Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

In principio c’erano i due fratelli bavaresi Dassler, Rudolf e Adolf, che nel 1924 fondarono la “Fabbrica di scarpe Fratelli Dassler”, specializzandosi in scarpe da calcio ma presto con estensione all’atletica (erano Dassler le scarpe di Jesse Owens).

Venne la guerra e il disastro tedesco: nel 1948 i due fratelli decisero di dividersi pur continuando a fare lo stesso mestiere: Rudolf fondò la RuDa (dalle iniziali del nome), presto ribattezzata Puma; Adolf ("Ady") nel 1949 diede il nome alla AdiDas, che ha avuto il successo noto a tutti e controlla, oltre ai generi prodotti col suo marchio, quelli coi nomi di Salomon, Reebok e altro (mentre Puma, dopo aver calzato Pelé, Maradona, Buffon e altri fino a Usain Bolt, dal 2007 fa parte del gruppo francese Kering insieme a Gucci, Saint Laurent ecc.).

Dunque l’Adidas ha 69 anni: eppure, da febbraio circola sui social (Fb, Whatsapp), a partire (sembra) da Colombia e Messico, sotto il nome di un sito dall’ingannevole intestazione di adidas.com-wallet.org, un annuncio mirabolante connesso a un presunto 80° compleanno in occasione del quale sono messe in palio 5000 paia di scarpe per chi segue determinate procedure (sondaggi, e soprattutto rilancio del messaggio ai propri gruppi, di almeno 20 persone).

Non c’è niente di vero: nella migliore delle ipotesi il vostro indirizzo e quello degli amici cui avrete inoltrato la pubblicità sarà venduto a chi ha interesse a mandarvi pubblicità, frutterà qualche centesimo allo scammer che vi ha indotto ad aprire il suo messaggio, e a voi & amici la seccatura di ricevere spam.

Secondo un’ipotesi peggiore, vi addebiteranno mensilmente abbonamenti che non avete chiesto; secondo un’ipotesi ancora più nefasta (non ci risulta però che si sia finora realizzata) sul vostro cellulare o pc entrerà un virus che vi carpirà i dati privati, password, numeri bancari ecc.

Nel primo caso, basterà inserire nella posta indesiderata i messaggi che cominceranno a fioccare; negli altri due, gli esperti raccomandano di cautelarsi chiedendo al proprio fornitore telefonico di rimuovere eventuali abbonamenti a vostro nome; e di fare una scansione antivirus sul cellulare/computer.

Per eccesso di cautela, si possono naturalmente cambiare le password.

Se a qualcuno è capitata qualche conseguenza, saremo lieti di diffondere la sua esperienza a beneficio di tutti

Pubblicato in Commenti e Opinioni

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina