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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Ormai ci siamo, sabato 27 novembre si correrà in ricordo di Bruno Lolli, una 5 chilometri su strada, gara nazionale Fidal omologata e certificata.

Sono già annunciati diversi forti atleti, ecco alcuni nomi. Stefano Massimi (Cus Camerino), atleta esploso nel 2021, difatti ha migliorato tutti i suoi personali sui 3000 metri (anche indoor), 5000 metri e 10.000 metri. Michele Fontana (Aeronautica), con Massimi detiene il miglior risultato sui 5000 metri (13:58) sia pure un po’ …datato, ma dopo la recente paternità ha ricominciato a correre forte. Vasyl Matviychuck, ucraino ma è difficile non considerarlo italiano dopo molti anni che vive da noi. Davide Raineri, detentore dei primati del mondo su miglio e 3000 metri nella categoria M45. Non mancheranno alcuni atleti africani, keniani ed etiopi, a rendere ancora più importante e prestigiosa la manifestazione.

La lista tuttavia è ancora incompleta e andrà a definirsi nella giornata di domani.

Rammentiamo le principali informazioni:

Data 27 novembre. Via Dozza 90, Zola Predosa (BO), di fronte al concessionario Lolli Auto. Ritrovo alle ore 13.00

Ore 14.30, partenza gara femminile, tutte le categorie, e gara maschile M60 e oltre.

Ore 15.30, tutte le altre categorie maschili

A seguire le premiazioni, con un interessante montepremi, 1500 euro.

Per tutte le informazioni, vedere l’articolo di presentazione:  CLICCARE QUI

Per le iscrizioni: CLICCARE QUI

 

Si corre per ricordare Bruno Lolli, che ci ha lasciato nello scorso mese di aprile, e la data non è casuale, infatti proprio il 27 novembre avrebbe compiuto 80 anni. La sua è una lunga storia di supporto al movimento del running, credo siano in molti ad avere presente la mezza maratona Lolli Auto, non fosse altro per le sue quaranta edizioni.

Ora è la volta di una 5 chilometri su strada, una nuova distanza destinata ad essere sempre più presente nel calendario delle gare, anche grazie alla positiva esperienza di Canegrate (MI), che in qualche modo ha aperto la strada LEGGERE QUI.

La manifestazione, fortemente voluta dalla famiglia Lolli (n.d.r. non si tratta solo di uno sponsor, bensì di una vera e propria ASD affiliata Fidal), si correrà quindi sulla distanza di 5 chilometri, regolarmente omologata e certificata Fidal; un dettaglio non da poco, che implica costi importanti, ma che testimonia la precisa volontà di offrire un “prodotto” con caratteristiche ben precise ed i cui risultati sono valevoli a tutti gli effetti per il ranking di ogni atleta.

Anima e motore della gara è Arturo Ginosa, buon atleta (1h09:39 e 2h32:44 rispettivamente su mezza e maratona) ma soprattutto appassionato di atletica che, forte del supporto della famiglia Lolli, ci ha messo tutto il suo entusiasmo e la sua competenza in questa iniziativa.

Il percorso, molto veloce, si svolge su un circuito di cinque giri uguali di mille metri, quindi spettacolare per chi guarda e stimolante per chi corre. Partenza e arrivo coincidono, dalla storica sede della Lolli Auto, situata a Zola Predosa, in via Dozza 90.

Alle ore 13 il ritrovo, partenza fissata alle 14.30 per tutte le categorie femminili e per gli uomini M60 e oltre. Invece alle 15.30 per le altre.

Di tutto rilievo il montepremi in denaro, 1500 euro, a testimonianza della volontà di attrarre forti atleti, oltre ovviamente ai tanti master. Interessante anche il primo premio riservato alle categorie amatoriali, un paio di scarpe da running di un noto brand del settore.

