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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Di questi tempi c’è poco da raccontare di gare che non ci sono ed allora capita di pescare nell’album dei ricordi.

Era il 2012, come ogni anno si correva, e si corre tuttora salvo stop covid19, la 24 x 1 ora di Zeloforamagno, organizzata dall’omonimo gruppo sportivo; siamo a Peschiera Borromeo, provincia di Milano. Una bella manifestazioni ma anche un modo per ritrovarsi insieme, del resto stare 24 ore intorno ad un anello di pista fa tanta socialità. Ma anche spettacolo. Già, perché a prescindere dal carattere formalmente non competitivo dell’evento, ogni tanto si presentavano al via della propria frazione diversi atleti forti. Noi di podisti.net ci pensavamo da tempo di allestire un team, ed ecco che il 2012 è stato l’anno buono. Abbiamo voluto correre la staffetta classica, quindi 24 atleti per 24 ore, anche se c’era la possibilità della formula “mixed”, con frazioni di 30 minuti. Non solo questo, avevamo in mente di fare il record di percorrenza, o comunque correre sotto i 4’/km, quindi il target era di 360 chilometri. Ovviamente abbiamo ricorso a lettori, amici ma anche gente forte, per raggiungere l’ambizioso obiettivo. Ammettiamolo, ci siamo caricati ed esaltati di questa idea, fino al punto di autoproclamarci pomposamente “Dream Team”.

Qui si trova l’elenco di tutti i partecipanti, orario di partenza e le performance realizzate

runner

orario

distanza percorsa (km)

 

 

 

Tito Tiberti

sabato 11-12

15,2

Brian Tomlin

sabato 12-13

14,8

Simona Baracetti

sabato 13-14

14,4

Francesco Rimoli

sabato 14-15

14,4

Matteo D'Amico

sabato 15-16

15,2

Paolo Finesso

sabato 16-17

17,6

Fabrizio Sutti

sabato 17-18

16,8

Danilo Cascino

sabato 18-19

13,6

Emanuele Bertolotti

sabato 19-20

14,8

Giuseppe Tripari

sabato 20-21

14

Roberto Cella

sabato 21-22

16

Valeria Galimberti

sabato 22-23

13,6

Corrado Pasotto

sabato 23-24

14

Maurizio Lorenzini

sabato 24-01

14

Salvatore Gambino

domenica 01-02

16,6

Stefano Morselli

domenica 02-03

12,8

Tommaso Bricca

domenica 03-04

14,4

Lorenzo Verdelli

domenica 04-05

14,8

Rodolfo Lollini

domenica 05-06

13,2

Daniele Martinoli

domenica 06-07

15,6

Enzo Follin

domenica 07-08

15,2

Matteo Vecchia

domenica 08-09

15,6

Luigi Carbone

domenica 09-10

16,2

Saturnino Palombo

domenica 10-11

17,6

Totale

 

360,4

 

Qui sotto trovate come l’abbiamo raccontata al tempo, in diretta dal campo, con costanti aggiornamenti.

Zeloforamagno (MI) – 24 x 1 ora, trionfa Podisti.Net

Zeloforamagno di Peschiera Borromeo (MI) – 24 x 1 ora, vince il team Podisti.Net

Tutti noi di Podisti.Net siamo sfiniti, non solo perchè abbiamo corso, ma la felicità è veramente tanta.

Grazie a tutti voi che avete partecipato con performance di alto livello ma anche con simpatia e disponibilità

ore 11, abbiamo vinto!

Ci siamo, ultima ora, parte sotto l'acqua un arrembante Saturnino Palombo. Impressionante la sua velocità di gambe, dopo pochi giri è già sotto i 3'30/km, e così continuerà sino alla fine, anzi aumenterà ancora. Suo il prestigioso suggello ad una nostra gara sempre da protagonisti.

Al colpo di pistola che preannuncia gli ultimi 60 secondi riesce ancora a cambiare marcia. Fabio Maderna col picchetto in mano (per segnalare il punto esatto di termine dei 60 minuti) cerca di indovinare il punto di arrivo, a noi dalla "panca" gira un pò la testa a veder girare Saturnino, a lui no. Il secondo colpo di pistola sancisce la fine della 31^ edizione.  

Ore 10.00 , ultimo aggiornamento dal campo di gara prima dell'ultima staffetta.

Daniele Martinoli nella sua prova dalle 6 alle 7 combatte e vince contro i due frazionisti del GS Zeloforamagno, alla fine saranno 15,6 i km percorsi e guadagna un giro.

A seguire Enzo Follin gira bene oltre i 4'/km e primeggia la sua frazione (chiusa a 15,2 km) aggiungendo altri due giri di vantaggio.

Dalle 7 alle 8 l'amico Kenia (ma quanti sanno veramente che si chiama Matteo Vecchia?) parte relativamente tranquillo, papà Maurizio (anche lui è un runner) controlla i tempi. Ad un certo punto cambia marcia, altri giri guardagnati,con una bellissima progressione finale.

Penultima frazione, la corre Luigi Carbone, forse parte un po’ forte, ma è un combattente, tiene bene alla distanza, porterà altro fieno in cascina, percorrendo 16,2 km.       

Ore 06.00 Ha appena concluso la sua fatica Rodolfo Lollini riuscendo a percorrere 13.200 metri, esattamente 400 in più di Stefano Morselli che tra l'una e le due aveva corso 12.800 metri, entrambi i redattori di Podisti.Net hanno finito stravolti dalla fatica.
Podisti.Net è riuscito, dopo la notte, a mantenersi comunque al comando, ma il vantaggio sul GS Zeloforamagno si e' sensibilmente assottigliato arrivando a 1200 metri prima della partenza di Michele il bresciano dell'Atletica Paratico.

Ore 05.00 Dopo la frazione di Giuseppe Tripari raccontata nel precedente aggiornamento, è stata la volta di Roberto Cella a pestare il tartan della pista del Campo Borsellino.
Roberto ha mantenuto le promesse e ha inanellato una serie di giri a ottimo livello totalizzando alla fine della sua fatica un bel 16,00 km netti,risultato ancora più importante se considerate che è stato realizzato in 58'30'' ( difficile correre per 60' precisi, gli scostamenti tavolta possono essere significativi). Alla fine ha espresso la sua soddisfazione per un valido test in prospettiva Cortina-Dobbiaco.
Poi è toccato alla seconda donna della squadra, Valeria Galimberti, che ha chiuso la sua fatica percorrendo 13,6 km, non sembrava faticare!
L’ora dalle 23,00 alle 0,00 è stata corsa da Corrado Pasotto, un altro ultramaratoneta, in forza ai Runners Bergamo, che arrivando dalla provincia di Verona, si è aggiudicato il premio speciale riservato al podista che veniva da più lontano.
I km totali percorsi da Corrado sono stati 14,00.
A mezzanotte, come Cenerentola, è partito Maurizio Lorenzini autore di una frazione caparbia che gli ha permesso, nonostante tutte le ore passate al campo, di portare a casa un buon 14,00 km.
Al termine della sua frazione Maurizio, che da buon tattico ha corso “sul 35” (numero di pettorale dello Zeloforamagno B), riceveva il cambio Salvatore Gambino 16,6 km .
Salvatore era stato sfidato da Roberto Cella e girava da subito a 3’35-36 km, mantenendo un’andatura costante per tutto il resto della gara e contribuendo ad aumentare il distacco sulle inseguitrici.

