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Fabio Rossi

Fabio Rossi

Domenica, 25 Febbraio 2018 22:21

Record asiatico alla Tokyo Marathon

Maratona veloce quella di Tokyo. Vince il keniano Dickson Chumba in 2h05’30” mettendosi alle spalle il giapponese Yuta Shitara che con 2h06’11” segna il nuovo record asiatico di specialità. Completa il podio il keniano Amos Kipruto in 2h06’33”. 

Tra le donne l’etiope Birhane Dibaba scende per 9” rimane sotto le 2h20’ e fa meglio della sua connazionale Ruti Aga e dell’Americaana Amy Cragg che porta il suo personale a 2h21’42”.

La Maratona di Siviglia porta bene ai nostri! Giovanna Epis polverizza il suo primato personale portandolo a 2h29’41”. La veneziana porta a casa un sesto posto in una gara vinta dalla marocchina Boulaid Kaoutar in 2h25’35”. Ventesima l’italiana nata in Spagna, Maria Luz Freire (Atletica Buddusò) in 2h57’25”. 

Al maschile Stefano La Rosa lima di 7” il proprio miglior tempo arrivando a correre la maratona in 2h11’08” classificandosi al settimo posto. Vittoria in volata per il keniano Kipsang Tuwei Dickson in 2h08’22”, un secondo meglio del suo connazionale Kipkemboi Mutai Laban.

La gara era valida per il campionato nazionale spagnolo: Javi Guerra è il migliore e con 2h08’36” diventa lo spagnolo più veloce sul suolo spagnolo. Tra le donne Marta Esteban in 2h31’24” si laurea campionessa nazionale.

Venerdì, 16 Febbraio 2018 13:11

Quattro anni di squalifica a Lahcen Mokraji

Lahcen Mokraji, atleta marocchino nato nel marzo del 1979 e molto noto in Italia, è stato squalificato per 4 anni in quanto, dopo un prelievo effettuato il 19 novembre scorso al termine della maratona di Verona dove si classificò al terzo posto, gli sono state riscontrate tracce di clenbuterolo.

Tesserato per l’Atletica Desio, nel suo palmares Mokraji vanta molte vittorie, come ad esempio la maratona di Reggio Emilia del 2011 e 2014, le mezze di Crema, Gualtieri, Trecate e tante altre ancora.

La squalifica di Mokraji decorre dal 12 febbraio 2018 e scadrà il 12 dicembre 2021 (è stato sospeso il 12 dicembre 2017).

 

I personali di Mokraji:

10.000 metri: 30’15”90 (Binasco 2012)

10 km: 29’59” (Cuneo 2014)

Mezza maratona: 1h01’37” (Ostia 2012)

Maratona: 2h12’29” (Reggio Emilia 2011)

“Corro da sette anni, la Cinque Mulini è stata la mia prima competitiva da tesserato Fidal”. Inizia così la telefonata con Marco Ascari, ragazzo tesserato da circa tre settimane con l’Atletica Candelo e recentemente venuto alla ribalta per quello che lo speaker del cross di S. Vittore Olona avrebbe rivolto verso di lui. Usare il condizionale, in questo caso, è d’obbligo.

“Io non ho sentito cosa mi ha detto, l’ho appreso il lunedì mattina leggendo un blog su internet. Mi sono sentito un diverso, ma voglio far sapere che a me correre piace davvero molto. Sono sette anni che faccio le competitive, prima ero tesserato per una società per atleti diversamente abili. Io lo sono per via del mio peso, ma questo non vuol dire che non possa correre! Faccio tre allenamenti a settimana più la gara la domenica, ho un tecnico che mi segue e che mi porta anche in pista a fare dei lavori specifici. Mi piacciono molto i cross, più della strada. Prima della Cinque Mulini ho fatto il Campaccio e Cossato. Al Campaccio ho corso da diversamente abile accompagnato da due ragazze e mi sono fermato dopo due giri. Sono partito con gli amatori. Alla Cinque Mulini, essendo tesserato Fidal, con mio stupore, sono dovuto partire con i big e la cosa l’ho saputa solamente al ritiro del pettorale”.