Chiusura iscrizioni il 25 novembre alle 24, per iscriversi : CLICCARE QUI

 

 

Domenica, 14 Novembre 2021 17:30

Crema (CR) - Maratonina e Marian Ten

Servizio fotografico: CLICCA QUI PER VISUALIZZARE

14 novembre. Un’edizione certamente poco fortunata causa un meteo inclemente, ma che comunque ha fatto registrare numeri complessivi più che accettabili, coi tempi che corrono.

Nella 10 chilometri competitiva (181 i classificati) vince Luca Magri, che recentemente ha abbassato il suo record personale a 1h03:23 alla mezza Darfo-Boario; forse un po’ a sorpresa perché si poteva pensare che l’azzurro  Ahmed Abdelwahed (recente la sua partecipazione alle Olimpiadi di Tokio) l’avrebbe spuntata: tra l’altro proprio nel 2021 ha realizzato un personale di 29:34.

Questo il podio. 1) Luca Magri (La Recastello Radici) 30:47 2) Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle) 30:49 3) Nabil Rossi (Atl. Valle Brembana) 32:26

Ecco invece il podio femminile: 1)Fabiola Conti (Torino Road Runners) 36:59, nuovo record personale. 2) Erika Michielan (Atl. Chirignago) 38:22 3)Debora Spalenza (Atl. Fanfulla) 38:31.  

Mezza maratona di livello tecnico un po’ più basso rispetto alle precedenti edizioni: vince il keniano Eric Muthomi Riungu (Atl.Saluzzo) in 1h07:55, secondo posto per Michele Belluschi (Grottini Team, 1h10:25) e terzo per Gianluca Ferrato (Atl.Saluzzo,1h11:59).

Gara femminile senza storia, dominata dall’etiope Addisalem Belay Tegegn (Atl. Saluzzo) con un buon tempo, 1h13:46. Secondo posto in 1h16:11 per la connazionale Meseret Ayele (GS Il Fiorino); completa il podio Elisabetta Manenti (Atl. Pianura Bergamasca, 1h19:32).

Complessivamente sono stati 896  gli atleti che hanno terminato la gara. 

Nella corsa non competitiva, che ha risentito in misura maggiore delle cattive condizioni meteo, sono stati 363 i partecipanti, contro i 600 dell'edizione 2019.  

Beh, dov’è la notizia? C’è gente che ne corre 50, 100, millanta e più ogni anno. E invece queste prestazioni hanno tutt’altra importanza, perché non parliamo di chi fa raccolta di maratone, bensì di un’atleta di alto livello, che ha deciso di chiudere in un modo quantomeno originale la sua splendida carriera.

Un’atleta che ha vinto la maratona di New York nel 2017, che ha un personale sulla distanza di 2h21:14 (Berlino 2014). E se andiamo un po’ indietro nel tempo scopriamo che correva i 5.000 metri in 15:03; i 10.000 in 30:22, un tempo che le è valso la medaglia di argento alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, Olimpiadi alle quali ha partecipato in ben quattro edizioni.

Classe 1981, americana di Boulder (Colorado) prima di questa impresa - difficile non definirla tale - ha scritto importanti pagine nella storia dell’atletica made in USA. Invece poco conosciuta in Europa, dove ha gareggiato raramente. 

Diventata mamma nel 2020 attraverso un’adozione, probabilmente ha deciso di chiudere la sua carriera anche per questo, oltre ad una serie di guai fisici. Tuttavia  voleva uscire dalla scena… facendo rumore, e non c’è dubbio sia riuscita nell’intento.

Sei maratone in sei settimane, di certo se si vuole fare rumore non si scelgono gare “a caso”, ecco quindi che cinque delle sei sono del famoso circuito “major”. In realtà sono tutte e sei, però la maratona di Tokio è stata corsa virtualmente, per… far tornare i conti. Di certo la scelta è stata facilitata dal fatto che le date corrispondessero ai suoi desideri, sei maratone in sei settimane, ciò è avvenuto per gli spostamenti di date causa Covid (Londra e Boston tradizionalmente vengono corse in primavera). Vediamo nel dettaglio le gare e le prestazioni ottenute. 

