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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Il difficile momento dell’atletica italiana e mondiale, in particolare di quella su strada, che a parer nostro non si potrà per lungo tempo svolgere, tra rischi di contagio e difficoltà oggettive nel creare forme di sicurezza, ha indotto i maggiori organizzatori di gare si strada del Lazio a scrivere la seguente lettera alle Istituzioni politiche e sportive nella speranza di indurle a riflettere su ciò che hanno passato i runner, e cercando magari soluzioni più pratiche e logiche di quelle sinora ipotizzate, anche rivedendo misure sproporzionate  già operanti da tempo, come la "circolare Gabrielli". Ecco  il testo integrale.

“I maggiori organizzatori delle manifestazioni di corsa su strada del Lazio si sono riuniti nelle scorse settimane per un confronto ampio e nella consapevolezza della situazione critica che tutto il Paese sta sopportando. Da queste discussioni che hanno toccato molteplici temi riguardanti lo sport ed in particolare il running, sono scaturite alcune riflessioni che vogliamo condividere con le istituzioni politiche e sportive.

- Forse mai come in questo periodo si è messo in evidenza come lo sport ed in particolare la corsa, non sia solo un 'passatempo' ma una vera e propria esigenza di una grandissima fetta di italiani, che seppur sottoposti al 'lockdown' non volevano rinunciare ad un momento da dedicare alla cura del proprio corpo e di conseguenza alla salvaguardia sanitaria.

- Questa necessità è stata indicata in moltissime occasioni dai grandi media come un atteggiamento 'superficiale' o addirittura di 'mancanza di rispetto' per la gravissima situazione che si era creata a causa del Covid-19.

- Questi messaggi si sono poi trasformati in atteggiamenti da vera 'caccia alle streghe', da parte di singoli cittadini e di alcuni amministratori locali, in contrasto con i vari DPCM che si sono succeduti, dove sempre si è resa possibile la pratica dell’attività motoria individuale nei limiti delle norme che imponeva la gravità della situazione.

- Ciò ha comportato anche atteggiamenti ridicoli, con singole persone inseguite, insultate e a volte addirittura picchiate, pur non contravvenendo ad alcuna regola, ma semplicemente per il clima di odio generato.

- Tutto questo purtroppo è avvenuto nel silenzio della grande maggioranza delle istituzioni sportive che non si sono pronunciate, se non tardivamente, nella difesa di coloro che volevano solo mantenersi in efficienza fisica.

- Dobbiamo dar atto invece alla comunità scientifica che, ogni volta che è stata interrogata sul tema, ha evidenziato come una moderata attività fisica, soprattutto in queste condizioni di limitazione di movimento, fosse non solo salutare ma indispensabile per il mantenimento del livello delle capacità immunitarie e del benessere psicologico.

Ora si prospetta una ripartenza, un rilancio dello sport, sia di alto livello che amatoriale. Seppur nelle limitazioni che ancora per diversi mesi dovranno necessariamente esserci per evitare il diffondersi dell’epidemia, dovremo pensare ad un settore, quello dell’organizzazione sportiva per gli eventi di massa che spesso non viene menzionata negli scenari futuribili da qui a breve.

È chiaro che risulterà difficile, se non impossibile, nei prossimi mesi ritornare ai Mass Event che radunano appassionati da tutto il mondo, come le Maratone. Ma vorremmo verificare insieme alle istituzioni quali possono essere i limiti e gli accorgimenti per mantenere il rischio di contagio a livelli accettabili. Noi siamo i primi a conoscere bene i partecipanti alle nostre manifestazioni, le loro esigenze, i servizi che possono essere indispensabili, piuttosto di quelli che possono essere 'accessori'.

La Fidal ha elaborato un’ipotesi di gestione delle manifestazioni su strada. Pur ringraziando e rispettando il lavoro di chi ha messo testa e creatività per sviluppare questa ipotesi, è chiaro che per ragioni operative ed economiche il prodotto è un puro esercizio teorico che non ha alcun riscontro pratico.

Ovviamente abbiamo la consapevolezza che l'attuale situazione impone a noi tutti l'adozione di specifici e responsabili comportamenti e che certamente per i prossimi mesi sarà impossibile organizzare gli eventi che abbiamo sempre proposto. Ci rendiamo però, già immediatamente disponibili ad offrire il nostro supporto, la nostra esperienza di profondi conoscitori del mondo del running per costruire unitamente a Federazione ed Istituzioni un disciplinare sostenibile che possa, non appena le condizioni lo consentiranno, una veloce ripartenza del nostro sport.

Vogliamo quindi semplicemente ricordare agli organi preposti le qualità e le caratteristiche che le nostre manifestazioni, tante, tantissime, a volte addirittura difficili da conteggiare in Italia e nel mondo, hanno, e che non possono essere svilite in mere manifestazioni di tipo tecnico-sportivo.

- Le corse podistiche su strada sono un grande volano di socializzazione. Esistono migliaia di ASD che nascono per prendere parte a queste manifestazioni. Se scompaiono le manifestazioni, scompariranno anche molte associazioni.