 

E poi cos’è successo?

“Sono partito e ovviamente dopo pochi metri ero staccatissimo. Ad un certo punto, alla fine del primo giro, mi si è avvicinato un ragazzo, credo dell’organizzazione, che mi ha obbligato a fermarmi dicendo che ci avrei messo troppo tempo e che ci sarebbero stati problemi con il chip. Questa del chip è stata sicuramente una scusa, io avrei voluto continuare”.

 

Ascari

Ora cosa succederà? 

“Non lo so, so solo che domenica 18 febbraio sarò al via al cross di Avigliano, poi farò altri due o tre cross e poi mi dedicherò alla strada. La mia passione va oltre ogni ostacolo. Sono stato contattato da alcuni organizzatori che dopo tutto questo clamore mi hanno invitato alle loro gare, ma non so se andrò.

Vorrei ringraziare te e tutti quelli che si stanno interessando a questo “caso” che forse non finirà così. Grazie ancora!”

Lunedì, 12 Febbraio 2018 13:05

Sportivi 'di peso': che male c'è?

“E’ un insulto all’atletica, quello che state vedendo non è sport…” Queste sarebbero pressapoco (stando al web) le parole che lo speaker della Cinque Mulini avrebbe pronunciato, quando sul maxischermo sul campo di gara di S. Vittore Olona sono comparse delle immagini RAI che mostravano Marco Ascari, un ragazzo sovrappeso, che aveva da poco preso il via della sua batteria, ed era già distaccato dagli altri suoi compagni di gara. Marco, concordandolo preventivamente con l’organizzazione, si è fermato dopo il primo giro (altri dicono dopo il secondo - in classifica comunque non appare). Non ha fatto nulla di male, ha regolarmente pagato l’iscrizione e si è messo a correre così come il regolamento di gara gli dava diritto di fare. Perché quindi quell’accanirsi su di lui? Perché quelle parole?

Marco Ascari è un amatore, gli amatori sono la linfa vitale di tutte le gare, senza gli amatori non esisterebbero le gare, senza gli amatori gli speaker non potrebbero essere pagati.

Ascari


Lo sport è pieno di esempi di personaggi, diciamo così, fuori forma: ricordate Paul Gascoigne? Newcastle, Tottenham, Lazio e altre squadre si ricordano delle sue giocate, ma anche delle sue bizzarrie. Rimanendo nel calcio Maradona non era di certo un fuscello, e non lo è nemmeno il brasiliano Felipe Sodihna che dopo aver militato in Serie A e B ora è accasato a Rezzato.

E che dire del “barone” Andrea Lo Cicero? 103 partite con la nazionale di rugby per il pilone sinistro. 188 cm per 152 kg, questo era William Perry soprannominato il frigorifero che con i Chicago Bears vinse il Super Bowl nel 1986. 

Per rimanere nella corsa mi vengono in mente Vito Piero Ancora (colui che in Italia ha portato a termine più maratone) e Gianfranco Gozzi da Calderara di Reno.

Speriamo che chi ha pronunciato quelle parole voglia fare chiarezza, prima di tutto con Marco Ascari e poi con il comitato organizzatore della manifestazione.

Stavolta è toccato all’Arci Goodwin Libiola organizzare la campestre del Criterium Fidal Mantova che ha visto radunarsi nel paese rivierasco circa 160 appassionati. Il percorso, bel disegnato dal presidente Bisi e dal suo staff, ha interessato la golena del Po: non sono mancate brevi ma intense salite e altrettante discese che hanno messo a dura prova i muscoli dei concorrenti.

