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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Domenica, 25 Luglio 2021 17:38

Castel Cerreto (BG) - 1^ Corrida del Cerreto

Ci vuole coraggio a buttare in piedi prime edizioni di questi tempi, coraggio che non è mancato al Giovanni Bornaghi, presidente Atletica Treviglio. E il risultato della gara lo ha giustamente premiato: 209 classificati è certamente un buon dato; più che discreto il livello qualitativo e, soprattutto, una gara ben organizzata, a detta dei partecipanti.

Siamo a Castel Cerreto, una piccola cittadina di quasi 400 abitanti che ha visto raddoppiare le presenze in occasione della gara (tra atleti, accompagnatori e spettatori), a nord del territorio comunale di Treviglio.

Il percorso di poco meno di 7 chilometri era su due giri, piuttosto vario tra asfalto (60%) e sterrato (40%), piuttosto corribile.

La gara maschile è stata regolata con relativa facilità da Salvatore Gambino, atleta SM40 che ha cominciato a correre forte in età avanzata, ma sta ampiamente recuperando il tempo perduto.

Quella femminile, apparentemente più combattuta in base ai distacchi all’arrivo, è stata appannaggio di Alice Colonetti.

Questi i podi:

1-Salvatore Gambino, DK Runners, 20:29

2-Iacopo Brasi, La Recastello Radici Group, 20:42

3-Filippo Ba, (GAV Vertova),21:03

1-Alice Colonetti, Bracco Atletica, 24:59

2-Samantha Galassi, La Recastello Radici Group, 25:06

3-Diana Gusmini, Bracco Atletica, 25:10

Premiazioni per i primi 20 uomini e prime dieci donne. Speaker della gara Daniele Bonesini.

SERVIZIO FOTOGRAFICO 

4 luglio 2021 – Un’edizione forzatamente limitata nei numeri ma non per questo meno importante, con il forte atleta trentino Cesare Maestri che, secondo i tempi registrati, pare non aver avuto avversari. Invece più combattuta la femminile, risoltasi solo nell’ultima parte della gara, a favore della emergente keniana Aramisi Susan Chembai.

Questa è la classifica dei primi cinque uomini:

1-Cesare Maestri, Atletica Valli Bergamasche, 1:20:45

2-Kiyaka Dennis Bosire, Atletica Dolomiti Belluno

3-Martin Dematteis, Sportfication, 1:25:57

4-Bernard Dematteis, Sportfication, 1:28:27

5-Stefano Goffi, Polisportiva Vighenzi, 1:29:33

Invece quella delle prime cinque donne:

1-Aramisi Susan Chembai. GS Orecchiella, 1:39:24

2-Tegegn Addisalem Belay, Atletica Saluzzo, 1:39:34

3-Simona Angelini, Atletica Paratico, 1:49:09

4-Anna Zilio, Team KM Sport, 1:54:29

5-Daniela Vassalli, Atletica Paratico, 1:57:39

Abbiamo dall’ufficio stampa della manifestazione:

Vestone (BS), 4 luglio 2021 – Si è svolta questa mattina, con partenza alle 9.30 in Piazza Garibaldi, la XIV edizione di Ivars Tre Campanili half marathon, organizzata da A.S.D. Libertas Vallesabbia con il patrocinio del Comune di Vestone; gara nazionale FIDAL classificata nella tipologia Silver e inserita nel circuito "GRAN PRIX MASTER CDS DI CORSA - TROFEO VASCO PISCIOLI S.R.L. 2021". 

Dopo lo start ufficiale dato dallo speaker Fabio D’Annunzio, alla presenza del sindaco di Vestone Roberto Giuseppe Facchi e di numerosi spettatori, i 450 podisti si sono fronteggiati su un percorso misto di 21,097 km con un dislivello di oltre 900 metri, caratterizzato da tratti di asfalto in leggera salita, da salite ripide e brevi su sentieri e mulattiere e infine da una discesa su tratti cementati, sentieri e strade bianche. 

Primo assoluto Cesare Maestri con 1 ora, 20 minuti e 45 secondi, seguito da Kiyaka Dennis Bosire, DeMatteis Martin, DeMatteis Bernard e Goffi Stefano.

La prima donna è Aramisi Susan Chembai con 1 ora, 39 minuti e 24 secondi, seguita da Tegegn Addisalem Belay e da Angelini Simona. 

Al termine della gara sono stati premiati i primi 5 classificati assoluti, maschili e femminili, i primi cinque classificati per ogni categoria maschile e le prime tre classificate per ogni categoria femminile.

