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1^ Perugia Jazz Half Marathon: Ursitti e Giorgi firmano la prima sinfonia vincente

4 LUGLIO 2026 | Di Pietro De Biasio
Il vincitore Alessio Ursitti - Foto IcronCam

4 luglio Perugia – Se Miles Davis diceva che nel jazz “non sono le note che suoni, ma quelle che non suoni”, alla prima edizione della Perugia Jazz Half Marathon i runner hanno aggiunto una nuova variazione sul tema: non sono soltanto i chilometri che corri, ma le emozioni che riesci a raccogliere lungo la strada. E così, sulle rive del Tevere, scarpe da running e note jazz hanno improvvisato insieme una jam session lunga 21,097 chilometri, dove il cronometro ha fatto la sua parte ma senza rubare la scena alla magia dell’evento. Una prima edizione nata con il ritmo giusto, quasi come uno standard jazz destinato a diventare un classico. Perché la Perugia Jazz Half Marathon non voleva essere semplicemente una nuova mezza maratona nel calendario nazionale FIDAL, ma una storia da raccontare: quella di una città che ha unito sport, musica e territorio trasformando la corsa in un’esperienza multisensoriale.

Dal via dello Stadio Comunale “Egidio Pucciarini” di Ponte Pattoli fino all’arrivo nel cuore verde del Parco del Tevere a Ponte San Giovanni, gli atleti hanno trovato un percorso veloce e suggestivo: pochi metri di dislivello, lunghi tratti ombreggiati, il respiro dell’acqua accanto e la musica jazz come compagna di viaggio. Dopo i primi chilometri su asfalto, spazio alla ciclabile fluviale tra sterrato e ghiaia stabilizzata, in un tracciato dove la natura ha fatto da scenografia e i punti musicali hanno scandito il passo dei partecipanti. Una scommessa vinta da Umbria Crossing, capace di portare sulla linea di partenza 425 iscritti provenienti da tutte le regioni italiane e anche dall’estero, con runner arrivati da Norvegia, Stati Uniti, Svezia, Portogallo, Francia e Germania. Una piccola “maratona del mondo” nel cuore dell’Umbria, nel periodo più iconico della città: quello di Umbria Jazz, quando Perugia diventa capitale internazionale della musica.

Il cuore dell’evento è stato il villaggio alla Fastweb Padel Arena di Ferriera, luogo d’incontro prima e dopo la gara, mentre lungo il percorso quattro ristori e tanta attenzione ai dettagli hanno accompagnato gli atleti fino al traguardo. Una manifestazione che gli organizzatori Chiara e Luca Brustenghi hanno immaginato non soltanto come una competizione, ma come un modo nuovo per accendere i riflettori su un territorio fatto di storia, ambiente e cultura. Ma dentro questa prima edizione c’era anche tanta memoria. Perugia ha riannodato il filo con gli anni Ottanta, quando il marchio Ellesse portò il nome della città nel grande mondo del running internazionale. A quarant’anni dalle imprese di Gianni Poli, vincitore della New York City Marathon 1986, e di Stefano Mei, campione europeo dei 10.000 metri nello stesso anno a Stoccarda, la Perugia Jazz Half Marathon ha voluto celebrare quella stagione irripetibile.

E proprio Gianni Poli è stato uno dei grandi protagonisti emotivi della giornata. Quarant’anni dopo New York è tornato a indossare un pettorale per una mezza maratona scegliendo proprio Perugia, naturalmente con il numero 1. L’ex azzurro, oggi ideatore della prestigiosa Cortina Dobbiaco Run, ha consegnato un ricordo celebrativo della sua vittoria nella Grande Mela agli atleti che hanno completato entrambe le manifestazioni, creando un ponte ideale tra passato e futuro della corsa. Al via anche volti importanti del mondo running come Rosario Palazzolo, direttore di Runner’s World Italia, e Roberto Di Sante, scrittore e autore di Corri: Dall’inferno a Central Park e Se apri gli occhi, confermando il respiro culturale di un evento che vuole andare oltre il semplice risultato sportivo. Poi, come in ogni grande concerto, è arrivato il momento degli assoli. Quelli dei protagonisti della gara, che hanno acceso la sfida agonistica scrivendo le prime righe dell’albo d’oro della Perugia Jazz Half Marathon.

Dopo la melodia collettiva dei 331 runner al traguardo, con 223 uomini e 108 donne in rappresentanza di 116 società, la prima Perugia Jazz Half Marathon ha acceso i riflettori sui suoi protagonisti più veloci, quelli capaci di trasformare il ritmo dei passi in una fuga vincente. Il primo “assolo” nella storia della manifestazione porta la firma di Alessio Ursitti (A.S.D. Go Running), che ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro della gara umbra imponendosi in 1h16’00”. Alle sue spalle una sfida combattuta per le posizioni del podio, con Nicola Pirilli (TX Fitness S.S.D. ARL) secondo in 1h16’49” e Nicola Bianco (ASD Filippide Runners) terzo in 1h19’02”. Completano la top five maschile Alessandro Inverni (Zero Watt A.S.D.), quarto in 1h19’41”, e Michele Panduri (TX Fitness S.S.D. ARL), quinto in 1h20’13”. Tra le donne la prima nota vincente è stata quella di Giulia Giorgi (Calcestruzzi Corradini Excelsior), protagonista di una prova autorevole chiusa in 1h22’08” e destinata a restare nella storia come la prima vincitrice della Perugia Jazz Half Marathon. Secondo gradino del podio per Chiara Camporesi (A.S.D. Dinamo Running) in 1h28’16”, mentre la terza posizione è andata a Marzia Keller (Purosangue Athletics Club) con il tempo di 1h30’33”. A completare le migliori cinque della classifica femminile Rosa Rella (Acquamarina Palese), quarta in 1h33’17”, e Marisa Russo (ASD Kratos Massafra), quinta in 1h34’36”. Una prima edizione che chiude dunque con numeri importanti e una certezza: tra il respiro del Tevere e le note del jazz, Perugia ha trovato una nuova corsa capace di avere ritmo, anima e futuro

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FONTE CLASSIFICA ICRON

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