26 settembre, Berlino, 2h38:32

3 ottobre, Londra, 2h35:04 

10 ottobre, Chicago, 2h46:39 ; 11 ottobre, Boston, 2h40:34 . Da notare che queste due maratone le ha corse in 24 ore

17 ottobre: Tokio (virtuale), 2h35:14

7 novembre, New York, 2h33:34 

E’ innegabile che in questo modo abbia chiuso col botto; in particolare colpisce la prestazione nell’ultima maratona, proprio a New York, con un tempo notevole che la posiziona al 57esimo posto assoluto e al 12esimo al femminile. Un tempo “solo” sei minuti più alto di quello realizzato sette anni prima, nella maratona che l’ha vista vincitrice. 

Voleva dimostrare qualcosa a se stessa? Oppure ci sono ragioni economiche alla base della sua scelta? Probabilmente entrambe le cose, in fondo un‘atleta a fine carriera deve preoccuparsi della sua nuova vita, e di certo ciò che ha fatto la proietta molto bene nel suo futuro; pare infatti che entrerà a far parte dello staff del Bowerman Track Club in qualità di coach: un’associazione che fa capo a Nike, azienda che è stata molto vicina a Shalane Flanaghan prima e durante la sua impresa.

Personalmente non ci trovo nulla di anomalo ed invece dico… chapeau per la sua impresa e ancor più per tutto ciò che è stata capace di fare prima come atleta di alto livello.

7 novembre 2021. Daniele Meucci torna a correre ad alto livello, dopo un periodo certamente non facile. dodicesimo posto alla maratona catalana ma sopratutto nuovo record personale in 2h10:03, il precedente era di 2h10:45 (Otsu, 2018).

Vince il keniano Samuel Kosgei, col nuovo personale di 2h06:03, che è anche il record della gara; secondo posto per Pthmane El Goumri (Marocco, 2h06:30), terzo per Mohamed Ziani (Marocco, 2h06:33).

Anche nella gara femminile con 2h23:53 cade il record del percorso, ad opera dell'etiope Tadu Teshome, davanti alle connazionali Meseret Gola (2h24:09) e Bekelech Gudeta (2h24:51).

Dopo la Roma-Ostia, chiusa in 1h00:11 ecco un'altra prestazione convincente per l’atleta allenato da Luciano Di Pardo, al rientro sulla distanza dei 42,195 chilometri a poco più di un anno dal ritiro di Londra nell’ottobre 2020, che si lascia alle spalle i problemi fisici delle ultime stagioni. È un risultato ampiamente in linea con lo standard richiesto per i Mondiali della prossima estate a Eugene, fissato a 2h11:30, e per i successivi Europei di Monaco di Baviera (2h14:30), ottenuto su un tracciato suggestivo nel cuore della città, ma ricco di saliscendi, in una mattinata fresca e piuttosto ventosa.

 

TUTTI GLI ITALIANI CLASSIFICATI 

ore 17:15 - Vince Albert Korir (Kenya), 2h08:22, vicinissimo al suo personale di 2h08:03. Secondo posto con un buon tempo di Mohammed El Aaraby (Marocco), 2:09:06 (che invece ritocca il suo precedente pb di 2:09:16). Grande terzo posto per Eyob Faniel (2h09:52),autore di una grande gara, coraggiosa, forse ai limiti dell'incoscienza, ma è stato premiato. Tanti, tanti complimenti a questo ragazzo, che riporta un italiano sul podio a New York. Ultima volta Stefano Baldini, terzo nel 1997.
Bekele sesto in 2h12:52. 

Ore 17:00 - Ingresso in Central Park, attacco deciso della Jepchirchir, resiste a pochi metri la Cheptoo, ma non riesce a riprenderla. 1) Peres Jepchirchir (Kenya) 2h22:40 2) Viola Cheptoo (Kenya), al debutto, 2h22:43 3) Ababel Yeshaneh (Etiopia), 2h22:52. Buona prova dell'americana Molly Seidel, quarto posto e record personale in 2h24:42.