Le frazioni dalle 3 alle 5 sono coperti da due giovani amici di Lodi, Tommaso Bricca e Lorenzo Verdelli ( solo per curiosità, i primi due che avevano aderito alla nostra iniziativa). Il loro entusiasmo è contagioso per tutti, a cominciare dai redattori di Podisti.Net, che mostravano qualche segno di fatica per la interminabile giornata.Quasi 15 km per entrambi. 
Dopo la 17^ ora di gara la classifica si presenta in questo modo: 1) Podisti.Net km 252,400 2) GS Zeloforamagno B km 251,200 3) Canottieri Milano A km 242,800: il distacco con la seconda è molto contenuto. La classifica finale (generale) è diventata più incerta ed avvincente e saranno decisive le prestazioni degli ultimi frazionisti.

Ore 20,00: Dopo un pomeriggio di fuoco il team Podisti.Net ha acquisito un vantaggio importante sulla seconda squadra. Ecco la classifica aggiornata ed i relativi chilometri percorsi: 1) Podisti.Net 137,200 2) GS Zeloforamagno B km 129,200 3) La Michetta A km 128,800. Ha appena concluso la sua prova Emanuele Bertolotti che ha corso facile la sua frazione in 59’18, pari a 4’/km, secondo più, secondo meno. Prima della gara era apparso poco preso dal sacro furore agonistico, visto che si distraeva facilmente con una bella ragazza. Invece dopo la gara …..è lo stesso.

Andiamo a ritroso nelle ore: Francesco Rimoli corre col sole, che non fa neanche finta di nascondersi dietro le nuvole, eppure totalizza km 14,400. Bravo Francesco, forse ti sono toccate le condizioni peggiori e bravi anche i tuoi figli Nicolò e Lisa.

Prima ancora è toccato a Matteo D’Amico, di “professione” siepista (pb 10’02) che per l’occasione ha fatto un lungo. Parte forte, forse troppo forte, corre e fatica su una distanza certamente non congeniale per le sue abitudini, eppure tiene senza paura. Se queste sono le capacità di soffrire, questo ragazzo (classe 1993) si prenderà e darà delle grandi soddisfazioni.

Poi è stata la volta di Paolo Finesso, come a dire atletica con la A maiuscola; uno spettacolo vederlo scivolare sul tartan senza apparente fatica. Ancora capace di chiudere in 30’01 agli assoluti dei 10 km, a 37 anni, questo vecchio ragazzo continua a stupirci, si fa le sue ore in fabbrica e poi corre e fatica con lo stesso entusiasmo di sempre. Chiude la sua frazione percorrendo 17,600 km, quasi certamente risulterà quella più veloce. Grazie Paolo di essere stato con noi.

A dargli il cambio è stato Fabrizio Sutti, certamente non da meno come qualità podistiche e risultati sinora ottenuti. Viene da Regoledo di Cosio (SO), è specialista sui 1500 e 3000 ( pb rispettivamente di 3’44 e 8’04). Pronti via, passa ai 4000 mt in 13’23, poi svolge un lavoro di qualità alternando dei mille sparati a 3’13-15. Alla fine totalizzerà più di 17 km, che dire, grandi tempi e grande spettacolo vederlo correre. Domani farà 36 anni, non poteva mancare un brindisi al gazebo con noi di Podisti.Net.
Cambia con Danilo Cascino, che soffre e sbuffa ma si difende bene.

Giuseppe Tripari corre dalle 20 alle 21. E’ un centista, vicino al suo prossimo Passatore ( l’ha corso 4 volte, miglior prestazione di 9h20’), nella prossima vorrebbe scendere sotto le 9 ore. E’ inevitabilmente carico di chilometri, tra l’altro ha fatto da pacer la MCM 2012, non può essere molto veloce, eppure chiude a 14 km la sua frazione.

Ore 18.00: Il nostro team leader Maurizio Lorenzini ha il suo gran da fare ad organizzare il team sul posto, allora ci pensiamo noi dalla redazione a darvi le ultime news. Dopo le fantastiche prove di Paolo Finesso (17.600 mt) e Fabrizio Sutti (oltre 17.000 metri ma non sappiamo esattamente quanto) il team Podisti.Net ha consolidato il primo posto.

Ore 14.00: dopo le prime tre frazioni il team Podisti.Net conduce la classifica generale con 44,4 km davanti a Canottieri A con km 44,00. I nostri primi atleti hanno concluso le rispettive frazioni come segue: Tito Tiberti 15,200 km, Brian Tomlin 14,800 km, Simona Baracetti 14,400 km.

Il caldo torrido sta penalizzando le prestazioni dei concorrenti, che tuttavia restano su buoni livelli. Ogni tanto il sole si nasconde dietro le nuvole dando un attimo di tregua agli atleti.

Inizia l’avventura di Podisti.Net

Ore 11,00 in punto, il colpo di pistola ha dato via alla 31^ 24 x 1 ora AGAP e i primi 40 staffettisti hanno iniziato il primo, di tanti, giri di pista.
E’ così iniziata anche l’avventura della squadra di Poditi.Net. Il nostro primo staffettista a scendere in pista è Tito Tiberti che ha chiuso il primo giro in 5° posizione, al fianco del mitico Genny Di Napoli. Come da tattica preannunciata prima della partenza, Tito correrà un’ora in progressione ed è già sceso a 4' al mille.
Genny, intervistato al volo da Maurizio al passaggio davanti alla nostra postazione, ha dichiarato di essere lui a far da lepre a Tito.
La giornata è molto calda e già gli spugnaggi sono “attivi”. Tito è partito indossando la nostra canotta “Special edition” , ovviamente indossata da tutti i partecipanti del team.
Il prossimo aggiornamento da Zeloforamagno questa sera dopo le prime 8 ore di gara, o forse, prima chissà.
PS: è arrivato in questo momento anche il secondo staffettista Brian Tomlin che sta iniziando i preparativi.

Matteo Vecchia, appassionato, buon atleta e titolare del marchio Don Kenya Run, aveva in mente di celebrare degnamente il primato italiano di Genny Di Napoli, realizzato il 18 maggio 1996 (7:39:54) ed ha scelto proprio la sua distanza, i 3.000 metri piani. Ecco quindi l’idea: ognuno li corre per proprio conto, li certifica col proprio GPS ed invia i dati. Il tutto entro il 18 maggio, data non casuale, perché proprio il 18 maggio del lontano 1996 Di Napoli realizzò quel primato.