- Tra le caratteristiche delle nostre manifestazioni ci sono quelle di mettere insieme lo sport di vertice con quello amatoriale, unico esempio in relazione a tutti gli sport. Altro dato da tenere in considerazione è quello della caratteristica unica di veder schierati insieme alla partenza uomini e donne, una peculiarità che solo il mondo del running riesce a contenere.

- Un’altra peculiarità dei nostri eventi è quello di vedere numerosi partecipanti già in età avanzata, cimentarsi ai propri livelli per un benessere psicofisico consapevole anche in tarda età.

- Il volano e l’indotto delle nostre manifestazioni coinvolge le istituzioni locali, il tessuto economico locale e nazionale, il messaggio di benessere che grazie allo sport si può raggiungere, oltre ad essere un incentivo per lo sviluppo del volontariato sportivo. I nostri eventi vanno valorizzati anche per la capacità di generare lavoro. Sia all’interno dell’associazione che l’organizza, sia nella gestione diretta dello stesso.

- Le manifestazioni devono essere viste da parte delle amministrazioni locali, come un’opportunità di rilancio di quel turismo sportivo che per molti mesi sarà anche limitato dalla chiusura dei turisti stranieri, soprattutto se ipotizzato su una città come Roma.

- Spesso accade che gli atleti di alto livello, abbiano cominciato la propria carriera avvicinandosi ad una nostra manifestazione, magari seguendo l’esempio del padre o della madre e sempre più spesso quello del nonno.

Dobbiamo quindi indicare una via percorribile per la ripresa delle nostre manifestazioni che siano un momento di gioia e di sano divertimento, dove i valori più importanti dell’attività sportiva, come il benessere, la sana e leale competizione, la socializzazione, possano essere messi al centro di un progetto ampio che consenta alle aziende di poter investire in questo settore, che abbiamo visto quanto possa essere importante per il numero dei cittadini coinvolti, per la passione che genera, con delle norme che consentano alle aziende stesse di vedere un interesse tangibile in modo da poter promuovere i propri prodotti in un settore sempre più ampio come quello del running.

Di certo dovremo rimuovere anche alcuni aspetti tecnici e culturali che hanno visto il running negli ultimi tempi essere ingiustamente assimilato ad altre attività che hanno approcci culturali ed economici ben diversi.

- Una delle problematiche che hanno pesato tantissimo sui nostri eventi è il 'Decreto Gabrielli'. Le nostre non sono manifestazioni a rischio, non possiamo essere assimilati ai concerti, dove c’è un pubblico passivo. Le nostre sono manifestazioni dove il 90% dei partecipanti concorrono all’evento. Deve essere trovata una soluzione normativa per differenziarci rispetto ad eventi che vedono masse di persone presenti nello stesso luogo per molte ore, mentre i nostri atleti sono presenti insieme in un luogo solo per un tempo molto limitato

- Rimuoviamo le normative che ci fanno sostenere dei costi che fino a pochi mesi fa erano in carico ai comuni. Le nostre sono manifestazioni d’interesse pubblico, per il numero dei cittadini coinvolti, per il messaggio che trasmettono, perché molto spesso sono collegate ad iniziative di beneficenza che consegnano migliaia di euro ad Onlus con fini di alto valore morale.

- Rilanciamo le manifestazioni consentendo agli operatori economici di potersi avvalere di un credito d’imposta del 100% in modo da rendere conveniente investire in questo settore.

- Alla Federazione ed agli EPS proponiamo una moratoria di due anni in cui si sospendano le tasse gara per fare in modo di contenere i costi agli atleti. Siamo inoltre pronti a studiare, insieme alla Federazione ed agli EPS una grande campagna di promozione del running in tutta Italia.

Ovviamente faremo attenzione a ciò che succederà in altri sport similari in Italia così come all’estero con i nostri omologhi, per comprendere se ci saranno soluzioni accettabili in modo da poter ripartire quanto prima e generare di nuovo le migliaia di sorrisi che settimanalmente eravamo abituati ad incontrare.

Questa lettera è stata ideata dai seguenti sottoscrittori ed è aperta all’adesione di tutti gli organizzatori che vorranno aderire. I sottoscrittori Ciro Bossa, Gianfranco Balzano, Gianluca Calfapietra, Ranieri Carenza, Enrico Castrucci, Oscar Coiro, Roberto De Benedittis, Samuele Di Giammartino, Camillo Franchi Scarselli, Massimo Gay, Fausto Giuliani, Franco Iannilli, Patrizio Mancini, Paolo Marino, Franco Margutta, Lodovico Nerli Ballati, Valerio Piccioni, Paolo Scipioni, Roberto Tognalini, Massimiliano Zanetti.

In rappresentanza delle seguenti manifestazioni: Run Rome the Marathon, La Corsa di Miguel, Roma Appia Run, Corsa dei Santi, Atleticom We Run Rome, Xmilia, Best Woman, Corri per la Befana, Maratonina dei Tre Comuni, Corriroma, Trofeo Lidense, Run for Autism, Roma By Night, Corricolonna, Fiumicino Half Marathon, Corriamo al Tiburtino, Rock and Run, Corri Fregene, Trofeo S. Ippolito Fiumicino, Talenti Run, Giro del Lago di Vico, Ultra 50K, Volaciampino, Cardiorace, Tre Ville Run, Miglio di Roma, Cinecittà World Run, Roma City Trail, Maratona a staffetta, Mezza Maratona di Roma, Parco Talenti Race, Albarace, Legion Run, Solidarity Run, 1° Maggio in Corsa, Olimpia Eur, Mezzaroma Run, 10 km per la Sicurezza Stradale, 3000 di sera, Miglio della Pace, Corsa della Trebbiatura, Americana a Fiumicino, Corri alla Garbatella, Correndo nei Giardini".

