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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 07 Maggio 2019 16:17

Barletta - 11^ Vivi Barletta

5 Maggio - “Non tutte le ciambelle riescono con il buco”, ma non spariamo troppo sul maestro fornaio. perché ne sforna  tante e ci mette tanta passione…

La ciambella è l’11^ edizione della ViviBarletta, il fornaio è il buon Vincenzo Cascella, presidente della Barletta Sportiva, che con i suoi tanti soci dà vita ad un’intensa attività sportiva nella città di Pietro Mennea; e anche quando non tutto riesce alla perfezione, si “deve” assolverlo.    

Barletta ci ha accolto con una giornata soleggiata,  un fastidioso vento soprattutto nel finale di gara, con il ritrovo fissato in Piazza Castello. Pregevole l’iniziativa di creare una vicina area parcheggio per lasciare e ritrovare l’auto con comodità, anche se tanti sono gli spazi a disposizione degli atleti, compreso il parcheggio del noto ipermercato.

Come da tradizione, nella sala all’aperto del vicinissimo bar avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione, con accurata suddivisione delle società per province per non creare intasamenti; poco distante, presso un apposito furgone, si ritirano i premi i partecipazione: la tassa d’iscrizione è pari a 8 euro, trattandosi di gara nazionale.

A disposizione degli atleti una serie di bagni chimici, da usufruire unitamente ai partecipanti alla Maratona delle Cattedrali, evento che partirà mezzora prima della Vivibarletta, sempre dal retro Cattedrale, per poi dirigersi verso gli altri Comuni fino a giungere a Giovinazzo.

Assente Paolo Liuzzi, per impegni personali, la presentazione della manifestazione è affidata al volitivo Savino Barbaro, coadiuvato dalla continua ironia di un dj da una radio locale: rimpiazzare Liuzzi non è compito facile per nessuno e i partecipanti manifesteranno a più riprese di avvertirne la mancanza.  

Valevole come 5^ tappa del Corripuglia, il Campionato regionale a tappe di corsa su strada, la Vivibarletta registra l’iscrizione di 1172 atleti Fidal, ai quali si sommano alcune centinaia di cosiddetti liberi, per giungere a circa 1500 partecipanti totali (troppe le concomitanze a cominciare dalla suddetta Maratona e Mezza… in casa alla stracittadina di Brindisi, dai due trail importanti alle gare di contorno ai Cds allievi in pista a Molfetta).

Sempre spettacolare l’abilità degli sbandieratori in abito medioevale che muovono i drappi al ritmo dettato dai tamburi, il cui suono riecheggia in piazza.

Partita in ordine e senza problemi la Maratona (circa 400 i partecipanti), si allestisce la zona start per la 10km, con l’area pole riservata ai possessori di speciale bollino consegnato agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione Master in base ai tempi di percorrenza sulla distanza, onde favorire un deflusso senza incidenti. Reti alti metalliche impediscono l’ingresso laterale ai furbetti, positivo anche il filtro per permettere l’accesso in testa solo ai selezionati; gli altri atleti possono accedere solo posteriormente, con una fila di transenne a bloccarli alcuni metri prima della linea di via.

Tutto procede ottimamente, ma l’improvvisa decisione di alcuni addetti di togliere le transenne che delimitavano gli atleti, porta all’invasione di tutta la zona iniziale e ad oltrepassare la linea di via, con l’impossibilità di selezionare gli atleti di prima fascia e, soprattutto, di poterli riportare dietro il punto esatto di via.

Si cerca di spingerli dietro con un cordone umano formato dai soci organizzatori, ma è oramai inutile e la partenza avverrà in questa maniera, tra le lamentele generali.

Prima del via, ecco il minuto di raccoglimento a ricordare Antonio Ferrante, nobiluomo e atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, deceduto in settimana, vittima in un incidente automobilistico.

Alla presenza del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, al terzo sparo, ecco gli atleti scattare rapidamente ed occupare la sede stradale; tra i veloci, tanti furbetti, favoriti dal caos iniziale, che si ostinano a partire in testa ma faranno fatica ad arrivare al traguardo!

Il percorso, sostanzialmente piatto e veloce, con numerose pozzanghere da evitare a causa dell’abbondante pioggia della serata del sabato, ha riguardato inizialmente la litoranea di Levante, con giro di boa all'ANMI, e successivamente quella di Ponente, per giungere ed attraversare il caratteristico fossato del Castello, per proseguire finalmente verso il traguardo, sul tappeto rosso, osservando frontalmente il Castello.

Tracciato chiuso al traffico veicolare, con ristoro a metà distanza, definito da alcuni atleti un po’ monotono, ma soprattutto - nella seconda parte - tormentato dal vento che ha creato problemi anche di gestione, con le transenne delimitative più volte cadute. Percorso che i gps hanno rilevato lungo circa 10400 metri.

Leggendo alla vigilia i nomi degli atleti iscritti due erano i naturali favoriti in campo maschile e femminile: la barlettana Veronica Inglese, che finalmente ci auguriamo possa aver superato i maledetti problemi fisici che finora le hanno sottratto l’ulteriore e naturale balzo di qualità, reduce dal ritorno agonistico della domenica prima alla Appia Run di Roma; l’andriese Pasquale Selvarolo, reduce dal PB sui 10000 a Milano, già mentalmente al Campionato Italiano Individuale Assoluto 10 km su pista di Monselice, il prossimo 18 maggio, per ottenere il minimo per i Campionati Europei.

E, in effetti, il ventenne Selvarolo (Atletica Casone Noceto) stravince la gara maschile in 32:46, dominando in solitaria; brillante prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), apparso più sereno mentalmente tanto da correre meglio, secondo in 34:25, con il caro Vincenzino Grieco (Atletica Castello Firenze), forse non al meglio o con il freno un po’ tirato, terzo in 34:48.

Bravissimo, Silvio Furio (Daunia Runnng San Severo) è quarto in 35:46, stesso tempo del ritrovato Denis Greco (Atl. Assi Trani), quinto; segue Luigi Catalano (Amatori Atletica Acquaviva), il più giovane del lotto, sesto in 35:52, Continua la scalata alle prime posizioni e Antonio Di Giulio (Atletica Pro cCanosa) è settimo in 35:58, davanti al positivo Antonio Tamborra (Free Runners Molfetta), ottavo in 36:19, e al grintoso Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 36:44. Immancabile, ecco Giuseppe Mele (Dynamyk Palo Del Colle), il più “vecchio” nell top ten, decimo in 37:08.

