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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

7 Agosto - La 27enne keniana Peres Jepchirchir vince la maratona femminile dei Giochi olimpici di Tokyo in 2h27:20 precedendo la connazionale Brigid Kosgei, seconda in 2h27:36 e la statunitense Molly Seidel, terza in 2h27:46.

Sulle strade di Sapporo, con una temperatura di 25 gradi ma dall’alto tasso di umidità (84%), nonostante la partenza sia stata anticipata di un’ora,  al via ci sono 88 atlete che affronteranno il giro iniziale di 22 km, per poi correre due volte quello più breve di 10km. Per l’Italia, c’è Giovanna Epis.

Il passaggio del gruppo di testa al 5° km avviene in 18:02; al 10° km, passaggio in 36:16, in testa c’è il gruppone di circa 40 atlete, tra le quali le keniane Ruth Chepngetich (campionessa mondiale), Brigid Kosgei (primatista mondiale sulla distanza) e Peres Jepchirchir (due volte campionessa mondiale di mezza maratona),  l’israeliana Lornah Salpeter, l’etiope Roza Dereje, le statunitensi Sally Kipiego e Molly Seidel. Giovanna Epis è in fondo al gruppo (passaggi in 18:14 e 36:21).

Progressivamente aumenta il ritmo del più forti, con passaggio al 15 km in 53:47 (Epis è 8^ in 54:11) e al 20° in 1h11:27 con il gruppo di testa ridotto a dodici atlete con Salpeter e Jepchirchir al comando (Epis è 41^ in 1h12:34).

Il passaggio alla mezza maratona (temperatura salita a 28°) avviene in 1h15:14 (Epis 45^ in 1h16:36); al 25° tira il gruppo la keniana Jepchirchir (passaggio in 1h28:51), con gruppo ridotto in dieci (le tre keniane, Salpeter, Dereje, Seidel, Eunice Chumba (Bahrain), la tedesca Melat Kejeta, la giapponese Mao Ichiyama e la namibiana Helalia Johannes (Epis è 41^ in 1h30:43).

Al 30° km, passaggio in 1h46:04, perde il contatto dal gruppo di testa l’iridata Chepngetich, una delle super favorite della vigilia (Epis 31^ in 1h48:52).

Poco dopo, comincia a tirare il gruppo la statunitense Seidel: perdono terreno Johannes, Kejeta, Ichiyama e Dereje, mentre si ritira Chepngetich. Restano in cinque in testa, Jepchirchir allunga seguita da Kosgei (passaggio al 35° in 2h02:58), seguono Seidel, Salpeter e Chumba (Epis 29^ in 2h07:24).

Al 38° km aumentano il ritmo le due keniane con Jepchirchir  a tirare, segue Seidel a sei secondi, mentre cedono Chumba e Salpeter crolla. Non si dà per vinta Seidel, terza a sei secondi. Il passaggio al 40°  in 2h19:59 (Epis 30° in 2h26:29). Intanto, la temperatura è salita a 30 gradi.

L’azione di Jepchirchir è decisiva, stacca anche la connazionale e va a vincere l’oro olimpico: la curiosità è che per tutta la gara la vincitrice, quasi da gregaria, ha preso i rifornimenti per tutte le connazionali.

Quarto posto per l’etiope Roza Dereje in 2h28:38, quinto per la bielorussa - campionessa europea - Volha Mazuronak in 2h29:06, prima delle europee. Giovanna Epis è 32^ in 2h35:09.

NdD. "Ebbene sì... ora posso dirlo: sono un'olimpionica! 32esima alla mia prima Olimpiade!" si è affrettata a twittare la Epis. Le avevano  risposto in anticipo, da Tokio: Jacopo Volpi il 6 agosto, a proposito del karatè, "che non era sport olimpico, ma adesso il nostro Luigi Busà non è olimpico, ma olimpionico, perché ha vinto"; e il coltissimo Bragagna, che l'8 agosto durante la telecronaca della maratona maschile, divagando su Gabriella Dorio, ha precisato che lei sì è olimpionica, "da Olympia+Nike, la vittoria alata". Sarà anche vero che molti abusano di Olimpionico in senso "episiano" (e qualche vocabolario lo registra, ma solo come deviazione dall'uso corretto), ma fino a prova contraria il CONI si chiama Comitato Olimpico e non Olimpionico [Fabio Marri]

Venerdì, 06 Agosto 2021 22:31

Tokyo: meraviglioso oro per la 4X100 uomini!

