo per recuperare un po’ di condizione; e il modo di rivedere tanti amici locali: Salardi a dare il via, Giorgio Diazzi al ristoro del km 5 (ma ormai non promette più che “quando rifaremo la maratona di Carpi sarai il primo a saperlo”), accompagnato come sempre da Gamba ed legn Danilo Sala, l’unico in tempi recenti a percorrere tutta intera la Modena-Abetone, anche se oggi, superati gli ottanta, si accontenta di brevi camminate, e chissà se cucina ancora le sue squisite rane con pescegatto.

Premio per tutti, a fronte di 2 euro di iscrizione, una confezione di sei uova; ristoro finale molto francescano, solo acqua e tè (mentre di fianco ci scorrono le salsicce da arrostire per la festa), restando ormai nella leggenda le fette di langùria che  la Marisella tagliava a tutto spiano, nei bei tempi; ma si può restare a cena senza difficoltà, oppure ‘asportare’ cibi come il tradizionale gnocco fritto, offerto a 60 cent il pezzo quando agli orti degli anziani di Modena lo fanno pagare 1 euro.
Zanzare in quantità accettabile, temperatura che dai 32 delle 18 scende ai 27 dell'imbrunire. I meteoastrologi insistono che arriverà la pioggia; è più probabile che arrivino le competizioni strenue nelle quali, come i frequentatori di quel tal festival bolognese, faremmo la firma per "una sconfitta sostenibile"; intanto, per questo tramonto di un'estate che sembra non finire mai come quelle sanmarinesi del grande Nereo Lugli, ci siamo accontentati di una sana e nostalgica rimpatriata sotto il manto della Madonna che guarì la "puttina" sordomuta.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: F. Marri - R. Mandelli

1 commento

  • Link al commento Martedì, 30 Agosto 2022 08:57 inviato da giorgio

    Ciao Fabio,
    condivido in parte quello che tu hai scritto.
    Tale corsa ha il titolo Madonna dei Puntzee: sarebbe onorata la Madonna
    se i podisti passassero davanti alla chiesa dei Ponticelli.
    -----------------------------------------------------------il prossimo anno ci proviamo a fare questo
    percorso.
    Giorgio Diazzi

    Rapporto

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