Ancor più netto il domino della 28enne Veronica Inglese (CS Esercito Roma), che chiude 17^ assoluta in 37:49, pur non dando l’impressione di spingere a tutta, forse ancora rallentata mentalmente dalle tante sofferenze passate. Secondo posto per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che non si tira mai indietro, e va a concludere in 40:37, a sua volta in netto vantaggio su Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), sicuramente meno in spinta per qualche problemino, terza in 42:16.

Quarta, altra barlettana doc, l’ottima Raffella Filannino (Disfida di Barletta), in 42:16, sulla leggiadra Francesca Riti (Montedoro Noci), quinta in 42:16, e sulla caparbia Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), sesta in 42:48. La brava Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è settima in 43:21, davanti alla costante Mara Lavarra (Amatori Putignano), ottava in 43:28, alla combattiva Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), nona in 43:46, e alla capace Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), decima in 43:47.

1106 i finisher, con arrivi chiusi dai più applauditi, Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 1:36:23 (al femminile), e Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), 86 anni, in 1:42:55 (al maschile).

Gelati a iosa e una bustina contenente bottiglia di acqua, tarallini e un’arancia costituiscono il ristoro finale (nel finale i gelati saranno offerti più volte a tutti presenti).

Da migliorare decisamente la gestione della zona arrivo, dove dovrà essere necessariamente impedito l’accesso ai non addetti ai lavori, e con i liberi che dovranno essere incanalati in un’uscita loro riservata con netto anticipo rispetto al traguardo dei competitivi, evitando le antipatiche sovrapposizioni e improvvisi cambi di direzione di questi spauriti ed inesperti partecipanti bloccati all’ultimo istante.

Classifiche presto pronte, con cerimonia di premiazione che comincia con i sei protagonisti che compongono i due podi assoluti, pronti a ritirare il trofeo e vari premi in natura.

A seguire è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, sia maschili che femminili: al primo in più la targa, a tutti un cartone che contiene una maglia a maniche lunghe della mezza di febbraio ma di misura decisamente grande, una bandana, due bottiglie di integratore, due brik di succo di frutta e quattro confezioni di gnocchi (che genera lamentele di chi “non gradisce premi riciclati e inutilizzabili come la maglia di una precedente manifestazione e per giunta troppo grande”…).  

A seguire la premiazione della gara (nella gara) riservata agli Avvocati, con speciale graduatoria loro riservata: non avendo l’elenco completo, cito a memoria solo il primo, Antonio Saracino della Bitonto Sportiva.

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati complessivi: è prima la Barletta Sportiva (87 finisher), che… sportivamente si fa da parte. Così vince l’Atletica Tommaso Assi Trani con 69 arrivati su Bitonto Sportiva (57), Atletica Pro Canosa (50), Montedoro Noci (48), Nadir on the road Putignano (47).

La foto di gruppo degli organizzatori, le parole di ringraziamento di Cascella a tutti i collaboratori e anche l’undicesima edizione è finita.     

Evidenziati i “mancati buchi della ciambella”, non posso che – conoscendo le capacità e la voglia di fare della Barletta Sportiva - aspettarmi il pronto riscatto sin dalla prossima edizione; l’organizzazione è rodata, basterà porre un po’ più di attenzione e, magari, lavorare meglio in team, per tornare alla positiva tradizione che da sempre caratterizza le gare di Barletta.  

28 Aprile - La keniana Ruth Chepngetich ha vinto la 9^ Gifu Seiryu Half Marathon, in 1:06:06, il crono più veloce mai realizzato in una mezza maratona giapponese, migliorando il record della corsa di 98 secondi stabilito nel 2017 da Joyciline Jepkosgei, primatista mondiale sulla distanza.

Chepngetich, che ha vinto quest’anno la Dubai Marathon in 2:17:08, è passata al 5° km in 15:10, in compagnia di Joan Melly Chelimo e Evaline Chirchir, le tre che componevano il gruppo di testa.

Ma al 10° km, superato in 30:45, Chepngetich ha già abbandonato Chirchir e Melly, proseguendo in solitudine al 15° km in 46:44 e al 20° km in 1:02:41, per tagliare il traguardo in 1:06:06.

Melly Chelimo conclude seconda in 1:08:01 davanti a Chirchir, terza in 1:08:07 (PB migliorato di 4 minuti), con il Kenia ad occupare l’intero podio femminile.. Rose Chelimo, iridata di maratona, delude e chiude in settima posizione in 1:12:58.

Grande bagarre, viceversa, in campo maschile, con il gruppo di testa composto da dieci atleti che passa il 5° km in 14:18 per ridursi intorno al ventesimo minuto di gara a cinque atleti, in base all’azione di Bedan Karoki, il detentore del record della corsa (1:00:02 nel 2014).

Ma ben presto, il ritmo scende nuovamente e al passaggio al 10° km, in 28:42, il gruppo di testa è di sette atleti, compreso il primatista giapponese sulla distanza, Yuta Shitara. Nuovo aumento di ritmo intorno al 37° minuto di gara, con Nicholas Kosimbei a condurre e i soli Karoki e Amos Kurgat a rimanere attaccati.

Ma tre minuti dopo allunga Kurgat, con Karoki pronto a reagire: anche Karoki però dura poco, Kurgat al 15° km (passaggio in 43:05) ha due secondi di vantaggio, saliti a trenta al passaggio del 20° in 57:29: Kurgat vince in 1:00:34, stabilendo il PB.

Karoki, qui vincitore nel 2014, è secondo in 1:01:07, con il connazionale Kipyatich, terzo in 1:01:30, per un podio, anche al maschile, interamente keniano.  .

Classifiche:

Uomini
1 Amos Kurgat (KEN) 1:00:34
2 Bedan Karoki (KEN) 1:01:07
3 Abraham Kipyatich (KEN) 1:01:30
4 Silas Kingori (KEN) 1:01:31
5 Yuta Shitara (JPN) 1:01:36
6 Nicholas Kosimbei (KEN) 1:01:43
7 Jonathan Ndiku (KEN) 1:01:55
8 Ezekiel Chebotibin (KEN) 1:02:29

Donne
1 Ruth Chepngetich (KEN) 1:06:06
2 Joan Melly Chelimo (KEN) 1:08:01
3 Evaline Chirchir (KEN) 1:08:07
4 Mimi Belete (BRN) 1:08:16
5 Gotytom Gebreslase (ETH) 1:10:16
6 Miyuki Uehara (JPN) 1:11:03
7 Rose Chelimo (BRN) 1:12:58
8 Ana Dulce Felix (POR) 1:14:14

Mercoledì, 01 Maggio 2019 17:12

Il TAS respinge il ricorso di Caster Semenya

Il Tas, Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna,  ha dichiarato la sua incompetenza e conseguentemente respinto il ricorso di Caster Semenya contro le nuove regole della Iaaf, nello specifico la regola 141, che prevede la riduzione dei livelli di testosterone per le donne, tra cui la campionessa sudafricana, che ne producono troppo (le cosiddette atlete 'Dsd' o iperandrogene), al fine di assicurare una competizione equa con le altre concorrenti.