Dico che si è fatto sul serio perché hanno risposto all’appello tanti atleti forti e la lista finale dei tempi registrati lo dimostra chiaramente. Correndo a 4’/km si arrivava intorno al 100° posto, su 142 partecipanti al contest; con 3’/km non si entrava nemmeno nei primi 10. E con 5’/km… beh, si lottava nelle retrovie.

Nomi importanti, ha partecipato e realizzato la miglior prestazione il nostro mezzofondista più forte, Yeman Crippa: con 8:13 ha preceduto di due secondi Mohad Abdikadar; terzo posto per Pasquale Selvarolo (8:19).

Donne: miglior tempo per Sarah Giomi (9:50), solo un secondo più veloce di Maria Chiara Cascavilla (9:51), poi la giovane Anna Arnaudo (classe 2000), che ha chiuso anche lei vicinissima, 9:53.

E’ giusto dire che, ovviamente, si tratta sempre di prestazioni riportate dai partecipanti, nessun controllo sul percorso della prova; qualcuno potrebbe aver barato? Magari con qualche punto percentuale di discesa? Non ci sono elementi per sostenerlo, nemmeno per escluderlo. E ancor meno c’è la voglia di indagare. Mai come in questo caso se qualcuno ha davvero imbrogliato ….. ha preso in giro solo e soprattutto sé stesso. Anche perché poi queste cose nel tempo tendono a venire fuori, prestazioni difficili da ripetere perché realizzate in contesti poco chiari, tipo percorsi accorciati e via dicendo.  

Aggiungo un particolare, la distanza scelta; a parte la ricorrenza del primato, è davvero idonea di questi tempi dato che si viene fuori da un periodo durante il quale tendenzialmente si è lavorato molto sulla forza (correre a lungo, quindi sulla resistenza, era alquanto difficile) e un 3.000 metri risulta molto utile come test in seguito agli allenamenti svolti.

Finisce così, con questo 3.000 metri? Mah, per come conosco Matteo Vecchia mi sa che sta già pensando a qualcosa di altro …. dato che non si potrà gareggiare ancora per un po’. Potrebbe pensarci lui. 

p.s. per la foto che abbiamo scelto non ce ne vorranno gli altri protagonisti, inevitabile mettere Yeman Crippa, invece con piacere diamo evidenza ad Anna Arnaudo; non ancora ventenne ha già diverse presenze in nazionale e corre davvero forte. Una vera promessa, di categoria e di fatto

 

 
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Mercoledì, 13 Maggio 2020 11:27

Diamond League: nuovo possibile calendario 2020

La Wanda Diamond League, in accordo con la World Athletics e gli organizzatori del circuito, hanno diramato il calendario provvisorio delle manifestazioni 2020. Appare difficile che venga rispettato, salvo che non cambino sostanzialmente le condizioni relative al contagio ed allo sviluppo del virus.

Tra l’altro si comincerebbe presto, a Monaco (Francia), il 14 agosto, e terminerebbe il 17 ottobre, in Cina.

Sono 11 le tappe del circuito, però strutturate diversamente rispetto alle abitudini, quando si concludevano con una finale; ogni organizzatore è libero di proporre il suo format che dovrà tenere in considerazione lo sviluppo della pandemia nel proprio paese e delle restrizioni che potrebbe comportare.   

E’ chiaro che in queste condizioni viene da chiedersi come gli atleti potranno prepararsi alle gare, anche se abbiamo visto come in molte nazioni abbiano potuto continuare la preparazione. Invece in altre, come l’Italia, i vincoli imposti hanno invece fortemente limitato le attività. 

Ecco il calendario completo, per quanto riguarda la tappa italiana la manifestazione è prevista il 17 settembre, teoricamente a Napoli, salvo che non cambi la situazione a Roma.

14 agosto: Montecarlo (Monaco)
16 agosto: Gateshead (Gran Bretagna)
23 agosto: Stoccolma (Svezia)
2 settembre: Losanna (Svizzera)
4 settembre: Bruxelles (Belgio)
6 settembre: Parigi (Francia, da confermare)
17 settembre: Roma/Napoli (Italia)
19 settembre: Shanghai (Cina)
4 ottobre: Eugene (Stati Uniti)
9 ottobre: Doha (Qatar)
17 ottobre: Cina (sede da annunciare)

Ricordo che sono state cancellate le tappe di Rabat, Londra e Zurigo

Recentemente avevamo pubblicato un articolo (LEGGI QUI) nel quale i delegati running, che rappresentano gli organizzatori delle corse su strada livello Gold e Silver, contestavano a Fabio Pagliara, segretario Fidal, di essere andato avanti un po’ per conto suo. Questa era stata la sua replica, che trovate comunque nei commenti, in fondo all’articolo:

Il segretario Fidal Fabio Pagliara, ancora in isolamento al covid hotel, ci ha fatto pervenire il suo pensiero:
" credo sia il momento di essere responsabili, uniti e concreti. Poi ovviamente ognuno fa le proprie scelte, assumendosene le responsabilità. Sono convinto si debba restare concentrati, per salvare il sistema, senza personalismi e con spirito di servizio"

A seguire, e come promesso, i delegati running hanno inviato la comunicazione che trovate più sotto. Per precisione, rispetto alla precedente lettera, rileviamo che tra i firmatari di questa proposta non è più presente la Venice Marathon, nella persona di Lorenzo Cortesi (segretario).

Scorrendo la comunicazione si evidenzia una sostanziale impossibilità ad organizzare manifestazioni su strada. Sono ragioni comprensibili, ma del resto credo che le limitazioni imposte siano difficilmente gestibili in altro modo, salvo che non cambino nettamente le situazioni relativamente allo sviluppo del contagio ed ai rischi annessi. Penso comunque che non siano le singole federazioni, Fidal nel caso specifico, a poter operare in modo diverso da quanto previsto a livello governativo.

Gentile Segretario,

precisiamo che il presente documento è stato redatto dai "Delegati Running”, designati il 31 maggio 2019 in occasione di Run Economy, aderendo all’invito della Federazione di creare un gruppo di lavoro che si rapportasse con la Federazione stessa in rappresentanza delle maratone e mezze Gold e Silver. 

Il presente documento considera tutti quegli spunti intervenuti da parte dei colleghi organizzatori, inclusi coloro che nel frattempo hanno richiesto di farne parte. In questi giorni c’è stato infatti un fitto scambio inerente all’applicabilità delle disposizioni contenute nella bozza linee guida. 

Il giudizio del gruppo è che seppur encomiando l’attuale sforzo della Federazione di predisporre delle regole che potessero consentire lo svolgimento di manifestazioni running di massa durante l’emergenza COVID, queste regole risultano nel loro complesso di difficile attuazione e a nostro parere impraticabili. 

Quello che manca più di tutto è l’anima: una manifestazione senz’anima è priva di attrattiva.