Premiati anche il primo atleta Valsabbino a tagliare il traguardo, Bertoletti Michele, con l'11° Memorial “Michele Cargnoni”, e il primo atleta vestonese,  Alessandro Ricci. Assegnata inoltre, come di consueto, la medaglia ufficiale della manifestazione a tutti coloro che hanno tagliato il traguardo. 

Le classifiche complete sono disponibili sul sito https://www.endu.net/it/events/tre-campanili-half-marathon/results 

Mai come quest’anno la manifestazione ha rappresentato un momento di rinascita e di speranza, dopo l’annullamento dell’edizione 2020 a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. 

Il Presidente del Comitato Organizzatore Paolo Salvadori ha espresso la propria soddisfazione per la buona riuscita dell’evento dopo mesi di duro lavoro e, soprattutto, per la sentita e appassionata partecipazione da parte degli atleti: «Nonostante sia stato dimezzato il numero di iscritti per garantire il rigoroso rispetto del protocollo Covid, siamo molto contenti per la presenza oggi di quasi 500 atleti…Un ottimo risultato, considerando che in questo periodo difficile i tesserati FIDAL si sono ridotti della metà. Arrivederci al prossimo anno, con la speranza di poter tornare a organizzare questo evento a pieno regime, con una vera e propria festa»

SERVIZIO FOTOGRAFICO Alla nostra selezione di immagini i partecipanti potranno aggiungere quelle reperibili su PIX.ENDU.NET 

 

 

Nonostante le difficoltà il 3 luglio si correrà l’11esima edizione di una gara diventata sempre un importante punto di riferimento per gli amanti delle lunghe distanze e più in generale della corsa in montagna. In realtà si deve parlare e scrivere di più gare ed anche diverse modalità di partecipazione, vediamole nel dettaglio.

Brixen Dolomiten Marathon: la gara classica, sulla distanza della maratona, con 2450 metri di dislivello positivo. Partenza il 3 luglio alle ore 08.00 da piazza Duomo a Bressanone, arrivo ai 2450 metri della Plose. Possibilità di partecipare anche in staffetta 2x2 oppure 4x4. Tempo limite 8 ore.Come ogni anno al via si presentano atleti di spicco, la lista è ancora in via di definizione ma si è già certi che al via ci sarà Marco Menegardi, campione italiano in carica della 100 chilometri

Ultra Trail: Gara da correre rigorosamente in coppia, per ragioni di sicurezza. Partenza sabato 3 alle 00.01 da piazza Duomo a Bressanone. Sono 84 i chilometri da percorrere con un dislivello positivo/negativo di 4728 metri. Tempo limite 20 ore

Ladinia Trail: dopo la fortunata esperienza del 2019 si ripropone questa bella alternativa; partenza il 3 luglio da San Martino in Badia (BZ), alle 08.30. Dislivello positivo di 1852 metri e negativo di 545. Tempo limite 7 ore e mezza.

Villnoss Dolomiten Run: la novità del 2021. Una corsa soprattutto…in discesa ma non è detto che per questa ragione alla fine risulti meno faticosa. Partenza il 3 luglio da S.Maddalena (BZ), alle ore 09.00. Dislivello positivo di 385 metri e negativo di 1070. Arrivo in piazza Duomo a Bressanone. Tempo limite 4 ore.

Qualunque sia la gara prescelta si tratterà di una bellissima esperienza sportiva abbinata alla corsa in ambienti montani unici nel suo genere, molta salita ma anche diversi tratti dove “rifiatare” e guardarsi attorno, garantiamo che ne varrà davvero la pena.

Attenzione al numero limite di partecipanti ed alle norme sanitarie che regolamentano questa particolare edizione.

https://www.brixenmarathon.com/it/novita/brixen-dolomiten-marathon-2021/

https://www.brixenmarathon.com/it/novita/brixen-dolomiten-marathon-2021/

Apprendiamo ora la notizia che la mezza maratona "Run in Como", in programma sabato 3 luglio, non si correrà, quantomeno non in questa data.

Gli organizzatori stanno valutando con gli enti locali e Fidal in merito ad una nuova data. Per quanto a nostra conoscenza la decisione non ha nulla a che vedere con la diffusione del Covid, i dati sono bassi nella provincia di Como, e nel resto d'Italia.

 

Martedì, 18 Maggio 2021 18:11

Giudici di gara: gran brutto "mestiere"

Non se ne parla mai abbastanza dei giudici di gara, a pensarci bene in fondo è giusto così, i protagonisti sono gli atleti; d’altra parte, molto banalmente, senza giudici non ci possono essere le gare o se fanno un cattivo lavoro vengono fuori male.