La 28enne sudafricana si era opposta al nuovo regolamento con l'appoggio della propria Federazione: in base alla decisione del Tas, dovrà quindi sottoporsi ad una terapia ormonale per poter gareggiare nella categoria femminile. 

Il gruppo dei Giudici del TAS, che ha definito la regola "di difficilissima applicazione” e “certamente discriminatoria”, ha però anche rilevato che: “tale discriminazione è un mezzo necessario, ragionevole e proporzionato per raggiungere l’obiettivo della Iaaf di preservare l’integrità dell’atletica femminile”. Il Tas anche spiegato che mentre la regola Iaaf può avere senso scientifico sulle distanze di 400 e 800 metri, lo stesso non è dimostrato nei 1500 metri e nel miglio, di fatto invitando la federazione a un modifica immediata ma non vincolante della regola.

Non si è fatta attendere la reazione della Semenya che ha dichiarato: “La Iaaf mi ha sempre preso di mira, per un decennio ha cercato di rallentarmi, ma questo mi ha reso più forte: la decisione del Tas non mi fermerà. Ancora una volta salirò nelle mie imprese e continuerò a ispirare giovani donne e atleti in Sud Africa e in tutto il mondo”.

Martedì, 30 Aprile 2019 21:53

Taranto - 10^ Taranto nel Cuore

SERVIZIO FOTOGRAFICO - 28 Aprile - Il sole ad illuminare la città, il venticello di tramontana a muovere l’aria, il mare di un colore azzurro limpido, Taranto è apparsa ancora più bella nella mattinata che ha celebrato la decima edizione della “Taranto nel cuore”, la manifestazione podistica inserita nel ristretto novero delle prove del Campionato Corripuglia 2019.

L’omologazione del tracciato, dieci chilometri esatti, ha conferito maggior prestigio ad un tracciato davvero di grande fascino, attraversando la parte più bella e caratteristica del capoluogo jonico, dal ponte Girevole alla città vecchia, dal ponte di pietra al centro cittadino.   

Bloccata davvero la città e devo dire che i cittadini hanno, tranne poche eccezioni, atteso con pazienza di poter riprendere il consueto transito con le auto, dando una bella dimostrazione di civiltà confermata peraltro dagli applausi per gli atleti lungo il tracciato.

Più difficoltoso per i ritardatari trovare un parcheggio comodo, nonostante le due aree predisposte dall’organizzazione e pubblicizzate sugli allegati al regolamento, oltre alla lodevole iniziativa di far parcheggiare gratuitamente anche nelle zone “blu”.

Già l’organizzazione, curata dalla Taranto Sportiva del presidente Leonardo Nota, di Beppe Bucci, di Antonello Cancellieri, di Giovani Pignatelli, di Silvano Sportelli, di tutti gli altri soci: gente dinamica, seria, disponibile, in giro ogni domenica per correre e per studiare, che cura ogni particolare e poi se qualcosa non è perfetto… si migliora l’anno dopo.

Il ritrovo come da tradizione è fissato in Piazza Kennedy, ai piedi di Villa Peripato: si definiscono rapidamente le operazioni burocratiche di iscrizione e si provvede a ritirare i soddisfacenti pacchi gara, a cominciare dalla maglia tecnica celebrativa per il decennale. Otto euro la tassa di partecipazione, trattandosi di gara nazionale.

Nel suddetto giardino, che sarà sede di ristoro post gara, numerosi i bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre alle tante fontanine; predisposta la distribuzione gratuita di caffè da parte di uno degli sponsor della manifestazione.

Presenta la manifestazione Michele Cuoco: lo ritrovo con piacere, il suo commento è pulito, lineare, sempre vivo, sempre attento al gesto atletico.

Giornata splendida e davvero fa piacere stare al sole a discutere, scherzare, rilassarsi; ma il tempo non si ferma mai e gli atleti abbandonano temporaneamente la piazza per tornare… pronti per correre.

Cominciano le tradizionali operazioni di riscaldamento su Via Pitagora; su Via Roma, punto di partenza e arrivo è tutto transennato, nelle prime fila partiranno gli atleti provvisti di bollino distintivo in precedenza selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia in base alle precedenti prestazioni e ai tempi di percorrenza; gli altri dovranno accodarsi da Viale Kennedy.

1455 gli scritti Fidal, oltre 600 i liberi, peccato che la partenza avvenga unitamente, con tanti camminatori a far da tappo iniziale ad atleti abituati a correre…

Ma proseguiamo con ordine, ricordando che al via assiste anche il presidente della Fidal Puglia, il celeberrimo Giacomo Leone, maratoneta di valore mondiale, che onora questa manifestazione prima di recarsi ad Acquaviva delle Fonti per la contemporanea gara nazionale di marcia.

Sistemati gli atleti correttamente dietro la linea di partenza, si attende solo il via libera dai vigili sul tracciato. Mentre giunge l’ok, spunta un simpatico cane, di buona taglia, non sembra un randagio perché pulito, si pone davanti agli atleti, cerco di gridare dal punto in cui sono posizionato per le foto, il cane sembra capire, ma purtroppo invade la sede stradale un attimo dopo che il colpo di pistola ha decretato il via libera per gli atleti.

E, come naturale che sia, alcuni podisti cadono inciampando nella spaurito animale, per fortuna non sembra ci siano infortuni particolarmente gravi, tante le escoriazioni e i lividi, si riprende a correre tutti.

Il tracciato, veloce ma non troppo, apparentemente facile ma con diversi cambi di direzione e di pendenza, che anche se non rilevanti influiscono sul ritmo,  si fa sentire nelle gambe; fortuna vuole che il cielo soleggiato infonda buonumore, il vento spazzi la tradizionale afa e che si viaggi bene, anche se in tanti confesseranno di aver un po’ sofferto, pur godendo della bellezza del percorso.

Purtroppo si verificano alcuni episodi di scarso fair play con donne spinte da “fuoriclasse” che devono passare ad ogni costo: ricordo che il rispetto reciproco vale più di un secondo guadagnato e di un posto in classifica.

Purtroppo, ribadisco, alcuni problemi si sono verficati per la presenza sul tracciato dei non competitivi, che per le prossime edizioni dovranno partire in coda e ancor meglio con qualche minuto di ritardo, gestendoli meglio ed evitando di far da pericoloso blocco per chi è più veloce; inoltre, se per loro la distanza prevista è di 3,3 km dovranno necessariamente fermarsi e non proseguire giungendo al traguardo dei competitivi senza che sia stata creta una preventiva uscita per loro, creando problemi di gestione ai giudici e rovinando anche la spettacolarità degli arrivi dei Fidal con sprint e foto in campo libero.