Nella gara maschile, km 40, sembrano cristallizzarsi le prime due posizioni, primo Korir, secondo El Aaraby, invece è in rimonta verso il terzo posto Eyob. 

Ore 16:50 - Korir prende il largo; tiene a distanza Kandie e forse ancora di più El Aaraby, cede Eyob. Sembra naufragare il super favorito Bekele. Le tre donne in testa sembrano studiarsi; di sicuro qui c'è tutto il podio della 50esima maratona di New York.

Ore 16:45 - allunga con decisione Korir, Kandie prova a tenere a venti metri, poco dietro Eyob e El Aaaraby.

Ore 16.35 - Kandie e Korir raggiungono i fuggitivi, che però provano a tenere il passo. Il ritmo è molto veloce, passaggio al km 30 in 1h30:30, una proiezione finale sotto 2h07! Sempre insieme in testa alla gara Jepchirchir, Yeshaneh e Jeptoo.

Ore 16:25 - Continuano a tenere la testa Eyob e El Aaraby, passaggio al km 25 in 1h15:25, ma dietro si avvicinano Korit e Kandie, cede il favorito Bekele. Si "spacca" la gara femminile, allungano con decisione Jepchirchir, Yeshaneh e Jeptoo. Passaggio in 1h42:43 al km 36.


Ore 16.05 - le donne (tutte in gruppo le favorite) affrontano il Queensboro Bridge, km 24,5, uno dei punti più compl9icati del percorso, forse non si vince qui la maratona, ma si può perderla sulla lunga e difficile salita. Di certo è l'unico punto silenzioso, assenza totale di pubblico, si sente solo il rumore dei propri passi. 


A breve arriveranno qui Eyob e El Aaraby, passato al km 20 in 1h00:33, ritmo piuttosto veloce. 55 secondi di vantaggio sul gruppo dei migliori.

Ore 15.45 - allunga Eyob, portandosi dietro il marocchino Mohammed El Aaraby (pb 2:09:16). Sembrano collaborare nel darsi il cambio, in breve prendono circa 200 metri di vantaggio sul gruppo

Ore 15.36 - 
Passaggio al km. 10 per la gara maschile con il gruppo elite compatto e con il nostro Faniel, passaggio in 30:48.




Ore 15.15
 - Passaggio al 
Km 10 per la gara femminile relativamente lento in 35:02.

Ore 15.10 - E' la volta delle prime "wave". in totale sono in 33.000 al via (53.000 classificati nel 2019). Il “travel ban”, ne avevano scritto QUI , ovvero l’impossibilità per gli entrare negli Stati Uniti, ha ridotto drasticamente i numeri dei partecipanti, numeri che peraltro erano previsti in calo.



Ore 15:05 - Partita la gara maschile. Eyob si mette davanti per qualche centinaio di metri, sembra quasi a voler studiare gli avversari.

Ore 14.40 - (ora italiana), partita la gara femminile, nessuna atleta elite italiana al via. Al km 5 sono tutte in gruppo le favorite, passaggio in  17:59. Favorita d'obbligo Peres Jepchirchir, miglior tempo di accredito, 2h17:16.

I motivi di interesse per questa edizione, tra gli altri, sono rappresentati da Kenenisa Bekele e, per quanto ci riguarda più direttamente, la partecipazione del nostro Eyob Faniel.

Bekele viene da una prestazione tutt’altro che entusiasmante alla maratona di Berlino, chiusa in 2h06:47 su uno dei percorsi più veloci al mondo, normale quindi pensare che la gara di New York sia un modo per rifarsi. Un grande atleta, che oltre a detenere il secondo tempo di sempre in maratona (2h01:41) ha un  palmares con cinque titoli mondiali e tre ori olimpici nei 5 e 10.000 metri. La start list non è di altissimo livello, sembra quasi favorire il campione etiope, ma è da seguire con attenzione Kibiwott Kandie, primatista mondiale sulla mezza maratona con 57:32 (Valencia 2020), all’esordio in maratona.