L’occasione per parlarne è la recente manifestazione “Cinisello Balsamo Running Festival”, gara che prevedeva 6-12-24 ore su un circuito di 1000 metri, parte in pista e parte nelle immediate vicinanze dello stadio Gaetano Scirea. Una manifestazione che pare proprio ben riuscita, lo dicono i numeri; 294 atleti classificati tra le varie lunghezze, un successo certamente trainato anche da Simone Leo, noto ultramaratoneta e vice presidente del gruppo sportivo Impossible Target, ASD di riferimento e società organizzatrice della manifestazione. 

Una gara dura per tutti gli atleti, ma altrettanto per i giudici, chiamati a coprire tutto l’arco delle 24 ore, anzi qualcosa di più, perché ovviamente si deve arrivare prima per verificare che tutto sia a posto, e dopo, fino a che le classifiche non siano definite. 

Un compito lungo e faticoso, una delle tante situazioni dove supporto e collaborazione da parte di chi organizza sono elementi fondamentali. Ecco, qui qualcosa non ha funzionato, in particolare nel momento più complicato, nel corso della notte; ho parlato sia con i giudici, che con Simone Leo (nell’occasione anche speaker) e viene da dire che, come minimo, ci siano state parecchie incomprensioni. Doveva essere previsto gratuitamente il ristoro (caffè, the, panini, etc), in realtà salvo qualcosa è stato tutto a pagamento (a proposito, 5 euro per una birra, senza scontrino…insomma). Non era previsto un gazebo chiuso, dove riporre le proprie cose e riposare, di tanto in tanto, invece una mini mini casetta di legno che i giudici (14) dovevano condividere con fotografo e addetti al crono. Si potevano (dovevano) prevedere delle brandine, o almeno delle sedie a sdraio, piuttosto che una panca di legno. La mattina del 16 maggio, dopo una notte letteralmente in piedi, una colazione ci poteva stare. Qui i giudici si sono ….attrezzati da loro, acquistando e pagando il necessario di tasca propria. Poi ci sarebbero da registrare degli atteggiamenti un po’ intransigenti e di scarsa disponibilità degli organizzatori, ma diciamo che questo potrebbe avere a che fare con la personale percezione di ognuno e la risolviamo così.

Ho preso ad esempio questa specifica situazione, ma altre simili sono capitate in passato; spesso non “ci si fa caso” ai giudici, salvo quando si debba contestare qualcosa. Succede in particolare quando gli organizzatori affrontano una prima esperienza, era proprio il caso di questa manifestazione, mille cose a cui pensare, ti sfugge sempre qualcosa. Però è un peccato quando tocca proprio a chi svolge il proprio “lavoro” di giudice, sono volontari che fanno questo per passione ed entusiasmo, figure poco conosciute e riconosciute. 

I giudici raramente chiedono, men che meno pretendono, certamente in cuor loro si aspettano qualcosa. Credetemi, si emozionano quando dopo una prova su strada viene dato loro il pacco gara riservato agli atleti. Oppure quando in pista viene portato loro un panino e una bottiglietta di acqua alla loro postazione. Eh, già, capita di non potersi muovere per ore per svolgere il proprio dovere. 

Non me ne vorranno quelli di Impossible Target che hanno organizzato questa manifestazione (anzi, bravi a mettere in piedi una "prima", proprio di questi tempi), e se vorranno esprimere la loro opinione ovviamente hanno tutto lo spazio che vogliono su questa rivista. Ho preso a spunto questa situazione, dove oggettivamente qualcosa non ha funzionato, soprattutto per richiamare l’attenzione degli organizzatori verso il GGG, gruppo giudici gare.

 

Era un trail? Ma no, i puristi si indignerebbero. Corsa su strada? Direi proprio nemmeno. Vado controcorrente, forse rispetto alle opinioni comuni, esco dai tentativi di classificazioni e dico che questa seconda tappa del circuito Run Free alla fine probabilmente risulterà il percorso più bello, sia pure rischiando le maledizioni di un paio di atleti che si sono ”scavigliati” lungo qualche tratto in discesa.

Si è corso in uno dei contesti più frequentati dai podisti milanesi, qui si può fare davvero di tutto; a parte la vicina pista del XXV Aprile per ripetute e test, la Montagnetta offre tutte le opportunità di allenarsi: salite, discese, sterrato e asfalto. Opportunità colta dagli organizzatori del circuito Run Free e dai quasi trecento podisti classificati; peccato, francamente pensavo venissero di più, meritava di più.