 
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6 Maggio - Il Presidente della Regione Puglia ha emanato oggi una nuova ordinanza, la numero 221, con efficacia immediata e valida sino al 17 maggio 2020, in materia, tra gli altri argomenti, di attività sportiva all’aria aperta. In particolare, oltre ad elencare gli sport dei quali è possibile lo svolgimento all’aria aperta, sempre in maniera individuale e con  distanziamento interpersonale di almeno 2 metri, regola l’afflusso nei centri o circoli sportivi per gli atleti amatoriali, in maniera da evitare assembramenti e contatti, nonché la sanificazione degli stessi centri e l’inaccessibilità di tutte le parti comuni e di servizio. 

Ecco il testo: 

VALUTATA l’opportunità, nel rispetto delle regole sul distanziamento interpersonale di almeno 2 metri, di consentire sul territorio regionale tutti gli sport amatoriali all’aria aperta (come ad esempio: golf, atletica, corsa, ciclismo, vela, pattinaggio, tennis, canoa, canottaggio, equitazione, surf, windsurf e kitesurf, automobilismo, motociclismo, go kart, tiro con l’arco, tiro a segno e simili), da svolgere esclusivamente in forma individuale ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti; 

PRECISATO che le suddette attività sportive all’aperto devono ritenersi distinte da quelle contemplate ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera g), del d.p.c.m. 26 aprile 2020, per le quali operano diverse modalità organizzative e precauzionali, trattandosi di sport praticati da atleti professionisti e non professionisti, recepite nelle Linee-guida prot.3180 del 03 maggio 2020 emanate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio per lo Sport; 

RITENUTO, pertanto che, limitatamente alle attività sportive di natura amatoriale di cui al citato articolo 1, comma 1, lettera f), del d.p.c.m. 26 aprile 2020, nell’ambito dei rispettivi impianti, centri o circoli sportivi, debbano essere garantiti:
- la prenotazione a distanza dello spazio necessario nonché il rispetto di turnazioni tali da impedire assembramenti o contatti, in violazione della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri;
- l’obbligo di sanificazione quotidiana degli spazi utilizzati per l'accesso ai campi o agli impianti dove si pratica l'attività sportiva all’aperto;
- l’inaccessibilità di tutte le parti comuni e di servizio (es. spogliatoi, bar, docce, sale), con il divieto assoluto di somministrare alimenti e bevande all’interno di tali impianti, centri, circoli sportivi. 

 “Ogni nostra azione –  ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – viene costruita insieme al coordinamento epidemiologico”. 

“Le attività sportive amatoriali sono importantissima per liberare, in sicurezza e nel rispetto di tutte le regole di prevenzione, le energie fisiche e psicologiche costrette all’isolamento domestico per molte settimane”, ha osservato l’assessore regionale allo sport, Raffaele Piemontese.

 
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5 Maggio - “L'impressione è che siamo solo all'inizio della querelle”, concludeva Maurizio Lorenzini nel suo preciso pezzo: https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/6045-elezioni-fidal-rinviate-anzi-no.html; e una nuova puntata è stata scritta oggi, con il pezzo apparso sul "Corriere dello Sport" a firma Franco Fava, dal titolo: “Malagò riflette: elezioni pre-Tokyo?”.

In effetti, la pandemia che ha portato al rinvio al 2021 dei Giochi Olimpici di Tokyo ha creato il grande problema delle elezioni del CONI e delle varie Federazioni, tra le quali la FIDAL.

Farle svolgere come previsto nel 2020 o rinviarle nel 2021, dopo i Giochi Olimpici, “quindi non più al termine del tradizionale quadriennio olimpico, ma a quello che è divenuto ormai un quinquennio? Sul posticipo confliggono da una parte la Carta Olimpica, che indica l’appuntamento con le urne dei Comitati Olimpici all'indomani dell'Olimpiade, dall'altra la legge Melandri del 1999, che impone il rinnovo delle cariche ogni quattro anni”.

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, si era detto inizialmente favorevole al rinvio a fine 2021 delle assemblee elettive federali, con le elezioni Coni a seguire nella primavera 2022, ma sta forse cominciando a riflettere e vedere la questione in maniera un po’ diversa.  

Infatti, come scrive Fava: “nelle consultazioni avute la scorsa settimana, il presidente Malagò avrebbe avanzato l'ipotesi di un rinvio di soli pochi mesi. Causa anche le difficoltà a convocare assemblee di centinaia di delegati per ogni federazione il prossimo autunno, Malagò starebbe pensando di proporre la fase elettiva tra gennaio e febbraio 2021. Si pensa al voto telematico, che favorirebbe un taglio dei costi, ma solleverebbe dubbi tecnici e legali (remote, interventi candidati in streaming e presenza di un notaio).
A scalpitare per elezioni nei tempi stabiliti sono federazioni importanti come l'atletica, il cui presidente Giorni non è ricandidabile. I tre aspiranti - Roberto Fabbricini, Stefano Mei e Vincenzo Parrinello (attuale vice in Fidal) - sarebbero favorevoli a impegnarsi a non modificare, se eletti, la struttura tecnica a pochi mesi dai Giochi. Tra le federazioni favorevoli a vario titolo a un rinvio al 2021 spiccano anche calcio, ciclismo e rugby. Altri fanno notare che in caso di cancellazione di Tokyo, si creerebbe un pericoloso corto circuito”.