Per il resto, tracciato inibito al traffico veicolare, con le strade interessate sgombre da automezzi, addetti a controllare il buon svolgimento, ristoro a metà distanza. Da evidenziare anche la presenza dei pacemakers “Runningzen” di Ignazio Antonacci, che si sono ben distinti nella loro funzione.

Passando alla cronaca della gara, in campo maschile, tre erano i favoriti della vigilia e loro tre combattono per la vittoria, con Albanese subito in testa tallonato da Redi, seguiti da Gaeta. E appare subito chiaro che il successo è affar loro, da capire solo l’ordine di arrivo. In campo femminile, in testa da subito Tropiano, a seguire le altre, in lotta per la seconda piazza.

Osserviamo gli atleti al terzo chilometro, speaker Michele li cita quasi tutti, vediamo questo lungo plotone passare, con un occhio rivolto all’orologio per calcolare quanto manchi all’arrivo del primo e spostarci in zona arrivo.

Attendo fino al passaggio di Gaetano Milone, il mitico baffo di Molfetta, e poi mi reco in zona arrivo, dove i giudici hanno predisposto gli imbuti di incanalamento degli atleti per rilevare i pettorali; c’è il chip, speriamo tutti funzioni a puntino.

Ma ecco l’auto apripista, l’auto dei vigili locali, ed ecco il classico incedere di Mino Albanese: il portacolori dell’Atletica Crispiano va a vincere la gara in 31:51 bissando il fresco successo in pista di giovedì 25 dove si era laureato campione regionale assoluto dei 10000 metri! Una gran bella soddisfazione per questo gran lavoratore, che passa dal preparare e servire pizze alle corse con una facilità unica, senza fermarsi mai.

Secondo posto per il bravissimo Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che chiude in rimonta in 32:33, finalmente gestendo meglio le forze, con un avvio più controllato. Terzo posto per Antonio Redi (Dynamyk Palo del Colle), in leggera crisi nel finale, qualche problema lo ha rallentato, al traguardo in 32:58. Quarto posto per il positivissimo Michele Uva (Free Runners Molfetta) che conclude in 33:24, precedendo i compagni di squadra, i “gemelli diversi”, Michele La Vista, quinto in 33:58, e Pietro Antonio Tamborra, sesto in 34:18. Il caparbio Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia Barletta) è settimo in 34:34, davanti al generosissimo Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), ottavo in 34:50, al mai domo Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana), nono in 34:56, e al bravissimo Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), che reduce dalla vittoria di giovedì a Ginosa Marina, è decimo in 35:00.

Partita in testa… giunge in testa: Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), l’antidiva per eccellenza, si afferma in 38:51, sempre solare con il suo unico sorriso. Ottimo secondo posto per Francesca Riti (Montedoro Noci) che conclude in 40:11, davanti alla decisa Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), terza in 40:25.

Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), comunque sempre determinata, è quarta in 41:19, a precedere di un secondo la “mamma volante” Mara Lavarra (Amatori Putignano), quinta in 41:20. Davvero vogliosa di migliorarsi continuamente, Delia Mastorosa è sesta in 41:23, seguita dalla sempre più forte Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), settima in 41:30, e dalla capace Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), ottava in 41:36. Altra emergente, Annamaria Tagarelli (Quelli della Pineta Bari), è nona in 41:42, con la tenace Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), decima in 42:09.

1349 gli atleti classificati, con gli arrivi conclusi da Tiziana Catella (Podistica Taras), al femminile, in 1:17:23, e da Vincenzo Mirizzi - classe 1933 - (Atletica Bitritto), al maschile, in 1:21:39, complimenti per la vostra forza interiore!

Da segnalare anche l’arrivo di Cosimo Girolamom, l’atleta diversamente abile che corre su due stampelle, sempre un esempio per chi molla.

Un ottimo ristoro finale rinfranca gli stanchi atleti: piatto con cozze aperte, mozzarelle, busta contenente una merendina, acqua e una mela, oltre al già citato caffè, ce n’è per tutti anche per chi non ha corso!

Non passa troppo tempo che il buon Michele Cuoco richiama l’attenzione gnerale per dar inizio alla cerimonia di premiazione alla presenza della Delegata allo Sport del Comune di Taranto, Carmen Casula, che si complimenta con gli atleti e gli organizzatori, e dell’amica di sempre di questa manifestazione, Gabriella Casavola.

Si comincia con i due vincitori, Albanese e Tropiano, che ricevono i meritatissimi applausi, bottiglie di vino, una cassetta colma di prodotti alimentari, il buono del valore di 100 euro e soprattutto, rispettivamente, il Trofeo Roberto Santini e il Trofeo Rossella Sardiello, a ricordare i due cari e onesti amici che non ci sono più.

A seguire è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, tutti premiati con bottiglie di vino e articoli tecnici, secondo la posizione.  Da segnalare che il primo della categoria SM55, l’ottimo Massimo Pellegrino (Taranto Sportiva) riceve il premio Alberto Casile, nel ricordo di un altro atleta passato a miglior vita.  

Purtroppo, alcune difficoltà nel rilievo degli arrivi in un imbuto determinano un ritardo nella compilazione di alcune classifiche, tanto che le premiazioni dei primi cinque donatori maschili e femminili avvengono quasi “in solitudine”: per fortuna tanti dei premiati sono della società locale.

Infine, sempre nel deserto, la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati: vince la Nadir on the road Putignano con 59 atleti, su, nell’ordine, Montedoro Noci (58), Amatori Putignano (55), Atletica Tommaso Assi Trani (53), Atletica Monopoli (52). Tra le extraregionali vince la Nova Siri Marathon, l’unica presente!

La foto di gruppo della Taranto Sportiva, il discorso di Beppe Bucci, i saluti di Michele Cuoco, e la decima “Taranto nel cuore” è conclusa.

Manifestazione senz’altro positiva e promossa, per le prossime edizioni andranno solo gestiti meglio e controllati i liberi, per il resto gara da correre e da godere, gustandosi la bella Taranto.

 

28 Aprile - L’Etiopia domina la 34^ Haspa Marathon Hamburg: tra gli uomini si afferma Tadu Abete in 2:08:25 che supera di un solo secondo in volata il connazionale Ayele Abshero. Terzo l’ugandese, campione olimpico di maratona nel 2012, Stephen Kiprotich in 2:08:31. E’ la quarta volta nella storia che un etiope vince questa maratona, ma mai, sinora, i primi tre erano giunti in appena sei secondi.

