Liberi tutti dal 4 maggio, ma siamo sicuri?

Le parole del premier Conte sono state chiare, almeno per quanto riguardava il capitolo running. Dal 4 maggio si potrà correre. Senza divieti specifici rispetto ai tempi pre coronavirus. Basta col concetto di prossimità, basta coi 200 metri, basta mascherina, salvo che la pratica dovrà essere individuale e bisognerà tenere conto del distanziamento sociale. Resta tuttavia un punto interrogativo, ovvero come reagiranno gli enti locali. Fino ad oggi siamo stati invasi da ordinanze regionali, provinciali e comunali che nella pratica hanno creato un’Italia podistica a più velocità. Dai posti dove proprio non si poteva mettere piede fuori per correre, come in Emilia-Romagna, Val d’Aosta, Campania e Sicilia al “paradiso” della provincia di Bolzano. Ultimamente anche in alcune delle zone più “cattive” si è fatto marcia indietro, tuttavia la situazione resta frammentaria.
Il quesito che sorge spontaneo è dunque il seguente: visto che le regioni sicuramente emetteranno nuove ordinanze, quelle attuali sono sincronizzate al precedente DPCM con la scadenza al 3/5 pv, ci saranno delle “novità” anche per i podisti? Cosa estrarranno dal cilindro i "prestidigi-governatori"? Cosa s’inventeranno a livello di mascherine, distanze e cineserie assortite per complicarci ancora la vita? Noi speriamo di no, ma nutriamo un certo pessimismo, specialmente per alcune regioni. Speriamo di essere smentiti. Nel frattempo incrociamo le dita.