Gara maschile vinta da Manuel Molteni (GS Villa Guardia), con l’ottimo tempo di 33:13; secondo posto per uno che… c’è sempre, a dispetto degli anni che passano. E’ Dario Rognoni, Cus Pro Patria, M45, che chiude in 33:33; avrà sentito aria di casa, dato che si allena spesso da queste parti. Terzo in 33:37 Giuseppe Molteni (Atl. Desio).

Gara femminile vinta in 37:52 e con buon margine da Maria Righetti (Atl. Lecco) davanti a Elisabetta Manenti (Atl. Pianura Bergamasca). Terzo posto per Benedetta Broggi (Raschiani Triathlon Pavese, 39:46). Complimenti a queste atlete, correre sotto i 4’/km su questo percorso non è niente male.

Partenze separate di alcuni minuti tra uomini (oltre 200) e donne (quasi 100); controlli e rispetto delle normative più che adeguati.

Prossima tappa, la terza, il 9 maggio al Parco Forlanini. Stavolta si correrà rigorosamente in piano, una buona notizia per gli amanti della velocità e per quelli che cercano il risultato cronometrico su distanze certificate.

SERVIZIO FOTOGRAFICO by Roberto Mandelli. A proposito, grande prestazione anche la sua, ha tenuto botta per 9 ore nonostante fosse un po' arrugginito, per via della mancanza di gare 

24 aprile - Tanti risultati di notevole spessore tecnico a questo WMDN (Walk & Middle Distance Night), probabilmente più conosciuto come “il meeting di Rondelli”; il prof anima, cuore e motore di questa manifestazione giunta alla decima edizione, un appuntamento sempre più importante e molto ben partecipato, come testimoniano i risultati ottenuti anche stavolta. Sono tre i record del meeting e davvero tanti i personal best realizzati; la ricetta? In fondo è "semplice", minimi tosti di partecipazione, gare con atleti di livello medio-alto che si aiutano, si stimolano reciprocamente ad andare forte.

Nadia Battocletti (Fiamme Azzurre), promessa di categoria ed invece già grande atleta di fatto, vince la sua gara in 15:36:39, polverizzando il precedente personale di 15:46 (Modena 2020); un risultato di prestigio ancora maggiore perché costituisce il record italiano sulla distanza (precedente nel lontano 1989, Orietta Mancia, 15:37:13). Secondo posto per Nahimana Cavaline (15:52:27) e terzo per Giovanna Selva (Sport Project VCO), col nuovo personale di 15:59:00.

Di certo non meno importante il risultato ottenuto da Alberto Mondazzi: l’atleta del Casone Noceto con 13:48:86 realizza il record del meeting e abbatte letteralmente il precedente personale di 14:30 (Agropoli 2018). Seguono Francesco Breusa (CUS Torino) in 13:51:32 e Ahmed Abdelwahed, 13:52:48 (Fiamme Gialle). A ulteriore testimonianza del valore della gara sono quattro gli atleti ad aver chiuso sotto i 14 minuti, con Stefano Massimi a 13:58:03. Davvero da menzionare anche Salvatore Gambino, un M40 che ha concluso in 14:27:83.

Tanti, davvero tanti gli atleti che si sono migliorati, a testimonianza della qualità della gara: Andrea Soffientini, Nicola Bonzi, Alain e Nadir Cavagna, Edoardo Melloni...si farebbe prima a dire che non ci è riuscito. 

Una doverosa nota a parte la meritano le scarpe; già, le scarpe non regolamentari che tanto fanno discutere di questi tempi. Spesso a proposito, come avrà notato chi gira sui social. Bene, qui, a Milano, i regolamenti sono stati rispettati. Bravi tutti, a cominciare dagli atleti. È ora che si segua l'esempio. Ovunque. 

Di seguito riporto un estratto dal sito Fidal Lombardia, a cura di Cesare Rizzi, che documenta le altre gare in programma