L’anima delle nostre manifestazioni è fatta di socialità, di gusto per la competizione e soprattutto del desiderio di far vivere ai partecipanti un momento di svago. Volendo analizzare i vari punti, elencheremo di seguito le proposte a nostro avviso impercorribili e quelle che invece potrebbero essere possibili.

PROPOSTE NON ATTUABILI

A - NUMERO DI PARTECIPANTI

La limitazione dei partecipanti a 1000 unità non consente di affrontare i costi di manifestazioni il cui budget si fonda in misura importante sulle iscrizioni. Senza partecipazione viene spesso meno anche la possibilità organizzativa, considerato che le amministrazioni spesso non sarebbero intenzionate a limitare la propria comunità (chiusura al traffico, impegno di personale etc) per un così basso ritorno. 

B - GESTIONE LOGISTICA

Numerose sono le problematiche che appaiono insuperabili, prima tra tutte la gestione della partenza, sia per spazi che per i tempi che si rendono necessari di occupazione della viabilità. E’ veramente problematico garantire la distanza di 2 metri, anche con pochi partecipanti, ma ancora più difficile appare riuscire a gestire il distanziamento tra i runners nell'area del traguardo.  Le istruzioni per la condotta di gara con distanziamenti e corse in scia non appaiono proponibili alle nostre manifestazioni perché impossibili da gestire, controllare ed eventualmente da sanzionare, data la vastità del percorso ed il numero dei partecipanti.

Molto difficile ci sembra anche il controllo temperature con i transennamenti degli accessi per partenze ad onde o l’accesso ai WC pre e post gara scaglionato e con l’igienizzazione ogni 20 accessi.

Impossibili di controllo sono gli starnuti e lo sputare, da riportare tra le condotte ragionevoli che tutti, anche nelle altre occasioni della vita quotidiana, sanno di dover rispettare. 

C - EXPO

L’eliminazione dell’Expo o del Marathon Village è di importanza strategica per le nostre manifestazioni ed è una limitazione che comporta una riduzione di attrattiva verso gli sponsor.

Il recapito a domicilio del pettorale rappresenterebbe inoltre una lievitazione dei costi.

D – RESPONSABILITA’

Molto importante è anche analizzare la questione della responsabilità. Ben più gravi sarebbero le responsabilità che si sommano a quelle odierne e che ricadrebbero sugli organizzatori riferibili ai collaboratori ed ai volontari ed è da escludere si possano assumere responsabilità in relazione ad altri siti e persone: parcheggi, cittadinanza presente a qualsiasi titolo, tifosi, passanti etc.

Non si può trascurare anche che le amministrazioni pubbliche non sono in grado di assumere impegni e responsabilità per il distanziamento del pubblico. 

Non siamo a dire però che non ci sia nulla di buono, alcune indicazioni infatti appaiono non solo di buon senso nella situazione data ma anche facilmente percorribili.  

PROPOSTE POSSIBILI

Siamo consapevoli che si dovranno in ogni caso rivedere alcuni punti delle nostre organizzazioni in base al livello di emergenza. 

La partenza dovrà essere ad ondate, compatibilmente con la normativa sanitaria nazionale vigente al momento, si dovrà consentire l’utilizzo della mascherina per i primi 500 m dalla partenza.

Sarà indispensabile inoltre la collocazione dei dispenser con disinfettante, la protezione del personale di servizio e dei partecipanti con adeguati DPI.

La soppressione del servizio doccia e dei pasta party.

La consegna del pacco gara con la medaglia potrà essere fatta in un sacchetto chiuso consegnato all’arrivo. 

Le soluzioni che si considerano applicabili, purtroppo, non consentono comunque nel loro insieme di garantire l’attuazione delle linee guida abbozzate.   

Al momento, pertanto, sentiamo di comunicare che è comune agli organizzatori che hanno partecipato al confronto il sentirsi nell’impossibilità di organizzare con queste regole. La fase 1 rimane inattuabile o comunque attuabile con estrema difficoltà. 

QUALE FUTURO?

Non è nostro intento limitarci a bocciare le linee guida, vogliamo comunque apportare, per quanto possibile, il nostro contributo e pertanto, in base anche ai suggerimenti ricevuti, provare a suddividere la situazione per fasi.

In questa fase confermiamo la nostra idea di impossibilità di organizzare eventi così come prospettato nella bozza. 

Augurandoci che entro qualche mese vivremo una fase di progressivo ritorno alla normalità (fase 3 o 4), con un miglioramento della situazione, la stessa potrebbe consentire la organizzazione degli expo, regolando i flussi di visitatori in entrata e in uscita in maniera contingentata, in quanto gli stessi sono paragonabili paragonati ai centri commerciali e alle fiere e quindi andrà applicare la normativa nazionale di riferimento.

Per quanto riguarda la responsabilità si può cominciare a discutere, in parallelo all’avanzamento parlamentare della mozione LUPI, la possibilità di partecipare alle gare anche agli iscritti EPS  e liberi cittadini con una modulistica simile a quella posta in essere ed esibita nei controlli delle forze dell’ordine con autocertificazione del proprio stato di salute. Una manleva per gli organizzatori rispetto alle condizioni fisiche, comunque quando le leggi sanitarie lo permetteranno.

Anche se questo rimane un aspetto dolente.

In qualunque fase non si concorda comunque con l’escludere dall’attività agonistica gli atleti in base alla età: il requisito essenziale dovrebbe essere solo lo stato di buona salute, debitamente certificato. 

LA NOSTRA PROPOSTA

Sempre in relazione alla ripresa è attualmente al vaglio una bozza di progetto dell'Avv. Ferriero, legata però all'ulteriore miglioramento della situazione e su base differenziata, il cui obiettivo è quello di utilizzare il mondo della corsa su strada per fare una costante attività di monitoraggio, anticipando l’eventuale pericolo del contagio, coadiuvando così il suo arginamento nonché debellazione definitiva, con possibilità di sovvenzione da parte degli enti preposti.  

Questo difficile momento, inoltre, potrebbe essere un’occasione una rilettura comune della normativa NO-stadia inerente il calendario e le norme regolamentari relative all’organizzazione dei nostri eventi, per cui chiediamo la disponibilità garantendo da subito quella degli organizzatori nostra nello spirito della più aperta collaborazione.