Da segnalare che il 33enne ingegnere pisano dell’Esercito Daniele Meucci ha concluso al quindicesimo posto in 2:12:00, che gli conferma la partecipazione ai Mondiali di Doha (27 settembre-6 ottobre), nonostante il calo negli ultimi chilometri per alcuni problemi di stomaco. Meucci è il secondo degli europei considerando il decimo posto del turco di origine etiope Mert Girmalegesse (2h11:07).  I passaggi di Meucci: 5km 15:25 - 10km 30:19 (14:54) - 15km 45:33 (15:14) - 20km 1h00:39 (15:06) - 21,097km 1h04:08 - 25km 1h16:03 (15:24) -30km 1h31:40 (15:37) - 35km 1h47:30 (15:50) - 40km 2h04:13 (16:43) - 42,195km 2h12:00.

Anche in campo femminile successo etiope con Dibabe Kuma in fuga solitaria già poco dopo metà gara; nonostante il rallentamento nei successivi chilometri, la etiope chiude in 2:24:41, sesto crono di sempre ad Amburgo. La keniana Magdalyne Masai è seconda in 2:26:02, davanti alla tanzaniana Failuna Matanga, terza in 2:27:55.

La manifestazione, che si è svolta in una giornata fredda e piovosa, ha visto l’adesione totale di 35.000 partecipanti sulle varie distanze (27.585 i finisher complessivi), con 14.000 iscritti  solo sulla maratona (10.497 i partenti, 10.096 i finisher).  Numerosi (oltre 200) i ricorsi alle cure mediche a causa dele condizioni climatiche avverse.   

Gara maschile

Sotto una forte pioggia gelida, il gruppo di testa non ha mantenuto un ritmo costante nei primi chilometri, alternando 2:55 a 3:05/km, con passaggio al 15 km in 44:53, con 20 uomini al comando.

Già staccato a sorpresa uno dei favoriti, Abel Kirui, due volte iridato sulla distanza, che si è poi ritirato prima del 20° km; e dire che aveva annunciato alla vigilia di essere pronto per battere il record della gara, stabilito nel 2013 da Eliud Kipchoge in 2:05:30.

L’altro keniano Ezekiel Kemboi, campione olimpico sui 3000 siepi, al debutto sulla distanza, ha perso il contatto dal gruppo di testa poco prima del passaggio alla mezza, avvenuto in 1:03:29; ma non si è ritirato, tagliando il traguardo in 2:17:39, in 30^ posizione, deludendo le aspettative sia pure con una manifestazione di carattere che non tanti atleti di prima fascia sanno mostrare.   

Il gruppo di testa al 30° km è già ridotto a nove atleti, per ridursi al 35° a soli cinque atleti: ma l'etiope Jiksa Tolosa e il keniano Jonathan Korir rallentano poco dopo, lasciando gli etiopi Abatu e Abshero e il kenaino Kiprotich a contendersi la vittoria.  

Il keniano si staccherà dagli etiopi solo a 400 metri dal traguardo, con il 21enne Abete ad imporsi su Abshero, terzo un anno fa.

"Sono chiaramente felice per la mia prima vittoria in una maratona; ho dovuto adattarmi a questo improvviso cambio del clima rispetto agli ultimi giorni, anche se la pioggia non è stata un problema. Io e Ayele ci siamo aiutati a vicenda ", ha dichiarato il vincitore.

Gara femminile

La gara femminile ha visto da subito in testa la 22enne Dibabe Kuma, tallonata dalle keniane  Veronica Nyaruai e Jackline Chepngeno. Ma, dopo il passaggio alla mezza, in 1:11:25, la  Kuma ha aumentato il suo vantaggio arrivato a 32 secondi al 25 km e a 1:19 al 30°.

Da evidenziare che non c’erano pacemaker e che le cattive condizioni ambientali hanno notevolmente influito tanto che la stessa Dibabe Kuma ha rallentato negli ultimi dieci chilometri, concludendo comunque nell’ottimo 2:24:42, seppur non riuscendo nemmeno a migliorare il PB (2:23:34 a Lubiana nel 2018).

Come già detto, in rimonta, hanno completato il podio Magdalyne Masai (Kenya) in 2:26:02, e Failuna Matanga (Tanzania), in 2:27:55.

Delusione per la portoghese Jessica Augusto, qui vincitrice nel 2017, costretta al ritiro al 27° km per problemi muscolari.

Classifiche

Uomini:

  1. Tadu Abate ETH 2:08:25
  2. Ayele Abshero ETH 2:08:26
  3. Stephen Kiprotich UGA 2:08:31
  4. Jiksa Tolosa ETH 2:08:51
  5. Lucas Rotich KEN 2:09:48
  6. Robert Chemonges UGA 2:09:59
  7. Ryu Takaku JPN 2:10:02
  8. Jonathan Korir KEN 2:10:08
  9. Kohei Ogino JPN 2:10:15
  10. Mert Girmalegesse TUR 2:11:07

Donne:

  1. Dibabe Kuma ETH 2:24:41
  2. Magdalyne Masai KEN 2:26:02
  3. Failuna Matanga TAN 2:27:55
  4. Veronica Nyaruai KEN 2:29:14
  5. Hanna Lindholm SWE 2:29:34
  6. Madai Perez MEX 2:30:04
  7. Elena Loyo ESP 2:31:13
  8. Linet Toroitich UGA 2:32:52

Aggiungiamo il comunicato della Nuova Atletica Isernia.

Dopo la sfortunata gara di Rotterdam, Giovanni Grano, portacolori della Nuova Atletica Isernia, ottiene una straordinaria rivincita in Germania alla Amburgo Haspa Marathon, una delle maratone più qualificate del vecchio continente e non solo, portandosi a casa, tra l’altro, il nuovo record regionale molisano sulla distanza dei 42,195 km.
Il primato resisteva dal 1995 ed oggi Giovanni Grano scrive il suo nome nella più prestigiosa delle distanze, aggiornando gli annali Fidal con il nuovo crono di 2.17.00. L’atleta molisano ha conquistato la 27ma posizione assoluta alla media di 3,15 min/km: davanti a lui, tra gli italiani, solo l'elite dell'atletica nazionale rappresentata da Daniele Meucci.

Sono molto contento di questo risultato – afferma Granodopo la gara – perché maturato nonostante le avverse condizioni climatiche e soprattutto con la delusione della maratona di Rotterdam ancora da smaltire. Sono felice anche di aver centrato il record regionale che inseguivo da tanto tempo, ma mi resta il rammarico perché sono convinto che con la condizione che ho avuto tutto l’inverno avrei potuto correre circa due minuti più velocemente. Ci riproverò in autunno!”