1500m M – Un grande miglio metrico certifica un enorme progresso per il campione italiano Juniores 2020 Matteo Guelfo (Trionfo Ligure). Il ligure, ora under 23, dimostra più gambe di tutti nella gara lanciata su ritmi velocissimi (1:54 agli 800, 2:27 ai 1000) da Riccardo Tamassia come pacer. Il primo a seguire la lepre è Catalin Tecuceanu, che però si fermerà a 480 metri dall’arrivo: Guelfo nell’ultimo giro chiude in grande spinta per scendere sotto i 3:40 e timbrare 3:39.80, oltre 14 secondi più veloce del precedente primato personale (!) a bussare alle porte della top ten italiana Promesse. Quasi 3” di progresso pure per il classe 1998 Giovanni Filippi (US Rogno), che scende a 3:42.09. Tre secondi di progresso anche per Pietro Pellegrini (Atl. Valle di Cembra), 20enne come Guelfo e autore di 3:48.45. Poco sopra i 3:50 pure Stefano Migliorati (CS San Rocchino, 3:50.30), Alessandro Lotta (CUS Pro Patria  Milano, 3:52.01) e Matteo Geninazza (CUS Pro Patria Milano, 3:53.24): per l’allievo Simone Valduga (Quercia Trentingrana) arriva 3:55.00, per Davide Raineri (CS San Rocchino) un 3:55.94 eccellente a un mese dal 48esimo compleanno. Sfonda il muro dei 4 minuti per la prima volta l'allievo Elmehdi Bouchouata (Interflumina È Più Pomì), vincitore della terza serie in 3:58.16. 

600m F – Elena Bellò (Fiamme Azzurre, FOTO TopTraining/organizzatori a sinistra) vince, Serena Troiani (CUS Pro Patria Milano) stupisce. È la più “mezzofondista” delle tre gemelle bustocche a lanciare (assieme alla pacemaker Stefania Biscuola) la serie più accreditata, con transiti sotto i 28 secondi ai 200 e attorno ai 57” ai 400: Bellò segue come un’ombra e prova a uscire sul rettilineo finale, ma Troiani resiste dando vita a un emozionante testa a testa. Vince la campionessa italiana Assoluta in carica degli 800m in 1:27.98 (oltre 1” di progresso: aveva 1:29.20, ovvero il primato del meeting) sull’1:28.05 di Serena Troiani (PB demolito: aveva 1:31.11) a confermarne la crescita tecnica già evidenziata sette giorni fa con il PB sui 400: tempi entrambi di ottima fattura (la MPI Assoluta con crono elettrico è 1:26.16 di Elisa Cusma). Terza posizione un po’ a sorpresa per l’ottima Lavinia Scarduelli in 1:33.31 davanti alla compagna di club e allieva Breanna Selley, autrice di 1:33.42.

600m M – Contesa risolta da Abdessalam Machmach: l’alfiere dell’Athletic Club 96 Alperia si impone in 1:18.27: ottima seconda posizione per Leonardo Cuzzolin (Pro Sesto) in 1:18.90 a precedere gli under 23 Victor Curcuianu (ACSI Campidoglio Palatino) a 1:19.13 e Abdelhakim Elliasmine (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter) a 1:19.24 (PB); seguono Ibrahim Jammeh (CUS Pro Patria Kilano) a 1:20.03 e Marco Aondio (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) a 1:20.16, mentre il miglior under 20 è Filippo Visioli (Interflumina  È Più Pomì) primo nella seconda serie con 1:21.31 su Matteo Roda (Pro Sesto) a 1:21.61, stesso crono dell’altro junior Riccardo De Cesare (CS San Rocchino) primo nella terza serie.    

1500m F – Gara lanciata dalla pacer Stefania Biscuola: ad approfittarne è soprattutto Elisa Bortoli, che completa la propria cavalcata in solitaria in 4:20.90, a un secondo e mezzo dal proprio record outdoor corso lo scorso anno a Rovereto in 4:19.36. La concorrenza è staccata ma fioccano i personali a completare il podio: la sorprendente 20enne Cristina Molteni (GP Valchiavenna) è seconda in 4:32.30, l’allieva Matilde Prati (Fondazione Bentegodi), tricolore di categoria indoor, terza in 4:32.32. Piovono tempi sotto i 4:40.00 anche subito sotto il podio: 4:34.50 (PB) per Linda Palumbo (Suedtirol Team Club), 4:36.17 per Federica Baldini (CUS Genova), 4:37.27 per la junior Luna Giovanetti (Atl. Valle di Cembra), 4:38.36 (PB) per Nicole Acerboni (Bracco) e 4:38.41 per l’allieva Arianna Algeri (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter).

2000m SIEPI F – È la mezzofondista e triatleta Carlotta Missaglia (CUS Pro Patria Milano) a lanciarsi al comando e la segue subito l’argento tricolore 2018 Laura Dalla Montà (Assindustria Sport): la veneta all’inizio del terzo giro stacca la concorrenza e mantiene a distanza di sicurezza Silvia Oggioni (Pro Sesto) per alleggerire il PB di 5” abbondanti con 6:35.94. Oggioni è seconda in 6:40.08, Missaglia resiste al terzo posto timbrando 6:48.56 e resistendo al rientro di Roberta Vignati (FreeZone, 6:48.93) e Deborah Oberle (CUS Insubria Varese Como, 6:49.47).

