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Apr 03, 2020 1136volte

Giomi e il consiglio federale: avanti così sino al 2021

la triade: da sinistra Fabio Pagliara, Alfio Giomi, Antonio La Torre la triade: da sinistra Fabio Pagliara, Alfio Giomi, Antonio La Torre Foto RMandelli

Si sapeva che era una possibilità assolutamente concreta, lo aveva “bisbigliato” lo stesso presidente Giomi: “Sarebbe un peccato non poter completare il nostro lavoro fino alle Olimpiadi, per il bene stesso degli atleti”. Sulla legittimità della scelta di continuare con l’attuale consiglio federale si è discusso e si discuterà ancora, ma pare che esista la possibilità di una deroga al mandato che prevede il quadriennio (non a caso coincidente con le Olimpiadi), in considerazione dell’eccezionalità della situazione. 

Semmai ci sarebbe argomentare sul “bene degli atleti”: se da una parte è ovvio che esiste un programma in atto, dall’altro non si può dare per scontato che “un altro” programma non sarebbe stato ugualmente valido, o forse anche migliore, visti i risultati sinora ottenuti. Al tempo stesso gli eventuali subentranti avrebbe chiaramente tenuto in considerazione il programma sinora svolto; infine, un periodo di 8 mesi apparirebbe adeguato per presentarsi al meglio a Tokio 2021 (23 luglio – 8 agosto, LEGGI QUI). Aggiungo, ancora, che sono gli atleti a correre, saltare e lanciare, certamente non i componenti del consiglio federale.

Insomma, seppure la decisione di continuare abbia più di un senso, il dubbio che si tratti anche di una scelta opportunistica, ovvero un anno in più di poltrona, c’è tutto. Ora comunque speriamo che tutti i componenti del consiglio federale affrontino con serietà e senso di responsabilità quest’ultima fase, e che da questo lavoro venga fuori un qualcosa di buono dal loro mandato, sinora deludente.

La decisione di rinviare le elezioni ovviamente riguarda tutte le federazioni sportive; di riflesso certamente anche le elezioni regionali saranno rinviate. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha precisato che la decisione è stata presa in accordo col CIO e col ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, persona che sinora non pare abbia brillato sulle decisioni in materia di sport.

 

 
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4 commenti

  • Link al commento Rodolfo Lollini Sabato, 11 Aprile 2020 02:39 inviato da Rodolfo Lollini

    Concordo sul fatto che questa attività avrà delle conseguenze negative sugli atleti di vertice. Un vero peccato visto la fase di "rinascita" testimoniata dai buoni risultati di Faniel, Crippa e soci. Questi atleti dovrebbero avere una deroga a livello nazionale. Mi sfugge invece cosa c'entri Bonaccini con questo articolo.

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  • Link al commento Maurizio Lorenzini Venerdì, 03 Aprile 2020 23:49 inviato da Maurizio Lorenzini

    Gian Carlo Chittolini hai maledettamente ragione, davvero difficile comprendere come l'attività di qualche migliaio di atleti (con ciò ricomprendendo altri sport praticabili in questi contesti) possa creare problemi di contagio, se gli allenamenti vengono effettuati in aree sicure e protette (esempio come i centri sportivi). Del resto per quanto ne so era già molto difficile anche prima, di centri sportivi aperti ce ne erano ben pochi.

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  • Link al commento Venerdì, 03 Aprile 2020 19:54 inviato da Fabmarri

    Bravissimo Giomi! Molto più bravo di Stefano Bonaccini, che era riuscito a farsi prolungare il mandato di 'governatore' dell'Emilia-Romagna di "soli" 2 mesi (dal 23 novembre 2019 al 26 gennaio 2020). Questa sì che è politica.

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  • Link al commento Venerdì, 03 Aprile 2020 17:55 inviato da Chittolini G .Carlo

    E nel frattempo anche gli atleti piú rappresentativi della nostra povera Italia sono al palo .
    Crippa e Faniel, per non parlare di tutti gli altri, sono impossibilitati ad allenarsi.
    Le cervellotiche circolari, le ordinanze, i divieti hanno fatto sì che chi comanda ai vertici di Polizia ,Carabinieri, F.F.GG. abbia ordinato lo stop a tutti indifferentemente.
    Si direbbe, ma non si sa, quando si ritorna a gareggiare.
    Ma se il riposo per un certo periodo non guasta, un lungo tempo d' inattivitá puó avere effetti negativi soprattutto per chi vuole poi competere ad alto livello.
    Anche e soprattutto di questo si dovrebbe preoccupare il Presidente della Fidal.

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