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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

E’ notizia di questi giorni l’assegnazione dell’utilizzo della pista, in via esclusiva, di alcune fasce orarie, 12.00-15.00 (alcuni giorni anche le 16.00) in tutti i giorni feriali, assegnazione data dal Comune di Milano ad un ente privato, la Sprint Academy s.r.l. a cui a sua volta è collegata l’Associazione Sportiva Dilettantistica Sprint Academy, prima affiliazione nel 2019, quattro tesserati (codice Fidal MI939).

Tutto conduce “ai” Tortu, non solo Filippo (la cui immagine pare gestita proprio da Sprint Academy s.r.l.), nostro grande atleta, bensì in qualche modo alla family, difatti Giacomo Tortu, fratello di Filippo e ottimo sprinter fino al 2017 (10:73 sui 100 mt), è il presidente della ASD Sprint Academy. Obiettivo dell’operazione? Per quel che si può intendere, quantomeno a prima vista, direi garantire a Filippo un’adeguata struttura per potersi allenare al meglio. Fin qui direi proprio nulla da eccepire. 

La concessione è stata data dal Comune di Milano, di fatto proprietario dell’Arena. Proviamo a mettere un po’ d’ordine, dal mio punto di vista, in una vicenda nella quale è facile sconfinare nella demagogia, ancor più facilitata dal periodo pre-elettorale.

Fidal, immediatamente accusata di disinteresse, non ci azzecca nulla in questa vicenda, è il Comune il gestore dell’Arena Civica, Fidal Milano a sua volta utilizza i servizi (a pagamento); ad esempio la sede del comitato milanese è proprio all’interno dell’Arena. Quindi non ha responsabilità sulla decisione, tuttavia mi risulta che Fidal si sia rapidamente attivata (una volta tanto, qualcuno potrebbe dire) per risolvere quello che sarebbe un problema per chi, attualmente, utilizza (a pagamento) i servizi, i gruppi sportivi storici come Atletica Riccardi, Atletica Meneghina, etc; i singoli tesserati, per non dimenticare i numerosi corsi di avviamento all’atletica. A seguito di una riunione tenuta coi vertici milanesi e lombardi della federazione, il presidente Fidal Alfio Giomi ha inviato una lettera al Comune chiedendo chiarimenti. Confidiamo nella massima attenzione da parte dei responsabili del Comune, e non solo perché ha scritto il presidente della Fidal.

Secondo punto: è certamente una buona idea che l’Arena, dopo ingenti investimenti, sia opportunamente sfruttata e ri-qualificata, in questo senso la presenza del nostro velocista di maggiore spicco ha ben più di un significato. Certo viene da chiedersi: perché solo lui? Perché non consentire a tutti gli atleti di interesse nazionale e quelli che hanno i minimi di potersi allenare? E in Lombardia ce ne sono davvero tanti. Basta organizzarsi, non lo vedo un problema irrisolvibile. E poi è una questione di equità.

Orario concordato/accordato: non me ne vorranno i miei amici e colleghi master, se non vedo come problema più grosso l’utilizzo della pista in pausa pranzo (che sarebbe, appunto, impossibile); in fondo corrono più spesso nel Parco Sempione, basterebbe lasciare la facoltà di utilizzare gli spogliatoi (normative covid permettendo). Invece lo sconfinamento alle 15 o addirittura le 16 andrebbe in aperto contrasto coi corsi del settore giovanile, sono tantissimi, e mi risulta inizino alle 14.30. Un compromesso è auspicabile ma anche facile, iniziare alle 11-11.30 anziché alle 12 e terminare alle 14-14.30.

Costi e tariffe dell’accordo: non intendo addentrarmi troppo, ma ho letto che Sprint Academy pagherebbe 30 euro/ora per utilizzare in esclusiva l’impianto, contro i 200 euro normalmente richiesti. Quest’ultima cifra si riferisce all’utilizzo in esclusiva in caso di manifestazioni, un’altra cosa.

Altro punto potenzialmente pericoloso: Arena Civica, stiamo parlando di un bene pubblico, quindi a disposizione di tutti; se questo accordo andasse in porto si creerebbe un pericoloso precedente, la potenziale privatizzazione di impianti sportivi di cui tutti dovrebbero usufruire. Certo che dando uno sguardo all’utilizzo dell’Arena negli ultimi anni si osserva una certa “dominanza” di alcuni gruppi sportivi, qualcuno potrebbe obiettare che in qualche modo siamo già su quella strada. Sono gli stessi gruppi che hanno inviato una lettera alla federazione per lamentarsi della situazione che si è creata.  

Infine, ma forse è la cosa che più mi colpisce, e stranisce: la pista di Giussano, quella dove Filippo Tortu normalmente si allena, è in via di rifacimento e verrà pronta per fine novembre. Trovo altamente improbabile che Filippo debba recarsi ogni volta a Milano per i suoi allenamenti, quando ha una pista, peraltro nuova, sotto casa. A meno che non ci siano particolari ragioni (economiche?). Ma anche in questo caso è assurdo, e ingiusto, che altri atleti di livello nazionale non possano avere la stessa possibilità.

Attendo ansiosamente gli sviluppi della vicenda.

 

18 ottobre - Vince Richard Kiplimo, forse a sorpresa, col tempo di 58:49, ma la notizia di giornata è che la keniana Peres Jepchirchir è la campionessa del mondo col nuovo record sulla distanza, in gara di sole donne: 1:05:16. Prima italiana Giovanna Epis, autrice di una grande gara porta il suo personal best a 1:11:14 (precedente Valencia 2019, 1:11:44). Bene Valeria Straneo (1:11:39) ed Eyob Faniel, primo italiano in 1:00:53, ad un passo dal suo personale (1:00:44).

Un percorso che pare piuttosto veloce, sono tre giri uguali di 5440 metri cui aggiungere un altro più breve, con arrivo direttamente sulla spiaggia di Gdynia, cosa che ha creato problemi almeno ad un atleta, che vedremo dopo.

Gara maschile: 122 partecipanti e alto livello al via, sono ben venti gli atleti che vantano personali sotto i 60 minuti. Tutti si aspettavano Joshua Cheptegei, il super favorito dopo le recenti fantastiche prestazioni ed invece è arrivato il 19enne Richard Kiplimo, con il mondiale che resta comunque in casa Uganda. In molti si chiedevano come avrebbe potuto perdere Cheptegei, la risposta si è vista in gara, con keniani ed etiopi che hanno più volte "strappato" sul ritmo, nel tentativo di sfiancarlo. Forse ha pagato questo, e forse più semplicemente la mezza maratona è un'altra storia, per lunghezza e perché non si gareggia in pista, mancano molti riferimenti. E non solo le luci, le ormai famose wavelight. 

