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Mar 18, 2021 440volte

Caso Schwazer: le dichiarazioni del presidente Fidal Stefano Mei

Stefano Mei Stefano Mei Foto Fidal

18 Marzo - Che il caso Schwazer facesse ampiamente discutere era scontato sin dalla storica sentenza del Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, che archiviava il procedimento a carico del marciatore "per non avere commesso il fatto”, di fatto contraddicendo tutti gli elementi che avevano portato l'Agenzia mondiale antidoping e la Federazione internazionale di atletica leggera a squalificare l’olimpionico altoatesino.

Come sempre in questi casi, addetti ai lavori ed opinione pubblica si sono divisi in innocentisti e colpevolisti: con Schwazer che si è distinto per partecipazioni televisive, come il Festival di Sanremo, Le Iene e annessa raccolta di firme.

Particolarmente importante è  la presa di posizione del neo Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Stefano Mei, che ha difeso Schwazer e sul sito federale ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a prendere le parti del marciatore, dopo aver letto le motivazioni pubbliche dell'archiviazione .

Ecco le parole di Mei: "Per dovere di informazione dei nostri tesserati, essendo peraltro già reperibile sul web, ho chiesto di pubblicare il testo della recente ordinanza del GIP di Bolzano a conclusione delle indagini nei confronti di Alex Schwazer.

La lettura degli atti potrà dare a tutti consapevolezza in ordine a quanto il Giudice abbia concluso; io, personalmente, affrontata la lettura ho maturato la convinzione che la vicenda della seconda positività di Alex Schwazer poggi le sue basi su fatti e circostanze prive della doverosa (sia sul piano giuridico sia, anche, in relazione agli obblighi di gestione sportiva) consistenza.

Certo è che la condanna sportiva per i fatti del 2016, inflitta a un atleta che, pagato il precedente debito sia con l'ordinamento sportivo sia con quello statale, avrebbe inteso riabilitarsi sul campo, è da mettere in discussione. La conclamata discordanza dei fatti che emerge dalla lettura del decreto di archiviazione, rende difficilmente sopportabile la condanna sportiva inflitta all'atleta.

La chiarezza definitiva sul caso penso sia dovuta non solo a Schwazer, ma a tutto il nostro movimento: il mio auspicio è che questa storia dolorosa, anche per la Federazione, possa esser ricondotta su binari di equilibrio e correttezza e che tutto ciò che oggi è nell'ombra possa venire alla luce.


Il Presidente FIDAL
Stefano Mei"

Il testo dell’ordinanza di archiviazione: http://www.fidal.it/upload/files/2021/Schwazer_archiviazione.pdf

 

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