Eyob Faniel è un atleta in grande crescita, negli ultimi 18 mesi ha stabilito i record italiani nella mezza maratona (1h00:07) e maratona (2h07:19). Con 28:08 aveva stabilito anche il miglior tempo sui 10 chilometri, poi superato da Pietro Riva (28:06, Ginevra  2021).

 

 

 

 

 

 

 

  

 

24 ottobre 2021 - I numeri non premiano di certo il grosso sforzo degli organizzatori della Venice Marathon, dai 5369 classificati del 2019 si è passati ai 2736 di questa 35^ edizione; vero che il calo di partecipazione alle gare è generalizzato, però qui il crollo è piuttosto pesante. Bene invece la 10 chilometri, sia in versione agonistica che non competitiva, con oltre 5.000 atleti partecipanti.

Magari, ma credo di no, i numeri complessivi possono anche soddisfare chi organizza, tuttavia non si può non fare qualche osservazione “tecnica” sul livello della gara; se i primissimi classificati tutto sommato hanno corso su tempi discreti, la quinta posizione assoluta è stata conquistata col tempo di 2:29:12 (e già questo dice qualcosa sul livello complessivo della gara), con un buco di un quarto d’ora rispetto al quarto posto. Non è bello per lo spettacolo, non è bello per gli atleti di medio livello (per intenderci, quelli che vanno da 2:15 a 2:30), che di certo non sono invogliati a partecipare in una gara che già nel 2019 vedeva 12 minuti tra la quinta e la sesta posizione, anche se in quel caso erano stati in dieci a correre entro 2:30 (sempre pochi, sia chiaro). Scelte degli organizzatori? Probabile, se avranno voglia ce lo diranno loro, però insisto sul fatto che, a parte valori tecnici piuttosto modesti, una gara dovrebbe offrire una competizione che possa coinvolgere un maggior numero di atleti, quantomeno fino a certi livelli. Tendo a credere che anche per questa ragione molti atleti italiani vanno a correre nelle tante maratone europee, dove con 2:20, 2:25 magari si finisce al 40esimo posto, però c'è più stimolo, motivazione, competizione anche questi livelli.

Comunque ottime notizie sul fronte italiano: Marco Salami (C.S. Esercito) al suo esordio in maratona chiude in 2:14:57, dopo una gara corsa con estrema intelligenza tattica per quanto riguarda la distribuzione degli sforzi, verrebbe da dire… da provetto maratoneta. Passaggio alla mezza in 1:07:39, quindi addirittura con una seconda parte più veloce (tempo finale di 2:14:57), nonostante le difficoltà rappresentate dai famosi (e faticosi)  14 ponti finali.

Altrettanto brava Sofiia Yaremchuk (C.S. Esercito), la quinta assoluta, anche lei battezza un ottimo esordio col notevole tempo di 2:29:12. Un risultato che tuttavia può sorprendere solo chi non la conosce, dato che negli ultimi 12 mesi ha portato il suo personale sui 10 chilometri a 32:06 e quello sulla mezza a 1:10:33. 

Questo il comunicato degli organizzatori 

Non poteva esordire sulla maratona in modo migliore Sofiia Yaremchuk. L’atleta del Centro Sportivo Esercito, allenata da Fabio Martelli, è stata interprete di una gara intelligente e giudiziosa: non ha risposto agli strappi delle atlete africane nei pressi del Parco San Giuliano mantenendo il suo ritmo regolare, per poi riprenderle e superarle lungo il Ponte della Libertà fino alla passerella finale che l’ha portata a chiudere sul traguardo in Riva Sette Martiri con l’eccellente crono di 2h29’12”. Nettamente staccate le altre favorite, che avevano corso con l’azzurra per lungo tempo: 2h31’17” per la keniana Marion Kibor seconda; 2h33’50” per l’etiope Megertu Geletu terza. 

Era dal 1999 (Sonia Maccioni) che un'italiana non saliva sul grandino più alto del podio della Venicemarathon, mentre in campo maschile l’ultima vittoria in azzurra risale al 2017 per opera di Eyob Faniel. 