Nella prima parte è parsa una gara tattica, almeno fino al passaggio ai 10 chilometri (28:23); dopo è il keniano Kibiwott Kandie a rompere gli indugi. A tratti prende qualche metro, Cheptegei sembra in controllo... sembra. Passano i chilometri e diventa un testa a testa tra Kandie e Kiplimo, che a tratti dava l'impressione di guardare dove si trovasse il connazionale Cheptegei. Secco e deciso cambio del 19enne Kiplimo sul rettilineo finale, ultimi 1000 metri e vince all'esordio sulla mezza maratona, facendo registrare un ottimo 58:49, tempo davvero promettente in prospettiva futura. Secondo posto per Kandie (58:54, a venti secondi dal personale), terzo Walelegn, tempo di 59:08 che rappresenta il suo nuovo record personale.Cheptegei è quarto in 59:21, a prescindere dalle aspettative è un gran risultato, proviamo a immaginare dove potrà arrivare con una preparazione specifica.

Primo italiano Eyob Faniel, 26° in 1:00:53, a soli 9 secondi dal suo record (1:00:44, Valencia 2020), eppure poco felice, come si legge più avanti. Seguono gli altri italiani, molto vicini tra loro: Pietro Riva, 1:02:28, anche per lui solo 9 secondi lo separano dal suo miglior risultato sulla mezza (1:02:19, Valencia 2018). Stesso tempo ma record personale per Stefano La Rosa. Anche Daniele D'Onofrio festeggia una bella prova migliorando nettamente il tempo ottenuto alla gara di Verona 2020 (1:03:15), nuovo primato di 1:02:32, per un atleta che, al pari di Pietro Riva ed Eyob Faniel, è in continua crescita. Ritirato per infortunio Nekagenet Crippa.

Gara femminile avvincente (sono 105 le atlete al via), anche per alcuni colpi di scena: dopo 9 km cade la campionessa uscente, Netsanet Gudeta, che perde il treno delle prime, finirà 8^ in 1:06:46. Al km 17 una delle favorite, l'etiope Ababel Yeshaneh (detiene il record del mondo in gara mista,1:04:31), viene tamponata, forse anche a causa di un suo cambio di direzione. Restano in tre a giocarsi la vittoria: la tedesca di origini etiopi Mela Kejeta, l'etiope Yalemzerf Yehualaw e la keniana Peres Jepchirchir. Proseguono appaiate fino a poche centinaia di metri dall'arrivo, quando allunga la Yeshaneh, pare farcela, invece la Jepchirchir si produce in un poderoso cambio di marcia e va a vincere col nuovo record del mondo in gara di sole donne (1:05:16), che peraltro già le apparteneva con 1:05:34 (Praga, settembre 2020). Secondo posto che sfugge alla Yehualaw, che finisce terza (1:05:19) complice una quasi caduta in seguito ad un cattivo appoggio. Gli ultimi 100 metri di gara erano direttamente sulla spiaggia: per quanto la sabbia fosse stata pressata e ricoperta con un telo, qualche punto critico potrebbe esserci stato. Seconda, allora, Kejeta (1:05:18). Nuovo record personale per Kejeta e Yehaulaw. 

Complessivamente bene le italiane, davanti a tutte Giovanna Epis (36^ posizione), che con una grande prestazione migliora il suo personale di trenta secondi, adesso è di 1:11:14. Ancora una volta grande Valeria Straneo (40^ posizione), della serie "gli anni ci sono ma... quantomeno non si notano": chiude in 1:11:39. A seguire Maria Chiara Cascavilla, 62^ in 1:13:01, che abbassa il suo primato di 4 secondi. Federica Sugamiele è 68^, 1:13:38. Elisa Stefani, 80^ in 1:15:16. 

Ecco alcuni commenti degli azzurri raccolti nel dopo gara:

Pietro Riva " contento ma.. fino ad un certo punto, forse ho sbagliato qualcosa, forse è mancato un po' di coraggio, ma va bene così. Su quel percorso, che ho trovato un tantino duro (n.d.r. qualche modifica effettuata nei giorni precedenti la gara),è  probabile che qualcosa facciano le scarpe. Il clima invece era perfetto"

Daniele D'Onofrio " come sono? Contentissimo, sapevo di valere quel tempo e lo volevo. E poi, fare un mondiale con la maglia azzurra è davvero tanta roba"

Eyob Faniel " No, non sono contento, anzi sono incaz....o, il tempo finale che mi aspettavo era più o meno questo, ma non sono riuscito a giocarmela come avrei voluto. Avrei preferito "morire" al km 15 piuttosto che sfilarmi intorno al km 7, perché le gambe non giravano. Motivo? Una preparazione imperfetta nell'ultimo mese. Mi spiace, ma la strada è quella giusta".

Elisa Stefani " Non è andata come doveva in relazione alla mia preparazione e possibilità; tutto bene fino al terzo giro, poi mal di stomaco e un polpaccio di pietra non mi permettevano di correre come volevo"

Valeria Straneo " Felice ed orgogliosa di aver indossato ancora una volta la maglia azzurra e felice per la mia gara. Volevo 1:11, e 1:11 è stato. E poi, ma lo sapete che in classifica sono la prima over 40?"

 
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Milano, 15 ottobre 2020 – Nuova la pista di atletica, nuovo il campo di calcio, per il resto…si dovrà attendere un po’. Speriamo davvero non troppo, per non vanificare l’importante sforzo fatto.

In una giornata davvero autunnale presenti all’inaugurazione il massimo esponente nazionale dello sport, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente Fidal Alfio Giomi. Hanno fatto interventi che definirei, inevitabilmente, istituzionali; invece l’assessora a sport e turismo del Comune di Milano, Roberta Guaineri, molto elegante ma…con scarpe da runner, ha parlato di alcune interessanti novità della pista di atletica, come il doppio rettilineo per i 100 metri e le gare di velocità, importante in caso di vento che potrebbe falsare le prestazioni. Aggiungo io, la doppia pedana per il lungo e il “pistino” di riscaldamento opportunamente ampliato. Vista dal vivo la scelta “bicolor”, pista in verde e pedane in rosso, non è male.

Ad inaugurare la pista c’erano atleti ai massimi livelli dell’atletica italiana, e anche qualcosa di più: Filippo Tortu (100 e 200 metri, Fiamme Gialle), Lorenzo Perini (110 hs, Aeronautica), Vittoria Fontana (100 e 200 metri, Carabinieri) e Luminosa Bogliolo (100 hs, Fiamme Oro). Tutti insieme hanno dato luogo ad una simpatica esibizione sportiva, …partendo dal rettilineo principale, sotto la tribuna, da diversi punti, una sorta di decalage. Se ho visto bene Bogliolo partiva da 80 metri, Fontana da 90, Perini da 100 e Tortu da 110. Colpo di pistola a cura del sindaco di Milano, arrivati praticamente tutti insieme, al fotofinish…credo avrebbe vinto Perini.