E, in effetti, c’è molto da meditare su quest’ultima frase: in caso di annullamento definitivo dei Giochi Olimpici, cosa accadrebbe? Presidenti e consiglieri fin quando rimarrebbero in carica?

Speriamo si possa decidere a breve, trovando la miglior soluzione: per il futuro del nostro sport.

 
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5 Maggio - Per Alex Schwazer si chiude anche l’ultima speranza: il Tribunale federale svizzero ha infatti respinto la richiesta di annullamento della squalifica di otto anni avanzata dai suoi legali.

La sentenza, datata 17 marzo 2020 ma resa pubblica soltanto in questi ultimi giorni, pone definitivamente la parola fine al caso della seconda positività del marciatore altoatesino, non essendoci altre possibilità di appello alla sentenza emessa il 10 agosto 2016 per positività al testosterone in un controllo a sorpresa del 1° gennaio dello stesso anno che portò alla squalifica di otto anni, fino al 2024, vista l’aggravante della recidività: squalifica poi confermata dal TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna.

Il respingimento del ricorso si basa sul mancato riscontro di nuovi elementi validi per accogliere la tesi della difesa, tali da mettere in discussione le precedenti sentenze.

Come ha dichiarato Sandro Donati, allenatore di Schwazer, l’unica possibilità per il marciatore altoatesino resta l'atto di clemenza che "potrà essere eventualmente concesso dal presidente del Comitato Olimpico Internazionale".

Rimane, viceversa, in piedi il processo penale per doping in corso al Tribunale di Bolzano, che avanza con estrema lentezza, ancora in bilico tra il rinvio a giudizio e l’archiviazione dell’accusa.

 
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3 Maggio - Importantissime novità dal Veneto: niente mascherine per chi corre e impianti sportivi fruibili anche agli atleti non professionisti. 

Il tutto previsto dalla nuova ordinanza della Regione Veneto, in vigore dal 4 al 17 maggio. 

Ecco gli articoli che ci interessano: 

  1. Misure di prevenzione generali nell'intero territorio regionale

In tutti i casi di uscita dalla proprietà privata, è obbligatorio l’utilizzo di mascherina, o altro strumento di copertura di naso e bocca, e di guanti, o di liquido igienizzante. Non sono soggetti all'obbligo di utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di  disabilita'. Per coloro che svolgono attività motoria intensa non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica intensa, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività stessa; 

  1. Attività motoria e sportiva nel territorio regionale

E’ consentito lo svolgimento individuale o con componenti del nucleo famigliare di attività sportiva o motoria quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, camminata, corsa,  ciclismo, tiro con l’arco, equitazione, tennis, golf, pesca sportiva, canottaggio, ecc.. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività, nei limiti del territorio regionale; é consentita l’attività motoria collegata all’addestramento di animali all’aperto; 

  1. Attività agonistica in impianti sportivi

È consentita la pratica motoria o sportiva individuale nel rispetto del distanziamento di almeno due metri, per atleti professionisti o non professionisti di sport individuali e non individuali, in funzione dell’allenamento agonistico, anche presso impianti sportivi al chiuso o all’aperto ma in ogni caso a porte chiuse, incluse le piscine. 

Come riportato sul sito della Fidal Veneto: “Preso atto della nuova ordinanza regionale, il presidente del Comitato regionale della Fidal, Christian Zovico, si è subito confrontato con il presidente federale Alfio Giomi, che ha confermato di ritenere prevalenti le nuove disposizioni regionali. 

Per la corsa - commenta Zovico - non sarà più necessario l’utilizzo della mascherina, che tante perplessità destava nei nostri runner. La nuova ordinanza regionale prevede anche la possibilità di aprire gli impianti sportivi e di renderli accessibili a tutti gli atleti tesserati, non solo a quelli di interesse nazionale. Come Comitato regionale, raccomandiamo la massima prudenza sia agli atleti che agli allenatori, in modo che l’accesso agli impianti avvenga in maniera disciplinata e rispettosa delle norme di prevenzione emanate in questo periodo. Prudenza massima viene anche raccomandata alle realtà che gestiscono gli impianti nel Veneto, fermo restando il divieto di utilizzo degli spogliatoi e dei bagni e la necessità di porre la massima attenzione al rispetto delle distanze interpersonali. L’apertura degli impianti non è naturalmente un obbligo. I gestori, in quanto responsabili di ciò che avviene all’interno degli impianti, potranno valutare autonomamente i tempi della riapertura, in modo che le procedure previste in materia di contenimento del Covid-19 siano sempre e comunque rispettateAi presidenti delle società resta invece il compito di disciplinare le modalità di ritorno all'attività da parte dei propri tesserati".