"Sono felicissima di questa vittoria, ci speravo tanto e ci ho creduto fino in fondo. Mi sono resa conto che avrei potuto farcela, quando sono rimasta nel gruppo di testa. Temevo un pò i ponti di Venezia, ma il pubblico mi ha dato la carica giusta per stringere i denti e inserire l'allungo finale. Dedico questa vittoria al Centro Sportivo Esercito e spero che questo sia solo l'inizio".

Gara ‘pazza’ quella maschile: dopo essere passati in un veloce 1h03’58” alla mezza maratona, il terzetto degli atleti favoriti, composto dai keniani Justus Kangogo, Geoffrey Yegon e Gilbert Chumba, si è prima sfaldato e poi ha perso di inerzia, permettendo l’incredibile ritorno del quarto connazionale, Anderson Seroi. L’atleta keniano, che aveva perso contatto già dopo pochi chilometri dai primi ed aveva oltre un minuto di ritardo alla ‘mezza’, ha messo in atto una rimonta pazzesca sul Ponte Della Libertà, per poi superare a velocità quasi doppia i battistrada sui ponti di Venezia. Andreson Seroi ha chiuso sul traguardo di Riva Sette Martiri in 2h12’21”, migliorando di quasi un minuto e mezzo il suo precedente primato. Al secondo posto è giunto Julius Kangogo (2h13’34”) e terzo Gilbert Chumba (2h13’55”) che torna così sul podio dopo il secondo posto del 2018. Quarto, con una prova di grande spessore, l’azzurro Marco Salami (2h14’57”) all'esordio nella specialità. Il 36enne atleta del CS Esercito seguito da Piero Incalza, all’esordio sulla specialità, è stato bravo a mantenere un ritmo regolare per tutta la gara, finendo non lontano dai primi e mostrando ottimi margini di miglioramento. 

"Sono molto felice di questo debutto. Ho corso in progressione e regolare, cosa non semplice per uno che viene dalla pista, e mi sono stupito di me stesso per come ho saputo gestire bene la gara e arrivare non distrutto al traguardo" - ha dichiarato Marco Salami al traguardo. 

La VM10K hanno incoronato due giovani promettenti. Tra gli uomini, si è imposto Andrea Mason della Silca Ultralite Vittorio Veneto, che con 35’13” ha domato la concorrenza del favorito Pietro Sartore (Atl. Vicentina, 35’22”) e di Stefano Ghenda della Trevisatletica (35’52”).

Tra le donne, trionfo della ‘figlia d’arte’ Chiara Pizzolato. La 19enne dell’Atletica Vicentina, figlia del grande maratoneta Orlando Pizzolato (trionfatore due volte alla Maratona di New York e alla Venicemarathon nel 1988) ha fatto una gara in solitaria, arrivando al traguardo in 39’50”, con grande margine sulle avversarie. Elisa Commisso (Aristide Coin Venezia) si è classificata seconda in 40’28”, mentre al terzo posto è giunta Sharon Giammetta (Biotekna Marcon) in 41’12”.

 

Domenica, 17 Ottobre 2021 16:46

Parigi - 45^ Paris Marathon

Parigi 17 ottobre -Il keniano Elisha Rotich vince e con 2:04:23 realizza il record della gara, che apparteneva a Kenenisa Bekele; invece è la etiope Tigist Memuye a finire davanti a tutte nella gara femminile, tempo 2:26:15.

Gara maschile di alto livello con ben cinque atleti che hanno chiuso sotto due ore e cinque minuti e otto sotto le due ore e sei minuti. Passaggi veloci alla mezza in 1:01:51, ma addirittura si trovavano ancora insieme venti atleti al passaggio al km 25. Altra particolarità: quattro dei primi cinque  hanno realizzato il proprio record personale, con Kipsambu che centra l'obiettivo a 36 anni, migliorandosi di 5 minuti. Il secondo classificato; Kiros, fa 2:04:41 al suo esordio! 