Presenti anche diverse calciatrici giocatrici di Inter e Milan, che hanno potuto calpestare un manto erboso come non si era mai visto all’Arena. Simbolico calcio di inizio di questo nuovo percorso a cura di Roberta Guaineri.   

Peccato non abbiano avuto spazio le associazioni sportive, magari qualcuna delle più storiche in rappresentanza delle altre, in fondo sono quelle che mandano avanti la baracca. Anche un intervento del presidente Fidal, Gianni Mauri, sarebbe stato opportuno.

Sabato 17 ottobre, dalle 9:30 alle 12 e dalle 14:30 alle 17, e domenica 18, dalle 14:30 alle 17, l'Arena Civica sarà aperta a cittadini e sportivi che potranno, in rispetto delle norme anti Covid, visitarla, correre sulla nuova pista di atletica e provare le pedane, oltre che avere brevi spiegazioni didattiche sulle specialità dell'atletica e del running. Per i visitatori che vorranno solo ammirare il tempio dell'atletica rinnovato, il tour sarà effettuato oltre la cancellata e non in pista. Entrata libera in base alla disponibilità dei posti. 

Di seguito alcune utili note sull’Arena Civica di Milano, a cura del Comune.  
 
L’ARENA NELLA STORIA   
Il primo progetto dell'Arena napoleonica fu elaborato da Luigi Canonica nel 1805 per dotare la città di un grande spazio per le feste, gli spettacoli e le celebrazioni. La costruzione dell'anfiteatro cominciò nel 1806 e terminò nel 1827. Inaugurata il 18 agosto 1807, per oltre cent'anni l'Arena ha ospitato i più diversi e strabilianti spettacoli. Per due volte, nel 1894 e nel 1906, l'Arena ha assistito alle straordinarie esibizioni del circo "The Wild West Show" di William Frederick Cody, il leggendario "Buffalo Bill", con le sue epiche cavalcate di cowboys e pellerossa. All'Arena, per oltre un secolo, si sono svolte le Naumachie, i Ludi Remieri, le corse con le bighe, i caroselli e le gare equestri, le sfilate di elefanti, gli spettacoli pirotecnici, ogni tipo di esibizione circense, il "tiro al piccione", l'esibizione di una grande balena "in legno, tela e latta" nel 1830, le ascensioni di palloni aerostatici e mongolfiere, la "Caccia automobilistica al Pallone" proposta dall'appena nato Automobile Club Milano, gli incontri di "boxe", di "palla al cesto" e di "palla ovale", oltre a gare e feste di pattinaggio su ghiaccio artificiale. 
Nel 1870 il comune di Milano acquistò l'Arena e, da questo momento, divenne "Civica". 
La seconda guerra mondiale, con i pesanti bombardamenti di Milano del 13 settembre 1943, provocò gravi danni all'Arena. A guerra appena conclusa, il 20 maggio 1945, fece ritorno le sport con una partita di calcio tra il grande Torino di Valentino Mazzola e una formazione mista Milan-Inter sconfitta 5 a 4. Il 24 giugno ritorna anche l'atletica con la "Quinta Armata" americana. Sempre nel '45, il 23 settembre, ecco ancora il calcio con la sfida tra gli inglesi del "592° Army Troops Royal" e dell'"Assembly Centre" e il rugby con l’incontro tra Amatori Milano e una rappresentativa militare sudafricana. L'Arena conobbe anche una "belle époque" ciclistica. Il 25 luglio 1895 vi si svolsero infatti i Campionati Italiani e il 30 maggio 1909 vi si concluse la prima edizione del "Giro d'Italia", vinta da Luigi Ganna. I ciclisti si trasformarono anche in calciatori, a scopo benefico per il Polesine alluvionato, il 14 gennaio 1952. Accolti da 25 mila paganti si affrontarono "coppiani" in rossonero e "bartaliani" in neroazzurro: Fausto Coppi segnò l'ultima rete di un punteggio tennistico (6-0). La boxe all'Arena ebbe come protagonista il grande Erminio Spalla che il 20 maggio 1923 conquistò qui il titolo europeo dei massimi contro l'olandese Van der Veer. Carlo Braida, ex campione di ciclismo, imparò il football all'estero e nel 1895 pensò di importare in Italia questo gioco. I ginnasti della Mediolanum istituirono nel 1898 una sezione di "Palla al Calcio" e nel dicembre del 1899 nacque il "Milan Cricket and Football Club". L'Internazionale nascerà nel marzo 1908. All'Arena il calcio esordì, in un saggio ginnico scolastico, il 20 maggio del 1900, con un derby Mediolanum-Milan. Una settimana dopo si svolse l'incontro tra rossoneri e Juventus di Torino. Il primo incontro di calcio di una rappresentativa nazionale italiana avvenne il 15 maggio 1910 contro la Francia battuta per 6 a 2. 
  
PRIMATI MONDIALI CONSEGUITI NELL'IMPIANTO 
- 26 dicembre 1926, marcia 20 km, Attilio Callegari, 1h 38’53”2 
- 23 ottobre 1927, marcia 20 km, Donato Pavesi, 1h 37’42”2 
- 17 settembre 1933, 1550 metri, Luigi Beccali, 3’49”0 
- 4 novembre 1933, 1000 yards, Luigi Beccali, 2’10”0 
- 15 luglio 1939, 800 metri, Rudokf Harbig (GE), 1’46” 
- 10 ottobre 1948, disco, Adolfo Consolini, m 55.33 
- 8 ottobre 1950, 440 yards, Armando Filiput, 51”9 
- 30 giugno 1956, giavellotto, Janusz Sidlo (PO), m 83.60 
- 1° giugno 1961, giavellotto, Carlo Lievore, m 86.74 
- 2 luglio 1969, 1500 metri, Paola Pigni, 4’12”4 
- 27 giugno 1973, 800 metri, Marcello Fiasconaro, 1’43”7 
- 11 maggio 1980, salto con l’asta, Kozakiewicz Wladislaw (PL), 5.72; 
- 3 luglio 1980, 400 ostacoli, Moses Edwin (USA), 47”13 
- 5 giugno 2002, 3000 siepi, Justina Bak (POL), 9’22”29 

 

 
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Lunedì, 12 Ottobre 2020 14:43

Mytho Marathon, vedrà la luce nel 2021

Ecco una new entry, in un panorama podistico già complesso e reso ancora più difficile dalle problematiche covid.

In realtà, a prima vista, non si tratterebbe di una vera e propria nuova gara, dato che in effetti sostituisce la Unesco City Marathon, manifestazione nata nel 2013. Da qualche parte ho letto che Mytho nasce “sulle ceneri della gara Unesco”, non sarei così severo nel giudizio, tuttavia vi è da dire che gli ambiziosi progetti, ed i generosi finanziamenti regionali, non hanno certo prodotto i risultati sperati.  Nel 2019 la maratona ha fatto registrare 277 classificati, piazzandosi al 32esimo posto in Italia. In realtà inserendo molteplici modalità partecipative (roller, nordic walking, etc) sembra sia riuscita ad arrivare ad un migliaio di presenze, ma ciò esula dal discorso maratona.