Delegati Running

Ferruccio Demadonna (Trento Half Marathon)

Laura Duchi (Roma-Ostia)

Stefano Righini (Maratona di Ravenna)

P.S.:

Queste osservazioni sono rivolte esclusivamente all’organizzazione di corse su strada, non si intende esprimere giudizi in relazione a corse in montagna, Vertical e Trail sulle quali si ritiene che le linee guida siano da discutere con chi quelle gare organizza e che peraltro dato il numero più limitato di concorrenti consente una più facile soluzione delle difficoltà

 

 
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Un tema molto dibattuto, e non solo in Lombardia. Le norme emanate dal governo nazionale hanno autorizzato la riapertura, dettando tutta una serie di precauzioni da prendere ed è proprio questa la prima difficoltà. Sono regole tanto doverose quanto difficili da applicare, non si tratta solo di chiudere gli spogliatoi, bensì di esercitare il controllo degli ingressi contingentando il numero di persone; sanificare gli attrezzi, avere dei teli da sostituire per il salto in alto, disporre di mascherine e guanti e di garantire lo smaltimento, disporre di strumenti per misurare la temperatura corporea……

Quali sono i centri sportivi, riferendomi in particolare alle piste di atletica, che possono/vogliono garantire tutto questo? Al momento non è previsto alcun contributo a sostegno, pertanto si tratterebbe solo di iniziative private, eventualmente autorizzate dai singoli comuni. Scrivo “eventualmente” perché sappiamo come spesso diversi comuni si siano mossi autonomamente.

Oppure, caso Lombardia (ma sono certo ci siano altre simili realtà in Italia), appassionati di atletica, tecnici, dirigenti, gli stessi atleti, che si mettono a disposizione per mandare avanti la baracca dell’atletica. Proprio grazie a queste persone sono stati aperti diversi centri sportivi, eccone alcuni:

XXV aprile (MI); Sesto SG (MI); Legnano (MI); Lodi; Canegrate (MI); Saronno (VA); Cairate (VA); Vigevano (PV); Mariano Comense (CO); Rovellasca (CO); Brembate (BG); Alzano (BG); Rodengo Saiano (BS); Concesio (BS); Nave (BS); Rezzato (BS). Altri apriranno a breve, come Bergamo (Via delle Valli); Chiari (BS).

Ma si tratta di un elenco che si aggiorna costantemente, è buona cosa rivolgersi al comitato lombardo per informazioni:   Il presidente del Comitato Regionale FIDAL Lombardia Gianni Mauri (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.); i vicepresidenti Roberto Goffi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e Luca Barzaghi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.); il segretario generale Rolando Perri (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), ma anche ai comitati provinciali di pertinenza. Sono a disposizione delle società per tutte le problematiche inerenti e per agevolare l'opera di ripresa, in maniera sicura e controllata, delle attività. 

Qui sotto riporto un comunicato di Fidal Lombardia, che cerca di spiegare come stanno le cose. Il titolo è quantomai opportuno “Facciamo chiarezza”, perché dall’esterno non è facile comprendere le dinamiche che ci sono dietro queste scelte.

In relazione alle ordinanze emanate da Regione Lombardia e dai Comuni in merito alla ripresa dell’attività negli impianti sportivi, si ravvisa che spesso tali ordinanze sono in contraddizione tra loro e che in alcuni casi permettano la pratica all’aperto, in altri casi consiglino la pratica all’aperto, in altri casi ancora permettano oppure neghino l’uso degli impianti sportivi.

La Federazione Italiana di Atletica Leggera, nel pieno rispetto delle norme emanate dal Governo nazionale, ha consentito, al momento, esclusivamente l’allenamento in forma individuale degli atleti di interesse nazionale come da elenchi inviati alle società.  È evidente che FIDAL Lombardia non può predisporre piani di riapertura dell’attività sportiva sulla base di decine di ordinanze comunali di differente contenuto. Pertanto, la Federazione continuerà ad attenersi alle disposizioni del Governo nazionale che per loro natura stabiliscono regole e parametri uguali per tutto il territorio nazionale.

Si sottolinea infine che, laddove le ordinanze locali lo consentano, la riapertura dell’attività esula dalle autorizzazioni federali per la ripresa dell’attività e per l’eventuale riapertura degli impianti. La responsabilità di tali aperture ed il rispetto di tutti i protocolli igienico-sanitari sono di esclusiva competenza e responsabilità di chi ha la responsabilità della gestione (Comuni, Fondazioni, Privati, Società Sportive ecc) e nel pieno rispetto di tutte le tutele previste dai protocolli di sicurezza sanitaria che devono essere rispettati verificando inoltre la validità delle coperture assicurative per lo svolgimento dell’attività all’interno degli impianti sportivi.

Il comitato nazionale UISP ha deciso di prolungare il blocco di tutte le manifestazioni sino al 31 agosto. Naturalmente ciò riguarda tutti gli sport praticati sul territorio nazionale, la decisione è relativa a tutte le società sportive affiliate UISP, l’ente di promozione probabilmente più noto e diffuso in Italia.

Ricordiamo che al momento il blocco su scala nazionale riguarda tutte le manifestazioni sino al 31 maggio. Adesso tocca alla federazione di atletica leggera chiarire prima possibile che cosa succederà dopo tale data; ovvio che non si potrà gareggiare, allora meglio comunicarlo prima possibile, per togliere i dubbi rimasti (credo pochi, in verità).

Di seguito il testo completo del comunicato, a firma del presidente UISP, Vincenzo Manco

Carissimi,

sentiti i Responsabili nazionali dei Settori di Attività, dopo aver condiviso le conseguenti decisioni nella Giunta Nazionale, di concerto con il Coordinatore Nazionale SdA, Armando Stopponi, vi comunico che le Manifestazioni, i Campionati e le Rassegne Nazionali UISP di tutte le discipline sportive sono sospese fino al prossimo 31 agosto.

Riguardo le Manifestazioni, i Campionati e le Rassegne UISP Regionali e Territoriali, tenendo conto di quanto sopra, compatibilmente con quanto previsto dalle disposizioni in materia di contenimento del contagio da Covid -19, sarà cura dei Comitati Regionali e Territoriali fare le opportune valutazioni.

Non appena le condizioni "sanitarie" lo consentiranno, riguardo le Manifestazioni, i Campionati e le Rassegne Regionali/Territoriali si darà vita, insieme ai Settori di Attività nazionali, a possibili proposte che vedano il coinvolgimento delle diverse realtà Regionali/Territoriali, trovando forme di svolgimento in contemporanea o non che possano offrire comunque una dimensione nazionale.

Per quanto attiene alle attività sportive, motorie, didattiche e di allenamento organizzate dalle ASD/SSD e dai Comitati è necessario, ovviamente, attenersi alle disposizioni delle Autorità competenti.

Vi prego, pertanto, di attenervi alle comunicazioni e circolari nazionali e alle disposizioni delle Autorità competenti, coerentemente con quanto abbiamo scelto.

L'occasione mi è gradita per trasferire a tutte e tutti voi il ringraziamento sentito della Presidenza e della Giunta Nazionale, per il vostro costante ed efficace impegno nel rapporto con le realtà associative e i nostri soci di tutto il territorio.

Cordiali saluti

Vincenzo Manco

 
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7 maggio - E’ di poche ore fa l’ordinanza con la quale la regione Lombardia autorizza l’apertura dei centri sportivi e comunque le attività all’aria aperta, che includono numerosi sport. Eravamo ancora a chiederci quanti/quali atleti di interesse nazionale (una lista che si era improvvisamente allargata) potessero accedervi e la Lombardia fa un balzo in avanti. Avanti tutti. Ma è davvero così? Logica direbbe di sì, non sono specificate categorie, ma più volte ci siamo stupiti in merito a disposizioni che hanno richiesto chiarimenti, E chiarimenti dei chiarimenti.