2000m SIEPI M – Si impone il favorito, Giovanni Gatto (US Quercia Trentingrana): il finalista iridato Under 20 2018 stampa 5:48.24 e sigla il proprio miglior crono di sempre sulla distsnza. Anche un altro under 23 come Carmelo Cannizzaro (Libertas Running Modica) scende sotto i sei minuti: 5:55.45. Completa il podio il “padrone di casa” Aymen Ayachi (CUS Pro Patria Milano), terzo in 6:08.54, mentre quarto è un altro under 23, Andrea Trevia (CUS Insubria Varese Como) con 6:17.95 Tripletta dell’Euroatletica 2002 nella gara Allievi (barriera da 84 centimetri): primo Luca Andreis (6:26.99), secondo Lorenzo Surico (6:28.46) e terzo Davide Delaini (6:31.29).

GARE CADETTI – La prestazione di spicco è firmata da Manuel Zanini (Atl. Gavirate): il campione italiano Cadetti di corsa campestre sigla nei 1200m siepi senza riviera, specialità in cui è campione regionale in carica, stampa 3:22.81 precedendo un comunque ottimo 3:28.79 di Leonardo Trevisan (Atl. Parma Sprint). La gara femminile va a Giada Donati (Libertas Atl. Forlì) su Giorgia Franzolini (Euroatletica 2002): 4:06.52 a 4:08.34. Super duello nei 1000m maschili: Davide Barboni (Fiamme Gialle Simoni) precede di soli 4/100 Mattia De Rocchi (Atl. Muggiò), sesto ai tricolori U16 di cross a Campi Bisenzio, 2:41.70 a 2:41.74. Cinque invece i centesimi a separare prima e seconda sul chilometro femminile: 3:05.39 per Teresa Buzzella (US Derviese), 3:05.44 per Iolanda Donzuso (Milano Atletica). Doppietta Athletic Club Villasanta nella marcia: 16:44.26 per Benedetta Falasconi sui 3000m femminili e 25:50.70 per Marco Drusian sui 5000m maschili.

Un altro bell’esempio del coraggio di ripartire.

Tecnicamente sarebbe la seconda edizione di questa mezza maratona, la prima è stata corsa nel 2019 senza il marchio Fidal; la scelta del Gruppo Podisti Ciarlaschi e del suo presidente (Alfredo Gentili) traduce tutta la voglia di realizzare una manifestazione che guarda lontano. Un progetto ambizioso da parte di un gruppo giovane, sono infatti nati nel 2015, ma con tanto entusiasmo e voglia di fare. Da qui la decisione di offrire a tutti i podisti un percorso certificato, che quindi varrà a tutti gli effetti per le proprie prestazioni. Un percorso veloce, completamente piatto e con poche curve significative che permetterà di “correre sul ritmo”, a tutto vantaggio delle prestazioni. Particolare non trascurabile è che in quanto gara nazionale approvata Fidal-Coni si potrà svolgere in ogni caso, a dispetto delle varie “colorazioni”, anche se ovviamente l’auspicio è che la situazione migliori sempre più.

Sede della gara è a Lacchiarella, cittadina di 9.000 abitanti situata circa a metà strada tra Milano e Pavia. Partenza prevista alle 09.00, salvo eventuali modifiche di cui verrà prontamente data nota. Il percorso si snoda in direzione sud, quindi verso Pavia ed attraversa i comuni di Giussago e Certosa di Pavia, da qui la denominazione ufficiale “mezza dei tre comuni”. Giro di boa all’altezza della Certosa di Pavia, siamo circa al km 10; si torna verso nord percorrendo la ciclabile dell’Alzaia Naviglio Pavese sino a Baselica Bologna (km15), dove si riprende la strada interna fino ad arrivare a Lacchiarella.

A tutto vantaggio della regolarità della gara è prevista una rilevazione intermedia dei passaggi.

Onde evitare possibili assembramenti e code, si suggerisce a tutti coloro che ne hanno la possibilità di provvedere al ritiro del pettorale il giorno precedente la gara, dalle 15.00 alle 20, presso la Rocca Viscontea a Lacchiarella.

Per ultimo, ma non meno importante, sino all’11 maggio si prevede la preiscrizione alla gara senza costi immediati.