Anche come mezza maratona, in ogni caso, non ha raccolto massicce partecipazioni: nel 2019 era intorno al centesimo posto in Italia, per numero di classificati (417).

Ora questa nuova iniziativa, con la promessa di entrare nel…. Mytho a condizione di correre le tre edizioni che verranno, itinerando nelle tre cittadine friulane legate al patrimonio Unesco: Aquileia, Cividale e Palmanova.

Ecco la presentazione completa della manifestazione

La prossima stagione farà il proprio esordio MYTHO Marathon, l’unica maratona su strada che si svolge nel Friuli Venezia Giulia, e che andrà in scena domenica 28 marzo 2021. Una competizione sulla tradizionale distanza dei 42,195 chilometri ma che presenta una formula innovativa: MYTHO Marathon sarà itinerante, anno dopo anno, nelle tre città friulane di Cividale del Friuli (2021), Palmanova (2022) e Aquileia (2023), accomunate dall’essere Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

E solo chi porterà a termine le tre gare potrà dire di essere entrato nel… MYTHO di Maratona.

Dopo una primavera 2020 che ha costretto i runner a correre nei confini dell’isolato o su tapis roulant, il 2021 comincia a delinearsi come l’anno del riscatto, ed è proprio dalla voglia di novità e di riscossa che (ri)nasce una nuova maratona con una formula innovativa e di grande respiro.

Si presenta così MYTHO Marathon, l’unica competizione in programma in Friuli Venezia Giulia sulla distanza dei 42 chilometri e 195 metri, che è stata concepita con un format itinerante e che toccherà, ad anni alterni, le città di Cividale del Friuli, Palmanova e Aquileia.

E sarà proprio nella prima delle tre città friulane che MYTHO Marathon farà il proprio esordio nella domenica del 28 marzo 2021 lungo un tracciato “a margherita” che verrà svelato tra pochi giorni.

«Abbiamo pensato a una competizione sulla classica distanza della maratona olimpica in grado di posizionarsi nel mercato internazionale in modo originale e ‘unconventional’ partendo proprio dal nome dell’evento, che evoca una narrazione eroica dell’impresa sportiva – ha commentato Federica Fasano, Project Leader di MYTHO Marathon – e la formula adottata per la nostra competizione vuole lanciare una sfida a quei runner che, per l’appunto, vogliono entrare nel … MYTHO».

Solo coloro che porteranno a termine le tre competizioni potranno fregiarsi del titolo di MYTHO e indossare la speciale medaglia che verrà composta anno dopo anno, al termine di ogni maratona, secondo una costruzione unica e originale che verrà svelata nel corso dell’inverno.

MYTHO Marathon nasce con il patrocinio di Regione Friuli Venezia Giulia che ha collocato la competizione tra gli eventi clou della propria stagione 2021 e si propone di riportare nelle tre città, che hanno in comune il prestigioso titolo di Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il desiderio di ripartenza e riscoperta. Nel 2011 la città di Cividale del Friuli è entrata a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO col titolo “I longobardi in Italia. I luoghi di potere (568-774)”: famosa proprio per essere stata capoluogo longobardo del Friuli, a Cividale è possibile ammirare le più significative testimonianze di questa civiltà. L’appuntamento con Palmanova sarà nel 2022 e Aquileia ospiterà la terza edizione nel 2023, per poi rincominciare l’anno successivo nuovamente da Cividale del Friuli.

«La manifestazione ha obiettivi trasversali riguardo la promozione del territorio, il coinvolgimento del pubblico e la voglia di innovazione e con l’evento intendiamo valorizzare le tre città friulane che sono state insignite del titolo di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, sull’onda della promozione delle bellezze del Bel Paese.- ha commentato Alessandro Genuzio, Presidente del Comitato Organizzatore di MYTHO Marathon – Desideriamo arricchire il programma di MYTHO Marathon con

appuntamenti non solo per i runner più esperti ma per un pubblico che ricerca il benessere fisico attraverso una corsa».

Ad aprire il programma degli eventi sarà MYTHO in Rosa, corsa non agonistica riservata alle donne, che si terrà nel pomeriggio di sabato 27 marzo, lungo un tracciato di 7 chilometri con partenza e arrivo dallo straordinario parco di Villa De Claricini Dornpacher, ubicata a Bottenicco di Moimacco, piccolo borgo rurale alle porte di Cividale del Friuli. Il giorno successivo l’agenda della manifestazione prevede il format allargato alla MYTHO Team Marathon, una staffetta di quattro runner che dovranno correre poco più di 10 chilometri a testa: l’obiettivo è coinvolgere un pubblico sempre più ampio di runner e di semplici appassionati di corsa. Ultima, ma non certo per importanza, la MYTHO Half Marathon di 21.097 chilometri, ottima prova di allenamento in vista delle quarantadue chilometri internazionali di primavera.

Per ulteriori informazioni www.mythomarathon.it

 

11 ottobre - Il coraggio di ripartire premiato anche dal meteo, infatti ha smesso di piovere poco prima della partenza e le gare, mezza maratona e 10 chilometri, si sono svolte regolarmente.

Festa burundese con la doppietta nella gara femminile e il primo posto in quella maschile, ma buone notizie anche sul fronte italiano.

La gara maschile si riduce sin da subito ad una sfida a tre, con Salvatore Gambino nella morsa dei due burundesi, Jean Marie Vianney Niyomukiza (Atl. Sandro Calvesi) e Rubayita Siragi (Atl. Castello), entrambi portano in dote dei tempi di rilievo, rispettivamente 1:03:45 e 1:03:30. Eppure Gambino (DK Runners Milano), atleta esperto, classe 1980, fa la sua gara senza alcuna soggezione; tra l’altro è un periodo di ottima forma, recentemente ha ritoccato i suoi personale su 1500 metri, miglio e 10 chilometri.

Verso il km 10 Siragi, che aveva allungato subito dopo la partenza, perde alcuni metri per poi cedere definitivamente nei chilometri successivi; segue a breve distanza Antonino Lollo (Atl. Bergamo 1959), costretto a correre da solo. La gara si risolve all’ingresso in Pisa, verso il km 18, con Niyomukiza che allunga sull’avversario e va a vincere in 1:05:58. Secondo posto e ottima prestazione per Salvatore Gambino, che a 40 anni realizza il suo personale col tempo di 1:06:19 (precedente 1:06:31). Terzo posto per Antonino Lollo: anche per lui una gara da ricordare, nuovo personale di 1:06:48 (precedente 1:07:20). Appena giù dal podio Fabio Conti, che comunque lima il suo personale di un secondo, tempo 1:08:26.