6 Agosto - "È vero, credetemi, è accaduto": la staffetta 4x100 maschile italiana vince l’oro Olimpico!

Meraviglioso il quartetto formato da Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Fausto Desalu e Filippo Tortu, che in 37.50 – record italiano – supera in rimonta la Gran Bretagna (37.51) e il Canada (37.70), ottenendo il secondo tempo di sempre in Europa e il quinto di ogni epoca al mondo. Decisiva l'accelerazione finale di Tortu che, desideroso di riscatto dopo le prestazioni così così sui 100, ha rimontato il rivale inglese superandolo negli ultimissimi metri malgrado il quasi-tuffo che l'altro ha tentato sulla linea del fotofinish.

Per l’Italia di atletica è il quinto oro, un record.

Queste le dichiarazioni rilasciate dai campioni olimpici:

Marcell Jacobs: “Prima di entrare in pista, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di incredibile. All’ingresso abbiamo scelto di non fare nessun saluto particolare, e che il nostro saluto sarebbe stata la vittoria. Ci abbiamo creduto, è qualcosa di fantastico. Tokyo mi sta regalando tantissimo, per me è il secondo oro, chi se lo sarebbe mai aspettato. Questo forse per me vale anche di più, condiviso da un gruppo che si prepara insieme da tanto tempo e che ha fatto tante gare insieme, anche sbagliando, ma quegli errori ci hanno portato ad arrivare qui. Al cambio Fausto mi ha quasi anticipato senza chiamarlo ma è stato perfetto, poi so bene che Filippo quando si tuffa sul traguardo può guadagnare quel centesimo... Abbiamo fatto un grandissimo lavoro, con tutti, con gli altri staffettisti che sono a Tokyo e con chi è rimasto a casa e sta facendo il tifo. È un lungo percorso che ci ha portato fino a qui, siamo sul tetto del mondo. Grazie a tutti gli italiani che ci hanno sostenuto, grazie per questo sogno che mi state regalando. Siamo l’Italia, la migliore di sempre”.

Filippo Tortu: “Difficile parlare della mia frazione e non di noi, la staffetta si corre in quattro. Grazie al prof. Filippo Di Mulo e a Giorgio Frinolli che ci hanno seguito in questi anni. A tutti i compagni, a Manenti, Polanco e Infantino che sono qui, a Cattaneo e Rigali che sono a casa. Quando sono partito ho visto che il britannico era a fianco. Ho pensato solo a stare rilassato. Sapevo che se l’avessi fatto, l’avrei preso e superato. Ero più lucido mentre correvo che quando ho tagliato il traguardo, perché non potevo credere che fosse successo davvero. All’arrivo la mia impressione era di avercela fatta, però era talmente impensabile, ma poi ho visto il delirio nella nostra tribuna... Ho chiesto ai compagni se era vero, che avevamo vinto noi. Poi quando ho visto Italia sul tabellone, il tempo non l’ho nemmeno guardato. È stratosferico, ma non mi interessa. Dentro di me è successo di tutto, non mi commuovo facilmente, ma ho pianto. Per i britannici abbiamo sempre avuto ammirazione, perché hanno vinto tutto senza superstar, ma stavolta ci hanno fatto loro i complimenti. È l’emozione più bella che si possa immaginare. E la cosa più bella sarà cantare l’inno domani”.

Fausto Desalu: “Siamo un bel gruppo, abbiamo lavorato tanto. Quello che ha fatto la differenza, quel centesimo di secondo, è il grande gruppo che ci unisce, che è una cosa fantastica. Ci siamo detti l’uno con l’altro: ‘ti fidi di me?’ e ci siamo risposti: ‘sì, e pensavi che ti dicessi di no? Crediamoci, perché può succedere’... E l’abbiamo fatto! Sentivo l’emozione, perché quando sai che puoi vincere un oro, tutto deve essere perfetto. E con gli avversari c’è rispetto, dopo che è finita la gara siamo amici”.

Lorenzo Patta: “È la mia prima Olimpiade, meglio non poteva andare. Sono felicissimo, al settimo cielo. Ero molto concentrato, per fare una buona partenza e consegnare il testimone a Marcell in modo da lasciarlo andare il più veloce possibile. Ancora non ci credo, devo ringraziare loro tre e tutti gli altri compagni che ci hanno accompagnato in questo percorso”.

E' giusto dare la parola anche al neopresidente federale Stefano Mei, che di Olimpiadi sa qualcosa avendo ottenuto il miglior piazzamento italiano di sempre sui 5000 (settimo a Seul 1988), e oggi, rispondendo coi fatti alle critiche, constata come mai l'atletica italiana avesse ottenuto cinque ori. : “È un’Olimpiade strepitosa. I ragazzi hanno fatto molto più di quello che ci si potesse aspettare. A loro avevo chiesto semplicemente di divertirsi e di cercare di fare il massimo per loro“. E ancora: "Sono assolutamente soddisfatto di come stia andando qui a Tokyo, con il 60% del passaggio dei turni e fuori dal campo con una squadra che ammiro per educazione e disponibilità. La nostra è una gioventù di altissima qualità. Mi aspetto che dall'autunno i campi di atletica siano frequentati da tanti ragazzi nuovi”.

