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Chasing 100: meno di 6 ore per 100 chilometri, ma non è un record

26 AGOSTO 2025 | Di Rodolfo Lollini
Foto: Adidas

Nella lotta commerciale tra i giganti del running, con particolare riferimento alle scarpe, ma non solo, oggi 26 agosto Adidas segna un importante punto a suo favore. Dopo la serie delle esibizioni Nike sulla maratona, ma anche sul miglio, come l’ultimo, sfortunato Breaking4 dello scorso 26 giugno che avevamo commentato in questo pezzo, anche Adidas ha organizzato un evento simile. Insomma dopo essere stata tra le prime a rompere il monopolio Nike delle scarpe che banalizzando chiameremo con l’anima in carbonio, raccogliendo con i suoi atleti molti successi internazionali e soprattutto una bella fetta di mercato, adesso la casa delle tre strisce ha organizzato Chasing100. Una sfida esibizione sui 100 chilometri, distanza che sta diventando sempre più importante, anche se, per ovvi motivi, molto meno disputata rispetto alla maratona. Quindi con più margini di miglioramento.

Teatro dell’esibizione la cittadina pugliese di Nardò (LE) e più precisamente il suo “ring”, un circuito perfettamente circolare costruito per FIAT negli anni 70 ed ora di proprietà della Porsche. Con una lunghezza di circa 12 chilometri il tracciato è già stato teatro di una lunga serie di record con auto e moto.  

Cinque gli atleti impegnati in questa gara non ufficiale, quindi senza giudici e non inserita nel calendario della FIDAL o di World Athletic: il detentore del record mondiale dei 100 km (6:05:35) Aleksandr Sorokin (Lituania), Jo Fukuda (Giappone), Charlie Lawrence (USA), Ketema Negasa (Etiopia) e Sibusiso Kubheka (Sudafrica). A prevalere, infrangendo il muro delle 6 ore è stato Sibusiso Kubheka col tempo di 5:59:20. Secondo Charlie Lawrence in 6:03:47, terzo Aleksandr Sorokin (6:04:10).

Ovviamente tutti i concorrenti hanno indossato materiale Adidas pensato e progettato insieme ai cinque runner per questa gara. A partire dalle scarpe che cinque giorni prima della competizione, sono state inserite in una camera ad alta pressione, dove microbolle d’aria sono state pompate negli spazi vuoti della schiuma dell’intersuola. Secondo la casa produttrice, l’aumento della pressione, ha migliorato la capacità di ritorno di energia della scarpa, offrendo una spinta extra ad ogni passo. Prima della gara, gli atleti hanno utilizzato una combinazione di tecnologie di raffreddamento e isolamento termico per ottimizzare la regolazione della temperatura corporea. Grazie all’uso di un gilet refrigerante e di una giacca isolante con ventilazione già utilizzata in Formula 1. Ci fermiamo qui, ma a questo link troverete altre foto ed il comunicato ufficiale Adidas che pubblicizza altre innovazioni tecniche su short, canottiera ecc ecc.

Complimentandoci ancora con gli atleti per la loro prestazione e con il fornitore/sponsor per le innovazioni e l’organizzazione dell’evento, ribadiamo che non si tratta di un record, malgrado le dichiarazioni che troviamo sul comunicato. Per essere omologato come tale, le scarpe dovrebbero essere state messe in commercio sei mesi prima, se ricordiamo bene il regolamento e soprattutto la corsa avrebbe dovuto essere una gara ufficiale. Con giudici che per esempio mai e poi mai avrebbero permesso di correre dietro una jeep che taglia l’aria. Come mostrato dalla fotografia. A 3’36” al chilometro, ovvero quasi 17 all’ora, si tratta di un grosso aiuto. Peraltro un accorgimento abbondantemente utilizzato anche da Nike per i suoi Breaking. Concludiamo dicendo che Chasing100 arriva con un decennio di ritardo, perché ci sarebbe piaciuto vedere impegnato anche il nostro Giorgio Calcaterra, uomo da 6:23:21 a Seregno e 6:25:49 al Passatore. Senza scarpe magiche, gilet ed auto frangivento.

GALLERIA FOTOGRAFICA Clicca qui
FOTOGRAFO www.adidas-Group.com

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