Alle 9.00 sono partite tutte le donne con le categorie maschili meno giovani. Sui 4 km vince Linda Pojani, Atletica Reggio in 17.44; la prima mantovana è Natascia Pizza che chiude in 18.05 con Barbara Pincella terza assoluta in 18.21.

Ercole Profeta vince tra gli uomini in 18.05, con Ezio Esposito secondo e Franco Comini terzo.

Tutte le altre categorie maschili percorrono 6 km: vittoria, come sette giorni fa a Mantova, per Davide Lodi in 22.47. Secondo posto per Andrea Piccina (Grottini Team, quindi fuori provincia), terzo assoluto Alessandro Bocchio e quarto Werner Broz.

 

IL VIDEO

 

 

Mercoledì, 07 Febbraio 2018 12:49

L'atletica bresciana piange Guido Crotti

Se n’è andato Guido Crotti, storico dirigente accompagnatore del Club Sportivo San Rocchino.

Guido, vero appassionato di corsa, era nato nel 1950 ed abitava a Gambara. Insieme al presidente Vittorio Brunetti e al compianto Cesare Pettinari faceva parte della spina dorsale della società bresciana. Si era soliti vederlo dietro le transenne di qualsiasi arrivo con la sua immancabile penna e un foglietto volante a prendere appunti sulle prestazioni dei suoi ragazzi segnando piazzamenti e tempi. 

I funerali si terranno oggi, mercoledì 7 febbraio, alle 15.30 a Gambara.

Martedì, 17 Aprile 2018 13:04

Virgilio Ten.Miglia - 8° Trofeo Edilgamma

Il Gruppo Podistico S. Pio X organizza domenica 7 ottobre 2018 a Cerese di Borgovirgilio (Mantova) la Virgilio Ten.Miglia, 8° Trofeo Edilgamma, gara podistica sulla distanza di 10 miglia (16,090 km). In abbinata anche una camminata ludico motoria non competitiva di 6,5 km. 

Ritrovo: dalle 7.30 presso il Palazzetto della Sport in Via Tazio Nuvolari, 4/6 a Cerese di Borgovirgilio

Partenza: ore 9.00

Percorso: 16,090 km completamente pianeggianti a giro unico

 

Iscrizioni:

6 € (competitiva 10 miglia, 1 € in più per chi non possiede il chip MySdam per il noleggio giornaliero + 5 € di caparra che verranno restituiti al termine della gara)

3 € (non competitiva 6,5 km, con riconoscimento). 

E’ consigliata la preiscrizione tramite mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 6 ottobre 2018 comunicando nome, data di nascita e gruppo sportivo di appartenenza.

Il pagamento della quota verrà effettuato il giorno della gara al banco delle iscrizioni. 

 

Possono partecipare tutte le società e gli atleti in regola con il tesseramento FIDAL per l’anno 2018 o tesserati per Enti di Promozione Sportiva affiliati alla FIDAL, previa presentazione della tessera e copia del certificato medico. Tutti gli atleti e/o presidenti delle società di appartenenza con l’iscrizione alla gara dichiarano di conoscere ed accettare il presente regolamento, comprese le norme sulla tutela sanitaria in atletica leggera come previsto dalle leggi vigenti e di essere in regola con le norme FIDAL, esonerando l’Associazione organizzatrice da ogni responsabilità in materia di tutela sanitaria, civile e penale.

 

Servizi logistici: Servizio cronometraggio con chip, segnalazione percorsi e ristori; Bagni e docce presso il Palazzetto dello Sport; Servizio medico con ambulanza di Virgilio soccorso; 

 

PREMIAZIONI

  • Ricco pacco gara per tutti i partecipanti (garantito ai primi 350 iscritti in ordine cronologico)
  • Premi ai primi 3 classificati M/F delle categorie Fidal (anche extraprovincia): accessorio tecnico
  • Premio speciale per l’atleta più anziano, il più giovane e l’ultimo classificato