In conseguenza della nuova ordinanza regionale, i tesserati del Veneto sono da ritenersi esentati dall'applicazione della disciplina di accesso agli impianti sportivi definita dalle disposizioni contenute nel DPCM del 26 aprile scorso”.   

 

3 maggio - L’odierna ordinanza della Regione Toscana, la numero 50, in vigore dal 4 maggio fino alla vigenza delle misure adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 1, comma 2, dello stesso d.l. 19/2020, chiarisce in maniera definitiva la possibilità di svolgere attività sportiva nell’intera Regione, in maniera individuale,  senza mascherina, ma mantenendo la distanza di sicurezza di due metri, con la possibilità di raggiungere con mezzo proprio il luogo di allenamento con rientro in giornata.

Consentita anche l’attività motoria a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro dalla propria abitazione.

Ecco, nel dettaglio, i punti che ci riguardano:    

  • è consentito svolgere le attività sportive in forma strettamente individuale, sul territorio regionale, utilizzando per lo spostamento mezzi propri di trasporto e con l’obbligo del rientro in giornata presso l’abitazione abituale. E’ possibile l’accompagnamento da parte di una persona nel caso di minori o di persone non completamente autosufficienti. L’attività va svolta nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri;
  • è consentito svolgere, individualmente oppure con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, o da parte di residenti nella medesima abitazione, attività motoria, a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro alla propria abitazione, senza uso di altri mezzi di trasporto. Nel caso di residenti nella medesima abitazione e di minori o persone non completamente autosufficienti accompagnati, non è necessario mantenere le misure di distanziamento sociale;
  • per ogni altra attività diversa da quella sportiva, valgono le disposizioni nazionali riguardo all’obbligo di indossare la mascherina nel caso non sia possibile mantenere la distanza sociale di almeno un metro. Per una migliore tutela della salute propria e della collettività, negli spazi aperti, in presenza di più persone, si consiglia di indossare comunque la mascherina e di mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80m.
 
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Messinese di San Salvatore di Fitalia,  in forza all’Atletica Bergamo ’59, e in servizio a Vercelli come agente di Polizia stradale, il 30enne maratoneta Antonino Lollo, cuore d’oro, ha donato uno stipendio intero agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli e al “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, provincia dove risiede: esattamente in Valle Seriana superiore, nel comune di Clusone, nei pressi delle martoriate Alzano e Nembro.  

Un tempo ciclista, da qualche anno ha deciso di dedicarsi al running, dove, pur essendo sostanzialmente un amatore, ha tempi di tutto rispetto, 30:38 sui 10km e 2h24:18 sulla maratona, a Pisa, quando s’impose nel 2017.
T
occato dagli eventi della pandemia e in auto-quarantena, Lollo ha donato uno stipendio intero, raccontando il tutto ad un giornale: ma, purtroppo per lui, non ha avvisato - come invece previsto dal regolamento di Polizia - il suo Comando, e in particolare la sua dirigente, dell’intervista e della relativa pubblicazione.

Rischia così una punizione (summum ius summa iniuria), ma in sua difesa si è levato il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia). Infatti, Ciro Dellisanti, segretario Siap di Vercelli, ha dichiarato: “Per tutti noi poliziotti il gesto del nostro collega è stato motivo di orgoglio e profonda ammirazione, un esempio per tanti, ma non per la sua dirigente, che pretendeva di essere informata dell'intervista, pur non riguardante motivi di servizio. Il dirigente nelle sue contestazioni ritiene che il collega abbia tenuto un comportamento non conforme al decoro delle funzioni dell'Amministrazione della Pubblica sicurezza. Ma stiamo scherzando? Il nostro collega con il suo comportamento ha dato lustro all'amministrazione, e chiediamo con forza che questa bizzarra contestazione venga immediatamente archiviata, restituendo credibilità alla nostra amministrazione che non ha certo bisogno, tanto meno in questo momento, di questa pubblicità; anzi, sarebbe opportuno da parte sua premiare il nostro collega per essersi distinto per generosità e senso civico in un momento di particolare difficoltà in cui versa l'intero Paese”.

La speranza è che le massime autorità Graduati della Polizia vogliano intervenire per evitare questa procedura, semmai provvedendo a proporre il buon Lollo per un encomio ufficiale. Condito pure, se vogliamo, da un buffetto per l'imprudenza, che però non cancella la sostanza dell'atto generoso.

 
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Altri due atleti keniani sospesi per positività al doping dalla AIU, Athletics Integrity Union: il maratoneta Mikel Kiprotich Mutai e il fondista Alex Korio Oliotiptip. 

Mutai è stato sospeso per la positività al norandrosterone, senza che sia chiaro dove l’atleta sarebbe stato “beccato”. Mutai ha un primato personale di 2h09:18 sulla maratona e di 1h01:41 sulla mezza. La sua ultima apparizione risale alla Taipei Marathon del 15 dicembre 2019, quando giunse terzo in 2h17:14. 

Alex Korio Oliotiptip, sospeso invece per irregolarità nel suo passaporto biologico, il cosiddetto Whereabouts, giunse undicesimo agli ultimi mondiali di Doha sui 10000.