6 Agosto - Incredibile, 24 ore dopo la medaglia d’oro di Massimo Stano, Antonella Palmisano, altra pugliese di Mottola (in provincia di Taranto), nel giorno del suo trentesimo compleanno, va a conquistare il titolo di campionessa olimpica della 20 km di marcia in 1h29:12. Argento alla colombiana Sandra Lorena Arenas in 1h29:37, che precede la cinese Liu Hong, bronzo in 1h29:57.

Lo scenario è lo stesso del giorno prima, siamo sul circuito di 1 chilometro all’Odori Park di Sapporo, mille chilometri a nord di Tokyo, sull’isola di Hokkaido: anche il clima è simile con 31 gradi, 64% di umidità.

Si parte piano con i primi tre km alla media di 4:40, per aumentare leggermente al 4° (4:31), e passare ai 5° km in 23:04, con il gruppo di testa guidato dall’azzurra e dalle tre cinesi Liu, Yang e Qieyang (il podio mondiale di Doha). Eleonora Giorgi è purtroppo subito in difficoltà, dopo aver preso un'ammonizione per marcia irregolare; al 6° km si ferma per diversi minuti, piangendo, per poi ripartire ma oramai fuori gara, per quello che il telecronista Bragagna chiama spirito decoubertiniano. Valentina Trapletti è invece in fondo al gruppo di testa.

Al 10° km  Palmisano guida il gruppo al comando in 45:57, Trapletti  è ventiduesima in 46:16.

Il ritmo rimane sempre sui 4:30, al km il gruppo di testa è formato da circa dieci atlete, fino al 15° quando la piccola accelerazione della brasiliana Erica de Sena (44:25), porta a staccarsi sorprendentemente la cinese Qieyang, seguita dall’australiana Jemima Montag.

Ma il vero cambio di passo lo porta propria la nostra Antonella al 16°, con il km chiuso in 4:16, al quale risponde solo la cinese Yang, mentre si staccano la Liu, la colombiana Arenas e la già citata De Sena.

Antonella spinge ancora (17°km in 4:06), così anche la Yang soffre, prende un cartellino e perde terreno. Risale, viceversa, la Arenas che riprende la cinese e insieme cercano di inseguire la Palmisano, che intanto rischia di cadere su una boa.   

Ma il terzo cartellino e la conseguente sosta di due minuti in penalty zone fermano la cinese, mentre la Palmisano aumenta ancora con il 18° km marciato in 4:09, e vola verso la vittoria aumentando negli ultimi due km conclusi entrambi in 4:06. Dietro cerca di risalire la de Sena, che supera la Liu. Si avvicina alla Arenas, ma è  fermata dai giudici definitivamente (anche lei aveva già subito la penalty zone) e sostanzialmente la gara finisce qui, con il podio oramai definito.    

Valentina Trapletti è ottima diciottesima in 1h33:12, mentre la Giorgi, alla quale va il merito di non essersi ritirata,  chiude 52^ in 1h46:46, trovando la forza di incitare la Palmisano negli ultimi metri verso la medaglia d’oro.

Le parole di Antonella: “Non mi rendo ancora conto, sono entusiasta di quello che ho fatto!  È ancora più bello, nel giorno del mio compleanno. Volevo che tutti i sacrifici di questi anni potessero essere ripagati del tutto. Negli ultimi 5 km ho sentito tanta energia dentro, ho portato con me tutte le persone care che mi davano forza, avevo la pelle d’oca. Si è realizzato il sogno della mia carriera di atleta. Negli ultimi mesi, ho pianto tanto. Era quasi impensabile che potessi fare l’impresa quest’oggi, ho avuto problemi fisici all’anca, sono stata ferma a lungo e temevo di dover rinunciare. L’oro di ieri di Massimo Stano mi ha fatto venire i brividi, mi ha dato una carica in più, come già successo con le vittorie di Tamberi e Jacobs e con il trionfo agli Europei di calcio. È un periodo magico per l’Italia. Adesso non vedo l’ora di sentire l’inno. E di abbracciare i miei familiari e mio marito: sicuramente sarà svenuto a casa insieme al mio cane…”.