- Saranno inoltre premiati i primi 10 uomini e le prime 10 donne assoluti della classifica generale:

1° PREMIO: euro 100 in denaro 

2° PREMIO: euro 80 in denaro 

3° PREMIO: buono del valore di euro 60 utilizzabile presso negozio Sportime di Mantova 

4° PREMIO: buono cena per n.2 persone presso il Ristorante La Cucina di Mantova 

5° PREMIO: premo offerto dal negozio Dorelan di Mantova 

6° PREMIO: confezione di formaggio grana Latteria Virgilio del peso di kg 4 

7° PREMIO: premio offerto da Oreficeria Basso 

8° PREMIO: prodotti del Salumificio del Po 

9° PREMIO: prodotti Cantina Virgili 

10° PREMIO: buono gelato presso gelateria La Maison di Mantova 

 

NOTE

In occasione della gara verrà effettuata la consegna della maglia tecnica MICO a tutti coloro che hanno aderito al Trittico San Pio X.  

 

La corsa sarà valida quale prova del Criterium Fidal Mantova 2018.

Per informazioni: Gruppo Podistico S. Pio X  Tel. 3496771789 (Marco)

 

Virgilio Ten

 

 

SERVIZIO FOTOGRAFICO 2017 

SERVIZIO FOTOGRAFICO 2016

SERVIZIO FOTOGRAFICO 2015

SERVIZIO FOTOGRAFICO 2014

SERVIZIO FOTOGRAFICO 2013

 

ALBO D'ORO

11 Settembre 2011

1° Fabio Garofoli 35.04

2° Matteo Marchiotto 35.41

3° Cristiano Bozzolini 35.46

4° Francesco Magnani 35.49

5° Ilario Salvaterra 36.16

 

1^ Chiara Pacchiega 42.31

2^ Linda Pojani 42.50

3^ Maura Pedroni 43.49

4^ Orietta Trombini 45.41

5^ Silvia Federici 45.43

09 Settembre 2012

1° Marcello Mastruzzi 35.16

2° Werner Broz 35.28

3° Ilario Salvaterra 35.32

4° Carlo Gandolfi 35.41

5° Ivano Ferriani 35.48

 

1^ Annita Negri 40.39

2^ Linda Pojani 42.59

3^ Milvia Sacchi 44.40

4^ Natascia Pizza 44.46

5^ Ylenia Riccò 45.18

08 Settembre 2013

1° Zeno Bussinelli 35.04

2° Pietro Verini 35.26

3° werner Broz 35.38

4° Lorenzo Gardini 36.13

5° Marcello Mastruzzi

 

1^ Annita Negri 40.59

2^ Linda Pojani

3^ Sally Goldsmith 41.59

4^ Daniela Ferraboschi 42.17

5^ Natascia Pizza 43.46

12 Ottobre 2014

1° Werner Broz 33.36

2° Massimo Corrado 34.40

3° Hassan El Azzouzi 35.04

4° Gabriele Mora 35.38

5° Giacomo Tortella 36.50

 

1^ Linda Pojani 40.48

2^ Silvia Sampietri 43.30

3^ Milvia Sacchi 44.10

4^ Stefania Quaini 44.27

5^ Simona Aschieri 44.53

11 Ottobre 2015

1° Marco Montorio 32.56

2° Hassan El Azzouzi 35.13

3° Werner Broz 35.19

4° Stefano Cavicchini 35.24

5° Gabriele Mora 35.30

 

1^ Monica Baccanelli 38.27

2^ Chiara Quartesan 39.22

3^ Silvia Sampietri 41.55

4^ Linda Pojani 41.59

5^ Stefania Quaini 43.33

09 Ottobre 2016

1° Hassan El Azzouzi 34.33

2° Alberto Cavagnini 34.43

3° Luca Coppini 35.29

4° Filippo Dusi 35.50

5° Luca Giangi 35.54

 