Chiosa che è tutta un programma e che non può che aumentare la soddisfazione del team della NAI e in particolare del presidente Agostino Caputo: “Siamo assai orgogliosi di questo risultato sia per il record regionale battuto, sia a livello personale per Giovanni che è davvero un grande atleta: in questo traguardo lui ha sempre creduto e non ha mai mollato anche quando fattori esterni hanno influito sulle sue prestazioni. Da parte mia e di tutta la società i più vivi complimenti”.

28 aprile - La nona edizione della Sarnico Lovere Run, disputata in una giornata soleggiata mitigata dal piacevole venticello proveniente da nord, registra il successo e il nuovo record del tracciato del keniano Paul Tiongik (G.P. Parco Alpi Apuane) che si è affermato in 1h15:20, migliorando il precedente primato stabilito un anno fa da James Murithi Mburugu in 1h15:54.

Sui 25,250 km del percorso, che da Sarnico conducono a Lovere lungo il lago d’Iseo, si è assistito al grande duello appunto tra  Paul Tiongik e il ruandese Joel Maina Mwangi (ASD Dinano Sport), risolto solo nel finale, con Mwangi secondo in 1h15:30, anch’egli sotto il precedente record della gara.

Terzo il keniano Dikson Simba Nyakundi (Run2gether) in 1h15:57, seguito dal connazionale e compagno di squadra Kipkorir Birir, quarto in 1h17:23, dal ruandese Jean Baptiste (GS Orecchiella Garfagnana), quinto in 1h19:06, e da altri due keniani Kimosop Kiprono (Run’n Live), sesto in 1h19:11, ed Evans Kiprop Kiptum (Run2gether), settimo in 1h19:45.

Ottavo il primo italiano, Michele Palamini (G. Alpinistico Vertovese), in 1h21:52.

In campo femminile, netto successo della keniana Lenah Jerotich (Atletica 2005) in 1h27:06, che precede la connazionale Caroline Cherono (Athletics Kenya) seconda in 1h29:37. Per Cherono, più volte vincitrice di questa gara, la consolazione di mantenere il record della corsa in 1h26:56 fissato nel 2015 (per Jerotich il miglior secondo tempo di sempre).

Podio interamente keniano con il terzo posto completato da Mary Wangari Wanjohi (Run2geter) in 1h34:12. Quarta la prima italiana, Elisabetta Manenti (Abc Progetto Azzurri) in 1h36:19.

3043 i classificati nella competitiva, mentre 1103 liberi hanno corso la 6 km da Riva di Solto a Lovere.  

27 Aprile - Edizione insolita, la quarantaduesima, per la Rock ’n’ Roll Madrid Marathon, che per la prima volta nella storia si è corsa nella giornata di sabato per non sovrapporsi alle elezioni spagnole. 

Il 25enne keniano Reuben Kerio e la 26enne etiope Shasho Insermu sono i vincitori, rispettivamente in 2:08:18 e 2:26:24, che rappresentano i nuovi record del tracciato, facilitati anche da una giornata climaticamente perfetta (10 gradi alla partenza), che ha accolto l’evento IAAF Gold Label road race.

La gara maschile ha visto il gruppo di testa, guidato dai pacemakers – il keniano Emmanuel Bett e l’ugandese Timothy Toroitich (specialista sui cross) – condurre un ritmo costante di 3:03/km che li ha portati a superare il 10° in 30:39, con sedici atleti a condurre.
Ritmo che è aumentato nei successivi cinque chilometri, con passaggio al 15° in 45:33 e alla mezza in 1:03:54,  con Toroitich sempre a guidarli, seguito da vicino dai keniani Bernard Kiprop Koech, Kiprotich Kirui, Kipkemoi Kipsang e dall’etiope Sisay Jisa.

Quando il cronometro segna 1 ora e 19 minuti di gara, l’improvviso ritiro di Jisa, verosimilmente infortunato; successivamente, circa al 29° km, perde contatto con il gruppo di testa Eliud Barngetuny.

Ritiratosi il pacer Toroitich, Kirui prende il comando delle operazioni e i soli Kerio, Kipsang e Kiptoo riescono a reggere il suo ritmo; seguono, appaiati, lo spagnolo Javier Guerra e Nicholas Kirwa.

Il passaggio al 30° km avviene in 1:31:08, in testa sempre i suddetti quattro keniani, con la concreta possibilità di battere il record del tracciato (2:09:15 stabilito dal keniano Ezekiel Chebii nel 2014).

Al 36° km la svolta della gara: Kerio allunga deciso sui compagni di fuga, tanto che al 40° km – passaggio in 2:01:35 - ha un vantaggio di 22 secondi su Kipsang e 24 su Kirui; più staccato segue Kiptoo.

Kerio taglia trionfante il traguardo in 2:08:18, migliorando di quasi un minuto il precedente record della gara; Kipsang è secondo in 2:08:48, Kirui è terzo in 2:09:05, anche loro sotto il precedente limite, con podio tutto keniano. Quarto posto per Kiptoo in 2:10:17,  ma il pubblico spagnolo esulta per il quinto posto di Guerra, in 2:10:19.

"Sono al settimo cielo, questa è la mia prima vittoria in un evento Gold Label IAAF; se ho corso in 2.08 a Madrid, al livello del mare potrò senz’altro migliorare, spero di poter chiudere a breve una maratona in 2:05”, le parole del vincitore.

In campo femminile, guidata dal connazionale pacer Fikadu Kebede, l’etiope Shasho Insermu (PB di 2:23:28) è partita con l’obiettivo di battere il precedente limite della gara, 2:30:40 stabilito dalla keniana Valentine Kipketer un anno fa. Il passaggio al 10° km è avvenuto però in 35:41, un po’ lento, in compagnia delle connazionali Tsegaye Dejene, Beshadu Bekele, Gebeyanesh Ayele e Hemila Wortessa.

Deciso il cambio di ritmo nei successivi cinque chilometri con passaggio al 15° in 52:24 e gran vantaggio sulle tre connazionali, accompagnate da Jesús España, nel 2006 campione europeo sui 5000 metri, oramai un atleta master.

Insermu, all’11^ maratona della carriera, è passata alla mezza in 1:13:00, in ritardo di 1:15 rispetto al record ma con 20 secondi di vantaggio su Tesfaye, Bekele e Ayele.

Sempre aiutata dal pacer Kebede, Insermu ha mantenuto il proprio ritmo anche nella seconda parte di gara, notevolmente più difficile: è passata al 30° in 1:43:28, con 20 secondi di vantaggio sulla debuttante Tesfaye, mentre Bekele e Ayele finivano a 1:48.