Corsa femminile, come detto sopra, dominata dalle atlete del Burundi: vittoria per Niyomukunzi (1:13:00-Atl. Castello) al suo esordio sulla distanza; secondo posto per la connazionale Nahimana Cavaline (1:14:08-Ilove Athletic Terni). Bene Sarah Giomi (Cus Pro Patria), terza in 1:18:09, che conferma una notevole regolarità sulla mezza maratona. Benissimo l’evergreen Eliana Patelli, che si porta a casa un’ennesima buona prestazione, suo il tempo di 1:19:01.

Sono 1046 gli arrivati, contro i 1204 del 2019, si tratta di un ottimo risultato in questo periodo che potrebbe (dovrebbe) incoraggiare altri organizzatori a provarci.

Percorso ritenuto molto scorrevole dai partecipanti, eccezion fatta per gli ultimi tre chilometri. Mancava il podio, in osservanza forse eccessiva delle norme anti covid, che comunque sono state fedelmente rispettate.

 

 
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(M.L.) In un periodo dove fioccano gli annullamenti è da apprezzare chi ci prova ed ha “il coraggio di ripartire”, come il presidente del Club Super Marathon, Paolo Gino. I maratoneti in crisi di astinenza a Cesenatico troveranno un ampio menu a loro disposizione, dai 10 chilometri sino alla 6 ore, passando per la mezza maratona, la 30 chilometri e, ovviamente, la maratona.

Lo scenario è il Parco del Levante di Cesenatico, un polmone verde di 40 ettari, si corre su un circuito di 1.917 metri da ripetere un numero di volte in relazione alla distanza scelta.

Ovviamente si confida che non ci saranno peggioramenti della situazione relativamente al covid, o comunque tali da impedire lo svolgimento della manifestazione.

Ecco la presentazione e tutte le informazioni per partecipare.

Partenza di tutte le gare dalle ore 7:30 alle ore 8:30. Si organizzeranno anche una Sei Ore, una 30 km, Mezza Maratona e 10 km.

Presso piazzale Donatori degli Organi CESENATICO

Rilevamento tramite DREAMRUNNER con chip a applicare alla scarpa..

COSTI 2020 fino 28/10/2020 

10,000 km:                                   non soci 10,00 €                      soci CSMI 10,00 €

21,0975 km:                                   non soci 15,00 €                       soci CSMI 15,00 €

30,000 km:                                  non soci 20,00 €                       soci CSMI 15,00 €

42,195 km:                                  non soci 25,00 €                       soci CSMI 20,00 €

Sei Ore:                                         non soci 25,00 €                       soci CSMI 20,00 € 

Le iscrizioni chiuderanno tassativamente alle ore 24:00 del 28/10/2020.

Le iscrizioni la mattina della gara prevederanno un supplemento di 10,00 euro per tutti gli atleti e verranno effettuate dalle 7:00 alle 8:00, per cui si prega di arrivare per tempo.

 

Per l’iscrizione è necessario comunicare i seguenti dati: cognome, nome, luogo e data nascita, nazionalità, indirizzo di residenza, telefono fisso o mobile, email, nome società sportiva, codice società, numero di tessera. NON SI ACCETTANO ISCRIZIONI E PAGAMENTI AL MATTINO. Le iscrizioni devono essere effettuate esclusivamente tramite  www.dreamrunners.it - Informazioni Gare sul Sito www.clubsupermarathon.it

REGOLAMENTO

Il Club Super Marathon Italia, organizza la undicesima edizione della Maratona del Presidente dedicata al suo fondatore Sergio Tampieri. L’evento è di carattere privato ed aperto a tutti, uomini e donne, che abbiano compiuto 20 anni, in regola con la certificazione sanitaria che attesti l’idoneità all’attività agonistica Atletica leggera; iscritti alla FIDAL o ad enti di Promozione Sportiva in convenzione con Fidal o in possesso di Runcard. Percorso su una pista piatta asfaltata a forma di anello del PARCO DI LEVANTE, 1.917,95 metri, più giri con tappeto di controllo.

  • Maratona pari a 22 giri. Tempo limite 7 ore.
  • 30 km pari a 16 giri più pari a 30,675 km
  • Mezza Maratona pari a 11 giri.
  • 10 km pari a 5 giri pari a 9,589 km
  • Sei Ore pari ai km percorsi nelle sei Ore. stop sotto l’arco non si conteranno i metri percorsi nell’ultimo giro incompleto

TUTTE LE GARE PARTIRANNO DA LE ORE 7:30 alle 8:30 DEL 1/11/2020

Nella quota di iscrizione sono compresi: assicurazione, cronometraggio e classifiche, ristori, servizio sanitario con ambulanza e medico, medaglia ricordo giornaliera, piccolo trofeo per i primi tre classificati assoluti uomini e donne. Non esistono premi di categoria. Non esiste pacco gara spogliatoi, no deposito borse, no docce. Tranne quelli della 10 km a tutti gli atleti partecipanti pizza party dopo le ore 12:30 presso il Ristorante vicino al del Parco.

il pettorale è personale e non deve essere scambiato con quello di altri partecipanti. Deve essere applicato ben visibile sulla maglia. Il chip deve essere posizionato unicamente alla scarpa. Non possono essere occultate scritte, numeri e loghi, pena la squalifica. 

Cronometraggio e Classifiche: il cronometraggio sarà eseguito da Dream Runners. Le classifiche degli atleti partecipanti saranno pubblicate sul sito www.clubsupermarathon.it  e tramite  www.dreamrunners.it.

Ritiro pettorali: SOLO LA MATTINA DELLA GARA 1 novembre 2020 dalle ore 6:30.

Tempo limite Maratona 8 ore dalla partenza individuale

Parcheggi: parcheggi piazzale Donatori degli Organi CESENATICO

Privacy: ai sensi del testo unico D.Lgs. 196/2003 in materia di privacy, s’informa che i dati personali raccolti saranno utilizzati soltanto per l’elenco dei concorrenti partecipanti e le classifiche finali.

Avvertenze finali: l’organizzazione si riserva di modificare, in qualunque momento, ogni clausola del presente regolamento per motivi di forza maggiore. Eventuali modifiche a servizi, luoghi e orari saranno riportate sul sito www.clubsupermarathon.it. La manifestazione avrà luogo con qualsiasi condizione atmosferica. Non sono ammesse partecipazioni a qualsiasi titolo di atleti non iscritti all’evento e/o privi dei requisiti richiesti dal presente regolamento. Non Sporcare! Gettare spugne, bottiglie e bicchieri negli appositi contenitori. Lasciamo il circuito come lo abbiamo trovato.  Grazie.

Ospitalità: non esiste Palestra o struttura per dormire.   