Questo il testo

ART. 1

  1. Le attività sportive individuali all’aria aperta (a titolo esemplificativo e non esaustivo golf, tiro con l’arco, tiro a segno, atletica, equitazione, vela, canoa, attività sportive acquatiche individuali, canottaggio, tennis, corsa, escursionismo, arrampicata sportiva, ciclismo, mountain-bike, automobilismo, motociclismo, go-kart) possono essere consentite nell’ambito dei rispettivi impianti sportivi, centri e siti sportivi, subordinatamente all’osservanza delle misure di cui ai successivi commi del presente articolo.
  2. I gestori di impianti sportivi, di centri sportivi e di siti sportivi che rendono accessibili le aree adibite alla pratica sportiva all’aria aperta, vietano la fruizione di spazi e servizi accessori (ad esempio, palestre, luoghi di socializzazione, bar e ristoranti, docce e spogliatoi), fatto salvo per quanto riguarda i locali di transito necessari agli accessi e i locali adibiti a servizi igienici.
  3. I suddetti gestori, oltre a garantire la corretta e costante sanificazione e igienizzazione degli ambienti al chiuso e dei servizi igienici, devono assicurare il contingentamento degli ingressi, l’organizzazione di percorsi idonei e l’adozione di tutte le misure utili per assicurare il distanziamento sociale e il divieto di assembramento (a titolo esemplificativo prenotazione online o telefonica degli spazi, turnazioni, gestione degli accessi al sito sportivo e dei percorsi degli utenti).
  4. E’ fatto salvo quanto previsto dall’Ordinanza n. 539 del 3 maggio 2020 e in particolare dal punto 1.1 dell’art. 1 sull’utilizzo della mascherina e di altre protezioni individuali.

Questa ordinanza è valida sino al 17 maggio e viene subito da chiedersi quale fosse la necessità di anticipare per così poco tempo; anche perché immagino ci fosse un ragionamento alla base, ovvero vediamo che succede dopo la riapertura delle gabbie (4 maggio) in merito ad un eventuale peggioramento della situazione.

Ma proviamo ad andare oltre.

Parlando della città di Milano e dintorni, quanti sono i centri sportivi aperti? Ricordo che non è così semplice, la norma che vedete sopra, punti 2) e 3) indica una serie di precauzioni da prendere. Se le traducete da un punto di vista operativo è tutt’altro che semplice organizzarsi. Se poi a questo aggiungete che le piste di atletica è altamente improbabile che siano remunerative si capisce bene perché pochi gestori si siano organizzati da quando c’è stato il via libera. 

Su Milano l’unico centro sportivo che si è dotato di regolamento è il XXV Aprile, obbligatorio per definire le regole di ingresso e fruizione:

 estratto dal regolamento del Centro Sportivo XXV Aprile

2) L’accesso sarà consentito per le sessioni di allenamento agli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, CIP e dalle rispettive federazioni, muniti di relativa certificazione che dovranno esibire all’ingresso;  

6) All’interno della pista di atletica sarà ammessa la presenza contemporanea di non più di n.50 utenti (atleti + tecnici); 

Questo è quanto era previsto prima dell’ordinanza attuale, pertanto via libera solo agli atleti di interesse nazionale. Ora il regolamento verrà corretto e ci sarà il via libera a tutti? Solo ai tesserati?

Mi chiedo quanti atleti (di tutte le categorie, inclusi gli amatori, se questo intende l’ordinanza) potranno usufruire di questa nuova disposizione della regione Lombardia, tenendo ben presente che, XXV Aprile a parte, a Milano e dintorni i centri sono attualmente chiusi. Inoltre, la capienza sarà molto ridotta, per via delle limitazioni imposte. 

Chissà se nel resto della regione le cose sono messe meglio, ma anche se i sindaci autorizzeranno l’utilizzo dei centri sportivi; come abbiamo visto più volte le amministrazioni locali sono andate avanti per proprio conto. 

Infine, torno alla domanda: ma era proprio necessario fare un’ordinanza in questo momento e per così pochi giorni?     

 

 
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Ne aveva proprio bisogno, la pista di atletica praticamente non c’era più, si correva sul cemento rischiando di farsi male; da tempo infatti utilizzata solo per le gare dei lanci. Un impianto che, fino a quando “reggeva”, ho utilizzato molte volte, per me e per i miei corsi. Il Saini è un centro polivalente, atletica ma anche nuoto, tennis, baseball, per restare agli sport più noti; peraltro si trova in una situazione ottimale, a due passi da Milano, ben servito dai mezzi e con un grande parcheggio. Per chi fa atletica va molto bene perché il riscaldamento lo si può effettuare anche all’esterno della pista, ci sono molti vialetti interni al centro sportivo, o anche nel parco Forlanini, un’area frequentemente utilizzata dai podisti milanesi. 

Ora la pista viene restituita agli atleti ed agli amatori, personalmente non vedo l’ora di pestare nuovamente quel "tartan". Adesso che c’è.

Per sapere qualcosa di più sui lavori svolti ne abbiamo parlato con Giuseppe De Martino, architetto specializzato in questo settore, progettista e direttore dei lavori. Numerose le piste da lui realizzate e ristrutturate, Cinisello Balsamo, Livigno e, in corso d’opera, Busto Arsizio, giuste per citare quelle della Lombardia. 

Buongiorno Giuseppe, salto qualche formalità perché ci conosciamo. Quali sono state le principali difficoltà, se ce ne sono state?

La pista era in condizioni pessime. Non era possibile in alcun modo recuperare il manto esistente e anche i cordoli avevano ceduto in più punti. Abbiamo dovuto quindi procedere con l’asportazione completa del vecchio manto e di tutti i cordoli interni ed esterni. Non avendo in programma di rifare gli asfalti per questioni di budget abbiamo dovuto riservare una cura particolare alla rimozione per evitare di danneggiare la superficie più del dovuto. La posa dei nuovi cordoli esterni e della canalina interna ha poi consentito di avere i piani da cui partire con la preparazione del sottofondo, andando ad equalizzare le zone che risultavano inadatte alla posa del manto in gomma. Parte in asfalto, parte con resina abbiamo raggiunto lo scopo di avere una superficie adeguata e poi abbiamo potuto finire il lavoro con il manto colato in opera. 

Quanto tempo ci è voluto? Il periodo invernale ha interrotto i lavori?

I lavori sono iniziati in settembre. Abbiamo avuto un autunno molto difficile, il più piovoso degli ultimi anni e questo ci ha rallentato parecchio, tanto da costringerci ad una sospensione dei lavori in novembre ed un’altra per le basse temperature in dicembre. Poi per fortuna nel nuovo anno il clima è stato mite e ci ha consentito di finire il tutto il 24 gennaio 

Milano - Centro Sportivo Saini

Quali sono stati i criteri di scelta dei materiali?