Man mano, il distacco tra Insermu e Tesfaye è aumentato, tanto che Insermu si è imposta in 2:26:24 con un vantaggio di 41 secondi su Tesfaye (2:27:06) e miglioramento del precedente record di oltre quattro minuti. Terza Bekele, per un podio interamente etiope, in 2:32:16.

Nella Mezza Maratona vittorie per Carles Castillejo in 1:06:17 e Nuria Lugueros in 1:15:10. 

Risultati

Uomini
1 Reuben Kerio (KEN) 2:08:18
2 Kipkemoi Kipsang (KEN) 2:08:48
3 Kiprotich Kirui (KEN) 2:09:05
4 Edwin Kiptoo (KEN) 2:10:17
5 Javier Guerra (ESP) 2:10:19

Donne
1 Shaso Insermu (ETH) 2:26:24
2Fetale DejenTsegaye (ETH) 2:27:06
3 Beshadu Bekele (ETH) 2:32:16
4 Gebeyanesh Ayele (ETH) 2:35:11
5 Pauline Thitu (KEN) 2:39:08

Venerdì, 26 Aprile 2019 22:47

Conversano (BA) - 4° Castiglione Ecorun

SERVIZIO FOTOGRAFICO - 25 Aprile - Quarta edizione del Castiglione EcoRun ed ennesima differente masseria a fare da punto di ritrovo, partenza, arrivo e post gara, in una zona purtroppo sconosciuta ai più, ma rilevante dal punto di vista naturalistico e storico.

Siamo alla porte di Conversano, la Torre di Castiglione domina in tanto verde e sul lago carsico, qualcuno mi racconta che tanti segreti di natura storica nasconde questo posto, ad occhio è uno spettacolo naturale da vedere, attraversare, correre.

Ci ospita quest’anno la Masseria di Torre Castiglione, ottima l’idea di far parcheggiare le auto all’interno della struttura, certo se il terreno fosse stato meglio spianato e liberato dalle pietre, l’operazione sarebbe stata più facile e senza danni.

Nella stupenda masseria, presso i sempre caratteristici trulli, avviene il rapido disbrigo di definizione delle pratiche di iscrizione e la consegna dei premi di partecipazione. 12 euro il costo dell’iscrizione con ritiro di maglia tecnica, 8 quella senza: per chi è alla prima partecipazione ad una manifestazione del circuito regionale trail, occorre dotarsi del pettorale e chip unici per tutte le gare, al costo di 8 euro aggiuntivi.

10 euro viceversa il costo per la partecipazione alla camminata non agonistica.

Organizza la Avis in corsa Conversano, dove si fondono donazioni del sangue e sport, due ricette per vivere a lungo, come ci ricordano le simpatiche “Goccine” che cercano di sensibilizzare i più restii…

Tutti al lavoro gli organizzatori, con in testa il presidente Marino Daniele, per cercare di dare il meglio sul tracciato di 6 chilometri da ripetere due volte, con dislivello medio del 4% e dislivello positivo di 250m, tracciato che mi descriveranno davvero bello dal punto di vista paesaggistico, ma pieno di insidie, tanto che numerose sono state le cadute, con qualcuno che ha riportato contusioni e punti di sutura.

Solo due i bagni chimici posti nell’area parcheggio a fronte dei 403 iscritti Fidal, ai quali si aggiungono i tantissimi partecipanti alla non competitiva, almeno cinquecento.

Di gran livello il commento della manifestazione, affidato al sagace Paolo Liuzzi, che ha letteralmente accompagnato gli atleti per tutti i 12km del percorso.

Giornata più che primaverile, per fortuna spira un venticello che allevia questo caldo troppo improvviso ed afoso, con il corpo che ancora deve metabolizzarlo; si spera che, come da regolamento, ciascun atleta abbia provveduto alle riserve idriche, il trail si svolge in regime di autosufficienza.

Con il passare dei minuti, i partecipanti sono oramai già abbigliati per correre e provvedono al riscaldamento, in un mare di erba, papaveri e margheritine, in una sorta di stupenda tavolozza colorata. Alle 9.20 sono tutti invitati a schierarsi dietro l’arco di avvio, i giudici si prodigano per mandare gli atleti dietro la linea di via, affinché tutto avvenga nel rispetto delle regole.

Colpo di pistola di via affidato al Sindaco di Conversano, Pasquale Loiacono, qui presente in compagnia del Comandante della Polizia Urbana, Vincenzo Teofilo, e dell’assessore allo sport, Ciccio Magistà.

Il via e subito la curva a sinistra, per fortuna molto ampia, e gli atleti piano piano spariscono nel verde, riappariranno al termine del 1° giro, quando fa spavento la presenza di troppo imbucati sul percorso, come gli stessi non competitivi, con questi lenti camminatori che sfruttano la stesso tracciato e chiaramente danneggeranno e rallenteranno gli atleti più forti, già alle prese con il doppiaggio degli ultimi competitivi.

E, infatti, i più esperti di gare trail, lamenteranno innanzitutto il doppio giro, evento raro in una gara trail e per giunta nazionale e di livello trail bronze; poi, la suddetta presenza dei gruppi di camminatori sullo stesso percorso e, infine, il passaggio nella masseria, al termine del primo giro, con troppe curve pericolose, aggiungendo questo ulteriore stress a quello già tipico dei tracciati naturali.

Tracciato ottimamente segnato e segnalato, con la presenza di numerosi addetti ad indirizzare i meno lucidi; peccato per i suddetti infortuni, in una manifestazione da correre comunque sempre con gran piacere e sollievo fisico e spirituale, respirando i profumi della natura.

E i profumi e sapori sono nel gran ristoro finale: panino con salsiccia cotta alla brace, spiedino con ”bombette” cotte alla griglia, mortadella e formaggio a pezzi, vino, dolci di varia fattura; insomma, si recupera più di                 quanto si sia speso nei dodici chilometri di fatica. Ma il bello è lo stare con gli altri, mangiare in compagnia, socializzare e conoscersi di persona, quello che rende piacevolissime le domeniche dei runner.

Ma dobbiamo tornare indietro e riportare la cronaca della gara che ha visto in testa da subito Denis Greco (Atletica Tommaso Assi Trani), un atleta sempre di poche parole ma di grandi fatti, bloccato a lungo da diversi infortuni che finalmente sembrano essere alle spalle. Denis va ad imporsi nel crono finale di 43:37, precedendo il determinato Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), secondo in 44:32, e il capace, dalla pista al trail, Antonio “Toni” Esposito (Amatori Atletica Acquaviva), terzo in 45:09.