Da ricordare, infine, che, nella nostra notte, la 50 km di marcia maschile è stata vinta dal polacco Dawid Tomala in 3h50:08 davanti a Jonathan Hilbert (Germania) in 3h50:44 e al canadese Evan Dunfee 3h50:59. Ventitreesimo Andrea Agrusti in 4h01:10, ritirati Teodorico Caporaso e Marco De Luca.
Si è trattato dell'ultima edizione olimpica su questa distanza, spazzata via dai sospetti di doping e (come aggiunge il "Corriere della sera" di oggi) dall'eccessiva discrezionalità dei giudici nel valutare la regolarità della marcia degli atleti, ciò che avrebbe condizionato i risultati molto più dell'effettivo valore dei marciatori.

 

5 Agosto - E’ ancor più grande Italia: Massimo Stano, il 29enne pugliese di Palo del Colle (quindici chilometri da Bari), si è laureato stamattina (pomeriggio in Giappone) campione olimpico della 20km di marcia, regalando al medagliere azzurro dell’atletica il terzo oro, dopo quelli di Tamberi e Jacobs.

Sul circuito da un chilometro all’Odori Park di Sapporo, mille chilometri a nord di Tokyo, sull’isola di Hokkaido, Massimo si è imposto in 1h21:05, precedendo i due nipponici, padroni di casa, Koki Ikeda, secondo in 1h21:14, e Toshikazu Yamanishi, terzo in 1h21:28.

Per l’Italia è la terza medaglia d’oro sulla distanza, dopo quelle di Maurizio Damilano a Mosca 1980 e quella di Ivano Brugnetti ad Atene 2004.

Gli altri due azzurri Francesco Fortunato e Federico Tontodonati hanno chiuso rispettivamente quindicesimo in 1h23:43 e quarantaquattresimo in 1h31:19.

Giornata calda e umida (29°), con i marciatori tutti compatti, quando, poco prima del 5° km, va avanti il cinese Wang Kaihua, subito tallonato dall’indiano Kumar, con tutti gli altri in gruppo compresi i giapponesi Yamanishi (campione del mondo) e Ikeda, il russo Mizinov, lo spagnolo Martin, lo svedese Karlstrom, e il messicano Olivas.

All’8° Km i due fuggitivi sono avanti di 11 secondi (32:56), ma presto l’indiano si stacca, mentre Wang Kaihua aumenta il vantaggio a 13”: il fuggitivo cinese passa al 10km in 40:55, seguono Yamanishi, Stano e Ikeda, tutti in 41:05;   13° Fortunato in 41:17, 37° Tontodonati in 42:38.

Comincia dal 12° km l’azione decisa di Stano che riporta il gruppo di testa a riprendere Wang: il gruppo è formato da Massimo, dai due spagnoli Garcia e Martin, dai due giapponesi Yamanishi e Ikeda e dai due cinesi Wang e Zhang (è costretto a staccarsi il russo Mizinov, fermato dai giudici in penalty zone di due minuti).

Stano guida il gruppo al passaggio del 15° km (1h01:27), con gli altri sei marciatori sempre vicinissimi.

Ma l’accelerata di Stano, al 17° km in 4:04, provoca il distacco dei due cinesi e dei due spagnoli, con i due soli giapponesi a tenere il ritmo dell’azzurro, con passaggio al 18° km in 1h13:30 (parziale di 3:48).

Altro cambio di ritmo di Stano, che al 19° passa in 1h17:22 (3:52): perde contatto Yamanishi, Ikeda cerca di resistere, ma Stano è ormai lanciato verso il successo: festeggia con il pollice in bocca, dedicando il successo alla piccola Sophie nata a febbraio, per poi attendere i due giapponesi e salutare il loro arrivo con l’inchino, con un gesto altamente sportivo.

Le parole di Stano: “Me lo sentivo quest’oro. Le medaglie di Jacobs e Tamberi mi hanno dato una spinta in più, il ringraziamento va anche a loro. È stata una gara veramente dura, con caldo, umido, come piace a me. Ho sperato che piovesse e ci fosse ancora più umidità, perché so che in queste condizioni soffro meno degli altri. Non ho mai avuto ottime sensazioni in gara, anche se può sembrare strano. Negli ultimi due mesi per darmi coraggio mi ripetevo ‘sono il più forte, sono il più forte del mondo’, e anche in gara ho lavorato molto mentalmente. Mi ripetevo in testa di essere il migliore. Un mese e mezzo fa ho avuto un’infiammazione al bicipite, quindi abbiamo dovuto frenare un po’ con gli allenamenti. Per compensare quello che non ho guadagnato con il lavoro, ho dovuto lavorare a livello mentale. Questa strategia mi ha dato fiducia. La vittoria è dedicata a mia figlia Sophie e mia moglie Fatima che mi sopportano e supportano; al mio coach Patrizio “Patrick” Parcesepe, perché non si può fare un risultato da soli, ma serve intorno un grande staff. Sono veramente contento, incredulo. Spero che non sia un sogno, non voglio andare a dormire, come ha detto Tamberi. Devo ancora realizzare, non so quanto ci metterò ma spero il meno possibile per guardare ancora più avanti”.