La scelta dei materiali è stata condizionata dalle condizioni dell’impianto, dal budget a disposizione e dal tipo di utilizzo previsto della pista. L’intervento è stato realizzato grazie ad un accordo tra l’Università degli Studi di Milano nella persona del Preside della facoltà di Scienze Motorie Prof. Fabio Esposito e l’assessorato allo sport nella persona della Dott.ssa Roberta Guaineri. Il finanziamento è quindi stato a carico dell’università che utilizzerà l’impianto per la didattica della facoltà. Non si trattava quindi di realizzare un impianto per gare di alto livello, ma di privilegiare l’utilizzo quotidiano e frequente degli studenti e degli atleti di base nelle ore pomeridiane e serali.

L’impossibilità di rifare il manto bituminoso ha fatto scartare a priori l’ipotesi di manti prefabbricati o misti e ci ha fatto scegliere la soluzione di un manto colato in SBR da un centimetro e strato di finitura in EPDM rosso da 3.5 mm di spessore. Sono state rifatte tutte le corsie, la pedana dei salti in estensione e quella del salto in alto mentre la lunetta è stata rappezzata dove possibile ma dovrà attendere ancora un po’ prima di essere rifatta.

Il risultato è stato davvero ottimo, il manto è omogeneo e fornisce garanzie di risposta elastica, adeguate ad un uso intenso da parte di atleti di tutti i livelli. 

Per quanto non credo proprio dipenda …dall’architetto, ci sono previsioni per inaugurazione e utilizzo?

Di questi tempi fare previsioni è piuttosto complicato. La pista è pronta e si sarebbe potuta usare anche da febbraio. Tutto quello che è successo ce lo ha impedito e non si sa ancora quando il Centro Saini, attualmente utilizzato come rifugio per i senza tetto durante l’Emergenza COVID 19, sarà di nuovo disponibile.

L’utilizzo, come anticipato, sarà per l’Università che da settembre a maggio vi terrà la didattica principalmente nelle ore mattutine. Al pomeriggio ed alla sera spero che possa diventare un punto di riferimento per gli atleti di questa parte di Milano, e non solo, dato che al momento è la pista migliore della città. 

Grazie, per chi vuole saperne di più in allegato la descrizione tecnica completa del lavoro svolto

Luciano Gattinoni, rianimatore; ma è difficile racchiudere una storia così importante in un’unica parola: “uno scienziato di prestigio mondiale”, non ricordo dove l’ho letto, ma calza davvero bene. Ci vorrebbero un paio di articoli solo per raccontare una lunga carriera in ambito anestesia e rianimazione, in Italia ed all’estero. Mi limito ad alcuni principali passaggi che meglio conosco; nella mia vita precedente all’ambito sportivo ho operato per quasi trent’anni nel settore medicale, proprio nelle specialità anestesia e rianimazione. Il professor Gattinoni ha lavorato molti anni in ambito Università degli Studi di Milano, in termini ospedalieri significa soprattutto Policlinico. 4 anni primario dell’ospedale San Gerardo di Monza e poi ancora Policlinico come direttore scientifico, per lungo tempo.  Nel corso degli anni è stato presidente delle società italiana, europea e mondiale di terapia intensiva. Dal 2016 è guest professor all’Università di Göttingen (Germania).

Buongiorno professore, la situazione in Italia comincia a migliorare, calano i morti ed i ricoveri in terapia intensiva, un segnale positivo.

Certamente sì, abbiamo imparato a gestire meglio i pazienti, poi c’è il fatto che ora gli ospedali sono meno congestionati ed ovviamente si seguono meglio i pazienti; inoltre le prime settimane è ovvio che si andasse per tentativi. Può anche essere che il virus oggi abbia perso parte della sua carica virale, quella componente che lo rende aggressivo e più pericoloso. 

Come deve essere trattato il paziente affetto da coronavirus?

La domanda è corretta, “trattato”, non curato. Potrà sembrare strano ma in terapia intensiva i pazienti non vengono curati, bensì trattati e seguiti con le necessarie competenze ed i farmaci di cui si dispone, sino al punto che le difese naturali non hanno il sopravvento sulla malattia; il virus, nella fattispecie. Una polmonite che dura 2-3 settimane, durante le quali forniamo ventilazione meccanica al paziente nel modo migliore possibile, tenendo conto che essa genera ulteriore stress a polmoni già fortemente infiammati di loro.

Gli operatori sanitari hanno pagato un tributo altissimo, 11.000 contagiati, 150 morti, cosa è mancato?

Innanzitutto i mezzi di protezione (e non solo per loro), poi un’organizzazione adeguata ad affrontare la situazione, non tanto in termini di terapia intensiva, tutto sommato siamo abituati a gestire situazioni “al limite”. Mi riferisco ad esempio al Pronto Soccorso, e più in generale ai reparti dove venivano movimentati i pazienti.  Poi è chiaro che le condizioni oggettive non consentivano il livello di attenzione dovuto, in particolare nella fase iniziale.

La Lombardia, quella che è stata la sua regione per lunghissimo tempo, è in assoluto l’area che ha sofferto di più. Che idea si è fatta?

Conosco il dramma di questa regione, sono quotidianamente in contatto con tanti colleghi. Intanto garantisco che a livello di terapia intensiva respiratoria ci sono delle autentiche eccellenze, siamo presi ad esempio da tante altre realtà, anche in diversi paesi del mondo. Cosa è successo? Un esagerato afflusso di pazienti critici in un tempo estremamente ridotto, unito ad un’organizzazione con diverse carenze ed impreparazioni. Emblematico il problema della mancanza di mascherine, ma non è mancato solo quello.

Che si dovrebbe fare, da ora in poi?

In estrema sintesi, parlare di meno, fare di più. Vedo tanta gente in televisione, ognuno ha la sua medicina; i toni usati spesso sono stati catastrofici per indurre ascolto ed attenzione. Troppa gente che parla e che troppo spesso genera confusione, disagio in chi ascolta. E poi entra in gioco la natura stessa dell’italiano, tendente all’emotività, all’irrazionalità. E’ necessario stare tranquilli e ragionare, osservare cosa accade nelle altre nazioni, scambiare esperienze senza pensare di essere più bravi degli altri; anzi, copiare se vediamo che gli altri sanno fare meglio.

In Germania stanno gestendo meglio il problema?

Tornando al passaggio precedente, la Cancelliera Merkel avrà parlato 2 o 3 volte di questo problema, quante volte il premier Conte? Se si vuole essere ascoltati si deve fare di più, piuttosto che ripetere messaggi che talvolta finiscono per essere contraddittori. Non si può cavarsela dicendo che in Germania ci sono molti più posti intensivi che in Italia, perché non è vero, dipende cosa si intende per posto letto di terapia intensiva, che può essere attrezzato in modo diverso secondo le esigenze. Inoltre, si sono preoccupati meno del consenso politico e maggiormente dei problemi reali, soprattutto in termini di prevenzione. Certo che politicamente “paga” meno.