Per informazioni:

https://www.facebook.com/la21dei3comuni/?ref=page_internal

Per iscrizioni:

https://api.endu.net/r/i/52908

Buongiorno Andreas  (n.d.r. Andi per gli amici), parliamo del campionato del mondo master di corsa in Montagna, che si correrà a Telfes (Austria) dal 3 al 5 settembre, ma prima ancora raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Andreas Stern e sono nato nel 1964, quarto di sei fratelli. Siamo cresciuti a Schlickeralm, qui la mia famiglia ha gestito dal 1954 al 2017 il ristorante di montagna e l’alpeggio. Dal 1984 mi sono innamorato della corsa, sport che pratico tuttora, però mi piace molto anche girare in MTB e d’inverno faccio volentieri scialpinismo, slittino e sci di fondo. Ogni nuovo giorno mi considero felice di poter svolgere nella nostra bella valle le più svariate attività nella natura. Dal dicembre 2019 ho il privilegio e l’orgoglio di aver unito passione e lavoro: sono trail manager per Stubai presso la locale associazione turistica, mi occupo della rete di sentieri per le escursioni a piedi, la MTB e lo sci di fondo.

E’ quindi chiaro che sei uno sportivo, ma qual è la tua storia nel running?

Dopo aver partecipato per anni quasi esclusivamente a gare di corsa in montagna, ho provato anche la distanza della maratona: ricordo volentieri il mio risultato migliore, e record personale, alla maratona di Berlino nel 2012, 2:52. Ma non potrò mai dimenticare l’arrivo alla quota 2100 della Kleine Scheidegg sotto lo Jungfraujoch (n.d.r. la maratona montana dello Jungfrau, da Interlaken in Svizzera fin oltre quota 2000), o anche quello a Central Park, maratona di New York nel 2014, chiusa in 3:03:33.

Quando hai cominciato a correre e organizzare questa gara?

Come partecipante ci sono sempre stato, sin dall’inizio, invece dal 1994 sono entrato nel Comitato Organizzatore; infine, dal 2010 sono il responsabile della Società Sportiva di Telfes e direttore dello Schlickeralmlauf.

Quali sono state le migliori edizioni?

I campionati del mondo 1990 e 1996; diversi anni al Grand Prix / WMRA World Cup, campionati europei del 2009 e mondiali masters 2014, per finire nel 2018 i campionati nazionali austriaci.

Quali sono le tue aspettative per il 2021? E I potenziali problemi relativamente al Covid?

Speriamo fortemente di poter svolgere i mondiali masters, sarebbe naturalmente importante che le frontiere siano aperte e i partecipanti potessero viaggiare senza restrizioni. Non dovrebbero esserci problemi.

Come vi comporterete in merito alle regolamentazioni anti Covid?

E’ chiaro che rispetteremo tutte le normative sanitarie al momento della gara; molto probabilmente sarà richiesta la documentazione che attesti la vaccinazione, oppure che il partecipante abbia effettuato il tampone nei giorni immediatamente precedenti la gara. Inoltre prevederemo la possibilità di test sul posto. In ogni caso daremo ampie e precise informazioni a tempo debito.

Ci puoi descrivere il percorso di gara?

Il nostro tracciato si svolge, per le categorie M35 sino a M50, sullo stesso percorso esistente dal 2013. Partenza da Telfes ed arrivo a Kreuzjoch (il "passo della Croce"), la lunghezza è di km 11,5 ed il dislivello positivo di 1157 metri.  Invece per tutte le donne ed i master da M55 la partenza è situata alla stazione intermedia di Froneben, sono km 7,4 con dislivello positivo di 775 metri.

Qual è la tua opinione personale sul Covid?

Ho molto rispetto per questo grave problema, anche perché sono stato ammalato di Covid nell’ottobre 2020, tuttavia sono dell’opinione che entro l’estate possiamo sperare in una buona copertura vaccinale. Quindi si dovrebbe lentamente rientrare alla normalità; per la manifestazione sarà elaborato il miglior piano di sicurezza possibile, più avanti daremo tutte le informazioni dettagliate, ma garantisco sin d’ora il nostro massimo impegno a tutti i partecipanti ed ai loro accompagnatori.

Ci puoi dare una descrizione indicativa dei luoghi della manifestazione, il contesto in cui si tiene, e come raggiungere Telfes?

La Schlickeralmlauf a Telfes nello Stubai ha alle spalle molte grandi manifestazioni, come campionati del mondo di corsa in montagna, campionato europeo, mondiali masters e campionati nazionali. Lo scenario di questi posti è affascinante, così come sono unici i panorami circostanti; tutto ciò, unito ad un percorso impegnativo ma molto bello, consente di portare a casa un’esperienza sportiva che credo resterà a lungo nella mente e nel cuore di chi la vive. A questo aggiungo l’atmosfera familiare che che si vive da queste parti, un altro aspetto che apprezzeranno tutti, anche gli accompagnatori degli atleti. E poi la gara per noi è una grande occasione di sport ma anche di festa, chi verrà a trovarci se ne renderà perfettamente conto.