 

REGOLAMENTO ANTICOVID PROTOCOLLO UISP EVENTI E COMPETIZIONI “NO STADIA”

PRESCRIZIONI COMPORTAMENTALI PER ATLETI E ORGANIZZAZIONE Prima, durante e dopo l’evento, L’organizzazione, tramite lo speaker, dovrà comunicare e ricordare i comportamenti da mantenere per garantire il rispetto delle norme anticontagio Covid 19. In fase di allestimento, l'organizzazione dovrà allestire un’area smaltimento rifiuti con adeguati contenitori per la raccolta differenziata utilizzabili da ogni partecipante; è consigliabile, che l’organizzazione, preveda un sistema di comunicazione tramite sms o chat di messaggistica circa le modalità di accesso alla gara e di svolgimento della medesima oltre alle disposizioni previste in ambito sanitario. È vietata la presenza di pubblico salvo disposizioni diverse dell’Autorità preposta. In particolare occorrerà garantire la disponibilità dei Dpi previsti dalla normativa anticontagio (gel lavamani, mascherine, cartellonistica) in tutti i settori dedicati alla manifestazione. I partecipanti all’evento (atleti, giudici, volontari e staff) dovranno:

  • praticare il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro (2 metri durante l’attività fisica) e indossare la mascherina, inoltre tutto lo staff dovrà avere in dotazione guanti monouso e/o gel lavamani;
  • coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o una manica (non le mani) quando si tossisce o starnutisce;
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, riporre fazzoletti o salviettine (monouso) utilizzate durante la corsa in appositi taschini e gettarli successivamente nei contenitori predisposti dall'organizzazione;
  • prima e dopo l’attività fisica utilizzare sempre le mascherine o idonea protezione di naso/bocca;
  • gli atleti non dovranno condividere oggetti personali (vedi creme o indumenti);
  • evitare strette di mano, abbracci o altre forme di contatto fisico. 

PRIMA DELLA PARTENZA Distribuzione e consegna pettorali avverrà in un’area riservata. I singoli atleti potranno accedere all’area partenza solo dopo aver ricevuto il pettorale e solo se muniti del modulo di Autodichiarazione Covid 19 (Allegato A) che verrà consegnato al personale addetto all’accoglienza dopo aver rilevato, a cura dell’organizzazione, la temperatura ed aver constatato l’idoneità del singolo all’ingresso.

 BORSE Il deposito borse è vietato, per evitare assembramenti e soprattutto contatti tra le persone.

RISCALDAMENTO Zona riscaldamento Gli atleti devono effettuare il riscaldamento in una zona distante dal campo gara indossando la mascherina.

TRIAGE  Settore Triage In questo settore, ubicato immediatamente prima della zona partenza, il personale dell’organizzazione addetto accoglierà gli atleti muniti di pettorale, la giuria e il personale di servizio, verificandone e ritirando l’Autodichiarazione Covid debitamente compilata e sottoscritta e rilevandone la temperatura corporea che non dovrà superare 37,5° C; in caso contrario, il personale dovrà allontanare la persona dalla manifestazione e segnalare il caso all'autorità sanitaria mediante il numero telefonico dedicato. La documentazione di gara (lista partecipanti e relative Autodichiarazioni Covid 19) dovrà essere conservata dall’organizzazione per almeno 14 giorni allo scopo di garantire la tracciabilità di eventuali contagi.

Terminate le operazioni di triage e prima di accedere all’area riservata alla partenza l'atleta dovrà effettuare la sanificazione delle mani.

PARTENZA Zona partenze.  Non avendo nel parco di Levante areee abbastanza ampie la partenza avverrà singolarmente subito dopo aver ritirato il pettorale. L'utilizzo di un sistema di cronometraggio con chip elettronico per garantire la stesura delle classifiche con modalità real time gestirà il corretto svolgersi della gara. La partenza sarà a cronometro individuale (no coppie) tra una partenza e la successiva si prevede l'intervallo di almeno 20 secondi. Il percorso è in circuito:  si obbliga a non sorpassare nelle strettoie per garantire il distanziamento interpersonale in caso di sorpasso.

MASCHERINE Comportamenti degli atleti.  Gli atleti presenti nella griglia di partenza dopo la fase di identificazione (zona triage), dovranno indossare la mascherina fino allo start e nei primi 500 metri di gara. La mascherina andrà poi riposta in un apposito sacchetto personale e portata al seguito durante la gara, per essere indossata dopo aver terminato la stessa.

Dopo la partenza, agli atleti sul percorso è fatto divieto di utilizzare un pacer, correre in scia, superare un altro concorrente riducendo il distanziamento interpersonale.

SOLO ACQUA. Ristori La gara è in auto gestione ci sarà solo distribuzione di bevande in bottigliette chiuse.

NIENTE cibi solidi e confezionati e sigillati. Vietato depositare su tavoli o sedie cibi etc, deve essere tutto portato con voi nei vostri marsupi o zaini

RIFIUTI È predisposto un sistema di raccolta rifiuti mediante posizionamento di un adeguato numero di contenitori nel tratto di percorso immediatamente successivo al punto ristoro;

NIENTE  spugnaggi

ARRIVO: la zona arrivo è sufficientemente ampia per evitare contatti tra gli atleti in volata; immediatamente dopo il traguardo è predisposto un percorso obbligato, dove all’atleta, che nel frattempo indosserà nuovamente la mascherina e manterrà un adeguato distanziamento interpersonale, sarà consegnata unicamente la medaglia. NIENTE PREMIAZIONI di nessun genere e tipo, niente omaggi o pacchi gara prima e dopo.

CLASSIFICHE solo on line, non fermarsi in zona arrivo per fare domande a riguardo.

USCITA. Gli atleti dovranno immediatamente uscire dalla zona di gara e recarsi nelle proprie auto o alberghi a cambiarsi. Si prega di non tornare a fare assembramenti dopo il termine della gara, pena la squalifica.

PASTA PARTY. Presentarsi al Pasta party nel ristorante vicino con il pettorale altrimenti non verrete serviti.

 

"Solo" record europeo: ci eravamo abituati bene, a record dichiarati e puntualmente fatti in questi ultimi tempi. Eppure Sifan Hassan ha realizzato una grande prestazione facendo, appunto, il record europeo, 29:36:67; ha superato di gran lunga quello ormai antico di Paula Radcliffe, fatto nel lontano 2002 (30:01:09). Una prestazione di assoluto rilievo anche perché realizzata in condizioni meteo davvero difficili, con vento e pioggia, a tratti molto intensa, ed una temperatura di 9 gradi.