Nel padiglione della fiera di Milano è stato costruito un reparto di terapia intensiva, ad oggi 53 posti letto di cui 10 occupati da pazienti. Dal suo punto di vista è stata una buona scelta?

Si è abituati a pensare al posto letto di terapia intensiva come un qualcosa a sé stante, un ventilatore, un monitor, un letto… in realtà non è così. A parte che per far girare un reparto del genere ci vogliono elevate competenze e tanto personale sanitario, ma non si può ridurre il coronavirus ad un problema polmonare, ci sono spesso tante e tali complicazioni e patologie da rendere necessaria la presenza di altri specialisti. In pratica, ci deve essere un ospedale intorno ad un reparto di terapia intensiva.  

Grazie e buon lavoro.

 

  

 

 
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Da tempo è in atto un confronto tra gli organizzatori delle gare su strada e la Federazione; tutto è partito dai famosi certificati medici, con l’obiettivo di ridurre le problematiche che limitano fortemente la partecipazione degli stranieri. Poi si sono identificati altri buoni motivi per continuare il dialogo, non fosse altro grazie al coronavirus. 

Pare proprio che in merito al modo di procedere siano nate delle controversie, formalmente lamentate dal gruppo delegati running (rappresentano tutte le gare gold e silver) con la lettera che segue. Come si può notare, pare che il segretario Fidal, Fabio Pagliara, non abbia atteso un documento che i rappresentanti stavano predisponendo, invece muovendosi direttamente presso i comitati regionali. 

Questa la lettera che abbiamo ricevuto: 

Spett. redazione podisti.net

Nei giorni scorsi sono apparse sui media alcune dichiarazioni da parte del Segretario della Fidal, nelle quali si parlava di una collaborazione con il gruppo delegati running e della stesura di un documento a più mani, a seguito dei suggerimenti ricevuti dagli organizzatori. 

Da parte del nostro gruppo di delegati running, ancora non c’era stata una risposta ufficiale sull’argomento, sul quale abbiamo invece chiesto agli organizzatori delle gare Gold  e Silver di ricevere delle indicazioni per poter  fare delle controproposte condivise alla Federazione. 

Vi inoltriamo una lettera appena inviata al Segretario, nella quale come gruppo prendiamo le distanze dalle affermazioni del segretario sulla condivisione del documento bozza presentato dallo stesso, ripromettendoci di dare dei suggerimenti che siano frutto, sì, di una presa di coscienza delle condizioni imposte dall’emergenza, ma anche di una realistica prospettiva di ciò che si può e di ciò che invece non si può fare.

Firmato, I delegati Running 

Questo il testo della lettera inviata al segretario: 

Caro Segretario,

abbiamo avuto modo di apprendere che la Federazione starebbe scrivendo a quattro mani con i rappresentanti degli organizzatori delle Linee Guida per tornare alla pratica agonistica delle corse su strada.

Lo abbiamo appreso dalle sue interviste al Corriere dello Sport e dal blog di Cesare Monetti, oltre che da una mail inviata ai Presidenti Regionali nella quale la Fidal conferma che la bozza Linee Guida discende dai suggerimenti ricevuti dai Presidenti Regionali e dal gruppo di lavoro formato dagli organizzatori di maratone e mezze Gold e Silver. 

Siamo a rilevare che il fitto scambio di idee di cui si parla nei suddetti articoli, tra noi e la Federazione, in realtà ad oggi si limita all’aver ricevuto da parte della Federazione stessa una bozza di Linee Guida, non in esclusiva, e poi una nuova bozza che veniva presentata come lavoro comune anche fra Delegati Running e Federazione. Il che non è.

Siamo a contestare tale modo di descrivere i rapporti fra ufficio Running e Delegati delle maratone e mezze Gold e Silver che fino ad oggi limita il confronto all’invio unidirezionale da parte vostra delle bozze di Linee Guida da presentare al Governo. Da parte nostra stavamo preparando una risposta che raccogliesse le posizioni del maggior numero possibile di organizzatori. 

Gli organizzatori si pongono in questo momento più di un problema sul ritorno alla normalità, sul superamento della paura e degli effetti del virus, per poter eliminare il distanziamento sociale, per tornare a stare insieme a gareggiare. I mass event comportano necessariamente forti assembramenti in partenza, arrivo e nelle fasi preliminari e successive alle gare. Le manifestazioni sono esperienze di socialità e comportano spostamenti sul territorio, in funzione turistico-sportiva, la presenza di pubblico, sponsor che vogliono esser legati a feeling positivi.

La situazione attuale non permette tutto questo e stiamo verificando noi con gli organizzatori Gold e Silver, su cui pesano responsabilità e costi delle manifestazioni, se e come in questa situazione sia il caso di rimettere in moto. Le nostre risposte non tarderanno ad arrivare.

La invitiamo però a non richiamare la nostra condivisione di decisioni della Federazione, né in interviste, né in comunicazioni ufficiali ad altri organismi federali perché questo non corrisponde alla realtà dei fatti.

Ne approfittiamo anche per ribadire che i temi del dialogo da aprire subito fra Fidal e organizzatori riguarda anche la proposta da noi inviata e che chiedeva per il 2021

- l’abbandono delle tasse gara

- l’eliminazione delle tasse di affiliazione delle società

- il procrastinare la validità delle tessere di tutte le categorie al 31/12/2021 ed il mantenimento dei label delle gare per il 2021.

Su questo restiamo in attesa di risposta da parte della Federazione. Questo tema è nelle corde delle decisioni che la Fidal può assumere ed è stato presentato in modo formale e preciso. Vorremmo una risposta, a maggior ragione ora che apprendiamo che la Federnuoto e la Federazione del Volley hanno previsto l’azzeramento di questi costi e di costi similari per le loro società, mentre la Fidal ha parlato di un intervento ai soli iscritti delle categorie promozionali, i cui costi di tesseramento sono fra l’altro irrisori rispetto a quelli delle categorie master, che sono quelle maggiormente interessate ai nostri eventi di massa.

I protocolli di sicurezza si muovono al momento verso una situazione ignota e hanno bisogno di interpretare scenari in divenire. Vorremmo poter interpretare con la Fidal quanto sentiamo da organizzatori e runner e difendere quelle posizioni per le responsabilità che portiamo sul futuro della corsa. Questa volta non è scontato che affrontando la situazione senza una cassetta degli attrezzi adeguata e senza capire le esigenze di tutti, vi sia un futuro anche per la Federazione.

Ci riserviamo infine di inviarvi entro la entrante settimana le osservazioni sulla bozza di linee guida inviateci.

I Delegati Running

Lorenzo Cortesi (Venice Marathon)

Ferruccio Demadonna (Trento Running Festival)

Laura Duchi (Roma-Ostia)

Stefano Righini (maratona di Ravenna)

 

 
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