Grazie alla vicinanza all’Italia (solo 30 km dalla frontiera del Brennero) la valle di Stubai è molto ben raggiungibile, specialmente per i podisti italiani, dall’aeroporto di Innsbruck e dalla stazione ferroviaria di Innsbruck si raggiunge Telfes in soli 25 minuti col bus.

Grazie Andi, in bocca al lupo per il campionato del mondo master.

Per informazioni ed iscrizioni:

https://www.stubai.at/it/schlickeralmlauf/

 

La risposta alla domanda, quantomeno a prima vista, parrebbe ovvia “non ci sono gare, perché dovrei tesserarmi?”.

In realtà io credo che la questione debba essere valutata meno superficialmente, non limitandosi alla sola mancanza di gare in calendario, con ciò rivolgendomi ai podisti che si tesserano tramite un gruppo sportivo vero e proprio (no RunCard).

La prima cosa che mi viene in mente, per molti aspetti la più importante, è che se si sceglie di appartenere ad un gruppo sportivo, cosa che hanno fatto in 189.700 (dati al 31/12/2020, tutte le categorie Fidal) significa, o dovrebbe significare, voler vivere la corsa e tutto ciò che la riguarda non solo per la semplice partecipazione alle gare, ma in qualche modo dare importanza anche agli aspetti sociali: allenarsi insieme, condividere i programmi di preparazione e i viaggi per le gare, organizzare delle manifestazioni.

E’ triste pensare che le ASD debbano essere viste come una sorta di tesserificio, condizione peraltro necessaria per gareggiare, quindi con persone a disposizione degli atleti. In totale sono 27.850 (sempre dati al 31/12/2020): dirigenti, che provvedono ai tesseramenti e iscrizioni alle gare, ma anche organizzazione delle stesse; tecnici che fanno programmi per i master, allenano i ragazzi del settore giovanile, li portano alle gare. Poi medici, talvolta giudici. Io credo che tutte queste persone che si dedicano con passione a “mandare avanti la baracca” meritino tanto, tanto rispetto.

Diversi podisti hanno deciso di non gareggiare fino al ritorno alla normalità (ma chissà quando ci sarà la “normalità”): c’è chi è stufo di iscriversi e vedere poi annullate le gare, o rimandate a successive edizioni cui forse non si potrà partecipare. Altri pongono una “questione morale”; altri ancora hanno semplicemente deciso di staccare la spina per un certo periodo: sono scelte personali, più o meno condivisibili ma certamente da rispettare. Ma dal mio punto di vista ciò non significa far mancare il supporto al proprio gruppo sportivo che, con o senza gare, continua a vivere la sua realtà.

Insomma, anche senza gare credo che la scelta di rinnovare il tesseramento, a prescindere dall’attività agonistica, sia una sorta di obbligo morale verso chi si occupa di noi. Aggiungo un fattore economico altrettanto importante: mantenere in vita un’Associazione Sportiva Dilettantistica ha un costo di affiliazione, e non solo quello, chi lo paga?

Inoltre, non deve sfuggire un passaggio importante: il tesseramento, sia alla federazione che all’ASD, è annuo, 1/1 -31/12, a prescindere da quando viene effettuato scade, appunto, il 31 dicembre. Le gare riprenderanno (qualcosa sta già accadendo, anche in “rosso”), tanto vale tesserarsi comunque e subito.

Poi c’è un altro aspetto da tenere in considerazione, riguarda il certificato medico sportivo per fare agonismo, che deriva da una visita che tutti i podisti ben conoscono. Questa in effetti vale per 365 giorni, quindi potrebbe essere effettuata in qualunque momento e la sua validità sarebbe di un anno. Però anche qui ci sono almeno un paio di buoni motivi per farla, a prescindere dalla partecipazione alle gare. La prima mi pare ovvia: la propria salute. In particolare in un periodo dove si gareggia poco, ci si allena diversamente, mi pare una buona idea tenersi controllati. Poi c’è una seconda motivazione, che forse non molti conoscono: una visita medica in corso di validità (unita al tesseramento con ASD) ci copre dal punto di vista assicurativo non solo quando facciamo agonismo, ma anche quando, malauguratamente, dovessimo avere incidenti anche nel corso di un normale allenamento. Intendiamoci, la copertura è limitata, mi pare che scatti con 4 punti di invalidità, ma meglio averla, non credete?

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