“Il Marciatore – la vera storia di Abdon Pamich” fiction su RAI1 il 10 febbraio 2026 (disponibile su RaiPlay)
Erano iniziate a novembre 2025 le riprese della nuova fiction RAI dedicata alla storia di Abdon Pamich, campione infinito della marcia italiana del passato, che raggiunse l’oro olimpico sui 50Km di marcia a Tokio 1964, il bronzo a Roma 1960 e fu due volte campione europeo, nonché 40 volte campione italiano su varie distanze.
Basato sui fatti raccontati nel libro “Memorie di un marciatore” (scritto dallo stesso Pamich nel 2016), il film tv è stato finalmente annunciato ieri dall’ufficio stampa della RAI. Sarà trasmesso in prima serata su RAI1 il prossimo 10 febbraio 2026 (NdR: ora disponibile su RaiPlay, abbiamo visto la fiction e ci è piaciuta). Il titolo è “Il Marciatore – la vera storia di Abdon Pamich” del regista Alessandro Casale, una produzione Clemart in collaborazione con Rai Fiction. Il Marciatore è un tv movie che racconta la vita di Abdon Pamich: l’esodo da Fiume nel secondo dopoguerra, la formazione sportiva con l’allenatore Giuseppe Malaspina e il percorso che lo porterà a diventare uno dei più importanti marciatori italiani.
Per lanciare il film, venerdì 6 Febbraio 2026 alle ore 12:00, presso la Sala Conferenze Rai di Via Alessandro Severo 246 a Roma, è previsto un incontro con Abdon Pamich e saranno presenti anche il regista Alessandro Casale e l’attore protagonista Fausto Sciarappa.
(NdR: Abdon Pamich, insieme al pugile Nino Benvenuti, oltre ad essere stati entrambi campioni olimpionici ed aver dato lustro per molti anni allo sport italiano, hanno in comune la terra di origine. Al termine del secondo conflitto mondiale, in cui ci aveva disgraziatamente e stupidamente trascinato il regime fascista, insieme a circa 250.000 profughi istriani, furono costretti ad abbandonare le loro case. Incolpevoli vittime di un regime di violenza, analoga se non superiore a quello instaurato dai fascisti prima del 1945, nei confronti delle minoranze slave e croate, con la forzata italianizzazione, esecuzioni e campi di concentramento. Dopo la fine della guerra furono invece gli italiani a subire una terribile “pulizia etnica” fatta di esecuzioni sommarie, tra cui quelle delle foibe e la deportazione in massa dai territori occupati dall’esercito jugoslavo. Le pene per questa povera gente, continuarono poi per diversi anni. Trovare una casa dopo le distruzioni dei bombardamenti ed un’occupazione non fu facile, costringendoli a sistemazioni d’emergenza in campi profughi e lavori precari. Il tutto con zero soldi in tasca e magari anche senza oro, donato alla patria e finito in tasca a chi ben sappiamo. R.Lollini)