Deludente come crono invece la gara femminile, con l'Etiopia che comunque occupa tutto il podio ed anche la quarta posizione. Prime tre posizioni racchiuse in soli 22 secondi. Vittoria in 2:26:15 per Tigiste Memuye, atleta che vanta un personale di 2:24:23.

Undicesimo posto per Caterine Bertone (2:37:00), un buon piazzamento e altrettanto buon crono, ricordando sempre che è classe 1972.

I primi cinque uomini

  1. Elisha Rotisch 2:04:21
  2. Hailemaryam Kiros 2:04:41
  3. Hillary Kipsambu 2:04:42
  4. Barselius Kipyego 2:04:48
  5. Abayneh Degu 2:04:53

Le prime cinque donne

  1. Tigist Memuye 2:26:11
  2. Yenenesh Dinkersa 2:26:13
  3. Fantu Jimma 2:26:21
  4. Waganesh Mekasha 2:26:37
  5. Janet Ruguru 2:27:05 

    Secondo le prime notizie, oltre 35mila persone (secondo altre fonti, 40mila) hanno concluso la gara, il che sarebbe un record del dopo-pandemia, tanto più sorprendente dato che nella stessa giornata si è svolta anche la maratona di Amsterdam.
    A Parigi eravamo presenti e riferiremo di persona nei prossimi giorni.
Domenica, 17 Ottobre 2021 13:12

Parma - Parma Marathon

17 ottobre - Il via alle danze a questa edizione è stato il giorno precedente, con la bella iniziativa chiamata Marathon Kids, bimbi e ragazzi che hanno corso da 200 a 600 metri in funzione dell’età. Prima ancora, il 13 ottobre, in una video intervista Marco Menegardi e Franco Collé, due che se ne intendono di corse lunghe, hanno raccontato qualcosa su come si corre per tanti chilometri.

Poi è stato il giorno delle gare: ovviamente maratona, la Trenta2 ( perché in realtà sono 32 i chilometri di questo “lungo”) ma anche la new entry Venti4; la “Vigorosa”, dieci chilometri, da potersi correre anche in versione non competitiva (la Desmila). Insomma, un menù davvero ampio, per tutti i gusti, gli obiettivi e le capacità podistiche, ma anche una scelta da farsi in funzione dell’attuale momento di forma.

Partenza/arrivo dalla Cittadella, come da tradizione, una struttura nata nel lontano secolo XVI come fortezza militare ed oggi bel parco nel centro cittadino.

Le gare

Maratona, Marco Ferrari bissa il successo del 2019, Filippo Bovanini si migliora di quasi tre minuti (precedente Reggio Emilia 2020, 2:34:55)

1)Marco Ferrari (Atl. Paratico) 2:31:04 2)Filippo Bovanini (Avis Castel S.Pietro) 2:32:04 3) Gabriele Turconi (Athletic Villasanta) 2:37:30

1)Sara Gozzi 3:15:24 2)Monica Testa (3T)3:25:55 3)Elena Di Vittorio (CUS Parma) 3:26:06

Trenta2, gara maschile combattuta per la vittoria finale, come dicono i distacchi:

1)Fabio Gala (Brescia Marathon) 1:49:42 2) Leonardo Manganaro (Pod. Torino) 1:49:46 3)Marco Ercoli (Circ. Minerva) 1:51:56

1)Jane Bethany Thomposon (GBR-Circ. Minerva) 2:11:36 2)Stefania Pulici (Brontolo Bike) 2:12:07 3)Natascia Pizza (GS Buttarelli) 2:16:22

Venti4

1)Lorenzo Villa (Panaria Group), 1:30:05  2)Boumalik Faical (Circ. Minerva), 1:33:58 3)Andrea De Biasio

1)Greta Pizzolato (Aurora 76)1:46:55 2)Chiara Bonassi (Atl. Paratico), 1:47:55 3)Elena Cristina Masili, 1:50:06

Vigorosa, vincono nuovamente Filippo Ciati e Joyce Mattagliano, già primi nel 2019:

1)Fabio Ciati (Ballotta Camp), 33:21 2)Giovanni Filippi (US Rogno) 3)33:36 Dario Meneghini (KM Sport) 33:43

1)Joyce Mattagliano (Esercito) 36:43 2)Elisa Palmero (Esercito) 37:05 3)Veronica Bacci (KM Sport) 38:40

Numeri autolimitati su tutte le distanze: si legge e si intende per buon senso degli organizzatori, ma anche presa di coscienza di un calo generalizzato di partecipazione che riguarda tutte le gare. Quelle sinora fatte hanno visto riduzioni anche del 50% (numero classificati).

Festa voleva essere e festa è stata “ vogliamo che la gente torni a sorridere, correre e divertirsi” queste le parole di Paolo Peschiera, presidente Parmarathon.

 

 

 

Roma, 17 ottobre - Si corre ancora sotto i 60 minuti alla Roma-Ostia, come avviene ormai da diverse edizioni.

Vittoria etiope tra gli uomini con Tola Abdera Adisa che chiude in 59:54 davanti ad un ritrovato Daniele Meucci che porta il suo personale a 1:00:11 (precedente 1:01:06). Giova ricordare che l’atleta toscano viene da un periodo complicato, col covid che lo ha costretto a interrompere la sua preparazione ed a non partecipare alle Olimpiadi di Tokio.
Terzo posto per il sudafricano Max Mathanga Mbuleli, anche lui con 1:00:17 aggiorna di oltre un minuto il suo record personale (precedente 1:01:26). 

Gara femminile vinta dalla keniana Joyce Tele, che con 1:06:35 polverizza il suo precedente personale di 1:09:31. Vittoria in volata sulla connazionale Betty Kibet Chepkemoi (1:06:37). Terza in 1:07:54 Gloria Kite (Kenya). Quinta e protagonista di un ottimo esordio Rebecca Lonedo (Atl. Vicentina), che viene da un 2021 di grandi risultati sia in pista che in strada: migliorati infatti i primati sui 5 e 10.000 metri, oltre che 5 e 10 chilometri. 1:11:45 il suo tempo finale che fa ben sperare in prospettiva qualora  si dedicasse a questa specialità. 

Nei primi 10 anche Antonino Lollo (1:04:22) e Andrea Soffientini (1:04:39), entrambi hanno realizzato il record personale. 

Per dovere di cronaca si ricorda che la Roma-Ostia ha un’omologazione di tipo B, in quanto non soddisfa il criterio della direzione, che prevede si corra nella medesima direzione non più del 50% della distanza totale.

 

COMMENTO DI

Gianfranco  Di Pretoro

L’allegria ha veleggiato nei podisti come il vento marino di Ostia. Avanti e dietro, un coro di risate. Questa atmosfera ha favorito il risultato tecnico della corsa con il 59’54 di Adisa Sola, il vincitore, ed il piazzamento insperato di Daniele Meucci, secondo con un fantastico 1h00’11”.
Ottima l’idea di andare diretti verso il mare di Ostia senza altri giretti, un po’ meno interessante è la partenza anticipata alle 8. E forse, i 7.000 partecipanti meritavano un rifornimento meno annacquato e più colorato di sostanze utili, vista  la temperatura poco superiore ai 10°.
Mi piace applaudire Giuseppina per il modo “sano” di concepire una gara, il fotografo Emanuele per la sua costante e gentile presenza, e Romano Dessì un monumento che cammina senza tempo.
Infine, lasciatemi urlare “grazie mezza maratona Roma-Ostia” perché, finalmente, per una mattinata pedoni e ciclisti si sono riappropriati della Cristoforo Colombo, una delle strade più trafficate nella Capitale Europea delle auto.

POSTILLA di

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Si è partiti alle 8 per il ballottaggio

Sempre per il covid non si poteva far altro per i ristori.

NdR: Il Covid l'hanno a Parigi come da noi, eppure là i ristori erano quelli di sempre. C'è Capitale e Capitale... [F.M.]

 

     

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