La cronaca della gara: la lepre designata è Laura Weightman, forte atleta inglese che nello scorso agosto sui 5.000 metri ha portato il suo personale a 14:35. Dopo 1000 metri di gara restano in tre, e dopo 2000 in due,  Sifan Hassan e la lepre, che svolge molto bene il suo ruolo, portando la Hassan ai 3500 metri perfettamente in linea per battere il record del mondo. A questo punto l’olandese, di origine etiope, allunga decisamente, portandosi nettamente in vantaggio rispetto alla linea rossa (la wavelight), che indica il record del mondo. Probabilmente questo è un errore. Dal sesto chilometro di gara tale vantaggio inizia progressivamente e costantemente a ridursi, dopo 20 giri (8.000 metri) è ormai chiaro che il record del mondo è svanito (Almaz Ayana, 29:17:45), tuttavia c’è un altro prestigioso obiettivo da battere: il record europeo, rispetto al quale è in netto vantaggio.

Sifan Hassan vince la gara (si fa per dire, era scritto che avrebbe vinto lei), realizzando un grande tempo, 29:36:67, nuovo record europeo e quarto tempo all time. Al secondo posto arriva l’etiope Gemechu Tsehay (30:57:73), che sfiora il suo personale di 30:57, fatto proprio qui ad Hengelo nel 2019. Terza la giovane keniana (19enne) Sara Chelangat, al suo esordio sulla distanza realizza un ottimo e promettente 31:06:46.

C’erano altre due gare, che definirei proprio di contorno. 1.000 metri donne e 5.000 metri uomini. Niente di rilevante da raccontare, con Yomif Kejelcha che sui 5.000 metri chiude al primo posto in 13:12:84 (ben lontano dal suo personale di 12:46). A seguire l’australiano Steward McSweyn (13:16:05) e il keniano Matthew Kimeli, che si migliora con il tempo di 13:24:54.

Insomma, per una volta si dichiara un record che non si realizza, anche se in realtà la Hassan ha fatto quello europeo che non è poca roba, soprattutto in quelle condizioni meteo. La circostanza che tanti record siano caduti in un periodo di parziale lockdown e con poche gare per testarsi fa pensare (a qualcuno anche male); in realtà potrebbe essere che gli atleti in questo periodo, senza la distrazione delle gare, hanno avuto modo di migliorare alcune caratteristiche, tipicamente quelle relative al potenziamento muscolare.

Per il resto nascono mille considerazioni ed opinioni sull’opportunità di organizzare gare che non sono gare (ne abbiamo viste diverse in questo periodo), perché il vincitore è già deciso, si aspetta solo il tempo finale; anche perplessità sull’utilizzo di ulteriori ausili tecnologici, dicasi le wavelight (già viste, sia pure in altro modo e contesto alle prove di Eliud Kipchoge in maratona) che ti dicono dove ti trovi in qualunque momento della gara rispetto al record che devi battere. Un utilizzo sempre più massiccio delle lepri, cosa peraltro consentita, sia chiaro.

Impossibile non restare affascinati dalla bellezza e facilità della corsa di Joshua Cheptegei, giusto per prendere l’ultima impresa, la sua fantastica cavalcata record sui 10.000 metri, volati in 26:11. Tuttavia l’emozione che suscita il duello uomo contro uomo, donna contro donna, è un’altra cosa; gare anche tattiche, che magari non producono record del mondo, ma sono avvincenti, coinvolgenti, ti tengono col fiato sospeso, alla fine c’è un autentico vincitore della gara. Perché si tratta di gara vera. I meno giovani ricorderanno Antibo contro Skah, El Guerrouj contro Tanui, e così via.

Ma questo è ciò che accade di questi tempi, dove è molto difficile organizzare i veri meeting, quindi proviamo ad accettare di buon grado, e con ammirazione, questo genere tipo di prestazioni.

Del resto, come dice l’amico Ferruccio Demadonna, tutto fa brodo, tutto aiuta ad accendere i riflettori su uno sport che non gode certo dei privilegi di calcio e ciclismo. Un interesse verso l’atletica che si manifesta solo in presenza di record e Olimpiadi.

Perfino la Gazzetta dello Sport è stata costretta ad aumentare lo stringato numero di righe che generalmente ci dedica...  

 
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Una battaglia durata diversi mesi tra chi voleva rinviarle a dopo le Olimpiadi 2021 (ex 2020), il direttivo attuale (direi ovviamente), e chi pretendeva il rispetto delle regole, ovvero il quadriennio olimpico. Si faranno il 31 gennaio 2021, in tempo utile per programmare le attività, soprattutto in prospettiva Olimpiadi, con l’auspicio che si facciano. Ricordo che era stata imposta la data del 15 marzo come termine ultimo per le elezioni.

Il passaggio interessante, che in realtà a me pareva scontato, è che si manterranno gli attuali vertici per quanto riguarda la direzione tecnica. Ecco nel dettaglio quanto deciso, come si legge dal sito Fidal:

Al fine di dare l’opportuna continuità al lavoro degli atleti azzurri e dei rispettivi tecnici personali in funzione dei Giochi Olimpici di Tokyo, il Consiglio ha deliberato: 1) di confermare la Direzione tecnica, la struttura tecnica e la struttura sanitaria fino al 30 settembre 2021; 2) di confermare per il 2021 il regolamento di erogazione delle indennità ad atleti e tecnici dell’Atletica élite club; 3) di approvare l’elenco Atletica élite club e Progetti speciali 2021; 4) di procedere agli incontri di programmazione tecnica al fine di definire i relativi accordi con atleti e tecnici personali.

Purtroppo il meccanismo elettivo resta sempre lo stesso: piccole e medie società, tecnici, è altamente improbabile, come già avvenuto in passato, che si rechino a Roma per le votazioni. In un’epoca dove la tecnologia pare così largamente diffusa e utilizzata, risulta poco comprensibile l’impossibilità di votare online. Si provi a pensare alle iscrizioni alle gare, è tutto online, quale è la difficoltà di farlo in questa circostanza?  

Le elezioni dei comitati regionali dovranno essere effettuate nella finestra temporale 1 gennaio – 15 marzo. Sarà interessante vedere quali si muoveranno prima del 31 gennaio, senza attendere gli esiti del nazionale, quasi a rivendicare, in senso propositivo, la propria autonomia e indipendenza.   

Ora quindi avanti con i candidati sinora dichiaratisi: Stefano Mei, il primo a muoversi; poi Vincenzo Parrinello e Roberto Fabbricini, persone ben note in ambito federale, con una lunga militanza nei più svariati ruoli. Altri new entry? Non impossibile ma certamente difficile, tre mi paiono già tanti. Invece altamente probabile che importanti personaggi del mondo dell’atletica supportino uno dei candidati già presenti, magari perché convinti della bontà del programma, oppure molto più banalmente per la ricerca di un posto al sole nel prossimo consiglio.

Che vinca il migliore, sperando sia davvero così.

 
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Martedì, 06 Ottobre 2020 23:52

Arena di Milano, finalmente si riparte

Accadrà domenica 11 ottobre, una sorta di battesimo con la presenza di rappresentative provinciali lombarde e piemontesi, categoria cadetti (nati 2005-2006) ed è bello che tutto ricominci proprio dal settore giovanile. L’inaugurazione vera e propria avverrà tra breve, così come si spera presto arrivino tutte le attrezzature e si proceda con l’omologazione per tutte le specialità.