 

 
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Prevista la ripartenza dell’attività motoria dal 4 maggio, con corsa individuale senza limitazioni nell’ambito della propria regione di residenza, pur mantenendo la distanza di due metri dagli altri corridori (salvo restrizioni locali), preoccupa il ritorno alle gare, soprattutto quelle su strada, dove assembramenti e contatti avvengono di continuo.

La Federazione Italiana di Atletica Leggera, prima vittima insieme a tutti i suoi iscritti di questa drammatica situazione, sta cercando di studiare al meglio la situazione futura e ha elaborato una bozza di progetto definito “L’Italia torna a correre”, per tornare a correre e gareggiare in sicurezza, mediando tra esigenze di società ed organizzatori e obblighi dettati da Governo e Ministero.

Una volta definito, il progetto verrà inviato al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Importanti le parole di Fabio Pagliara, Segretario Generale della FIDAL, che dichiara: “La nostra priorità è gestire in sicurezza la ripresa dell’attività, tenendo conto che i nostri tesserati scalpitano per tornare ad allenarsi e a gareggiare, e questo vale per gli amatori come per gli atleti olimpici”.

“L’Italia torna a correre” è destinato a “tesserati Fidal, amatori in regola con l’idoneità medica, cittadini che svolgono attività per uno stile di vita sano e organizzatori di manifestazioni sportive sul territorio” e si divide sostanzialmente in tre parti.

La prima parte riguarda i punti cardine dei servizi gratuiti della nuova app Fidal: la verifica della validità del tesseramento, il corso di formazione obbligatorio sulle normative e sul contenimento del Covid con video quiz (il superamento del quiz permetterà̀ l’utilizzo completo dell’applicazione e l’attivazione della possibilità̀ di allenarsi all’aria aperta), le video lezioni con contenuti relativi all’allenamento e la mappatura dei parchi con possibilità di prenotare la corsa in specifiche fasce orarie  per sensibilizzare il distanziamento sociale.
Complementarmente: Accesso gratuito a tutti i contenuti relativi all’allenamento, alle videolezioni e ad AtleticaViva a cura della Federazione.  Accesso gratuito agli aggiornamenti normativi e alle disposizioni in merito alle misure di contenimento sensibilizzando che il principio del “metro di distanza” non è sufficiente durante un allenamento, in quanto, sotto sforzo, il respiro è maggiormente marcato e le particelle vengono espulse a distanze maggiori. Indicare tutte le buone pratiche da adottare durante la corsa per aumentare il senso civico e di responsabilità.  

La seconda parte descrive i servizi per i soli tesserati: prevede l’autocertificazione tramite app Fidal previa verifica della validità del tesseramento, la geolocalizzazione su base volontaria per conoscere in tempo reale e in forma autonoma l’affollamento dei parchi e nella città; la pubblicizzazione dei percorsi misurati dalla Fidal e nei quali sono installate le paline; il crowdsourcing, dove i runners integreranno i dati inserendo nuove informazioni e valutazioni personali  e mettendole a disposizione della community.

La terza affronta le linee guida per gli organizzatori sportivi non stadia (corsa e marcia su strada, corsa in montagna, trail, ultramaratona e nordic walking) definendo un modello organizzativo per continuare a svolgere le gare in totale sicurezza e nel frattempo salvaguardare tutti i partecipanti da ogni forma di contagio da Covid19. Gli aspetti generali: cautela sanitaria generale, una nuova procedura di iscrizioni; flussi: deposito borse, partenza/arrivo; durante la gara: condotta gara, ristori.

Quest’ultima parte è quella che più interessa, con la premessa che: “Nel momento difficile che stiamo attraversando, appare più complessa (e soggetta a vincoli normativi più stringenti) la realizzazione di manifestazioni con numeri di partecipazione importanti (superiori a 1000 persone) e/o che prevedano tempi lunghi di percorrenza o di occupazione di strade e suolo pubblici. Tali manifestazioni dal punto di vista del modello organizzativo possono far riferimento alle presenti linee guida che in nessun modo tuttavia sostituiscono le normative generali (leggi e norme dello Stato Italiano o delle Istituzioni territoriali) che disciplinano i grandi eventi. Il tema organizzativo di manifestazioni podistiche non competitive di massa, le cosiddette “stracittadine”, esce dalla giurisdizione sportiva di FIDAL. Per la realizzazione di questi eventi – così come per la previsione di scenari che comportino partecipazioni con numeri alti (per semplicità collochiamo la soglia ai 1000 partecipanti) – l’indicazione generale è quella di coordinare le attività con gli Enti preposti (Governo, Prefetto, Comuni o altre istituzioni territoriali).

Le norme di cautela sanitaria generale indicano agli Atleti di non sputare e non starnutire/tossire all’aria aperta con obbligo dell’uso di fazzoletti monouso (anche durante la competizione portare fazzoletti o salviettine in un taschino o affine) e del loro appropriato smaltimento nella spazzatura; di circolare nel pre/post gara con mascherine o idonea protezione di naso/bocca; il personale organizzativo è tenuto all’uso di mascherine e guanti; spogliatoi e docce devono restare chiusi; i servizi igienici devono prevedere un accesso scaglionato e la pulizia/sanificazione con periodicità serrata; si devono disporre sufficienti cesti per spazzatura specifica (fazzoletti monouso, tovaglioli, salviettine umidificate) e  deve essere predisposta sufficiente disponibilità di dispenser per l’igienizzazione delle mani

Le norme di cautela sanitaria generale indicano agli Atleti di non sputare e non starnutire/tossire all’aria aperta con obbligo dell’uso di fazzoletti monouso (anche durante la competizione portare fazzoletti o salviettine in un taschino o affine) e del loro appropriato smaltimento nella spazzatura); di circolare nel pre/post gara con mascherine o idonea protezione di naso/bocca; il personale organizzativo è tenuto all’uso di mascherine e guanti; spogliatoi e docce devono restare chiusi; i servizi igienici devono prevedere un accesso scaglionato e la pulizia/sanificazione con periodicità serrata; si devono disporre sufficienti cesti per spazzatura specifica (fazzoletti monouso, tovaglioli, salviettine umidificate) e  deve essere predisposta sufficiente disponibilità di dispenser per l’igienizzazione delle mani.

Come indicazione generale di ogni evento è prioritario ripensare il modello organizzativo in direzione di una forte semplificazione, di azzeramento di tutto il non strettamente necessario. L’essenzialità dei servizi offerti – combinata alla loro certezza e controllabilità in sicurezza – è presupposto indispensabile per garantire la realizzabilità di un evento.

I flussi (movimento delle persone nelle aree adibite a gara e a servizi di gara) non devono essere promiscui tra atleti/staff (iscritti o addetti alla competizione) e altri (cittadinanza presente a qualsiasi titolo: dai tecnici degli atleti ai tifosi ai passanti etc…)

Gestione parcheggi dedicati ai soli partecipanti: auto parcheggiate a rastrelliera nella stessa direzione, discesa sempre e solo lato guidatore, sempre e comunque con mantenimento distanza sociale minima prescritta.

Occorre registrare e rendere riconoscibili tutti i presenti al servizio della competizione (staff organizzatore, giudici di gara, forze dell’ordine, staff sanitario, etc…); il personale addetto all’organizzazione di gara (inclusi giudici, cronometristi, etc…) deve essere dotato dei dispositivi previsti dalla normativa vigente al momento della competizione.

Area riscaldamento: delimitata e fruibile nel rispetto delle distanze sociali.  

L’allestimento o posizionamento di gazebo o stand sociali non è permesso. L’allestimento di un “villaggio gara” che favorisca l’assembramento anche inintenzionale di persone non è consentito.

Con sufficiente anticipo, gli atleti e/o gli addetti (staff organizzativo o gestionale della competizione) entrano nell’area dedicata all’evento attraverso accessi controllati dove, nel rispetto delle distanze previste dalla normativa: si espleteranno eventuali controlli sanitari, come ad esempio la misurazione temperatura corporea; si effettuerà sanificazione delle mani e sarà disponibile dispenser per fornitura di dispositivi a protezione di bocca e naso (per casi eccezionali, agli iscritti alla competizione e allo staff organizzativo verrà fatto obbligo di presentarsi già premuniti di idonea protezione).

Le iscrizioni si effettueranno solo online con largo anticipo (entro 10 giorni pre-competizione), non sul posto. Possono iscriversi solo tesserati che al momento dell’iscrizione siano già in regola con idoneità agonistica per la pratica dell’atletica leggera alla data prevista per la competizione.

Il ritiro pettorali, che non permette la consegna sul posto nella giornata di gara, avverrà con spedizione a casa (obbligatoria per iscritti fuori provincia/regione); consegna per appuntamento (possibilmente a un rappresentante della società o anche individuale) nei giorni precedenti la competizione solo per soggetti della provincia/regione.

Il pacco gara sarà eventuale e virtuale, con buoni acquisto inviati a mezzo telematico o unitamente al pettorale via posta (consentita ma sconsigliata la consegna del pacco gara – minimizzato nell’ingombro – in apposita sacca chiusa a fine gara unitamente al ristoro post-gara).

Per la consegna borse si consiglia di non prevedere il servizio: se proprio necessario, servizio minimale con inserimento in busta/sacco chiuso (identificabile per numero di pettorale) in possesso degli addetti, a distanza (con braccetto tipo “prolunga da guardaroba” o posizionamento in area neutra).

La partenza, a seconda degli scenari numerici di partecipazione, si suggerisce di effettuarla come gara a cronometro (consigliata per gara con numero di partecipanti limitato, su percorrenze cronometriche fino a 2h circa: atleti in fila a 1,5m minimo l’uno dall’altro, partenza ogni 10-20-30” a seconda della distanza di gara complessiva. Soluzione raccomandata per corsa in montagna solo salita o distanze classic su giro unico), oppure con partenza roll-over (scenario per competizioni con numeri fino a 250 partenti, eventualmente applicabile fino a circa 500 partenti;  nell’ordine: 1) Start élite donne max 30 atlete; 2) Start élite uomini max 30 atleti - ad almeno 1’ di distanza temporale;- 3) Start scaglionato in continuità per altri atleti - N persone ogni 30”, dove N dipende dalla larghezza della start line. Soluzione raccomandata per competizioni trail o corsa in montagna su lunghe distanze; o, ancora, con griglie di capienza limitata e spaziate: ottimale fino a 1000 partenti. Con sedi stradali e spazi ampi valido anche per numeri superiori, previo accordo e piano realizzativo condiviso con enti preposti: Comuni o istituzioni territoriali, Prefetto, etc… Indicativamente 40-100 pax cad. - la larghezza del fronte di partenza permette diverse possibilità; identificazione chiara dei presenti in griglia -dotati di protezione per bocca e naso; identificazione dei posizionamenti in griglia con apposizione di segnaletica a terra -numeri o punti; griglie ampie per permettere relativo distanziamento (quadrato da 1,5m intorno a ciascuna persona per persona -> area 100mq = 44 persone).

Il cronometraggio va effettuato con chip. Tecnicamente si raccomanda di non usare pacemaking.

Durante la gara si raccomanda agli atleti un distanziamento laterale di almeno 1m destra, 1m a sinistra e circa 5m frontali dal corridore che precede - regola della scia non permessa: nel regolamento si consiglia di inserire possibili penalità/squalifiche per chi non rispetti la c.d. “no draft rule”.

Controllo auto inizio gara, mezzo di chiusura gara e altri mezzi dell’organizzazione: automobili con un pilota più  eventualmente una persona su sedile posteriore lato passeggero; su motocicli o bicicletta il solo conducente.  

I ristori sul percorso dovranno prevedere il posizionamento di tavoli possibilmente da ambedue i lati stradali, ben spaziati (suggerimento: 10m lineari ogni 200 partecipanti) o bottigliette chiuse (no bicchieri) su tavoli lato strada o barrette sigillate (no cibi sfusi) su tavoli lato strada. Gli addetti per posizionare bottigliette/barrette saranno non a contatto con i partecipanti e dotati di dispositivi appropriati: mascherine, guanti, etc…; dopo i tavoli dei ristori dovranno essere posizionati numerosi e accessibili secchi per spazzatura.

Non ci saranno spugnaggi, ma saranno consentite docce (mist station / nebulizzatori).

La zona arrivo dovrà garantire: un deflusso rapido e ampio per garantire distanziamento (predisposizione area di defaticamento-deflusso continuando a correre o camminando…); la consegna mascherine/altro a protezione di naso e bocca e per garantire applicazione delle norme di cautela sanitaria generale; la consegna ristoro in sacchetto chiuso “take away” (contenente anche eventuale medaglia/riconoscimento di partecipazione e eventuale “pacco gara minimo”);  nessuna area “hospitality”, no tende dedicate a atleti o altre figure; niente palchi/gradinate.

Le premiazioni vedranno il podio maschile e femminile in loco immediato post arrivo, con trofeo o tipo “flower ceremony”, nel rispetto delle distanze (podio molto ampio oppure atleti che salgano sul podio singolarmente), mentre eventuali premi di categoria o per società saranno spediti post gara, come l’espletamento pratiche per eventuali premi in denaro (individuali o di società) avverrà post gara a mezzo telematico.

I risultati saranno solo online, senza esposizione in loco.

L’omologazione, in caso di distanze certificate, avverrà per gli atleti élite (ove presenti) con il gun time; per gli altri sul real time.  

Il piano sanitario e di sicurezza si svolgeranno con postazioni e procedure secondo indicazioni normative.

Il servizio antidoping, con procedure secondo indicazioni FMSI – AIU – WADA, vedrà la predisposizione di locali standard con spazi ampi adeguati/pre-spaziati alla situazione e disponibilità di DPI, guanti, dispenser di igienizzante mani (post-controllo), etc…

NdR: Organizzare una manifestazione comporterà quindi innumerevoli difficoltà e responsabilità in più, con innalzamento dei costi e dei tempi organizzativi. Inoltre, sarà difficile prevedere autorizzazioni per manifestazioni dai grandi numeri, con ovvio allontanamento anche degli sponsor. E, se proprio, ci sarà chi vorrà organizzare, quanto costerebbe l’iscrizione per ogni singolo podista? Podista che poi vedrebbe anche venir a mancare ogni momento conviviale e ludico della corsa, compresa la mancanza di rituali come la zona-expo, festeggiamenti dopo l’impresa,  il riposo post-gara, ecc.

Ancora, come si potrà mai garantire distanziamento tra gli atleti e nessun "lancio di goccioline" quando scatta la competizione?

A questo punto, mi vien naturale pensare che se davvero non arriverà presto il vaccino, ci dimenticheremo a lungo le nostre belle gare, limitandoci agli allenamenti solitari, più o meno come quando ognuno di noi ha cominciato…  

 

 

 
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La Calabria della governatrice Jole Santelli batte tutti  e presenta un’ordinanza (la n. 37 del 29 aprile) che anticipa nettamente i tempi di ritorno alla normalità dettati dal governo Conte per la cosiddetta “fase Due”. 

Infatti, oltre a riaprire bar, pizzerie e altre attività di ristorazione, si liberalizza l’attività motoria senza alcuna limitazione.

Nel punto 1 dell'ordinanza si legge che: "Sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali", a partire dalla data odierna. 

Attenzione, però, perché questa ordinanza ha nettamente infastidito il ministro Boccia, che si è detto pronto a procedere con una diffida qualora non sia ritirata; al contempo numerosi sindaci locali hanno affermato di voler proseguire con le norme precedentemente emesse dal Governo.

 

 

 
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