E’ proprio una festa: Ultramarathon Festival Venice
Parco San Giuliano, Mestre-VE, 11 e 12 aprile 2026. Forse sono di parte, ma il clima di festa lo provo già il venerdì pomeriggio, al ritiro del pettorale.
È una festa il sabato mattino, si vede e si vive nei sorrisi dei volontari e dei partecipanti, nei gazebi colorati delle diverse società sportive presenti. È una festa per il luogo, immerso nel verde e con lo sfondo la laguna, per i volontari eccezionali, per l’ottima organizzazione.
Alle 10 del mattino iniziano le sei ore, individuali ed a staffetta, e le 24 ore, sempre individuali ed a staffetta. Si parte e inizia la lunga corsa/camminata.
Le sei ore individuali sono campionato Italiano Iuta: le premiazioni iniziano al termine della gara. Ma chi percorre le 24 ore sta “girando”.
La giornata è abbastanza calda, ma il vento, non troppo forte, addolcisce la temperatura. L’assistenza ed i ristori si confermano all’altezza della fama, qui non manca proprio nulla. Pasta, riso, patate, uova, formaggio, mortadella, noci, nocciole, frutta, tutto il dolce possibile e bevande calde e fredde. Non dimentichiamo il gelato!
Vi è sempre chi preferisce allestire autonomamente il pranzo (Running team di Mestre): pasta, patatine, salame, birra,…. e poi camminano o corrono!
Il tramonto è all’altezza della sua fama.
Alle 22.00 si uniscono i partecipanti alla 12 ore: chi si è messo in gioco per la 24 ore è un po’ meno solo.
E, alle 22.30 circa, i fuochi d’artificio. Poi tutto si spegne, rimangono le musiche in qualche gazebo, i saluti per chi andrà a casa a dormire, qualcuno dei partecipanti si riposa nelle brandine attrezzate dai vigili del fuoco, altri nella propria tenda. Ma la notte non è così pesante al Parco di San Giuliano: pur se breve (1382 m) il percorso si sviluppa nel verde. Anche di notte indovini la laguna e sullo sfondo Venezia. Purtroppo, considerata la vicinanza del mare, la notte è umida, molto umida.
Un po’ prima delle 6 albeggia: il sole sembra sorgere dalle acque, sopra i campanili di Venezia, che fungono da linea di orizzonte. Anche l’alba non tradisce le aspettative, un po’ di foschia, ma il verde punteggiato di giallo, bianco, viola offre una visione serena. E alle 6, puntuali, si risvegliano le comunicazioni al suono della fanfara e arrivano brioches e cappuccini. Una tradizione di UMF attesa.
La gara termina per tutti alle 10.00 del mattino: alle 9.40 consegna dei legnetti, alle 10.00 sparo finale.
Cambio, attesa delle distanze portate a termine e, prima delle premiazioni, altra tradizione, molto apprezzata: il terzo tempo, momento conviviale. Si consumano viveri e bevande portate dai partecipanti e preparati dalla organizzazione.
Le premiazioni iniziano con le 12 ore individuali maschili e femminili, proseguono con le 24 ore per le staffette e successivamente individuali. Ancora come da tradizione, si registrano alcuni primati nazionali: nella 12 ore per M80 di Corsale Silvano, seconda prestazione assoluta, con ben 89,383 km. Fortuna vuole, per i suoi avversari, che abbia cominciato a correre da poco!
Nella 24 ore primato italiano di categoria F60 per Feltrin Antonella, con 167,266 km, quarta assoluta; sempre nella 24 ore primato italiano F70 per Daniela Lazzaro, con 154,697 Km, settima assoluta. Da ricordare pure Fasolo Tiziana, F65, con 154,784 km, sesta assoluta.
Un piccolo appunto: i master, solo per la 24 ore, nonostante nel regolamento sia dichiarata la premiazione delle categorie Fidal, scontano una interpretazione restrittiva. Sia in campo femminile che maschile, dopo i 65, vengono accorpate le categorie.
Complimenti a tutte e tutti, che si sono messi in gioco!
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| FOTOGRAFO | Paola Falcier |