1^ Linda Pojani 39.44

2^ Silvia Sampietri 41.18

3^ Laura Salardi 43.10

4^ Lorenza Comini 43.13

5^ Barbara Pincella 43.51

08 Ottobre 2017 – 10 Miglia (16,090 km)

1° Pierpaolo Netti 57.50

2° Hassan El Azzouzi 58.56

3° Ilario Salvaterra 58.58

4° Davide D’Oronzio 59.16

5° Alessandro Bocchio 59.34

 

1^ Linda Pojani 1.04.40

2^ Stefania Calò 1.07.45

3^ Natascia Pizza 1.08.23

4^ Lorenza Comini 1.10.44

5^ Milvia Sacchi 1.10.46

 

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Domenica, 04 Febbraio 2018 17:58

A Mantova i regionali master di cross

Con il rifacimento dell’impianto di atletica un anno e mezzo fa, la Fidal Mantova ha trovato nuova linfa grazie anche all’iconico presidente Gianni Truschi che, avvalendosi di uno staff molto affiatato, ha allestito alla grande il campionato Regionale Lombardo individuale master di cross, valido quale fase regionale del campionato di società. Il Bosco Virgiliano è stato lo scenario di questa kermesse.

Quasi 600 gli iscritti con alcune importati defezioni come gli atleti milanese e bergamaschi impegnati in altri importanti appuntamenti concomitanti.

La mattinata si è presentata freschina, ma il sole ha fatto il suo giusto lavoro andando ad alzare la temperatura. 

Si è assistito a gare vivaci ed interessanti fin dalle prime battute con l’Atletica Paratico che si è aggiudicata la vittoria sia al maschile sia al femminile. Bello vedere correre due grandi ex di un tempo come Patrizia Tisi e Maria Cocchetti, senza dimenticare Monica Morstofolini (azzurra di corsa in montagna) e Valentina Bottarelli, grande ex del passato sempre vogliosa di ben figurare. 

Graziano Zugnoni ha dovuto impegnarsi a fondo per sbarazzarsi del mantovano Hassan El Azzouzi sul quale era incentrato il tifo della maggior parte dei presenti.

 

Mantova - Campionati regionali master di Cross

 

I vincitori di categoria:

SM35 Enrico Benedetti

SM40 Graziano Zugnoni

SM45 Danilo Bosio

SM50 Roberto Pedroncelli

SM55 Paolo Tomasoni

SM60 Dario Barbesta

SM65 Aurelio Moscato

SM70 Luciano Faraguna

SM75 Gregorio Spanu

SM80 Vittorio Duina

SM85 Albertino Montresor


SF35 Loretta Bettin

SF40 Lorenza Combi

SF45 Patrizia Tisi

SF50 Enrica Carrara

SF55 Elena Fustella

SF60 Maria Grazia Boesi

SF65 Rosa Perger

SF70 Donata Torcoli

 

 

Giovedì, 25 Gennaio 2018 21:29

Freddo e neve, l'habitat di Gianluca Di Meo

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Gianluca Di Meo, un ultramaratoneta bolognese che ha fatto della corsa in natura il suo stile di vita. Ne è saltata fuori un’intervista molto interessante nella quale si parla anche di qualche gara particolare.

Buona lettura…

 

1) Come ti sei avvicinato alla corsa e come mai hai deciso di correre ultramaratone?

Diciamo che ho iniziato a correre sognando già e poi correndo le ultramaratone. Ho cominciato a gennaio 2004 coi miei primi 10 km dopo 20 anni (alle medie correvo le campestri e facevo domenicalmente le camminate podistiche). Obiettivo maratona dopo 3 mesi e la mitica 100 km del passatore dopo 5 mesi. Ricordo la mia prima maratona preparata con 3 o 4 lunghi vestito in t shirt di cotone, scarpe da tennis, calzonicini da calcio, stigmate all’altezza dei capezzoli, crampi, vesciche, le lacrime dell’arco di Costantino a 200 mt della fine della maratona di Roma

