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Mag 14, 2019 Vincenzo Carulli 704volte

Duvel (B), Great Breweries Marathon: meglio venire senza l’auto…

L'ammiraglio Carulli brinda... L'ammiraglio Carulli brinda... Roberto Mandelli

12 maggio - Parecchi mesi fa, incalzato da Mario Ferri, sempre in cerca di nuove sfide in ambito europeo, mi ero ritrovato sul sito http://www.sport.be/greatbreweriesmarathon/run/en/: la cosa che mi colpì immediatamente, oltre alla piacevole sponsorizzazione da parte di tre delle più famose birrerie belghe, era la prospettiva “Run or Walk”, che ne faceva una manifestazione davvero insolita. Due le distanze, quella della maratona ed una più breve di 25 Km.

Avevo avuto modo di visitare qualche birreria - in Belgio ve ne sono davvero tantissime -, ma percorrere la classica distanza tra borghi e paesini delle Fiandre passando per le grandi birrerie era un’idea davvero stimolante. Mi sono iscritto subito, pregustando già la piacevole sorpresa del dono di fine gara: una confezione di birre selezionate.

Nelle settimane precedenti, il tempo non era stato davvero clemente. Temperature basse, con pioggia e vento, lasciavano presagire una dura giornata. Nelle Fiandre freddo, vento e pioggia sono spesso di casa, ma questa volta le previsioni erano favorevoli. Non sarebbe stata una giornata assolata, ma almeno si prevedevano temperature gradevoli.

L’organizzazione pre-gara è stata eccellente, sul sito le informazioni erano complete e riportate in tre lingue differenti (Fiammingo, Francese e Inglese). Previste specifiche indicazioni per recarsi in bicicletta, lo shuttle per chi arrivava in stazione col treno e le aree di parcheggio dedicate per chi arrivava in auto da provenienze diverse.

Il giorno della maratona mi ci sono recato abbastanza presto, trovando già alle 7 del mattino il personale addetto alla segnalazione dei parcheggi. Un tiepido sole scaldava l’aria del mattino, giusto per rilassarsi in attesa della partenza. Il rendez-vous per la partenza e l’arrivo si trovava nell’area adiacente una delle birrerie più famose del Belgio: la Duvel Moortgat.

La birreria, fondata nel 1871, nel tempo si è espansa, modernizzandosi ed aprendosi al mercato internazionale. Oggi è diventata una holding che raggruppa altri marchi famosi (LaChouffe, Vedett, Liefmans, De Koninck, Maredsou) con una forte presenza nel mercato USA.

La disponibilità di ampi spazi, sapientemente sfruttati, ha consentito di avere a portata di mano tutto il necessario supporto logistico. Dal prelievo del pettorale e consegna delle magliette tecniche, al deposito bagagli, inclusa l’area dedicata all’assaggio delle birre (… a fine gara) fino alla zona più riservata con i bagni chimici.

Alla partenza della maratona eravamo poco meno di 600 appassionati: si superano i 2200 coi partecipanti alla 25 km. Numeri contenuti, ma che hanno permesso di vivere una esperienza assolutamente serena e gradevole. Il percorso infatti usciva subito dalla cittadina, snodandosi per le campagne. Un paesaggio veramente piacevole, agreste, costeggiando fattorie con animali liberi al pascolo, fors’anche un po’ stupiti e incuriositi dall’improvviso transito di tante persone.

I primi km sono corsi via, nella freschezza iniziale e supportati da organizzatissimi punti di ristoro. Qui mi ha colpito la presenza di tanti giovani ed anziani allo stesso tempo, che con gentilezza si prodigavano, l’utilizzo esclusivo di materiale riciclabile (bicchieri di carta, senza bottiglie) e numerosi bidoni di raccolta distribuiti ogni 10 mt circa per oltre 100 metri dopo l’area dei ristori. L’educazione dei runner è stata esemplare: praticamente tutti curavano di gettare i bicchieri nei bidoni per evitare aggravio di lavoro ai volontari. Che educazione, una meraviglia.

Altro particolare degno di nota erano i punti di intrattenimento musicale, alcuni dei quali vedevano la partecipazione di simpaticissimi anziani che suonavano strumenti a fiato, con notevole abilità.

Senza quasi accorgercene siamo arrivati a visitare la seconda birreria: la Palm.  Che dire, una storia antichissima ed una birra ad alta fermentazione favolosa.

Per chi abbia piacere di visitare la birreria e l’occasione di fermarsi, suggerisco una sosta al Castle Diepensteyn, proprio accanto. veramente raffinato e piacevole.