Si chiudono in maniera deludente i Giochi Olimpici di Tokyo per Yeman Crippa: dopo il decoroso undicesimo posto nella finale dei 10000 metri, il trentino è eliminato nelle batterie dei 5000 chiudendo in 15^ posizione in 13:47.12.

In una gara dai ritmi iniziali davvero molto lenti, con passaggio ai 3000 in 8:34, Crippa cerca di dare un’accelerata ponendosi in testa al plotone, ma senza esito. Ma negli ultimi due giri e soprattutto nell’ultimo, quando i rivali cambiano passo, l’azzurro appare  scarico, spremuto, chiudendo sofferente quasi al passo.

Si qualificano il keniano Nicholas Kimeli in 13.38.87, il canadese Mohamed Ahmed in 13:38.96, lo statunitense William Kincaid in 13:39.04, l’ugandese Oscar Chelimo in 13:39.07  e Birhanu Balew del Bahrain in 13:39.42.

La seconda batteria può gestire il ritmo sulla base della lenta precedente: vanno in finale, sfruttando anche i tempi di ripescaggio, lo spagnolo Mohammed Katir, in 13.30.10, l’americano Paul Chelimo in 13:30.15, il canadese Justyn Knght in 13:30.22, i due ugandesi Jakob Kiplimo in 13:30:40 e Joshua Cheptegei in 13:30.61; l’etiope Milkesa Mengesha in 13:31.13, il britannico Andrew Burchart in 13:31.23, lo statunitense Grant Fisher in 13:31.80, il francese Jimmy Gressier in 13:33.47, il guatemalteco Luis Grijalva in 13:34.11 e l’australiano Morgan McDonald in 13:37.16.  

 “Quante batoste nella mia prima Olimpiade, spero proprio che il detto ‘quello che non uccide fortifica’ sia vero”, il commento amaro di Yeman sui social.

2 Agosto - Un settimo posto, il record italiano di Roberta Brunet (14:44.50 nel 1996) sfiorato e la migliore prestazione nazionale under 23 in 14:46.29 (quasi dieci secondi di progresso in confronto alla batteria di venerdì - 14:55.83): si chiude in maniera decisamente positiva la prima esperienza ai Giochi Olimpici di Nadia Battocletti.  

Il successo va all’olandese Sifan Hassan in 14:36.79 che precede in volata la keniana Hellen Obiri (14:38.36) e l’etiope Gudaf Tsegay (14:38.87).

La 21enne trentina è la seconda delle europee al traguardo.

Di seguito la cronaca e l’intervista a Nadia, riportate sul sito della Fidal:

5000 donne - finale - Sempre più entusiasmante Nadia Battocletti. Trema il record italiano dei 5000 metri, come non mai. Nella finale olimpica c’è l’ennesimo, enorme miglioramento di una stagione da incorniciare. Subito cancellato il 14:55.83 di tre giorni fa, con un fantastico 14:46.29 a meno di due secondi dal primato per la figlia d’arte trentina che quest’anno ha vinto a livello continentale tra le grandi (con il trionfo agli Europei a squadre) e in campo giovanile (conquistando il titolo under 23). A Tokyo viaggia con le big mondiali nei primi quattro chilometri, agganciata al gruppo, con la sua falcata leggera ed efficace. Si corre con parziali di 3:02, 6:01 e 9:01 sulla spinta dell’etiope Ejgayehu Taye, poi l’andatura aumenta (11:58) e la 21enne azzurra si ritrova da sola, all’ottavo posto, prima di recuperare una posizione ai danni della turca Yasemin Can. Furibondo l’ultimo giro che incorona la stakanovista Sifan Hassan (14:36.79), di nuovo in pista dopo il primo turno dei 1500 al mattino, dove ha vinto la batteria nonostante una caduta. L’olandese, già due ori mondiali a Doha (ma in quel caso con i 10.000 abbinati ai 1500), spazza le velleità dell’ex iridata keniana Hellen Obiri (14:38.36) e di un altro pezzo da novanta come l’etiope Gudaf Tsegay, in pista da leader stagionale ma terza in 14:38.87.