Incontrai quel Vito Melito che quando ero piccolo ammiravo al telegiornale quando vinceva questa gara folle e inizia a correre con lui. Tolto lo sfizio e il sogno della 100 km (mezza camminata e mezza corsa) mi spostai più sulla qualità che le lunghe distanze con al massimo distanze fino alla maratona. Nel 2006 mentre guardavo il Tg5 scoprii la corsa in natura all’ennesima potenza con la vittoria di Marco Olmo all’UTMB, una gara di 170 km e 10000 mt di dislivello positivo attorno al monte Bianco. Andavo a camminare in montagna da sempre ma non avevo mai corso in montagna.

Comprai per euforia uno zainetto e le scarpe che per tre anni non usai mai. Avevo un capriccio da togliermi, la 100km. Preparai nella calda estate 2008 la mia seconda 100 km, Lipsia. Migliorai il mio personale sulla distanza di 8 ore.

Nel 2009 decisi di buttarmi a 360 gradi nella corsa in natura e la mia persona e la mia vita cambiarono in positivo. Ho buttato via il cronometro e mi sono perso letteralmente sulle cime delle montagne ed i sentieri. Il tempo trascorso non volevo che finisse mai e le distanze si sono allungate fino ad arrivare all’UTMB di 168 km 10000D+ e al Tor di 330 km e 24000D+.

Nel 2013 venni scelto per disputare l’edizione 0 della Grande Corsa Bianca in totale autosufficienza. Amore a prima vista. Nelle varie fasi di cambiamento di me stesso, nelle varie fasi della scoperta della corsa, l’approdo alle avventure nel ghiaccio in autosufficienze hanno avuto un peso enorme su chi sia Gianluca in questo momento.

 

2) Qual è la gara che ricordi più piacevolmente e qual è invece quella che non avresti mai voluto correre?

Ce ne sono talmente tante che ricordo positivamente che avrei l’imbarazzo della scelta. Potrei dire la Rovaniemi 150 che ho vinto facendo il record della corsa ma sarebbe troppo scontato o l’UTMB 2013 dove mi seguiva tutta la mia famiglia, la grande Corsa Bianca 2015 la mia prima grande prova artica, la 100 km di Lipsia indimenticabile, l’UTMB reprise 2010 con l’arrivo sotto l’arco di Chamonix esattamente 4 anni dopo l’inizio del sogno UTMB, il pianto a dirotto lungo la valle di Gressoney al Tor 2015.

Quando rileggo certe avventure che ho scritto sul mio blog, o ricordo dei particolari ad alta voce, mi capita spesso di piangere a dirotto, ritrovarmi io contro la natura, ricordare i pensieri, le sfide e sapere come poi è andata a finire mi commuove. Diciamo che il ricordo indelebile che ha segnato la mia vita sportiva è il pianto nella valle di Gressoney al Tor al 200esimo km di gara. Un’emozione vedere la quarta alba consecutiva e capire che vorresti che quei giorni non finissero mai, che la tua mente potrebbe fare altri 1000 km e non vorresti arrivare al traguardo più tardi possibile.

Non ricordo corse che non avrei mai voluto correre. Anche i calvari peggiori mi hanno lasciato qualcosa per la persona che sono adesso

 

3) Lo scorso anno hai vinto una gara un po’ particolare, la Rovaniemi Artic Winter di 150 km: hai voglia di raccontarci questa tua avventura? Come mai hai deciso di provare una cosa del genere?

Come dicevo prima, mi ero già spostato sulle corse in natura più autosufficienti possibile. Perchè nell'autosufficienza non c’è solo un impegno fisico, ma strategia, preparazione, studio, ragionamento, navigazione…

Nel 2014 corsi la prima Grande Corsa Bianca edizione 0 di prova ad invito e nessuno dei 30 partecipanti aveva ben chiaro cosa fosse trainare per 170km con 7000D+ una pulka sulla neve.