Uscendo dalla birreria, ai lati di tanta gente a sostenerci, una ragazza spiritosamente mi offre una birra analcolica, che prontamente raccolgo, ringraziandola. Un attimo di stupore prima delle risate dei presenti mentre mi allontano sorseggiando ….

Ci ributtiamo nelle campagne, per poi addentrarci anche per lunghi tratti nei boschi, una sorpresa piacevolissima ed un’aria fresca che rinvigorisce …

La terza ‘tappa’ si fa desiderare, ma al 27° km eccoci qua: la Bosteels, nel piccolo villaggio di Buggenhout. al di fuori del tour dei 25 km e che solo i maratoneti hanno la possibilità di vedere. Dopo i due giganti, questa casa fondata nel 1791 e fermamente legata alla tradizione mi fa tanta tenerezza. Qui fanno la Triple Karmeliet, una birra dal sapore per me ineguagliabile. Anche in questo caso, due corsie, una per i runner ed una per coloro che camminano e decidono di gustare la birra... Il desiderio di fermarsi è forte, ma poi chi ce la farebbe a ripartire?

Ancora uno sforzo, per la campagna, per poi immergersi nuovamente nei boschi, transitando per il cuore delle Fiandre e ritrovarsi al 35° km con coloro che hanno percorso la distanza minore. Neanche il tempo di respirare ed eccoci al “Duvel mile”: un’area di riposo attrezzata, occasione favolosa per coloro che decidono di fermarsi o vanno al passo, tentazione terribile di abbandonare la frenesia della corsa e godersi un sorso di birra fresca su una sedia sdraio con un po’ di musica … Il sole è rispuntato, sono davvero tentato …, mancano 7 km al traguardo e penso tra di me: ma chi me lo fa fare ?

Invece, stoicamente procedo, so che non potrò essere deluso né mortificato per il mio impegno, e arranco per gli ultimi km, con le gambe che faticano a mettersi una avanti all’altra … forse con la testa sono altrove …

Alla fine, vedo il cartello dei 40 km, poi quello dei 41 e quindi dei 42 km, incredibilmente mi tornano le energie: il traguardo non è più un miraggio.

Me la sono presa comoda, ci ho messo più di 4h e 30 (per l’ammiraglio Carulli 4.38:02, 500° assoluto, 9° di categoria M 60: Ndr), vorrei un attimo per un breve recupero,  ma sono già in mezzo a tantissima agente che chiacchiera, sorride e festeggia con un bicchiere di birra in mano …. Non posso indugiare, è tempo di gustare le birre di cui mi sono privato … la folla è notevole, saranno almeno 2000 persone, per non contare le famiglie con i bambini (per loro patatine fritte e Coca Cola).

Con calma, dopo essermi cambiato, mi avvicino all’area di ristoro: davvero sorprendente, ben tre specialità da assaggiare, in mezzo a tanta gente che va e viene con il proprio bicchiere di vetro, quello specifico per ciascuna birra.

Il tutto è decisamente inaspettato, una organizzazione davvero generosa e efficientissima, per non parlare di tutti i presenti, cortesi ed educati, che festeggiano senza schiamazzi e senza esagerare con le birre...

 

Comincio con la Triple Karmeliet, servita nel bicchiere originale. Assaggio, quando il dubbio mi assale, quasi una folgorazione: sono venuto in auto..., forse sarei dovuto venire in treno!

Ma ormai sono in ballo, quindi mi accontento di sorseggiare, degustando lentamente. A questo punto sento ancor più la solitudine, penso che se Mario Ferri fosse venuto avremmo potuto sederci a chiacchierare e lasciar trascorrere il tempo con le nostre birre.

Qui si parla soprattutto in olandese, ho intravisto anche qualche italiano e con un paio di persone abbiamo scambiato due parole. Ma poi ci siamo persi di vista.

Mi godo ancora qualche momento, poi mi reco a prelevare la confezione regalo, stupenda, con ben 6 birre di classe, tutte differenti: un fantastico omaggio delle birrerie a tutti i partecipanti.

Con tanta serenità, il ricordo dei paesaggi lungo il percorso, ed il mio carico di birre, ritorno lentamente alla vettura …già pregusto il momento in cui potrò sorseggiarle in tutta tranquillità seduto sul divano di casa.

Post Scriptum: Mario mi ha chiesto di conservagliene un po’, gli ho risposto che se non si sbriga a farmi visita non ne troverà affatto…

 

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