“Per la seconda volta ho assaporato l’atletica delle grandi - esulta Nadia Battocletti - Le avevo lì. Ho corso accanto alla Hassan per tutta la gara. Forse ho sbagliato a staccarmi quando le altre sono andate via, con due ragazze che non riuscivo a superare. Sono passata in 13:44-13:45 e quindi dovevo chiudere in 59-60 secondi per fare il record italiano. È stata una rincorsa. Volevo finire il più veloce possibile ma le vedevo sempre più lontane. Me le sono fatte sfuggire. Comunque è una finale olimpica, ho ventuno anni, c’è ancora molto su cui lavorare, soprattutto nei chilometri: le atlete di testa faranno 150 km settimanali, io a malapena cento. E questo fa la differenza nel mezzofondo”. Si guarda avanti, con ottimismo: “Sono tutti segnali che sto crescendo bene - continua - per quest’anno di 5000 ne ho fatti abbastanza, ora rallenterò un attimo per poi riprendere e fare qualche gara spuria per terminare la mia stagione. Poi preparo gli Eurocross di Dublino”. Che vuol dire gareggiare con così tante big? “Le vedevo a Londra 2012, mi sembravano aliene, credevo fosse impossibile correre con loro in un’Olimpiade. E invece eccoci qua. E con il papà-coach Giuliano l’avevamo immaginata proprio così questa gara. Cioè che avrebbero strappato. Rallentato di colpo. Ripartite repentinamente. Questa capacità di leggere la gara arriva dall’esperienza dei miei genitori: quello che conta è il coraggio, restare lì attaccati e non mollare mai. Già dalla batteria ho capito che devo lavorare ancora un paio di anni per stare lì con loro. Per ora sono arrivata a 4300-4400 metri. Sul resto, ci stiamo attrezzando”.

30 Luglio - Cominciato il ricco programma dell’atletica ai Giochi Olimpici di Tokyo: segnaliamo subito la brillante qualificazione in finale di Nadia Battocletti nei 5000 metri donne con il crono di 14:55.83, chiudendo in terza posizione nella seconda batteria, undicesimo crono complessivo.

La 21enne trentina è protagonista di una eccezionale rimonta finale (ultimo km in 2:43), realizzando il personale e la migliore prestazione italiana U23 che le valgono la qualificazione diretta alle spalle dell’etiope Gudaf Tsegay (14:55.74) e della keniana Hellen Obiri (14:55.77).   

Questi i parziali: 3:04.2 il primo 1000 (ottava), 3:03.1 il secondo (decima), 3:04.6 il terzo (undicesima), 3:00.3 il quarto (settima), 2:43.6 l’ultimo (terza).

''Nei primi tre chilometri il ritmo era tale da consentirmi di pensare. Le vedevo salire, rallentare, spintonarsi, poi nel finale ho pensato: mi butto, quel che viene viene. Ai duecento ho pensato di partire, lì ho capito che avrei potuto giocare le mie carte in volata. Ed è andata bene. Cosa aspettarsi da me in finale? E' la mia prima esperienza in campo internazionale, credo sia già tantissimo quello che ho fatto oggi, ma voglio migliorarmi ancora. Ovviamente ci deve essere il giorno giusto, la testa giusta, e soprattutto le gambe. Ce la metterò tutta, rimarrò attaccata fino alla fine, cercherò di sprintare, sapendo che correrò contro delle aliene, atlete che fanno 40 secondi meno di me. Ho ancora 21 anni, sto crescendo, non sento nessuna aspettativa, anche se sì, oggi sento queste atlete molto più vicine, perlomeno in questo tipo di gare".

Miglior crono totale per l’olandese acquisita Sifan Hassan che vince la prima batteria in 14:47.90. 

Lunedì alle 14.40 italiane, la finale.

E a proposito di finale, nei 10000 uomini, Yeman Crippa è undicesimo in 27:54.05,  secondo degli europei dietro il francese Amdouni, decimo in 27:53.58.  Oro all’etiope Selemon Barega in 27:43.22, che precede gli ugandesi Joshua Cheptegei (27:43.63) e Jacob Kiplimo (27:43.88).     

Gara dai ritmi lenti, con la tattica a far da padrona fino agli ultimi due giri quando il cambio passo fa staccare il nostro Yeman dal gruppo di testa, fino a chiudere in un tempo che non lo soddisfa per niente.

"Mi aspettavo tutta un'altra gara, una prova da 27 minuti, o anche sotto, e invece è venuta fuori una corsa a strappi, molto tattica. Ai 5000 ho capito che l'obiettivo del record italiano era andato, e ho provato a concentrarmi sul piazzamento, ma si sono susseguiti troppi cambi di ritmo, e ora, a posteriori, dico che avrei probabilmente dovuto cercare di rimanere costante sul ritmo. Peccato, è l'unica cosa che posso dire, sarà tutta esperienza per il futuro. Cercherò di dare tutto nei 5000 tra qualche giorno”.

4 Luglio - Ottima prestazione per Sofiia Yaremchuk che a Lens, in Francia, ha corso i 10 chilometri della “Route du Louvre” in 32:06, classificandosi al terzo posto alle spalle della keniana Eva Cherono, vincitrice in 30:33, e della etiope Addisie Misiene, seconda in 31:49.

