Troppi record? La Iaaf indaga
Le recenti incredibili performance nelle maratone ufficiali, e nel tentativo andato a buon fine Ineos 1:59, hanno indotto la IAAF (International Association of Athletics Federations) ad aprire una discussione sulle ormai famose Nike ZoomX Vaporfly Next%; Kipchoge, Kosgei, Bekele…le migliori prestazioni hanno un minimo comune denominatore: le stesse scarpe. Dall’introduzione sul mercato di queste scarpe (2016) il record del mondo è stato migliorato per 5 volte, sempre da atleti che calzavano lo stesso modello, che peraltro nel tempo ha subito alcune evoluzioni. Il “4%” inserito nella sigla starebbe ad indicare che in condizioni ottimali si avrebbe un’efficacia nella corsa superiore del 4%. Che poi questo significhi correre il 4% più velocemente credo sia tutto da vedere.
Il giornale inglese "Times" sostiene che diversi atleti si siano lamentati presso la IAAF per contestare l’utilizzo di scarpe che favorirebbero irregolarmente chi le utilizza. L’oggetto del contendere è una piastra in fibra di carbonio, contenuta nell’intersuola, che agirebbe come una sorta di molla: quindi non solo non ci sarebbe dispersione di energia al contatto col suolo, ma addirittura un vantaggio in termini di energia propulsiva di ritorno. Ciò significa che nella fase di appoggio si accumula energia che poi viene restituita nella fase di spinta.
La questione in realtà non è così nuova, già ai tempi del primo tentativo di Kipchoge (maggio 2017) sì accennò a calzature che contenevano elementi tecnologici che fornivano vantaggi non regolamentari, traducibili in 2-3 secondi/chilometro, che su una maratona vogliono dire moltissimo. Probabilmente nel tempo gli stessi concorrenti di Nike, Adidas in testa a tutti, avevano sollevato la questione, ora si è giunti al punto che si vuole capirne di più.