Quella corsa fu interrotta dopo 70 km per via di valanghe dopo un calvario di 25 ore di nevicata fitta e neve che arrivava anche al ginocchio.

L’edizione 1 e 2 della Grande Corsa Bianca invece mi trovò molto più preparato. Rovaniemi 150 rimaneva un sogno. Che però decisi di cavalcare.

 

4) Come si prepara un’avventura del genere e cosa lascia addosso dopo averla portata a termine?

Sulla carta sembrava più semplice, meno dislivello, più scorrevole. Sei pur sempre al circolo polare artico, a temperature che all’improvviso possono balzare a -30 -40, tempeste di neve e ghiaccio che possono tagliare orecchie e naso se non li copri all’istante, dita di mani e piedi a costante rischio. Ristori assenti e soli check point di acqua calda, quando sei all’aperto per ore fermarsi in una struttura calda chiusa per qualche mezz’ora a cambiarsi può davvero fare la differenza. Un'avventura sicuramente apparentemente più facile come percorso, ma non come ambiente. Mi iscrissi senza lasciare nulla al caso: ore di preparazione fisica, logistica, cerniere, gps, alimentazione, cintura di traino, resilienza statica sotto la bufera, nessun aspetto sottovalutato. 200 km a settimana, qualche prova di traino, prova materiali sotto stress maniacale. Resistenza al bagnato di giacche guanti, scarpe, calzini; reazioni dei vari cibi al freddo; traino della slitta; preparazione di addominali e schiena mediante esercizi di core stability due volte la settimana. Manualità in condizioni di stress delle lampo, con i vari tipi di guanti (a casa ho 60 paia di guanti diversi a seconda della loro funzione, e solo a Rovaniemi ne avevo 3 indosso contemporaneamente e 8 tra indosso e nella slitta). E’ andata… e bene! Con molta umiltà sono andato in Lapponia per finirla tenendo presente il tempo massimo di 46 ore, e caricando la pulka di cibo per stare fuori due notti. Invece in 24 ore ho vinto la gara e ho stabilito il nuovo record del percorso.

 

5) In futuro che programmi hai?

Ho sempre sognato anche prima di iniziare le avventure bianche l Alaska, Jack London, Zanna Bianca ma soprattutto Chris McCandless e il suo Magic Bus. L’Iditarod è una corsa di 1800 km che collega una parte all’altra l’Alaska. Il progetto era di correre questa gara nel 2020. Quest’anno sono iscritto alla gara più corta, di 130miglia, per avvicinarmi al grande freddo e alla grande solitudine di questo territorio incredibile come l’Alaska. Non andrò! Ho scelto di avere altre priorità e quando la testa non è pronta al 10000 per mille per queste sfide, si può anche arrivare a rischiare la vita. Nel 2018 correrò l’ultratrail della Via degli Dei che collega la mia Bologna a Firenze sul classico sentiero che da decenni vede il pellegrinaggio di camminatori da tutto il mondo. Vorrei correre sull’Etna e scalare il Cervino

 

6) Tu che sei un esperto di ultramaratona, che consigli ti sentiresti di dare a chi vorrebbe provare un’ultra per la prima volta?

Ricordando come mi sono avvicinato all’ultramaratona potrei essere l’ultima persona che potrebbe dare consigli. Da ultramaratoneta da 20 anni, il consiglio che posso dare è di avvicinarsi per gradi, di allenarsi e gareggiare distanze in base all’allenamento fatto perché farsi male è molto facile. Chi si avvicina alle ultra in natura, prima deve provare a stare in giro in montagna senza pettorale di gara e in autosufficienza e deve conoscere la montagna, la natura e se stesso al meglio. Non si deve dimostrare nulla a nessuno tranne a se stessi e non è il numero di km fatti o il numero di maratone o ultra che dà il valore di una persona.

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