Bronzo di Rodolfo Lollini – Podisti.net agli Europei Master
Dal 27 marzo al 2 aprile si è disputata la 15^ edizione degli European Master Athletics Championships Indoor che avevano in programma tutte le gare di atletica al coperto, più tre competizioni all’aperto: una 5K, il Cross Country e la 5K di Marcia. Ben 3474 gli atleti in gara, provenienti da 52 nazioni, di cui 13 extraeuropee. Questi ultimi erano ospiti fuori classifica. Con età compresa tra i 35, il primo anno della categoria master e gli oltre 90 anni di alcuni inossidabili protagonisti di questa kermesse. La cornice dell’evento era quella dello splendido impianto di Torun (Polonia) che solo una settimana prima aveva visto gareggiare i migliori atleti a livello assoluto nei campionati mondiali. Tornando ai master, il medagliere finale per nazioni ha visto il successo della Germania, davanti alla Gran Bretagna ed ai padroni di casa della Polonia. Nona l’Italia ed è un peccato che non esista una medagliere legato ai siti che trattano atletica leggera e running, in quanto Podisti.net ha conquistato una medaglia di bronzo con il suo Caporedattore Rodolfo Lollini che per questa volta non racconterà le gare degli altri, ma la sua esperienza.
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Il primo aprile 2026 il destino mi ha fatto uno scherzo piacevole, anzi indimenticabile, in un’occasione prestigiosa. Perché questi campionati sono una meravigliosa festa dell’atletica. E se è vero che per molti, compreso chi vi scrive, rappresentano giusto una gita turistica che offre l’occasione di indossare la maglia della nazionale, senza necessità di tempi minimi o convocazioni, essi raccolgono anche l’eccellenza del nostro sport alle varie età. Con over 50 che viaggiano a 3 al chilometro sui 3000, giusto per fare un esempio, ma vi basterà curiosare nelle classifiche di tutte le specialità per rendervene conto.
Il mio sogno, la caccia di una medaglia, era iniziato vent’anni fa, nel 2007 ai Mondiali di Riccione con la maratona. Lì avevo capito che per avere una seppur minima possibilità di battere questi marziani, avrei dovuto cercare d’inserirmi nella classifica a squadre. A due condizioni, non banali. La prima è che la squadra italiana avrebbe dovuto conquistare il podio, la seconda è che nei team vengono considerati e soprattutto premiati, solo i primi tre atleti di ogni nazione. A differenza di quanto avviene con gli assoluti, dove nel cross country la medaglia, quando arriva, se la prendono tutti e sei gli azzurri. Anche quelli che fanno delle controprestazioni. Negli anni successivi, tra 5K, 10K, mezza e cross ho provato una lunga serie di delusioni. O per meglio dire di tentativi falliti. Spesso per un soffio. Due medaglie di legno, una in Francia col nostro capitano che si ritira nel finale, ad argento ormai in tasca. Poi un quinto posto in Spagna. Anche un bellissimo oro l’anno scorso in Portogallo, peccato che avessi il quarto tempo tra gli italiani…
Lo scorso primo aprile invece è girato tutto nel verso giusto, in un cross country, nel parco attiguo al palasport. Otto chilometri, fondo impegnativo, 200 metri di dislivello con 8 strappi da ripetere nei 4 giri, totale della moltiplicazione: 32. Percorso tecnico lo definiscono quelli che parlano bene. Io direi solo massacrante.

Concludendo, vorrei ringraziare.
– coach Davide Coluzzi che mi ha seguito con pazienza, competenza ed attenzione, come uno dei suoi campioni in erba della SAO Cornaredo;
– i miei compagni di squadra Francesco Barletta e Paolo Gatti; oltre a fare il grosso del lavoro a livello di tempi, ma chi li conosce sa che atleti sono, quando hanno saputo che mi ero iscritto, hanno creduto in me, mi hanno contattato e si sono iscritti anche loro perché erano convinti che ce l’avremmo fatta;
– il mio compagno di viaggio Loris Pagani, motivatore e fornitore di classifiche in tempo reale durante la gara ;
– ma permettetemelo, anche me stesso: mi sono allenato bene, intensamente, senza farmi male, aspetto non banale; ho perso tre chili. Nella 5K del 29/3 avevo chiuso con un tempo che non facevo da più di un lustro. In gara ho dato anima e corpo…
La chiudo qui. In verità ci sarebbe da raccontare la cerimonia di premiazione, con podio, medaglie, inno nazionale ed una enorme bandiera italiana che di nascosto mi portavo dietro da una vita e stavolta ho potuto finalmente tirare fuori. Ma sono sensazioni indescrivibili. Di certo, per qualche istante, ho pensato di essere un atleta vero e questo non ha prezzo, come diceva la martellante pubblicità di una carta di credito, con cui potevi comprare tutto il resto.

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