Quarta posizione per il combattivo Giuseppe Matarrese (Maratoneti Andriesi) in 46:49, seguito dal deciso Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), che festeggia il compleanno di tre giorni primi con il quinto posto in 47:53. Bravissimo, Francesco Uva (Pedone Riccardi Bisceglie) è sesto in 48:17, seguito dal primo atleta della società organizzatrice, Vito Locaputo, settino in 48:18, e dal “pirata” Gianni Gratton (Montedoro Noci), ottavo in 48:29. Nonostante la caduta, Francesco Massari (Fiamma Olimpia Palo) è nono in 48:57, con il distinto Pierpaolo Volza (La Fenice Casamassima), decimo in 49:06.

In campo femminile, splendida gara di Marilena Brudaglio, per una doppietta tutto Tommaso Assi Trani, vittoriosa in 56:23. Da sottolineare che Greco è il tecnico di Marilena, penso non ci sia cosa più bella dell’imporsi nella stessa gara.  

Inarrestabile, partita piano, ma poi progressivamente in rimonta, Emma Delfine (Nadir on the road Putignano) è seconda in 58:28, con la risoluta Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), terza in 58:33. Sempre generosa, Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva) è quarta in 1:00:08, davanti all’ottima Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), quinta in 1:01:31, e alla decisa Claudia Cherubini (Atletica Corriferrara), sesta in 1:02:18. Sempre grintosa, Lorenza Verdura (Gravina festina lente!), è settima in 1:03:02, seguita dalla  tenace Anna Gigante (Atletica Adelfia), ottava in 1:03:48, dall’ultramaratoneta Erica Delfine (Amatori Putignano), nona in 1:03:51, e dalla aitante Carmen Albani (Atletica Polignano), decima in 1:04:01.

338 gli arrivati, 309 gli uomini (chiude Vito Cimarrusti – Runners del Levante), 79 le donne (chiude Anna Colacicco – Atletica Polignano).

E, per una volta, mentre continuano ad arrivare i non competitivi, cominciano troppo presto le premiazioni, troppo presto perché si sta benissimo in compagnia, la giornata è fin troppo calda e da mangiare non manca!

La solita maestria di Paolo Liuzzi nel gestirle e si comincia: il palco naturale ricavato sul balconcino della masseria vede salire per primi… i due vincitori, Greco e Brudaglio, stessa società, premiati con trofeo e la canotta celebrativa (sicuramente si sarebbero aspettati anche il tradizionale cesto!)

A seguire, ecco il premio per i primi tre di ciascuna categoria: un cesto con tre vasetti di marmellate e miele e quattro succi di frutta, tutti prodotti biologici, al primo; confezione con tre vasetti di marmellate agli altri due protagonisti.

Tra le società, trionfa la Fenice Casamasima con 20 finisher, su Dof Amatori Turi (18) e Amici Strada del Tesoro Bari (17), premiati con trofeo.

Ultimo atto ufficiabile, la speciale classifica per donatori vede premiare Francesco Uva e Alessandra Ferrucci, che ritirano la coppa.

Mentre hanno luogo le estrazioni della abbinata lotteria, saluto e decido di rientrare, abbandonando un po’ a malincuore questa bella location.

Giudizio finale, tutto sommato positivo, fantastico il posto, organizzazione curata, vanno solo da definire i dettagli esposti nella narrazione, per ottimizzare il tutto.

Il keniano Abraham Kiptum, detentore del record mondiale di mezza maratona, è stato sospeso per doping, come riportato in data odierna sul sito dellla AIU (Athletics Integrity Unit), l’agenzia mondiale antidoping della IAAF, per “Use of a Prohibited Substance / Method (Article 2.2) – ABP case”. 

Al momento si deduce quindi trattarsi di irregolarità emerse dal passaporto biologico del 29enne keniano. 

Kiptum aveva migliorato il record del mondo della mezza a Valencia 2018, concludendo in 58:18 e migliorando così il 58:23 di Zersenay Tadese (nel 2010 a Lisbona). Il record mondiale era stato ratificato dalla IAAF il 6 dicembre 2018. 

Quest’anno aveva vinto la mezza di Granollers il 24 febbraio in 59:58. 

A questo punto salta anche la prevista partecipazione alla Maratona di Londra di domenica prossima, dove sperava di migliorare il suo PB, 2:05:26 nella Maratona di Amsterdam 2017 (il 2:04.16 ottenuto nell’ultima Dubai non è stato omologato, in quanto il tracciato è risultato più corto della tradizionale distanza).

21 Aprile - Jackson Kiprop scrive la storia divenendo il primo ugandese a vincere la Nagano Marathon, in Giappone, evento IAAF Bronze Label: Kiprop si afferma in 2:10:39, per soli due secondi su Deresa Geleta, ottenendo la seconda vittoria della sua carriera, dopo quella a Mumbai nel 2013 dove ottenne il PB in 2:09:32.  

Tra le donne s’impone la etiope Meskerem Hunde in 2:33:32 (PB) che precede di 14 secondi la connazionale Chala.

La gara maschile, dopo l’avvio con al comando un folto gruppo di atleti, vede notevolmente ridursi il gruppo di testa a sole sette unità al passaggio alla mezza in 1:04:59. Ulteriore riduzione a quattro atleti al passaggio al 30km, per poi divenire, superato il 35°, un duello tra Kiprorp e Geleta.  

Allo sprint, Kiprop ha la meglio su Geleta precedendolo di soli tre secondi; terzo posto per il giapponese Naoya Sakuta in 2:11:21 (PB). Kering,che vanta un PB di 2:07:11 a Parigi nel 2010, è solo quarto in 2:12:45.

La corsa femminile vede sette atlete in testa fino a metà distanza, poi ridotte a tre al 25° km: la keniana Valentine Kipketer e le due etiopi, Kebene Chala e Meskerem Hunde.

Le tre proseguono insieme fino al 35° quando Kipketer (PB di 2:23:02 ad Amsterdam nel 2013), rallenta e lascia il duo etiope che si avvia verso il successo. Negli ultimi due chilometri, Hunde comincia a staccare Chala, precedendola sul traguardo di 14 secondi. Terzo posto per Kipketer in 2:35:03.

Classifiche:

Uomini
1 Jackson Kiprop (UGA) 2:10:39
2 Deresa Geleta (ETH) 2:10:42
3 Naoya Sakuta (JPN) 2:11:21
4 Alfred Kering (KEN) 2:12:45
5 Asuka Tanaka (JPN) 2:14:35

Donne
1 Meskerem Hunde (ETH) 2:33:32
2 Kebene Chala (ETH) 2:33:46
3 Valentine Kipketer (KEN) 2:35:03
4 Pauline Wangui (KEN) 2:36:02
5 Yumiko Kinoshita (JPN) 2:36:28

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