Nonostante il tracciato impegnativo e le cattive condizioni climatiche (pioggia battente), la 27enne atleta nata in Ucraina, ma cittadina italiana dallo scorso gennaio, ha ottenuto il suo pb e il miglior risultato italiano della stagione che già le apparteneva, avendo corso il 7 marzo in 32:52 alla “Roma Riparte – Riparti Roma”.

La Yaremchuk, cresciuta nell’ACSI Italia Atletica, ma oramai tesserata per l’Esercito, ha così stabilito il terzo tempo all-time italiano sulla distanza su strada, dietro le altre due atlete dell’Esercito Nadia Ejjafini e Veronica Inglese, entrambe con 31:52, rispettivamente a Manchester 2012 e Bari 2016.

2 Luglio - Diramata la lista degli atleti azzurri convocati per i Giochi Olimpici di Tokyo:  il Direttore tecnico,  Antonio La Torre, ha scelto 76 atleti,  41 uomini e 35 donne, la spedizione italiana più numerosa di sempre.

Il programma dell’atletica si svolgerà dal 30 luglio all’8 agosto.

In particolare, per le distanze più… podistiche, Yeman Crippa correrà i 5000 e i 10000; Yassine El Fathaoui, Eyob Faniel e Yassine Rachik saranno impegnati in maratona alla pari di Giovanna Epis tra le donne.

Ecco la lista completa:

UOMINI (41)

100-4×100

Lamont Marcell

JACOBS

G.S. Fiamme Oro Padova

100-4×100

Filippo

TORTU

G.A. Fiamme Gialle

4×100

Davide

MANENTI

C.S. Aeronautica Militare

4×100

Lorenzo

PATTA

G.A. Fiamme Gialle

4×100

Hillary Wanderson

POLANCO RIJO

Atl. Riccardi Milano 1946

200-4×100

Eseosa

DESALU

G.A. Fiamme Gialle

200-4×100

Antonio Baldassare

INFANTINO

Athletic Club 96 Alperia

400-4×400-4×400 mista

Davide

RE

G.A. Fiamme Gialle

400-4×400-4×400 mista

Edoardo

SCOTTI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

4×400-4×400 mista

Vladimir

ACETI

G.A. Fiamme Gialle

4×400-4×400 mista

Lorenzo

BENATI

G.S. Fiamme Azzurre

4×400-4×400 mista

Matteo

GALVAN

G.A. Fiamme Gialle

4×400-4×400 mista

Giuseppe

LEONARDI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

4×400-4×400 mista

Brayan

LOPEZ

G.S. Fiamme Azzurre

5000-10000

Yemaneberhan

CRIPPA

G.S. Fiamme Oro Padova

110hs

Paolo

DAL MOLIN

G.S. Fiamme Oro Padova

110hs

Hassane

FOFANA

G.S. Fiamme Oro Padova

400hs-4×400-4×400 mista

Alessandro

SIBILIO

G.A. Fiamme Gialle

3000 siepi

Ahmed

ABDELWAHED

G.A. Fiamme Gialle

3000 siepi

Ala

ZOGHLAMI

G.S. Fiamme Oro Padova

3000 siepi

Osama

ZOGHLAMI

C.S. Aeronautica Militare

Alto

Stefano

SOTTILE

G.S. Fiamme Azzurre

Alto

Gianmarco

TAMBERI

Atl-Etica San Vendemiano 

Asta

Claudio Michel

STECCHI

G.A. Fiamme Gialle

Lungo

Filippo

RANDAZZO

G.A. Fiamme Gialle

Triplo

Tobia

BOCCHI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Triplo

Emmanuel

IHEMEJE

Atl. Estrada

Triplo

Andrea

DALLAVALLE 

G.A. Fiamme Gialle

Peso

Leonardo

FABBRI

C.S. Aeronautica Militare

Peso

Nicholas J.

PONZIO

Athletic Club 96 Alperia

Peso

Zane

WEIR

Enterprise Sport & Service

Disco

Giovanni

FALOCI

G.A. Fiamme Gialle

Marcia 20km

Francesco

FORTUNATO

G.A. Fiamme Gialle

Marcia 20km

Massimo

STANO

G.S. Fiamme Oro Padova

Marcia 20km

Federico

TONTODONATI

C.S. Aeronautica Militare

Marcia 50km

Andrea

AGRUSTI

G.A. Fiamme Gialle

Marcia 50km

Teodorico

CAPORASO

C.S. Aeronautica Militare

Marcia 50km

Marco

DE LUCA

G.A. Fiamme Gialle

Maratona

Yassine

EL FATHAOUI

Circolo Minerva

Maratona

Eyob

GHEBREHIWET FANIEL

G.S. Fiamme Oro Padova

Maratona

Yassine

RACHIK

G.S. Fiamme Oro Padova


DONNE (35)

 

100-4×100

Anna

BONGIORNI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

100-4×100

Vittoria

FONTANA

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

4×100

Zaynab

DOSSO

G.S. Fiamme Azzurre

4×100

Johanelis

HERRERA A.