Lavori di rifacimento pista durati un anno, in realtà era inutilizzabile già diversi mesi prima (disponibili invece gli spogliatoi, salvo problemi covid). Torna l’atletica, speriamo anche quella di alto livello, che in realtà non si vedeva all’Arena dal 2015, eppure questo impianto nel tempo ha visto prestazioni di alto livello, basti citare il record del mondo realizzato da Marcello Fiasconaro (anno 1973, 800 metri, 1:43:70). Anche altri sport hanno “vissuto” da queste parti, ad esempio fino al 1950 Milan ed Inter giocavano proprio qui le loro partite.

Un impianto storico, nato come anfiteatro nel 1807, divenuto poi settant’anni più tardi Arena Civica. Ben più recentemente intitolata a Gianni Brera.

Il colore, anzi, i colori scelti, perché si tratta di uno “spezzato”, sono il verde e l’arancio.

Speriamo sia l’inizio di una nuova era, e confidiamo che quanto prima si proceda alla ristrutturazione di tutto ciò che si trova intorno alla pista stessa, condizione essenziale per tornare a vedere i grandi eventi dell’atletica.

 

4 ottobre - Anche nella seconda giornata di gare (ieri si è corso il Vertical), scampato il pericolo meteo per il Trofeo Nasego, che si è corso regolarmente: Nasego che nell’occasione era campionato italiano di corsa in montagna su lunga distanza.
Nella gara maschile il primo posto è del francese Sylvain Chacard, che si prende la rivincita da Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), che lo aveva battuto al recente Fletta Trail; terzo Xavier Chevrier (Atl. Valli Bergamasche). Quarto posto per il vincitore dell’edizione 2019, Andrew Douglas.

Al femminile la vincitrice è l’irlandese Sarah McCormack, davanti a Francesca Ghelfi (Podistica Valle Varaita), terza Elisa Sortini (Atl. Alta Valtellina).

Per effetto di questi risultati Francesco Puppi e Francesca Ghelfi sono i campioni italiani di specialità del 2020.
Nella classifica per nazioni Italia al primo posto nel maschile, invece al femminile prevale la Repubblica Ceca.

Di seguito maggiori informazioni a cura del comitato organizzatore.

Grande impegno ed attenzione da parte degli organizzatori di Atletica Valli Bergamasche Leffe e di ABCF Comero per disporre un protocollo adeguato: mascherine e distanziamento, le parole d’ordine di questa edizione. Ma al centro c’erano le gare, e le gare non hanno tradito: spettacolo puro con la prima parte come di consuetudine lanciata a tutta nelle vallate laterali di Casto con il Parco Fucine, le Ferrate, i Piani di Alone. Poi la scalata al Nasego, il simbolo ed icona di questa gara giunta alla 19^ edizione.

Al Maschile un plateau di campioni clamoroso che ha dato vita ad una sfida emozionante, ed all’interno una sfida che si rinnova, quella tra Sylvain Cachard e Francesco Puppi, che già al FlettaTrail di Malonno avevano dato vita ad un duello appassionante.

Nella primissima parte si fanno vedere Chevrier e Maestri in un gruppetto che comprende Cachard, Puppi, Douglas e Rancon. I cinque insistono e sono insieme anche a metà gara. La gara gira al km 14 quando la salita più dura è al suo inizio. Cachard e Puppi riescono a fare la differenza mettendo quasi un minuto sugli inseguitori.

Puppi fa il forcing in discesa ma Cachard non si stacca e con sagacia tattica attende la discesa finale per l’attacco che risulterà decisivo. Certo il copione poco si discosta da Malonno ma questa volta a Puppi non riesce il miracolo. Cachard vola letteralmente e polverizza il record di Douglas. Nuovo primato del tracciato: 1h34’11”.Podio completato da Puppi 2° che si laurea tricolore di lunghe distanze e da Xavier Chevrier, super atteso al rientro il fenicottero non ha deluso e dopo tanto tempo conferma intatta classe e talento di uno dei più grandi interpreti del mountain running europeo degli ultimi 10 anni.

Gran top ten, con il gotha europeo della specialità: Andy Douglas (Sco) 4°, un immenso Julien Rancon (Fra) 5°, Cesare Maestri 6°, Henri Aymonod 7° (vincitore della combinata con il Vertical), lo sloveno Beçan 8°, Alberto Vender 9° e Jean Baptiste Simukeka (Rwa) 10°.

Nella gara Femminile assolo stupendo di Sarah McCormack che dopo l’argento dello scorso anno trionfa alla Nasego mettendo in bacheca un altro Trofeo Internazionale di grande prestigio. La vincitrice dell’ultima World Cup è irresistibile per tutte le avversarie, spinge sull’acceleratore e scava un divario di oltre 1 minuto sulle avversarie che danno vita invece ad un continuo avvicendarsi alle sue spalle.

Il duello premia alla fine la portacolori della Pod. Valle Varaita Francesca Ghelfi, 2^ nella generale e nuova campionessa italiana di lunghe distanze. Terzo gradino del podio per Elisa Sortini, autrice di una prova coraggiosa dopo una vigilia segnata dalle incertezze per un infortunio muscolare.

Il podio italiano saluta il bronzo di Alessia Scaini, al suo esordio in una gara così lunga e dura dal punto di vista fisico la giovane e talentuosa promessa dell’Atletica Saluzzo si presenta anche nella top 10 di giornata con il 4° posto finale e con il titolo italiano under 23.

La top 10 femminile generale del Trofeo Nasego 2020 vede poi al 5° posto Primitive Niyirora (Rwa), 6^ Lorenza Beccaria, 7^ Alice Gaggi, 8^ Tegegn (Eth), 9^  la promessa francese Jade Rodriguez, 10^ la detentrice del titolo Lucy Wambui Murigi (Ken).

La mattinata si era aperta con la grande novità di questa edizione 2020: il Trofeo Nasego Junior, una manifestazione internazionale under 20 voluta con forza dai vertici Federali della corsa in montagna per dare un minimo di senso ad una stagione che ha visto la cancellazione dell’intero programma internazionale giovanile con Europeo, Youth Cup e mondiale che non si disputeranno.

Nella cornice splendida del Parco delle Fucine, dove è racchiusa la storia stessa di Casto e della sua comunità, i giovani atleti di Italia, Repubblica Ceka e Slovenia si sono dati battaglia per festeggiare poi con i grandi all’arrivo di Famea.

Vittoria netta al maschile dell’azzurrino Alain Cavagna che ha messo in fila i connazionali Alessandro Crippa ed Alessandro Rossi. Al femminile la ceka Adela Kolackova precede la slovena Nusa Mali e Sona Kourilova (Cze).

 
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