C.S. Aeronautica Militare

4×100

Irene

SIRAGUSA

C.S. Esercito

200-4×100

Gloria

HOOPER

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

200-4×100

Dalia

KADDARI

G.S. Fiamme Oro Padova

4×400-4×400 mista

Rebecca

BORGA

G.A. Fiamme Gialle

4×400-4×400 mista

Benedicta

CHIGBOLU

C.S. Esercito

4×400-4×400 mista

Ayomide

FOLORUNSO

G.S. Fiamme Oro Padova

4×400-4×400 mista

Raphaela

LUKUDO

C.S. Esercito

4×400-4×400 mista

Alice

MANGIONE

C.S. Esercito

4×400-4×400 mista

Petra

NARDELLI

Suedtirol Team Club

4×400-4×400 mista

Anna

POLINARI

Atl. Bs ’50 Metallurg. S.Marco

4×400-4×400 mista

Giancarla Dimich

TREVISAN

Bracco Atletica

800

Elena

BELLO’

G.S. Fiamme Azzurre

1500

Federica

DEL BUONO

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

1500

Gaia

SABBATINI

G.S. Fiamme Azzurre

5000

Nadia

BATTOCLETTI

G.S. Fiamme Azzurre

100hs

Luminosa

BOGLIOLO

G.S. Fiamme Oro Padova

100hs

Elisa Maria

DI LAZZARO

G.S. Fiamme Oro Padova

400hs-4×400-4×400 mista

Eleonora

MARCHIANDO

Atletica Sandro Calvesi

400hs

Linda

OLIVIERI

G.S. Fiamme Oro Padova

400hs

Yadisleidy

PEDROSO

C.S. Aeronautica Militare

Alto

Alessia

TROST

G.A. Fiamme Gialle

Alto

Elena

VALLORTIGARA

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Asta

Roberta

BRUNI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Asta

Elisa

MOLINAROLO

Atletica Riviera del Brenta

Triplo

Dariya

DERKACH

C.S. Aeronautica Militare

Disco

Daisy

OSAKUE

G.A. Fiamme Gialle

Martello 

Sara

FANTINI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Marcia 20km

Eleonora Anna

GIORGI

G.S. Fiamme Azzurre

Marcia 20km

Antonella

PALMISANO

G.A. Fiamme Gialle

Marcia 20km

Valentina

TRAPLETTI

C.S. Esercito

Maratona

Giovanna

EPIS

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

26 Giugno - Nonostante la Federazione inglese avesse in tutti i modi cercato di favorire Mo Farah alla ricerca del minimo olimpico per Tokyo sui 10000, mettendogli a disposizione lepri che gli assicurassero il giusto ritmo nel 10 mila internazionale a margine dei Campionati Nazionali, il 38enne ha fallito la prova, vincendo in 27:47.04, ma mancando il tempo di ammissione fissato a 27:28.00 (da ottenere entro il 29 giugno).

Il Campione Olimpico di Londra 2012 e Rio 2016 (doppiette sui 5000 e 10000), già deludente in Coppa Europa dei 10000 qualche settimana fa a Birmingham (27:50.64), non è riuscito a tenere il giusto ritmo, malgrado il validissimo aiuto offerto dal duo australiano composto da David McNeil e Ryan Gregson e dal compagno di allenamenti, il belga Bashir Abdi.

Queste le sue parole al termine della gara: “Non so cosa pensare e non so cosa succederà adesso. Se non posso competere con i migliori perché preoccuparsi? Sono stato fortunato ad avere una carriera bellissima e lunghissima. Non ci sono scuse in termini di condizioni: sono quelle che sono. Sinceramente ho pensato di venire qui, fare il tempo e poi tornare al campo di allenamento”.

Da segnalare il quarto posto di Nekagenet Crippa (Esercito) in 28:00.72 non lontano dal suo pb di 27:51.93 ottenuto a Birmingham il 5 giugno: l’azzurro è stato nel gruppo dei primi negli iniziali 4 km (passaggi di 5:31 al 2° km e di 11:01 al 4°), poi è rientrato nel finale sui migliori chiudendo dietro il norvegese Zerei Kbrom, secondo in 27:57.63, e il francese Felix Bour, terzo in 27:59.31.

 

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